Brindisi autarchici: e lo “spumante” spezzerà le reni allo Champagne!

L’imperativo, non si sa se pronunciato dal balcone, le mani sui fianchi e la mascella volitiva, l’orbace d’ordinanza, il fez e le mostrine, è categorico. Quest’anno nei brindisi televisivi di Capodanno spezzeremo le reni allo Champagne!
A pronunciare questo diktat enoico, sono l’ineffabile Luca Zaia, Ministro delle Politiche Agricole che un anno fa ci invitò a boicottare l’ananasso, e ad abboffarci di zampone, ed il suo degno cantore, tale Alberto Lupini direttore di Italia a tavola, che lo scorso anno lanciò una sorta di fatwa enoica nei confronti dell’ex direttore di Rai Uno, colpevole di aver brandito, nel brindisi di fine anno, una bottiglia di francesissimo Champagne e non una di spumante tricolore.
Come ci racconta Lupini, qui, questa volta non si ripeterà lo scandalo e l’oltraggio all’italica spumantistica produzione, perché mantenendo “la promessa fatta ad Italia a Tavola”, anzi dopo “essersi preso personalmente l’impegno con Italia a Tavola nei mesi scorsi, Luca Zaia ha dato disposizioni perché il prossimo Capodanno sia festeggiato in diretta tv brindando con spumanti italiani”, chiedendo “alle principali televisioni e radio italiane di scegliere, per il tradizionale brindisi dell’ultimo dell’anno, le bollicine dei nostri spumanti.
Sarà un modo per festeggiare insieme non solo il nuovo anno, ma anche uno dei prodotti simbolo dei nostri territori e, con esso, l’agricoltura italiana tutta”.
Come ci rassicura l’attivissimo “propagandista del Prosecco”, “con il Ministero stiamo coinvolgendo i principali Consorzi italiani i quali forniranno le bottiglie che verranno stappate nei diversi programmi a Capodanno. Le bottiglie che regaleremo alle varie emittenti avranno delle etichette ad hoc con il logo del Ministero e il nome dell’iniziativa, che sarà ‘Spumante italiano’. Abbiamo già ricevuto dei riscontri positivi da alcuni dei più importanti broadcaster”.

E se non bastasse, pochi giorni dopo, il giornalista italiano più fedele alla causa dello “spumante” ha provveduto ad informarci, qui, che “dalla Rai a Mediaset fioccano le adesione all’iniziativa del ministro delle Politiche agricole Luca Zaia che ha mantenuto la promessa fatta a Italia a Tavola di brindare a Capodanno in tv con spumante italiano.
“Dalla Rai a Mediaset, come tanti altri network locali e nazionali, hanno apprezzato la mia proposta di scegliere per il tradizionale brindisi dell’ultimo dell’anno, le bollicine dei nostri spumanti. Sono fiducioso – ha detto il ministro – che anche chi finora non l’ha fatto aderirà all’iniziativa e, al termine del conto alla rovescia di mezzanotte, verranno stappate tante bottiglie di buon  spumante italiano. Festeggeremo così insieme non solo il nuovo anno, ma anche uno dei prodotti simbolo dei nostri territori e, con esso, l’agricoltura italiana tutta”.
A parte il mistero di come diavolo faranno, non solo in video, in televisione, ma anche in radio, disponendo solo dell’audio, a testimoniarci, senza ombra di dubbio, che stanno brindando a spumante italico e non a Cava o, non sia mai, a Champagne, resta davvero da sorridere, se non da ridere, per questa dimostrazione di autarchia enoica.
Per questo invito, che ricorda quello a consumare karkadè, o te rosso d’Abissinia, invece del tè tanto caro alla perfida Albione lanciato durante il regime fascista, di un ministro italiano, pardon, padano, a brindare unicamente con le bollicine tricolori, secondo un concetto protezionistico che in epoca di libero mercato pensavamo non dovesse più avere spazio in Italia.
Talmente provinciale, questo invito, come il sussiegoso sostegno che il giornalista di Italia a tavola, allargandosi un po’, reiteratamente gli fornisce, che anche a me, che sono solito brindare sia a Natale che a San Silvestro a suon di Franciacorta, o di TrentoDoc, viene una gran voglia di “fare la fronda” andando in balcone, o facendomi riprendere (e poi postare il filmato su You Tube) mentre stappo nientemeno che un bel magnum di Champagne….
Non è forse meglio brindare con il più antico vino a denominazione d’origine prodotto con la raffinata tecnica della rifermentazione in bottiglia, con un vino che evoca charme, leggenda e mito, che stappare, autarchicamente, un generico ed indistinto “spumante”?

0 pensieri su “Brindisi autarchici: e lo “spumante” spezzerà le reni allo Champagne!

  1. capisco il fastidio per il senso un po’ provinciale dell’iniziativa.

    pero’ forse bisognerebbe iniziare a capire da dove viene la percezione dello champagne come raffinato e come ad esso vengano associati charme, leggenda e mito. dietro c’e’ uno sforzo di almeno due secoli di promozione di un’immagine, quella della francia. e questo sforzo ha un profondo senso economico, politico, culturale. non sarebbe forse il caso di fare la stessa cosa e difendere e promuovere la nostra immagine ? ho bevuto vini francesi super celebrati e pagati quel plus dovuto proprio all’associazione con il mito. francamente quel plus non mi e’ parso quasi mai giustificato.

    a costo di farmi ridere dietro da mezza community preferisco certi rossese (ad esempio il riserva poggio pini di tenuta anfosso) che certi borgogna (ad es certi gevrey chambertin). la raffinatezza reale dei primi con i loro odori complessi sicuramente superiore della raffinatezza percepita del secondo

  2. Tipico atteggiamento leghista quello di stravolgere la realtà a proprio uso e consumo…
    C’è stato il sorpasso sui francesi, stromabazzano, ma dove?
    Sulla carta, forse. Peccato che la carta ci dica che noi produciamo solo 23 milioni di bottiglie di vino con il metodo champenoise, il resto è charmat.
    Peccato che i produttori francesi siano in difficoltà ed abbiano ridotto produzione e scorte. Ma quelle righe è meglio non leggerle, soprattutto durante i telegiornali.

  3. Mi berro’ un Majolini, un Franciacorta stupendo specialmente il rose’, portatomi da un’amica di via Nullo, vicino a te. Ma dei proclami autarchici come questo mi fanno venir voglia di stapparmi un Krug, uno Champagne che mi fa sempre pensare come quel terroir sia davvero l’ottava meraviglia del mondo.
    Bevetevi quel che di meglio riuscite a trovare, la migliore qualita’ possibile senza guardare se e’ del proprio oratorio o della parrocchia accanto, che non saranno certo le chiassate paesane a riempirvi di speranza almeno una volta l’anno, che ne abbiamo tanto bisogno.

  4. E ridaje con la storia dello spumante italiano!
    Dal consorzio è giunta una comunicazione di richiesta di un Jeroboam per azienda, da destinarsi a questa ennesima, azione propagandistica del nulla.
    In Italia si perde troppo tempo per pochezze di questo genere.

    • un Jeroboam per azienda? E dove vanno a finire tutte queste maxi-bottiglie? Mi auguro che dal Consorzio Franciacorta gli rispondano picche e che il ministro debba ripiegare per questa azione propagandistica sull’amato Prosecco o sul riesumato Talento… O su qualche altro “spumante” generico…
      Spero che Franciacorta e Trento Doc rispondano no grazie, come pure all’Asti…

  5. E’ imbarazzante che per fare pubblicità allo spumante italiano si debba fare la guerra a quell’eccellenza enoica che è lo Champagne, cosa che nessun vero appassionato può accettare senza un po’ di vergogna.

    Qua comunque tirerò il collo a una boccia di Ubaldo Rosi di Colonnara, grande espressione di verdicchio metodo classico.

  6. Dove vanno a finire tutte queste maxi-bottiglie l’ha gia’ annunciato Zaia e tu l’avevi riportato nel post, Franco: una per ognuna delle principali televisioni e radio italiane che sceglieranno, per il tradizionale brindisi dell’ultimo dell’anno, di brindare con spumanti italiani. E quelle che avanzeranno si sa gia’ chi se le beve…

  7. Giustamente il consorzio ha avuto un ruolo esclusivamente informativo. Ha mandato la comunicazione e ora la scelta spetta ai produttori. Io personalmente non me la sento di mandare vino per una causa simile. Il vino dei “miei” contadini è prezioso, perché prezioso è il loro lavoro.

  8. Ziliani, che lei non condivida le idee o le iniziative del ministro Zaia (che io stesso definisco, in alcuni casi come questo, non sensate) mi sta benissimo, ma per cortesia la smetta di coinvolgere l’intera regione Veneto.
    La Lega non rappresenta il 100% del Veneto, pertanto non è detto che ogni iniziativa promossa dal ministero debba comparire sul sito della regione Veneto, ne è detto che ogni produttore di Prosecco si senta da lui rappresentato, anzi…

    • Andrea non penso che le iniziative e l’opera del ministro Zaia rispecchino le idee dell’intero Veneto, ma fanno sicuramente, lo vogliano o no, gli interessi di larga parte del mondo produttivo del Prosecco, che ha trovato in lui un fedele, attivo, impegnatissimo propagandista. Nulla mi toglie dalla testa che questo suo fervore filo “spumanti” sia un fervore dovuto al fatto che di questo indistinto contenitore faccia parte il suo amatissimo vino di casa…

  9. A.A.A. Apprendendo imminente crollo vendite Champagne prossimità feste fine anno, rendomi disponibile acquisto prezzo svendita congruo quantitativo bottiglie invendute Champagne. Prego astenersi distributori perditempo.

