Patetiche ritorsioni: niente più Corriere Vinicolo in abbonamento, così imparo a criticare…

Volete ridere, volete sapere cosa mi è successo dopo che qui e poi ancora qui avevo denunciato il modo brutale con il quale l’Unione Italiana Vini, editrice de Il Corriere Vinicolo, aveva licenziato in tronco il direttore Marco Mancini e nemmeno concesso un editoriale di saluto, dopo quasi vent’anni di direzione, sul primo numero del 2010?
Provate ad immaginare quale ritorsione da bambini dell’asilo, “sei stato cattivo, allora non gioco più con te!”, abbiamo deciso nei miei confronti? Elementare Watson, hanno pensato bene, loro ed il nuovo direttore, quello che ha si è conformato senza battere ciglio all’ukase padronale di non dover citare Mancini nel primo articolo firmato, come se nulla fosse accaduto, di eliminare il mio nome tra quello dei giornalisti (ed io sono stato collaboratore del C.V., con Mancini direttore, per oltre 15 anni, fino a che per quanto avevo scritto sul caso Brunello che aveva coinvolto qualcuno delli capi, ero stato messo al bando) cui veniva inviato in abbonamento il giornale.
Niente più Corriere Vinicolo per me – a meno che mi abboni versando i 175 euro della quota di abbonamento: ma sarebbero soldi spesi bene? – (e nemmeno per l’ex direttore, che non lo riceve più a sua volta) così imparo a ricordare come si sono comportati, in maniera irriconoscente e maleducata, con la brutalità e l’assenza di scrupoli da padroni di fine Ottocento, nei confronti di un loro ex dipendente.
Colpevole solo di avere la schiena diritta, di ragionare con la propria testa, di voler continuare a confezionare e dirigere un giornale vero, non un house organ, non un bollettino che rispecchi le idee di un mondo del vino dove gli industriali, le aziende da grossi numeri, quelle che poi pretenderebbero di produrre secondo un’etica del lavoro, vorrebbero fare il bello ed il cattivo tempo, sbarazzarsi di regole e disciplinari, e produrre come più loro conviene…
Non leggerò più, ne scriverò più sul Corriere Vinicolo, ma quale piacere immenso non dover aver più a che fare con personaggi del genere, i cui vini tendo già ad ignorare!





Buonasera sig. Ziliani. Lei non leggerà più il Corriere Vinicolo ma io continuerò a leggere lei. Le esprimo la mia solidarietà per essere stato oggetto di un comportamento così infantile e becero
Scritto da Massimo Siciliano, il 16 febbraio, 2010 at 17:56
grazie Massimo, che piacere avere sue notizie! Do you remember Wine Report?
Scritto da Franco Ziliani, il 16 febbraio, 2010 at 18:00
Ho retwittato e messo su Facebook scrivendo che a me fanno sganasciare dalle risate, perché in effetti sembra roba pensata da bambini. Per quel che conta, la mia solidarietà anche se non ne hai assolutamente bisogno. La vicenda è più che chiara.
Antonio
Scritto da Antonio Consoli, il 16 febbraio, 2010 at 18:41
Non si preoccupi signor Ziliani, non si perde nulla. Il tempo, che risparmierà non leggendo il Corriere vinicolo in futuro, potrà utilizzarlo per scrivere qualche articolo in più per il suo interessantissimo blog.
P.S. Ed io che pensavo che il Corriere Vinicolo non esistesse più da anni!
saluti, Fabio Italiano
Scritto da www.bereilvino.it, il 17 febbraio, 2010 at 11:03
Curioso panoraMA, quello nostrano: non si dovrebbe mai esprimere il dissenso nei confronti di alcunché. In tal caso infatti i “potenti” (anche quelli senza le virgolette, cioè quelli veri), si ritorceranno contro di te.
Il motto è: TACI E SOGGIACI, se vuoi avere spazio, udienza, possibilità di lavorare, eccetera; nel settore specifico, nella tal professione, nel comprensorio x o nel comune y.
L’associazione (con la ‘a’ minuscola) in questione non fa eccezione. Tutto normale, perché stupirsi? Ti hanno solo privato di qualcosa, che tu stesso hai avvertito come declassato da quando hanno vaporizzato il direttore, che non ti serve più.
Invece: che cosa fa il direttore, ora?
Scritto da Silvana Biasutti, il 18 febbraio, 2010 at 11:08
Difficile che un organo associativo lasci spazio ad osservazioni e critiche sul proprio operato (diretto ed indiretto), soprattutto se avallate da (mis)fatti evidenti come nel caso di quelli trattati.
Bon, come si dice dalle mie parti, chi lascia sa di perdere o guadagnare, chi trova ancora non lo sa!
Scritto da Angelo, il 21 febbraio, 2010 at 09:20
ciao Franco,
anche io ti esprimo la mia solidarietà!
Spero tu stia bene e di rivederti o risentirti presto!
Chiara
Scritto da chiara, il 10 marzo, 2010 at 09:18