Suicidio a Montalcino: Rivella nuovo presidente del Consorzio del Brunello
Qui trovate la notizia in tutta la sua laconica eloquenza: http://www.consorziobrunellodimontalcino.it/it/comunicati-stampa/55-ezio-rivella-nuovo-presidente-del-consorzio-brunello-di-montalcino.html Ezio Rivella eletto nuovo presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino.
Che dire se non che con questa scelta gli ilcinesi e Montalcino hanno scelto la strada della peggiore conservazione, hanno assolutamente rifiutato di voltare pagina e mandano al mondo, che li giudicherà, un segnale inquietante?
Dal mio angolo di Puglia felice, dove mi trovo, non posso dire che mi dispiace tantissimo, che non ho parole…
Che Bacco benedica il borgo del Brunello e limiti al massimo i danni prevedibili e annunciati…





La figura è prestigiosa. Buon lavoro
Scritto da Luigi, il 3 giugno, 2010 at 19:35
Non ho parole.
Dei pensieri,meglio un bel tacere.
Poveri noi,siamo proprio messi bene.
Scritto da lino - c., il 3 giugno, 2010 at 20:02
“…not in a bang but a wimper.”
Scritto da Silvana Biasutti, il 3 giugno, 2010 at 21:37
e adesso vignadelmar ti mette in croce
Scritto da beniamino d'agostino, il 4 giugno, 2010 at 01:01
[...] mondo, che li giudicherà, un segnale inquietante?Leggi l’articolo integrale su Vino al Vino: Suicidio a Montalcino: Rivella nuovo presidente del Consorzio del BrunelloSharePotrebbero interessarti anche questi post:Suicidio a Montalcino: Rivella nuovo presidente del [...]
Scritto da Suicidio a Montalcino: Rivella nuovo presidente del Consorzio del Brunello | Trentinoweb, il 4 giugno, 2010 at 02:59
Mah. Il potere è potere. Almeno così le carte saranno scoperte.Che dire: buon lavoro, per amore del Brunello. Speriamo che il Cavalier Rivella ci sorprenda.
Scritto da Patrizia, il 4 giugno, 2010 at 06:19
Stanno gia’ andando a ruba i vasetti degli omogeneizzati, dove imbottigliare i prossimi Brunello di Montalcino, come il “nano ghiacciato”… magari da bere con la cannuccia!
Scritto da Mario Crosta, il 4 giugno, 2010 at 08:27
Speriamo che non si dimentichi di quello che ha detto recentemente sul rispetto del disciplinare…
Scritto da Sara, il 4 giugno, 2010 at 08:43
Franco buongiorno.
Ditemi se davvero qualcuno a mai pensato a un diverso presidente fin dal momento della candidatura del Cavaliere.
CdA e Presidente rimangono comunque l’espressione della volontà di 7 aziende (e dei loro come vogliamo chiamarli….amici?….sodali?…..sudditi?) più una. Buona giornata
Scritto da ag, il 4 giugno, 2010 at 09:26
Dalle ceneri di tangentopoli arrivò sul ponte di comando uno dei principali imputati, e dalle ceneri di Brunellopoli…pure.
“L’italianità è la compassione della marachella” (anonimo)
Scritto da Francesco Annibali, il 4 giugno, 2010 at 09:38
Ecco il nuovo che avanza….
Sicuramente contatti e conoscenze (che contano) non mancano al nuovo
presidente ma dopo le sue prese di posizione sul brunello nel
pieno della bufera sono francamente un po’ perplesso.
Comunque sà di avere tutti gli occhi puntati addosso e quindi.. forse..
Speriamo bene!
Scritto da Alessandro, il 4 giugno, 2010 at 09:45
bravini gli ilcinesi: la classica volpe a guardia del pollaio
Scritto da maurizio, il 4 giugno, 2010 at 10:16
in Italia il problema è la viabilità.
nell’antica Palestina, sulla via di Damasco c’erano solo due direzioni, l’andata e il ritorno. Fu così che Saulo di Tarso ebbe una folgorazione, si convertì e imboccò la sua strada per il martirio e la redenzione…
oggi nel Bel Paese si può con tranquillità svoltare ad ogni piè sospinto, e imboccare direzioni opposte cambiando idea per convenienza più e più volte, si può essere comunisti, laici, integralisti, nazionalisti e federalisti alla giornata, tanto nessuno chiederà mai conto di nulla, e la coerenza è considerata un vizio, o addirittura un reato..
in questo quadro, che sarà mai dire “il sangiovese da solo non vale nulla” e poi ergersi a difensore della sangiovesità… ci sarà modo di prendere altre “utili” direzioni quanto prima, senza pagar dazio… anzi.
in Italia il problema è la viabilità.