    Scusa Franco se uso il tuo blog per biechi interessi personali, ma l’occasione è troppo ghiotta: mi sa che compreremo bolle franciose a prezzo da Tavernello, adesso che abbiamo capito che non le venderanno più per i brindisi natalizi.

  10. Siamo diabolici.
    Adesso ci aspetteranno interi quarti d’ora sui telegiornali dove, dopo averci spiegato nel dettaglio cosa mangiare per queste feste, andranno ad indicarci i giusti abbinamenti di italico nettare.
    E poi grandi titoli (già visti) sui giornali del tipo “Spumanti Italiani meglio dello Champagne”. Che è un po’ come dire che “il pesce batte la baguette”.

  11. io capisco che un ministro della repubblica voglia dare un segnale del tipo: “italiano è bello”, ma il modo è completamente sbagliato.
    E poi mi piacerebbe sapere se l’auto che scorrazza il corpo politico italiano è made in italy o magari crucca, sarebbe bello sapere se le scarpe che i politici indossano sono sempre italiane etc etc.
    la coerenza manca, tanto quanto la vergogna!!!!

  12. Basterebbe chiedere ad un qualsiasi politico di mostrare l’orologio che ha al polso. Quanti, secondo voi, hanno al polso un orologio made in Italy? Secondo me, nessuno. Nessuno!

  13. Ho appena ricevuto una statistica ufficiale che dice che in Italia si producono 149 milioni di bottiglie di bollicine (tra cui 11 milioni di metodo classico), ma se ne consumano molte di piu’, cioe’ l’importazione (di Champagne, di Cava, di Sekt) e’ necessaria per far fronte ad una grande domanda, ben oltre le possibilita’ produttive del nostro bel Paese. Che necessita’ c’era dunque di fare tutta ‘sta cagnara per promuovere un prodotto che non ha nessun problema di vendita?

  14. Dott Ziliani sono d’accordo,Lo champagne e’ evocativo ed ha la capacita’ di donare simbolo ed importanza agli eventi.E’ il vino dei festeggiamenti per definizione ,ed e’ il vino dei momenti piacvoli per qualita’.
    L’abitudine di festeggiare i grandi eventi con un brindisi appartiene alla tradizione e avendo il piacere di farlo ,preferisco farlo con lo Champagne,quindi come tutti i anni a Capodanno brindero’ con lo Champagne.
    Vorrei comunque testimoniare,che ,finalmente ,alcuni nostri spumanti hanno raggiunto una elevata qualita’ ed n livello di piacevolezza ,che prima non erano neanche immaginabili.
    Penso a dei Franciacorta ,ai classici trentini ed anche ad alcuni piemontesi.
    Probabilmente non raggiungeranno la sfera mitica dello Champagne ,ma potranno essere dei grandi vini.

    • certo che sono grandi vini Manrico, ma non sono “spumanti italiani”, bensì, Franciacorta Docg, Trento Doc, Alta Langa Doc, Oltrepò Pavese Docg, come dovremmo abituarci a chiamarli con il loro vero nome e non accogliendo i richiami dei pifferai magici che ci invitano a confondere le loro ben distinte identità nel calderone confuso del cosiddetto “spumante italiano”. Che solo persone che non vogliono fare corretta informazione possono chiamare così…

  15. Un’ altra grande differenza fra noi ed i francesi ,lo Champagne e’ sempre Champagne,noi come sempre riusciamo a fare di ogni erba un fascio.Condivido il concetto espresso ,ma penso che l’italica autarchia sia l’ennesimo tentativo di mettersi d’accordo e di mangiarsi la torta,come sempre senza cercare di capire quale strada intraprendere o di lasciare indietro nessuno,non sia mai.
    Forse per chiamare le cose con il loro nome ,ci vuole piu’ responsabilita’ e piu’ umilta’ ,e sara’ difficile.
    Ripeto pero’ il concetto,ho da poco scoperto i Franciacorta docg e sono rimasto piacevolmente stupito,ma sempre convinto del bisogno di rispettare la grandezza dello Champagne.Senza campagne o offese di parte ,se si cerca di diventare grandi ,non bisogna arrossire ,pensando alla prima notte,bisogna andare avanti ,invece di indignarsi per una magnum di Dom Perignon,spiegare cosa si e’ fatto per creare vini degni di essere consumati ,per rendere felici le feste e per commemorare gli eventi.

  16. In Polonia il Franciacorta sta conquistando clientele sempre piu’ qualificate. Tenete conto che uno dei Franciacorta che va per la maggiore si vende gia’ a un prezzo tre volte e mezzo piu’ alto dello Champagne dal prezzo piu’ basso, cioe’ non e’ il criterio del prezzo alto che fa la differenza, ma la novita’ di un gusto diverso soprattutto per gli amanti delle bollicine.

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