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	<title>Commenti a: Les Italiennes (du vin naturel) à Paris: Arianna Occhipinti racconta</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
	<lastBuildDate>Sat, 20 Mar 2010 07:33:17 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Filippo Cintolesi</title>
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		<dc:creator>Filippo Cintolesi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 07:24:33 +0000</pubDate>
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		<description>Mi fa piacere che la discussione sia stata trovata utile piu&#039; o meno da tutti e tutte. Quanto alla tavola rotonda o come la si voglia chiamare, sicuramente sarebbe, sara&#039; utilissima. Temo pero&#039; di non potermi permettere
di parteciparvi, in tutti i sensi della parola &quot;permettersi&quot; se rivolta alle associazioni varie (marxianamente non accetterei mai di far parte di un&#039;associazione che mi accogliesse fra i suoi membri..), in qualcuno di meno, ma pure sempre molto stringente, se rivolta a un pubblico piu&#039; vasto. Piu&#039; o meno, quel che penso a riguardo credo di averlo detto fin troppo prolissamente nel corso di questa discussione. Saluto e ringrazio tutti i partecipanti al dibattito e naturalmente il padrone di casa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi fa piacere che la discussione sia stata trovata utile piu&#8217; o meno da tutti e tutte. Quanto alla tavola rotonda o come la si voglia chiamare, sicuramente sarebbe, sara&#8217; utilissima. Temo pero&#8217; di non potermi permettere<br />
di parteciparvi, in tutti i sensi della parola &#8220;permettersi&#8221; se rivolta alle associazioni varie (marxianamente non accetterei mai di far parte di un&#8217;associazione che mi accogliesse fra i suoi membri..), in qualcuno di meno, ma pure sempre molto stringente, se rivolta a un pubblico piu&#8217; vasto. Piu&#8217; o meno, quel che penso a riguardo credo di averlo detto fin troppo prolissamente nel corso di questa discussione. Saluto e ringrazio tutti i partecipanti al dibattito e naturalmente il padrone di casa.</p>
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		<title>Di: Daniela De Gruttola</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/06/les-italiennes-du-vin-naturel-a-paris-arianna-occhipinti-racconta.html/comment-page-2#comment-17491</link>
		<dc:creator>Daniela De Gruttola</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 17:57:44 +0000</pubDate>
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		<description>Salve a tutti. Voglio il merito di aver scatenato il dibattito con la mia lista definita &quot;di proscrizione&quot; da Filippo. Intanto voglio anche ammettere di aver imparato tante cose e devo ringraziare Filippo e Corrado 
Sono ufficialmente nel mondo del vino solo dal 2003 e sono partita con idee molto chiare su come lavorare (solo solforosa se necessaria e nient&#039;altro) nel tempo mi sono forse estremizzata ancor di più per via dei riscontri positivi che hanno avuto i miei vini. Infatti per me e tanti altri sono buoni ed ha ragione Merolli dobbiamo metterci anche questo nella discussione. Riconosco però che avevo dei preconcetti che in questo dibattito si sono scalfiti.
Nel frattempo l&#039;intervento di Fenino rafforza in me la convinzione che il dibattito suscita molto interesse e dobbiamo assolutamente pensare ad un&#039;assemblea pubblica stile tavola rotonda fra tutte le associazioni di &quot;naturali&quot;, indipendenti, artigiani, in un posto neutrale e quindi al SUD e sarete tutti invitati... mi rendo conto che dovremo porre delle regole da dibattito politico e che ci vorranno un paio di moderatori con le spalle molto forti però credo si possa fare. 