MALEDETTE ROTONDE!
Scritto da maurizio fava, il 4 giugno, 2010 at 10:17
ognuno di noi deve farsene una ragione e da oggi piu’ che mai farsi portavoce e continuare a seguire con passione quei pochi produttori che continueranno,come gia’ fatto in passato,a produrre vini che siano portatori di quella tipicita’ di terroir.Ad maiora!
Scritto da Riccardo Meazzini, il 4 giugno, 2010 at 10:42
se questa è la scelta dei produttori!!!
speriamo che i danni non persevirino nel tempo!!
Scritto da Pierpaolo, il 4 giugno, 2010 at 10:56
Io per giudicare il Rivella Presidente aspetto di vederne gli atti concreti e non gli atti che ciascuno di voi invece è sicuro che egli compirà.
Nella sua intervista di qualche giorno addietro ad esempio ha detto di essere assolutamente favorevole al mantenimento del 100% sangiovese nel disciplinare del Brunello.
Manterrà fede a questa presa di posizione ? Vedremo ed appunto giudicheremo. Ogni pre-giudizio mi sembra arbitrario e destituito di un pur minimo fondamento.
Adesso sarà il Presidente di un organismo collegiale, frutto di democratiche elezioni, non ne sarà il Dittatore. Non è un uomo di una azienda ma rappresenta un intero comprensorio. Forse avrà comportamenti molto diversi da quanto molti si aspettano.
Ciao
Scritto da Vignadelmar, il 4 giugno, 2010 at 11:20
Egregio Ziliani ha mai pensato che forse il Suo amico Cav. è lì per qualche ragione che a Lei può sembrare di contorno, ma per chi ce lo ha messo è invece ragione fondamentale?
In fondo tutti anche i più sospetti e inquisiti quest’anno hanno presentato un brunello abbastanza in regola, magari grazie a chi afflitto da miopia glielo vende sparandosi così nei piedi. certo poi ci sono quelli che il brunello lo fanno veramente nella loro vigna ma non sono tanti. si occupi di costoro e lasci perdere il Suo amico Cav. che non merita la Sua attenzione. Continui a segnalarci quelli che lavorano bene e con onestà grandi o piccini che sono non ci interessa. e vedrà che saranno premiati. e anche Lei con la solita corona d’alloro abche se sdegnoso com’è magari ce la tira dietro. La usi invece per l’arrosto e ci beva sopra un brunellino di quelli giusti di cui ogni tanto ha la bontà di parlarci. perchè se non ce ne parlerà Lei d’ora in avanti non ce ne parlerà nessuno. e spieghi a quelli che Lei stima che cedendo il proprio vino a chi ne ha bisogno hanno un vantaggio al momento ma quelli che lo bevono con una altra etichetta poi cosa penseranno?
cari saluti questa volta da est
Scritto da giorgia, il 4 giugno, 2010 at 13:10
Se non ce ne parla Ziliani di buoni Brunello, non ce ne parlerà nessuno???
Cara Giorgia, ma cosa sta dicendo?
Comunque sono d’accordo con Vignadelmar… si giudichi dopo i fatti!
Scritto da Giulio, il 4 giugno, 2010 at 14:15
@Vignadelmar “Ogni pre-giudizio mi sembra arbitrario e destituito di un pur minimo fondamento”…..Come gia’ ben scritto dal Sig.Fava il Cav.Rivella ha gia’ cambiato idea in altre circostanze(vedi confronto sul Brunello a Siena dove si disprezza il Sangiovese! e si deride un’altra denominazione appena nata!)Ed ora si e’ convertito ad-hoc.Non si puo’ certo parlare di pregiudizio visto che di fatti per giudicare ce ne sono e non pochi.
Scritto da Riccardo Meazzini, il 4 giugno, 2010 at 14:24
Quoto Meazzini@, per due ragioni!
