Barzellettieri o ubriachi (di parole a vanvera) già prima di Natale?

Barolo bag in box: e c’è chi batte le mani…

Mancano ancora dieci giorni al Natale eppure si registrano ancora casi di ubriachezza. Non molesta, beninteso, trattandosi di ubriachezza da parole a vanvera, ma nociva solo per l’immagine e la credibilità di chi ne è stato responsabile.

Devo ringraziare l’amico e collega Filippo Larganà ed il suo utilissimo blog Sapori del Piemonte, che vi consiglio di consultare periodicamente, per aver appreso questa cosa che non so come definire, se come una testimonianza di eccessivo “alzamento di gomito”, un’inconsapevole boutade o piuttosto una prova di barzelletta. Per vedere l’effetto che fa e decidere se raccontarla, tra una tornata di tombola, un po’ di frutta secca, un mandarino, l’ammazzacaffé e una partitina a briscola, il giorno di Natale.

Autore, non so se davvero consapevole o se inconsapevolmente a causa dell’età elevata, elemento reso più probabile dal fatto che la persona in oggetto ha 80 anni e fa Noé di cognome, è un maturo enologo piemontese, Giuliano Noé, il quale, come si legge su Sapori del Piemonte,  nel corso di “una conferenza stampa di quella cantina cooperativa dei viticoltori di Vinchio e Vaglio Serra, presso la quale ha realizzato la rinascita della Barbera” ha dichiarato, tra lo stupore generale e, immagino, qualche sorriso di compatimento (è brutto invecchiare male…) che “il bag in box è il migliore contenitore per i vini, tutti i vini, anche quelli di qualità”.

E doppiando fulmineo il destro con un sinistro il nostro, nel caso non si capisse che la barzelletta stava raggiungendo il climax, e il traballamento da troppa Barbera si faceva rischioso per la stabilità, il buon Noé ha aggiunto: “Secondo me anche il Barolo potrebbe benissimo andare nel bag in box. Se ne avvantaggerebbe la conservazione della qualità che non verrebbe in nessun modo lesa da un contenitore che ritengo moderno, sicuro e adatto a tutti i vini, Barolo compreso”. E in conclusione ha annunciato di voler fare una sperimentazione (a casa sua o nella Cantina di Vinchio e Vaglio Serra?) con un Barolo bag in box.

La barzelletta poteva finire qui, ed esaurita la “sbornia”, con tanto di “Vóce del sén fuggita (Pòi richiamàr non vale)”, e fatte due risate, “il Barolo bag in box”, ma dai, non spararla grossa!”, si poteva tornare a casa. E stappare una bottiglia di Barolo di quelli giusti. Bottiglia di vetro, con tappo di sughero. Da aprire servendosi di cavatappi. Con tanto di “ritualità della stappatura”.

Invece le comiche sono continuate e sono diventate ancora più spassose e preoccupanti (siamo di fronte a barzellettieri o ad ubriachi, di parole, già prima di Natale?) quando ho appreso che non a stigmatizzare, ma a battere le mani, a complimentarsi con la voce dal sen fuggita a Noé, è intervenuto un comunicatore del vino, una persona d’esperienza e assennata, che ha collaborato e collabora con Consorzi vinicoli, dispone di un seguito e stimato sito Internet, Internet Gourmet.

Questa persona si chiama Angelo Peretti, ed è autore di questo articolo, all’interno del quale si possono leggere dapprima queste testuali parole “Ora, è ovvio che il bag in box non è contenitore da lungo invecchiamento e che dunque ci deve andar dentro un vino pronto da bere (il che non vuol dire giovane, vuol dire semplicemente quel che ho scritto, ossia “pronto da bere”).

E poi si leggono, occhio, che le ha scritte la stessa persona, non due persone diverse, queste altre parole: “Così mi piace che Giuliano Noè, uno che di vino ci capisce gran tanto, durante una conferenza stampa di quella cantina cooperativa dei viticoltori di Vinchio e Vaglio Serra, presso la quale ha realizzato la rinascita della Barbera, abbia affermato che “il bag in box è il migliore contenitore per i vini, tutti i vini, anche quelli di qualità”.

Dunque – dico io – facciamola finita, per favore, con gli isterismi da “ritualità della stappatura”. Pensiamo al vino, alla sua integrità, alla sua praticità di utilizzo. Insomma, riportiamolo sulle tavole, ‘sto vino. Anche in bag in box. L’ho già scritto e lo ripeto ancora: la rivoluzione incomincia anche da una scatola”.

E questo accade nella prima metà di dicembre, dieci giorni prima del Natale… Ripeto l’interrogativo di partenza: barzellettieri o ubriachi (di parole a vanvera) già prima di Natale?

Attenzione!

Non dimenticate di leggere anche

Lemillebolleblog http://www.lemillebolleblog.it/

e Franco Ziliani blog http://www.francoziliani.blog/

12 pensieri su “Barzellettieri o ubriachi (di parole a vanvera) già prima di Natale?

  1. I disciplinari di produzione dei vini a Docg escludono la possibilità di confezionare quei vini in contenitori che non siano bottiglie, oltretutto con tappi di sughero. Per cui si taglia la testa al toro, mi pare.

    • Il disciplinare del Barolo parla chiaro: l’idea di metterlo in bag in box oltre che insultante offesa al nostro vino più grande non è consentita dalle leggi vigenti e vince il premio Oggi le comiche. Si ride per non piangere..

  2. In tempi di grande attenzione a un mercato molto più sensibile alle informazioni e a quello che si muove intorno a un prodotto, e in un settore (il vino) in cui tutto ciò che aggiunge valore (storia, provenienza, esclusività, artigianalità) è prezioso per sostenere il prezzo (e quindi anche per sostenere la qualità), stupisce un po’ che ci siano voci a favore di confezioni cheap, per non dire ‘cip!’.
    Vade retro, ogni scivolata su quella strada fa perdere punti a ciò che ancora resiste nel made in Italy. Perché lo stesso concetto di fatto in Italia sta smagliandosi, tra delocalizzazioni, acquisizioni da parte della finanza, automatizzazione e così via. Il mercato ascolta e trae le sue conclusioni. Ciò che resiste è quello che nasce dalla terra, per ora italiana, se poi si inscatola alla rosso da tavola anche il grande vino, ti saluto e ciao.

  3. Ma questa bag in box è simile alla confezione del Tavernello ? Se si questa è una grande trovata….confondere il Barorello con il Tavernello per vendere sempre più Barolo…..povera Italia !

    • Ma dai non prendiamocela! L’uomo dell’Arca e il comunicatore del Bardolino erano in vena di barzellette. In gara tra loro a chi la sparava più grossa.

  4. Per fortuna…..sarebbe stato troppo: posso continuare a sperare di andare dai miei fornitori a comprare qualche albeisa contenente del vino….

Rispondi a Giancarlob Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *