
Penso si capisca chiaramente – solo un imbecille potrebbe pensarla diversamente – che i link che compaiono nella sezione di link nice stay – bei posti che figura nella home page di questo blog non hanno nulla a che fare con la categoria degli advertising, ovvero degli annunci pubblicitari.
Primo perché quegli hotel, perché è di alberghi (agriturismi, hotel, bed & breakfast) che sto parlando, non farebbero certo pubblicità su un wine blog, secondo perché anche i bambini capiscono che non si tratta nemmeno di “consigli per gli acquisti”, ma di semplici segnalazioni di posti dove sono stato ospite, mi sono piaciuti e mi sono trovato bene.
E pertanto, visto che considero quella dei lettori di questo blog una comunità (fatta anche da persone che accade sovente che poi vadano ad acquistare i vini che segnalo: pubblicità, magari occulta, anche quella?) posti che mi sento di consigliare, mediante una banale segnalazione, un semplice link, loro, nel caso dovessero trovarsi a passare nelle zone dove quegli alberghi hanno sede. Talmente “pubblicitaria” questa pratica, che dei link posti nella sezione “nice stay – bei posti” i vari alberghi non hanno praticamente mai ricevuto notizia da me.
Magari se ne sono accorti per caso, per il meccanismo dei link in entrata, o dei pingback, o semplicemente perché qualche lettore vedendo le segnalazioni e scegliendo magari di sostare in quell’albergo aveva comunicato allo stesso come l’aveva rintracciato, ovvero tramite il link su questo blog.
Tutto chiaro, tutto trasparente, eppure qualche farabutto, è accaduto, ve lo assicuro, è arrivato a scrivere e a dire in giro che il sottoscritto dice di essere contro le marchette e la pubblicità e poi fa invece pubblicità occulta agli alberghi.
Mentre qualche altro idiota, a dire solo metà del suo nome, in una nota località vinicola delle cui sorti continuo e continuerò ad occuparmi molto, avrebbe sostenuto che il sottoscritto “lo si compra con un po’ di pubblicità, così non rompe più i corbelli”…
Non ci sarebbe da aggiungere altro se non “confessare” (a mezza voce) che un filo di “pasticcio” c’è, perché le segnalazioni, novanta su cento riguardano posti dove il sottoscritto ha soggiornato ed é stato ospite senza pagare, perché questo strano mestiere lo porta spessissimo in giro per lavoro (ho calcolato che in settembre saranno una dozzina le notti che trascorrerò fuori casa) e quindi le spese per i pernottamenti e per la mia sistemazione in alberghi che molto spesso sono splendidi (e in alcuni casi il sottoscritto non si potrebbe permettere: cito l’Hotel La Perla, La Fontanina ed il Melograno su tutti) sono a carico di chi mi invita.
Ecco scoperto “l’arcano”! Vuoi vedere che quel “trafficone” dello Ziliani é finito anche lui nel tritatutto di quel meccanismo della marchetta come sistema e come pratica diffusa che condanna, e nel quale eccellono moltissimi suoi “colleghi”, quelli che lui definisce “professionisti del week end a sbafo”, perché magari in un post cita quegli alberghi che l’hanno ospitato e ne inserisce il link nella sezione dei “nice stay”, puntando magari a farsi nuovamente invitare, ovviamente a sbafo?
Alla faccia del virtuoso e dell’incorruttibile…
Scritto da Franco Ziliani alle 7:57, in A proposito di Vino al vino
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