Globalizzazione del vino: realtà quotidiana, non solo una parola ad effetto

Sembra solo una formula ad effetto, che suona bene, wine globalisation, globalizzazione del vino, eppure è una realtà che ci riguarda ormai da vicino tutti, una prassi quotidiana, una cosa che, volenti o nolenti, fa parte della nostra eno-quotidianità ed è molto più vicina a noi, parlo di produttori commercianti, distributori, venditori, addetti al marketing, ma anche comunicatori del vino,  di quel che si pensi.
Ho cercato di spiegare questa convinzione in un articolo, pubblicato qui sul sito Internet dell’A.I.S., che vuol essere un bilancio della mia partecipazione, a fine agosto, insieme ad altri 274 degustator,i alla nona edizione dell’Internationale Weinpreis Mundus Vini, svoltosi a Neustadt and der Weinstrasse in Germania.
Contesto internazionalissimo questo Concorso enologico in grande sviluppo, visto che dai 2235 in lizza nella prima edizione del 2001 si è progressivamente passati ai 3579 del 2004, ai 4379 del 2005, ai 5343 del 2008 e ai 5726 di quest’anno.
Non è forse wine globalisation quando i degustatori sono wine tasters provenienti da qualcosa come 45 Paesi diversi ed i 5726 vini in concorso sono espressione della cultura enoica di 38 Paesi?
Vecchio Mondo” (del Vino) ovviamente, allargato anche a Repubblica Ceca, Lussemburgo, Croazia, Macedonia, Georgia, Slovenia, Montenegro, Bosnia Erzegovina, Serbia, ma anche “Nuovo Mondo” che non comprende solo Usa, Australia, Nuova Zelanda, Cile, Argentina, Africa del Sud, Canada, ma anche parti di Europa novelle produttrici quali Bulgaria, Romania, Turchia, Paesi Bassi (con nove vini in concorso!), Danimarca (tre vini), e nuovissimi Paesi produttori e consumatori quali Cina, Brasile, Perù, Tunisia, Libano, Tailandia. Commenti su quello che ho bevuto, su gusti e disgusti, su sorprese, conferme, sconcerti, nell’articolo sopra indicato.

3 pensieri su “Globalizzazione del vino: realtà quotidiana, non solo una parola ad effetto

  1. Ci provo: dopo aver letto l’articolo da Lei scritto, egregio signor Ziliani, mi viene da formulare un pensiero. Premessa è un pensiero un po’ egoistico, per approfittare delle Sue …bevute, un pensiero un po’ invadente, perchè non tocca a me dirLe come impostare il suo Blog. Anyway, un pensiero: perchè non aggiungere una sezione, una specie di taccuino, dove annotare gli assaggi interessanti, le sorprese incontrate nel suo girovagare, (che sia Langa, Cinque TErre, Puglia, Nuova Zelanda, TRinoro e Passopisciaro compresi!), i vini dal rapporto qualità prezzo attraente, un qualcosa di informale, una specie di copia di qualche pagina del notes che si porta di solito con se? Insomma qualcosa che non abbia caratteristiche di …eccellenza!, ma dove ci si puo’ anche dimenticare di annotare un vino – che tanto non se la prende nessuno; insomma un qualcosa di parziale di personale, senza punti e altri accessori, come faceva tempo fa quando usava il suo noto pseudonimo? Per me, magari per altri consumatori e appassionati, potrebbe essere un’utile fonte di suggerimenti.
    Termino qui con l’invadenza e la saluto cordialmente.

  2. Guarda qui http://www.vinisfera.pl/wina,652,229,0,0,Fg,galeria.html e goditelo, il vino della Polonia, durante le Giornate del Vino a Jaslo nella regione Podkarpackie!!! Quando vieni a trovarci, Franco? Hai Bonkowski che ormai scrive spesso e volentieri sul tuo blog e lui ti puo’ organizzare il viaggio (io sto purtroppo a Danzica e poi forse andro’ in Kazakhstan…). Oppure Daszkiewicz, che nel suo blog ti segnala come unico sito italiano da consultare. In Polonia hai gia’ degli amici. Dai, Franco… prova questi vini fatti dagli incroci con la vite selvatica, una cosa fino all’altro ieri proibita e che sono invece un’alternativa ai vini OGM ed ai trattamenti chimici antiparassitari diffusi a piu’ non posso. Chissa’, penso che il tuo parere sara’ di molto aiuto a questi vignaioli, a questi pionieri di una vitivinicoltura estrema.

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