Scritto da Silvana Biasutti, il 4 giugno, 2010 at 15:09
poche volte come in questo caso si è verificata la clamorosa nomina di dracula a presidente dell’avis, con buona pace di vignadelmar. certo, per chi crede anche san paolo fu folgorato sulla via di damasco, ma a me il passato del cav. sinceramente fa un po’ paura. si è convertito al sangiovese? mah, boh, bene, vedremo, ma lasciatemi il dubbio che tutta questa cosa cosa sia costruita ad hoc per arrivare a quelle modifiche che sinora non sono riuscite. siccome l’uomo è tutto fuorchè fesso si muoverà con sagacia, prima si darà un colpetto al rosso (sono pronto ad accettare scommesse), con la benedizione anche di BS, poi, se non si riusciranno a smaltire le migliaia di hl di “migliorativi” che hanno in pancia a montalcino si passerà al brunello. Sono prevenuto ed ho pregiudizi? si, e allora? a pensare male si fa peccato, diceva quel tale, ma spesso ci si indovina.
saluti
franceco
Scritto da Francesco, il 4 giugno, 2010 at 15:52
Per carità nessuna pregiudiziale; il fatto è che certe dichiarazioni
le ha rilasciate il cav. Rivella e ne è stato preso atto.
Francamente poi, senza entrare nel merito delle capacità effettive, non riesco a capire perchè in Italia per diventare Presidente di qualcosa devi aver compiuto almeno 70 anni! (Rivella 77)
W i pensionati
Scritto da Alessandro, il 4 giugno, 2010 at 16:16
Giorgia è informatissima, va detto. Molto di quello che dice risulta anche a me, anche se non fa nomi. Non è vero però che se non ne parla Franco – e Franco ne parlerà sempre, può starne certa – dei Brunello “giusti” non ne parlerà nessuno. In base a cosa asserisce questo, Giorgia?
La saluto
Scritto da Armando Castagno, il 4 giugno, 2010 at 16:33
Questa è l’Italia…E questo è uno di quei momenti in cui purtroppo mi vergogno di essere italiano.Spero vivamente di sbagliarmi ma credo che questa scelta testimoni la volontà di distruggere la storia,il terroir e l’identità di un vino in nome del business.Se a Montalcino permettono che accada questo vuol dire che in fondo lo vogliono e,perchè no,forse se lo meritano anche…
Scritto da Fabio, il 4 giugno, 2010 at 16:45
Caro franco,veramente non so che dire, spesso quando si dice che si deve cambiare non si dice chi deve cambiare.”il nuovo che avanza”,siamo sicuri che dove è arrivato il nuovo, dietro non ci sia ancora il vecchio il quale non esponendo più la faccia se ne sta buono buono facendo del nuovo il peggior vecchio?
Ciao pietro
Scritto da poletti gianpietro, il 4 giugno, 2010 at 16:51
@ Giorgia o letto brunellino,o voleva dire Castellino?
Mi hanno insegnato,a stimare le persone per quello che
hanno saputo realizzare,non per quello che promettono.
Scritto da lino - c., il 4 giugno, 2010 at 17:27
Cari Signori…..
state tranquilli, il presidente deve rendere comunque conto ad un CDA, ma soprattutto ad una assemblea dei soci.
se anche lui non promette quello che ha mantenuto ci penserà l’assemblea a fermarlo!
certo è che seguire a Patrizio è cosa difficile, è stato come per Papa Benedetto XVI susseguire a Giovanni Paolo Secondo, sono quelle persone che lasciano un vuoto pressochè incolmabile.
Se poi siete appassionati intenditori del nostro vino, saprete riconoscere chi non lo dovesse fare secondo i canoni.
cari saluti Luca
Scritto da Luca, il 4 giugno, 2010 at 18:56
e’ corretto quanto scritto da Vigna, pero’ e’ anche vero che e’ piu’ facile che si ripetano le scelte o le “indicazioni” gia’ fatte diverse volte nel passato che cambi rotta dell’ultima ora; personalmente non credo in questo caso a scelte dettate dal ruolo istituzionale, e’ piu’ facile che i “grandi elettori” abbiano preferito un candidato in sintonia con le loro produzioni … vedremo
Scritto da mennella, il 4 giugno, 2010 at 19:19
Credo che purtroppo Francesco abbia ragione.Visto che ormai è solo una questione di business proporrei alla SNAI di aprire le scommesse sul destino dei vini di Montalcino.Così i consumatori potrebbero scommettere su quale sarebbe il primo vino ad essere modificato,quali sarebbero i vitigni ammessi nei vini e,soprattutto,quali sarebbero le percentuali consentite.Sono sicuro che il giorno dopo qualcuno si vanterebbe del fatto di essere stato il primo a far diventare il vino oggetto delle scommesse della SNAI e di aver creato nuovo business…Utilizzando l’ironica metafora di Franscesco,credo che in un paese civile e coerente nessuno si sarebbe mai sognato di eleggere Dracula presidente dell’Avis e,soprattutto,nessuno lo avrebbe fatto anche se Dracula avesse giurato di essere diventato vegetariano qualche settimana prima di candidarsi…
Scritto da Fabio, il 4 giugno, 2010 at 19:42
L’ unico commento che mi viene in mente è : “Siamo in Italia”.