Spero siate d&#039;accordo, anche tu Filippo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti. Voglio il merito di aver scatenato il dibattito con la mia lista definita &#8220;di proscrizione&#8221; da Filippo. Intanto voglio anche ammettere di aver imparato tante cose e devo ringraziare Filippo e Corrado<br />
Sono ufficialmente nel mondo del vino solo dal 2003 e sono partita con idee molto chiare su come lavorare (solo solforosa se necessaria e nient&#8217;altro) nel tempo mi sono forse estremizzata ancor di più per via dei riscontri positivi che hanno avuto i miei vini. Infatti per me e tanti altri sono buoni ed ha ragione Merolli dobbiamo metterci anche questo nella discussione. Riconosco però che avevo dei preconcetti che in questo dibattito si sono scalfiti.<br />
Nel frattempo l&#8217;intervento di Fenino rafforza in me la convinzione che il dibattito suscita molto interesse e dobbiamo assolutamente pensare ad un&#8217;assemblea pubblica stile tavola rotonda fra tutte le associazioni di &#8220;naturali&#8221;, indipendenti, artigiani, in un posto neutrale e quindi al SUD e sarete tutti invitati&#8230; mi rendo conto che dovremo porre delle regole da dibattito politico e che ci vorranno un paio di moderatori con le spalle molto forti però credo si possa fare.<br />
Spero siate d&#8217;accordo, anche tu Filippo.</p>
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		<title>Di: corrado dottori</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/06/les-italiennes-du-vin-naturel-a-paris-arianna-occhipinti-racconta.html/comment-page-2#comment-17483</link>
		<dc:creator>corrado dottori</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 14:09:56 +0000</pubDate>
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		<description>Consiglio a tutti &quot;Les Nouvelles couleurs du vin - Une approche sensuelle des vins naturels&quot; di Michel Tuz, edizioni Jean-Paul Rocher. Arrivati a questo punto credo sia opportuno continuare questo scambio privatamente, sono a disposizione. Trattare l&#039;idea di vino naturale dal punto di vista su cui ci siamo intestarditi non rende giustizia né al vino né agli eventuali lettori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Consiglio a tutti &#8220;Les Nouvelles couleurs du vin &#8211; Une approche sensuelle des vins naturels&#8221; di Michel Tuz, edizioni Jean-Paul Rocher. Arrivati a questo punto credo sia opportuno continuare questo scambio privatamente, sono a disposizione. Trattare l&#8217;idea di vino naturale dal punto di vista su cui ci siamo intestarditi non rende giustizia né al vino né agli eventuali lettori.</p>
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		<title>Di: alessandro fenino</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/06/les-italiennes-du-vin-naturel-a-paris-arianna-occhipinti-racconta.html/comment-page-2#comment-17482</link>
		<dc:creator>alessandro fenino</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 14:02:04 +0000</pubDate>
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		<description>Interessante dibattito, anche se un po&#039; rissoso.
Dal mio punto di vista sposo quanto detto da Merolli, cioè che non sia tanto importante stare a puntualizzare sul nome di questo &quot;movimento&quot; del vino naturale. In fondo ViniVeri è una associazione di produttori, così come VinNatur e altre. E&#039; un modo per definire ciò che si fa o che si intende fare, senza per questo avere la presunzione di pensare che tutti gli altri facciano vino finto o non naturale. Inoltre queste, come si è già detto, sono associazioni aperte, dove si discute, dove ognuno porta le proprie esperienze e dove ci sono approcci diversi al &quot;naturale&quot;. C&#039;è chi lo interpreta senza compromessi, chi lascia aperti spiragli alla tecnica, c&#039;è chi è so2 free e chi la ritiene indispensabile. Insomma è un settore molto vivace e non dogmatizzato da prof universitari, winemaker di grido e industrie chimiche varie.
E&#039; vero, come dice Cintolesi, che la comunicazione è un po&#039; vaga e si generalizza molto sul concetto di naturale, ma il fatto è che ancora non si è codificato questo concetto. Si potrebbe organizzare davvero una tavola rotonda, fare una lista di prodotti che si usano in enologia e ciascun produttore potrebbe dire: &quot;secondo me si può usare perchè...&quot; oppure &quot;non si può usare perchè...&quot;. Sarebbe interessante e potrebbe fare chiarezza. Ma poi? Facciamo un&#039;altra associazione che si basa su questi principi? Stiliamo un disciplinare di produzione? Inventiamo un altro logo da mettere in etichetta per garantire la trasparenza al consumatore? Tanto ci sarà sempre qualcuno più naturale di noi e qualcun altro che non si fiderà. 
Sinceramente preferisco l&#039;anarchia attuale piena di discussioni ed esperienze diverse ad una codificazione destinata a produrre altre carte e a svuotare il significato delle parole. 
E sempre per tornare a Merolli: Naturalmente il vino Vero è più buono.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante dibattito, anche se un po&#8217; rissoso.<br />
Dal mio punto di vista sposo quanto detto da Merolli, cioè che non sia tanto importante stare a puntualizzare sul nome di questo &#8220;movimento&#8221; del vino naturale. In fondo ViniVeri è una associazione di produttori, così come VinNatur e altre. E&#8217; un modo per definire ciò che si fa o che si intende fare, senza per questo avere la presunzione di pensare che tutti gli altri facciano vino finto o non naturale. Inoltre queste, come si è già detto, sono associazioni aperte, dove si discute, dove ognuno porta le proprie esperienze e dove ci sono approcci diversi al &#8220;naturale&#8221;. C&#8217;è chi lo interpreta senza compromessi, chi lascia aperti spiragli alla tecnica, c&#8217;è chi è so2 free e chi la ritiene indispensabile. Insomma è un settore molto vivace e non dogmatizzato da prof universitari, winemaker di grido e industrie chimiche varie.<br />
E&#8217; vero, come dice Cintolesi, che la comunicazione è un po&#8217; vaga e si generalizza molto sul concetto di naturale, ma il fatto è che ancora non si è codificato questo concetto. Si potrebbe organizzare davvero una tavola rotonda, fare una lista di prodotti che si usano in enologia e ciascun produttore potrebbe dire: &#8220;secondo me si può usare perchè&#8230;&#8221; oppure &#8220;non si può usare perchè&#8230;&#8221;. Sarebbe interessante e potrebbe fare chiarezza. Ma poi? Facciamo un&#8217;altra associazione che si basa su questi principi? Stiliamo un disciplinare di produzione? Inventiamo un altro logo da mettere in etichetta per garantire la trasparenza al consumatore? Tanto ci sarà sempre qualcuno più naturale di noi e qualcun altro che non si fiderà.<br />
Sinceramente preferisco l&#8217;anarchia attuale piena di discussioni ed esperienze diverse ad una codificazione destinata a produrre altre carte e a svuotare il significato delle parole.<br />
E sempre per tornare a Merolli: Naturalmente il vino Vero è più buono.</p>
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	<item>
		<title>Di: Franco Ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/06/les-italiennes-du-vin-naturel-a-paris-arianna-occhipinti-racconta.html/comment-page-2#comment-17476</link>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 13:13:50 +0000</pubDate>
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		<description>FERMI TUTTI!!! O questa bella discussione rimane nell&#039;alveo della correttezza, del rispetto, della dialettica accesa, oppure mi troverò costretto, super mal volentieri, a chiuderla e a non pubblicare altri commenti. Oppure, che brutta parola!, a censurare quelli che debordano. Qualcuno, già pubblicato, si trova davvero sul filo del rasoio e in qualche caso é di poco andato oltre. Lettori avvisati...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>FERMI TUTTI!!! O questa bella discussione rimane nell&#8217;alveo della correttezza, del rispetto, della dialettica accesa, oppure mi troverò costretto, super mal volentieri, a chiuderla e a non pubblicare altri commenti. Oppure, che brutta parola!, a censurare quelli che debordano. Qualcuno, già pubblicato, si trova davvero sul filo del rasoio e in qualche caso é di poco andato oltre. Lettori avvisati&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: Andrea Pagliantini</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/06/les-italiennes-du-vin-naturel-a-paris-arianna-occhipinti-racconta.html/comment-page-2#comment-17474</link>
		<dc:creator>Andrea Pagliantini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 13:09:34 +0000</pubDate>
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		<description>@ Corrado
non voglio essere sarcastico e le domande fatte nascono dalla curiosità di sapere altre cose sul vino per sola e unica passione.
