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	<title>Commenti a: Farinetti: dai trionfi di Unieuro agli “alti cibi” di Eataly venduti ad un solo euro…</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
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		<title>Di: sauro</title>
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		<dc:creator>sauro</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2009 06:51:12 +0000</pubDate>
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		<description>...aggiungo che sono stato a Torino, Farinetti quanto meno è da osservare e studiare perchè qualcosa di nuovo ha tentato di dire, non so quale sarà il successo, ma la sensazione di avere un progetto, un idea si vede. L&#039;iniziativa di alcuni prodotti ad 1 euro non credo che serva ne a fare cassa(quantitativamente puoi prendere solo 1 confezione ad 1 euro la 2° la paghi prezzo pieno), ne a smaltire scorte. Io mi sono posto una domanda: se ti viene data l&#039;opportunità di assaggiare gratuitamente un pistacchio vero, una pasta seria,una birra diversa, un pane eccezionale, etc. sei poi  disposto a tornare al peggio?Io credo di no!Credo che invece di acquistare 3 pacchi di pasta da cani ne prendi 1 ottimo da Eataly. Poichè per mestiere conosco alcuni numeri, oggi il 90% della gente non pranza più in casa, il 60% neanche a cena (tra aperitivi etc) è evidente che il consumo di cibo per casa non è più di quantità ma si sposta su poche cose di qualità.Credo che il geniale Farinetti ha solo lanciato ottima pastura, il resto verrà da se.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;aggiungo che sono stato a Torino, Farinetti quanto meno è da osservare e studiare perchè qualcosa di nuovo ha tentato di dire, non so quale sarà il successo, ma la sensazione di avere un progetto, un idea si vede. L&#8217;iniziativa di alcuni prodotti ad 1 euro non credo che serva ne a fare cassa(quantitativamente puoi prendere solo 1 confezione ad 1 euro la 2° la paghi prezzo pieno), ne a smaltire scorte. Io mi sono posto una domanda: se ti viene data l&#8217;opportunità di assaggiare gratuitamente un pistacchio vero, una pasta seria,una birra diversa, un pane eccezionale, etc. sei poi  disposto a tornare al peggio?Io credo di no!Credo che invece di acquistare 3 pacchi di pasta da cani ne prendi 1 ottimo da Eataly. Poichè per mestiere conosco alcuni numeri, oggi il 90% della gente non pranza più in casa, il 60% neanche a cena (tra aperitivi etc) è evidente che il consumo di cibo per casa non è più di quantità ma si sposta su poche cose di qualità.Credo che il geniale Farinetti ha solo lanciato ottima pastura, il resto verrà da se.</p>
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		<title>Di: sauro</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/06/farinetti-dai-trionfi-di-unieuro-agli-%e2%80%9calti-cibi%e2%80%9d-di-eataly-venduti-ad-un-solo-euro%e2%80%a6.html/comment-page-1#comment-17435</link>
		<dc:creator>sauro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 05:46:19 +0000</pubDate>
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		<description>leggendo le cose che spara G.P. Fabris l&#039;unica cosa che mi viene in mente è che sarebbe il caso , soprattutto in Italia,di essere responsabili di quello che si dice, in pratica di tornare la sera  a casa e avere il coraggio di guardarsi allo specchio. Oggi la tendenza è quella di creare una &quot;massa di consumatori ebeti&quot;. Riscoprire la natura attraverso gli agriturismo è una presa in giro, come il km zero, come acquistare direttamente dal produttore (per mestiere so che questi &quot;produttori&quot; sono i migliori acquirenti dei Mercati Generali). 10 anni fa quante sciocchezze sono state dette su Internet, qualcuno che ben conoscete, diceva &quot; con Internet non si andrà più a fare spesa al negozio, spariranno i grossisti di alimentari, etc.etc.&quot; Le aziende che negli ultimi 10 anni hanno conosciuto maggiore crescita economica sono le aziende distributrici! Le gastronomie crescono e lavorano! Allora? Chi veramente è in difficoltà sono quelli che vendono &quot;bla-bla..&quot; , i consulenti, i guru, &quot;quelli che attraverso il cibo raccontano&quot;. La gente è matura, ha capacità di scegliere. Per fare pulizia basterebbe mettere davanti alle proprie responsabilità questi signori che oggi con candide facce di bronzo ci vengono ancora a rompere le scatole!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>leggendo le cose che spara G.P. Fabris l&#8217;unica cosa che mi viene in mente è che sarebbe il caso , soprattutto in Italia,di essere responsabili di quello che si dice, in pratica di tornare la sera  a casa e avere il coraggio di guardarsi allo specchio. Oggi la tendenza è quella di creare una &#8220;massa di consumatori ebeti&#8221;. Riscoprire la natura attraverso gli agriturismo è una presa in giro, come il km zero, come acquistare direttamente dal produttore (per mestiere so che questi &#8220;produttori&#8221; sono i migliori acquirenti dei Mercati Generali). 10 anni fa quante sciocchezze sono state dette su Internet, qualcuno che ben conoscete, diceva &#8221; con Internet non si andrà più a fare spesa al negozio, spariranno i grossisti di alimentari, etc.etc.&#8221; Le aziende che negli ultimi 10 anni hanno conosciuto maggiore crescita economica sono le aziende distributrici! Le gastronomie crescono e lavorano! Allora? Chi veramente è in difficoltà sono quelli che vendono &#8220;bla-bla..&#8221; , i consulenti, i guru, &#8220;quelli che attraverso il cibo raccontano&#8221;. La gente è matura, ha capacità di scegliere. Per fare pulizia basterebbe mettere davanti alle proprie responsabilità questi signori che oggi con candide facce di bronzo ci vengono ancora a rompere le scatole!</p>
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		<title>Di: Silvana Biasutti</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/06/farinetti-dai-trionfi-di-unieuro-agli-%e2%80%9calti-cibi%e2%80%9d-di-eataly-venduti-ad-un-solo-euro%e2%80%a6.html/comment-page-1#comment-17397</link>
		<dc:creator>Silvana Biasutti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 09:19:08 +0000</pubDate>
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		<description>Francesco@ lo chiama &#039;il sapere&#039;, io preferisco &#039;conoscenza&#039;; ma credo che intendiamo la stessa cosa.