Per carità ! Non ci smentiamo mai
Scritto da Renzo, il 4 giugno, 2010 at 21:41
Signori riprendetevi tutti un attimo prima di sparare a zero a prescindere , a me sinceramente fa pena vedere che tutti si scagliano comunque e sempre contro la mega azienda a Montalcino .
Parliamo di fatti …. Chi trionfa sempre al vinitaly ? Chi e’ in grado di schierare tanti vini e tutti piacevoli , buoni con criteri di spesa per tutti ? Ovunque vado posso comprare un prodotto alla cieca della mega azienda e bere sicuro ! Quindi perche’ ce l’avete tanto con i grandi ? Bevete il vino dei garagisti di Montalcino ed aspettatevi tutta la approssimazione del caso ! A me Dracula non mi ha mai morso ed a voi ? Qualcuno e’ stato privato da Dracula di qualcosa ? Tutta questa acredine non capisco da cosa viene ? E se le cose cambieranno a Montalcino e’ solo perché loro lo vogliono non ci sono poteri oscuri che tramano nemmeno Dracula c’ha i superpoteri .
Se lo sono scelto loro avranno pensato prima di proclamarsi non e’ sicuramente un golpe !
Scritto da Diapasonr6, il 5 giugno, 2010 at 19:30
4 giugno 10:42 Tanto per essere precisa (non lo si è mai abbastanza!), questa data si riferisce al commento di @Meazzini che ho inteso ‘quotare’ con il mio commento dello stesso giorno, ore 15:09.
Dato che qui a Montalcino sembra che tutti leggano questo vispissimo (e, a mio modo di vedere, utilissimo) blog, non voglio assolutamente essere fraintesa.
Probabilmente gli interventi sono stati moderati in blocco e il mio commento di cui sopra è finito a ridosso del secondo post di @Meazzini. Non voglio, con questo mio chiarimento contraddire quanto il succitato Meazzini scrive (nel secondo post), voglio semplicemente chiarire che ne ignoravo la presenza.
E approfitto di questi minuti per associarmi alla domanda di lino-c a @Giorgia: come mai brunellino? E ancora a @lino-c un’altra domanda: che vuol dire Castellino?
E infine un chiarimento (pubblico) all’amico che ieri sera mi ha chiesto se son io la @Giorgia che è intervenuta qui sopra: no, non si tratta della sottoscritta; non userei la parola “brunellino” manco se mi travestissi da orsacchiotto polare!
Scusa Franco se approfitto del tuo blog per la mia corrispondenza amicale, ma mi è venuto il dubbio che anche altri possano aver pensato la stessa cosa che ha pensato il mio amico.
Non credo che si tratti di una Giorgia (o giorgia minuscola, non ricordo) che una volta mi ha fatto un tiro birbone, ma non si sa mai. Suvvia signora Giorgia si faccia viva e ci chiarisca perchè scrive di ‘Brunellino’.
E, caro Franco, porta avanti quel bel progetto con l’amico Alberto, che sicuramente ci sta leggendo e sarà contento di questa mia perorazione!
Amen
Scritto da Silvana Biasutti, il 6 giugno, 2010 at 13:21
Ma dai, su! Guardate la foto: si vede che è un bravo ragazzo!
Scritto da Paolo Stecca, il 6 giugno, 2010 at 14:16
Non vedo l’ora di bere i sangiovese della Chiana Valley, naturalmente in purezza, naturalmente tutti rosso sangue e purosangue, naturalmente ricchi di frutti di bosco e peperoni verdi, di splendide note di violette e di vaniglie, di bei legni giovani e tostati al punto giusto, ovviamente tutto secondo disciplinare…
Meno male che Montalcino c’è…
Scritto da alberto c., il 6 giugno, 2010 at 19:28
nessuno intende fare processi preventivi al cavalier Rivella: il suo passato, la sua storia, le sue idee non lasciano sperare bene. Però, se il nuovo Presidente del Consorzio del Brunello, insieme al Consiglio di amministrazione, opererà bene, io che non ho assolutamente gioito, anzi, per la nomina di Rivella, sarò il primo a prenderne atto e a plaudire pubblicamente al suo operato. Sarò laico anche in questo caso, felice di essere smentito…
Scritto da Franco Ziliani, il 7 giugno, 2010 at 09:05
@ diapasonr6: ma cosa sta dicendo? Chi vince al vinitaly?