Al punto in cui siamo, in cui si trova di tutto e il contrario di tutto nelle bottiglie e nel modo e forme di riempirle, sono sempre più convinto dell&#039;idea di dar briglia sciolta e far fare ad ognuno il vino che crede e vuole, senza applicarci le dizione di Classico, Superiore, Naturale, Vero, ecc... ecc...
ma semplicemente il proprio nome e la propria faccia e comunicando a voce, a lettere, internet, a bicchiere quello ch ci si fa.
A chi beve l&#039;ardua sentenza.

I contadini lavoravano la terra di altri a mezzadria, dividendo raccolto o grandine con il padrone.
Nessuno rimpiange quei tempi.
Adesso parliamo di agricoltori e coltivatori che è meglio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Corrado<br />
non voglio essere sarcastico e le domande fatte nascono dalla curiosità di sapere altre cose sul vino per sola e unica passione.<br />
Al punto in cui siamo, in cui si trova di tutto e il contrario di tutto nelle bottiglie e nel modo e forme di riempirle, sono sempre più convinto dell&#8217;idea di dar briglia sciolta e far fare ad ognuno il vino che crede e vuole, senza applicarci le dizione di Classico, Superiore, Naturale, Vero, ecc&#8230; ecc&#8230;<br />
ma semplicemente il proprio nome e la propria faccia e comunicando a voce, a lettere, internet, a bicchiere quello ch ci si fa.<br />
A chi beve l&#8217;ardua sentenza.</p>
<p>I contadini lavoravano la terra di altri a mezzadria, dividendo raccolto o grandine con il padrone.<br />
Nessuno rimpiange quei tempi.<br />
Adesso parliamo di agricoltori e coltivatori che è meglio.</p>
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	<item>
		<title>Di: IlConsumatore</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/06/les-italiennes-du-vin-naturel-a-paris-arianna-occhipinti-racconta.html/comment-page-2#comment-17473</link>
		<dc:creator>IlConsumatore</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 13:00:27 +0000</pubDate>
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		<description>Osservo che la discussione è giunta ad un punto che poco aggiunge se non semi di zizzania sparsi dal sig dottori, che continua a rinfocolare frasi già spiegate.
@corrado dottori, da consumatore che qualche &quot;pippa se la fa&quot; (uso termini suoi) una curiosità, nelle annate meno felici, quando il clima non è stato il migliore, quando l&#039;uva non è la più sana, quando i grappoli maturi hanno ricevuto pioggia nei giorni della vendemmia, fa uso della quantità di additivi usuale o questa quantità viene in qualche modo aumentata? grazie</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Osservo che la discussione è giunta ad un punto che poco aggiunge se non semi di zizzania sparsi dal sig dottori, che continua a rinfocolare frasi già spiegate.<br />
@corrado dottori, da consumatore che qualche &#8220;pippa se la fa&#8221; (uso termini suoi) una curiosità, nelle annate meno felici, quando il clima non è stato il migliore, quando l&#8217;uva non è la più sana, quando i grappoli maturi hanno ricevuto pioggia nei giorni della vendemmia, fa uso della quantità di additivi usuale o questa quantità viene in qualche modo aumentata? grazie</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Filippo Cintolesi</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/06/les-italiennes-du-vin-naturel-a-paris-arianna-occhipinti-racconta.html/comment-page-2#comment-17472</link>
		<dc:creator>Filippo Cintolesi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 12:54:30 +0000</pubDate>
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		<description>Corrado non credo di averti mai chiesto di rendere conto a me dei tuoi vini personali. Vedranno i consumatori se ritengono o meno che tu debba rendere conto a loro. E non solo su una scheda di autocertificazione ma ovunque tu parli. 
Sicuramente, pero&#039;, sarebbe opportuno che VOI (collettivo) che parlate di vini naturali, veri eccetera, come di un qualcosa in cui collettivamente (ossia non personalmente) vi riconoscete, soprattutto nel mentre vi opponete (...polemicamente, che ne siate consapevoli o meno), rendeste conto a CHIUNQUE (quindi anche a me) del contenuto delle vostre affermazioni, esplicite o implicite. Su questo blog come in qualunque altro luogo le facciate.