Merce non apprezzata nel nostro paese, nemmeno dai &#039;grandi&#039; imprenditori che dal calduccio delle loro posizioni scelgono ancora di muoversi solo se c&#039;è da guadagnare. Quindi ambiente sì, ma se è un modo per fatturare.
(Un esempio emblematico della nostra mentalità è quello costituito dal terremoto in Abruzzo: la gente aveva preparato le valige (letto in numerose testimonianze, anche recentemente), c&#039;erano state scosse da tempo, ma solo quando è successo il finimondo (e son morte centinaia di persone) ci siamo mossi.
Noi siamo melodrammatici e pressapochisti.)

Però nolenti o volenti, anche i signori del vino saranno coinvolti da sensibilità - non tanto nuove, ma non più solo elitarie - a ciò che accade nell&#039;ambiente. 
Se non altro perché i cittadini più sensibili all&#039;argomento, sono anche i più colti (conoscenza=sensibilità, attenzione al progresso e ai segnali che lo muovono), quelli che scelgono come consumare in modo più attento: e ora sono anche sotto pressione. 
Non ho dati (ce li hanno Fabris e altri sociologi che analizzano i comportamenti dei consumatori e li incrociano con fenomeni e movimenti di ogni genere), ma come ho già letto e sentito è inevitabile che i consumi si contraggano e risegmentino - mi spingo a dire verso la qualità e in direzione di una specie di &#039;pauperismo elegante&#039;-.
Perché troppi sono (stati) negli ultimi cinque/dieci anni gli schock.
Le torri gemelle,l&#039;Irak e il terrorismo.
Le diaspore dei migranti e il loro (massiccio) ingresso nelle nostre società opulente.
L&#039;euro e la perdita media del 50% del potere d&#039;acquisto (anche da parte di chi era benestante).
La bolla delle bolle, ovvero la speculazione di POCHI alle spalle di MOLTI (consumatori che hanno perso moltissimo), e i crolli borsistici.
Il cambiamento climatico e l&#039;avvento di Obama, che cambia lo sguardo degli americani (consumatori) al riguardo.
E naturalmente ho elencato alla rinfusa!

Tutto ciò OBBLIGA CHI CONSUMA A PENSARE CHE COSA STA FACENDO!
Sono anni che mi stupisco pensando ai vari consorzi che non sono mai entrati in uno dei panel di imprese e associazioni abbonati alle ricerche sugli stili di vita e di consumo!
Immagino che Farinetti invece...

Ieri, a Forlì, sono entrata in un bar e ho chiesto un succo di frutta: &quot;fanno due Euro&quot;.
Ho pagato e bevuto, guardando la moneta da due euro e pensando che sono circa quattromila ex-lire e ho pensato che erano soldi buttati, perché:
-potevo dissetarmi con l&#039;acqua, sarebbe costato un quarto,
-comunque erano INUTILI calorie che ingurgitavo, ingrassando stupidamente,
-probabilmente il succo d&#039;ananas era un mescolone di frutta di infima qualità.
Morale: ho deciso di non BUTTARE mai più i miei soldi in un beverone mediocre e dannivo come quello.