Al vinitaly 2010 il mio best taste è andato al brunello 2004 di tale Palmucci, Banfi non giudicabile come brunello (seppur sono sicuro rispettino il disciplinare! Mica vorrete che mi becchi una querela?), ma decisamente un vino piacevole…. peccato che anche la coca cola sia piacevole, anzi è proprio buona, ma, incredibile, è sempre uguale a se stessa anno dopo anno, sia che la teniate in cantina che nel frigo che sotto il sole per una settimana. Vogliamo provare con i vini di Banfi?
Non è questione di scagliarsi contro la mega azienda (ci sono anche piccoli produttori che fanno porcherie), ma di scagliarsi contro chi non ha rispetto per una zona enologicamente strepitosa soltanto per un mero interesse commerciale immediato (valorizzare l’unicità del sangio grosso può richiedere tempo, ma poi si che si raccoglierebbero frutti, altro che vino usa e getta), senza pensare al futuro.
Un grande produttore di Langa mi diceva che per fare vino cattivo in langa, ma anche soltanto buono, bisognava essere dei co@@@@@i e pure impegnarsi molto perchè da un territorio così basta applicarsi il minimo sindacale per far uscire cose meravigliose. Ecco, penso che si possa spostare lo stesso concetto su Montalcino, coglioni quelli che fanno vini “piacevoli” e non strepitosi!
E chi non ne riconosce la differenza si beva pure la coca cola!
Scritto da il chiaro, il 7 giugno, 2010 at 10:49
ben felice di rispondere alla Sig.ra Silvana,che leggo
sempre con piacere,e molto interesse,i suoi interventi. Mi ha dato sinceramente fastidio,leggere di un Vino con
tale storia,chiamato non con il suo nome,ed ancora con lettere minuscole,riguardo l’altro nome,era solo dato
dalla rima,non voleva in nessun modo accomunare i vini.
Scritto da lino - c., il 7 giugno, 2010 at 13:00
La mia impressione è che rivella o meno gli ilcinesi continueranno a fare “alchimie”, come pare abbiano sempre fatto, perchè nella maggior parte dei casi il sangiovese in purezza “gli è deboluccio” in quelle zone e se non lo “pompassero” un pò il Brunellino (per tacere del Rossino) e chi glielo comprerebbe : in toscana si sono gran bei sangiovese, altro che il “French Brunél”. La cupidigia a volte fa brutti scherzi …Ad Maiora!
Scritto da gino, il 9 giugno, 2010 at 08:16
Come spesso accade le cose vanno diversamente da come Lei vorrebbe …….questo conferma che
Lei spesso non ha ragione o per meglio dire.. la sua ragione è in minoranza rispetto a chi produce e vive di Brunello. Eviterei i catastrofismi e i titoloni “apocalittici e integrati” a maggior ragione se rivolti, come in questo caso, non al pensiero medio….ma ad una minoranza.
L’unica catastrofe e suicidio che vedo è quello del buon senso che negli ultimi anni è venuto spesso a mancare; infatti il consumatore medio, quello che nn è esperto di disciplinari(dio ce ne salvi), ha capito poco dello scandalo Brunellopoli e per colpa di qualche barbatella, che “di sicuro” avrà rovinato la particolarità del S.Giovese in purezza, il pensiero comune che passa è che il Brunello sia sofisticatissimo e pericoloso da bere!!!! peccato che il cosumatore medio, quello che nn riconosce il retro-gusto di sandalo, sia nella sua mediocrità la maggioranza…
Allora Lei che fa parte di una minoranza dotata di ragionevole torto dovrebbe porsi con meno populismo e piu’ visone del futuro, coniderando che i suoi articoli rivolti alla minoranza svolgono spesso del terrorismo verso la maggiornaza dei minorati……(vitivinicolmente parlando)
Con rispetto
Scritto da Consumatore medio, il 14 giugno, 2010 at 17:29
prendo atto che secondo questo “consumatore medio” farei “del terrorismo” e non dell’informazione quando parlo di Montalcino e del suo Brunello. E’ il suo punto di vista, che merita rispetto, nonostante tutto
Scritto da Franco Ziliani, il 14 giugno, 2010 at 17:59