Prima di vagliare l&#039;accondiscendenza del mio tono e di fare la tara alla mia intenzione, polemica o meno, pensa al tuo di tono. Al tono che hai tenuto nei miei confronti fin dall&#039;inizio. Se pensavi che questo post di Ziliani fosse l&#039;ennesima occasione per fare pure e semplici autocelebrazioni, ahime&#039; si vede che ti sbagliavi. Come anche altri hanno testimoniato, la DISCUSSIONE (bada, non la &quot;polemica&quot;) interessa e parecchio. Discussione che se non fosse stato per le mie &quot;pippe&quot; non ci sarebbe stata affatto, par di capire. Alla faccia dell&#039;&quot;inutile&quot;, polemica o discussione che sia.

Le tue discettazioni sui &quot;contadini&quot; te le lascio tutte e non le commento nemmeno. Prendo solo nota  che per te contadino e&#039; un mero sinonimo di agricoltore. Con buona pace della storia sociale ed economica del nostro tempo. Noto anche che &quot;contadino&quot; e&#039; ritenuto termine piu&#039; utile di &quot;agricoltore&quot;, pero&#039;, quando si tratta di intimare il silenzio con il ricatto del &quot;rispetto&quot; mancato verso i poveri &quot;contadini&quot;, appunto; alla faccia della mia di &quot;retorica&quot;!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Corrado non credo di averti mai chiesto di rendere conto a me dei tuoi vini personali. Vedranno i consumatori se ritengono o meno che tu debba rendere conto a loro. E non solo su una scheda di autocertificazione ma ovunque tu parli.<br />
Sicuramente, pero&#8217;, sarebbe opportuno che VOI (collettivo) che parlate di vini naturali, veri eccetera, come di un qualcosa in cui collettivamente (ossia non personalmente) vi riconoscete, soprattutto nel mentre vi opponete (&#8230;polemicamente, che ne siate consapevoli o meno), rendeste conto a CHIUNQUE (quindi anche a me) del contenuto delle vostre affermazioni, esplicite o implicite. Su questo blog come in qualunque altro luogo le facciate.<br />
Prima di vagliare l&#8217;accondiscendenza del mio tono e di fare la tara alla mia intenzione, polemica o meno, pensa al tuo di tono. Al tono che hai tenuto nei miei confronti fin dall&#8217;inizio. Se pensavi che questo post di Ziliani fosse l&#8217;ennesima occasione per fare pure e semplici autocelebrazioni, ahime&#8217; si vede che ti sbagliavi. Come anche altri hanno testimoniato, la DISCUSSIONE (bada, non la &#8220;polemica&#8221;) interessa e parecchio. Discussione che se non fosse stato per le mie &#8220;pippe&#8221; non ci sarebbe stata affatto, par di capire. Alla faccia dell&#8217;&#8221;inutile&#8221;, polemica o discussione che sia.</p>
<p>Le tue discettazioni sui &#8220;contadini&#8221; te le lascio tutte e non le commento nemmeno. Prendo solo nota  che per te contadino e&#8217; un mero sinonimo di agricoltore. Con buona pace della storia sociale ed economica del nostro tempo. Noto anche che &#8220;contadino&#8221; e&#8217; ritenuto termine piu&#8217; utile di &#8220;agricoltore&#8221;, pero&#8217;, quando si tratta di intimare il silenzio con il ricatto del &#8220;rispetto&#8221; mancato verso i poveri &#8220;contadini&#8221;, appunto; alla faccia della mia di &#8220;retorica&#8221;!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: corrado dottori</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/06/les-italiennes-du-vin-naturel-a-paris-arianna-occhipinti-racconta.html/comment-page-2#comment-17469</link>
		<dc:creator>corrado dottori</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 12:25:32 +0000</pubDate>
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		<description>Filippo, come ho detto nel mio primo o secondo post da anni nei luoghi dove vado a presentare i miei vini si può leggere una scheda di autocertificazione da cui risulta il tipo di vinificazione da me effettuato ed il tipo di prodotti utilizzati. Non credo di doverne rendere conto a te in un blog. 