Così reagiscono i consumatori, obbligati a pensare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco@ lo chiama &#8216;il sapere&#8217;, io preferisco &#8216;conoscenza&#8217;; ma credo che intendiamo la stessa cosa.<br />
Merce non apprezzata nel nostro paese, nemmeno dai &#8216;grandi&#8217; imprenditori che dal calduccio delle loro posizioni scelgono ancora di muoversi solo se c&#8217;è da guadagnare. Quindi ambiente sì, ma se è un modo per fatturare.<br />
(Un esempio emblematico della nostra mentalità è quello costituito dal terremoto in Abruzzo: la gente aveva preparato le valige (letto in numerose testimonianze, anche recentemente), c&#8217;erano state scosse da tempo, ma solo quando è successo il finimondo (e son morte centinaia di persone) ci siamo mossi.<br />
Noi siamo melodrammatici e pressapochisti.)</p>
<p>Però nolenti o volenti, anche i signori del vino saranno coinvolti da sensibilità &#8211; non tanto nuove, ma non più solo elitarie &#8211; a ciò che accade nell&#8217;ambiente.<br />
Se non altro perché i cittadini più sensibili all&#8217;argomento, sono anche i più colti (conoscenza=sensibilità, attenzione al progresso e ai segnali che lo muovono), quelli che scelgono come consumare in modo più attento: e ora sono anche sotto pressione.<br />
Non ho dati (ce li hanno Fabris e altri sociologi che analizzano i comportamenti dei consumatori e li incrociano con fenomeni e movimenti di ogni genere), ma come ho già letto e sentito è inevitabile che i consumi si contraggano e risegmentino &#8211; mi spingo a dire verso la qualità e in direzione di una specie di &#8216;pauperismo elegante&#8217;-.<br />
Perché troppi sono (stati) negli ultimi cinque/dieci anni gli schock.<br />
Le torri gemelle,l&#8217;Irak e il terrorismo.<br />
Le diaspore dei migranti e il loro (massiccio) ingresso nelle nostre società opulente.<br />
L&#8217;euro e la perdita media del 50% del potere d&#8217;acquisto (anche da parte di chi era benestante).<br />
La bolla delle bolle, ovvero la speculazione di POCHI alle spalle di MOLTI (consumatori che hanno perso moltissimo), e i crolli borsistici.<br />
Il cambiamento climatico e l&#8217;avvento di Obama, che cambia lo sguardo degli americani (consumatori) al riguardo.<br />
E naturalmente ho elencato alla rinfusa!</p>
<p>Tutto ciò OBBLIGA CHI CONSUMA A PENSARE CHE COSA STA FACENDO!<br />
Sono anni che mi stupisco pensando ai vari consorzi che non sono mai entrati in uno dei panel di imprese e associazioni abbonati alle ricerche sugli stili di vita e di consumo!<br />
Immagino che Farinetti invece&#8230;</p>
<p>Ieri, a Forlì, sono entrata in un bar e ho chiesto un succo di frutta: &#8220;fanno due Euro&#8221;.<br />
Ho pagato e bevuto, guardando la moneta da due euro e pensando che sono circa quattromila ex-lire e ho pensato che erano soldi buttati, perché:<br />
-potevo dissetarmi con l&#8217;acqua, sarebbe costato un quarto,<br />
-comunque erano INUTILI calorie che ingurgitavo, ingrassando stupidamente,<br />
-probabilmente il succo d&#8217;ananas era un mescolone di frutta di infima qualità.<br />
Morale: ho deciso di non BUTTARE mai più i miei soldi in un beverone mediocre e dannivo come quello.<br />
Così reagiscono i consumatori, obbligati a pensare.</p>
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		<title>Di: Francesco</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/06/farinetti-dai-trionfi-di-unieuro-agli-%e2%80%9calti-cibi%e2%80%9d-di-eataly-venduti-ad-un-solo-euro%e2%80%a6.html/comment-page-1#comment-17387</link>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 15:54:52 +0000</pubDate>
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		<description>Le parole di sartori sono illuminanti, speriamo servano a qualcosa. faccio solo notare che quando si ragiona di etica ci muoviamo, per buona parte delle imprese, su un terreno scivoloso, i bollini sa8000 o i marchi CSR si sprecano, ma sotto c&#039;è solo marketing (ne consoco a iosa..., per motivi professionali)
quanto al link proposto sull&#039;analisi ambientale che dire, gli economisti ragionano per &quot;scarsità&quot; quindi l&#039;ambiente, nel breve periodo, è relativamente marginale. quanto alla posizione sull&#039;ambiente dell&#039;italianissima confindustria non mi meraviglio che sia sempre sulle peggiori posizioni di retroguardia (lavoro come consulente, li conosco), basta vedere come trattano il sapere. ad un ingegnere danno 1500 euro e sembrano pure troppi!
saluti
francesco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Le parole di sartori sono illuminanti, speriamo servano a qualcosa. faccio solo notare che quando si ragiona di etica ci muoviamo, per buona parte delle imprese, su un terreno scivoloso, i bollini sa8000 o i marchi CSR si sprecano, ma sotto c&#8217;è solo marketing (ne consoco a iosa&#8230;, per motivi professionali)<br />
quanto al link proposto sull&#8217;analisi ambientale che dire, gli economisti ragionano per &#8220;scarsità&#8221; quindi l&#8217;ambiente, nel breve periodo, è relativamente marginale. quanto alla posizione sull&#8217;ambiente dell&#8217;italianissima confindustria non mi meraviglio che sia sempre sulle peggiori posizioni di retroguardia (lavoro come consulente, li conosco), basta vedere come trattano il sapere. ad un ingegnere danno 1500 euro e sembrano pure troppi!<br />
saluti<br />
francesco</p>
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