Inoltre, purtroppo, scrivere in etichetta anche solo quanta solforosa è stata utilizzata è vietato. Dopodiché, come dibattuto per esempio in un contesto come Critical Wine, si era ventilata l&#039;idea di stampare retro-etichette illegali con l&#039;elenco delle sostanze e degli eventuali prodotti utilizzati per iniziare un percorso politico su questo tema. Non se n&#039;è fatto nulla ma la proposta resta sul tavolo.
Per il resto prendo atto che il tono resta poco accondiscendente e - sottolineo - inutilmente polemico. Lascio ai lettori farsi una opinione. Peraltro dopo avere appreso che il vino naturale non esiste ora sappiamo che anche i contadini non esistono più. E perché? Perché un contadino non può vendere in tutto il mondo. Forse Cintolesi preferiva il mondo in cui in campagna si faceva la fame, ma tant&#039;è. Ne deduco che tutte le dolci ragazze di questo post di Ziliani non siano contadine, visto che sono andate a Parigi, per qualcuno a fare shopping e per qualcun altro a fare imprenditoria agricola. Perché il contadino non era e non è forse un imprenditore? Mah...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Filippo, come ho detto nel mio primo o secondo post da anni nei luoghi dove vado a presentare i miei vini si può leggere una scheda di autocertificazione da cui risulta il tipo di vinificazione da me effettuato ed il tipo di prodotti utilizzati. Non credo di doverne rendere conto a te in un blog.<br />
Inoltre, purtroppo, scrivere in etichetta anche solo quanta solforosa è stata utilizzata è vietato. Dopodiché, come dibattuto per esempio in un contesto come Critical Wine, si era ventilata l&#8217;idea di stampare retro-etichette illegali con l&#8217;elenco delle sostanze e degli eventuali prodotti utilizzati per iniziare un percorso politico su questo tema. Non se n&#8217;è fatto nulla ma la proposta resta sul tavolo.<br />
Per il resto prendo atto che il tono resta poco accondiscendente e &#8211; sottolineo &#8211; inutilmente polemico. Lascio ai lettori farsi una opinione. Peraltro dopo avere appreso che il vino naturale non esiste ora sappiamo che anche i contadini non esistono più. E perché? Perché un contadino non può vendere in tutto il mondo. Forse Cintolesi preferiva il mondo in cui in campagna si faceva la fame, ma tant&#8217;è. Ne deduco che tutte le dolci ragazze di questo post di Ziliani non siano contadine, visto che sono andate a Parigi, per qualcuno a fare shopping e per qualcun altro a fare imprenditoria agricola. Perché il contadino non era e non è forse un imprenditore? Mah&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: fabiocimmino</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/06/les-italiennes-du-vin-naturel-a-paris-arianna-occhipinti-racconta.html/comment-page-2#comment-17468</link>
		<dc:creator>fabiocimmino</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 12:23:28 +0000</pubDate>
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		<description>Volevo, brevemente, intervenire per sottolineare il mio particolare apprezzamento per la parole di Arianna quando ricorda che per fare un vino nel modo più naturale possibile (cioè senza l&#039;ausilio di chimica e tcnologia) occorre un bagaglio notevole di conoscenze agronomiche e  tecniche, uguale se non maggiore a chi lavora in modo convenzionale...

E&#039; un aspetto che, a mio parere, viente troppo-troppo spesso dimenticato o trascurato nella foga ideologica del dibattito e delle molteplici considerazioni/valutazioni che ruotano intorno ad un argomento così articolato e complesso.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo, brevemente, intervenire per sottolineare il mio particolare apprezzamento per la parole di Arianna quando ricorda che per fare un vino nel modo più naturale possibile (cioè senza l&#8217;ausilio di chimica e tcnologia) occorre un bagaglio notevole di conoscenze agronomiche e  tecniche, uguale se non maggiore a chi lavora in modo convenzionale&#8230;</p>
<p>E&#8217; un aspetto che, a mio parere, viente troppo-troppo spesso dimenticato o trascurato nella foga ideologica del dibattito e delle molteplici considerazioni/valutazioni che ruotano intorno ad un argomento così articolato e complesso.</p>
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