Dopo l’Alta Langa Mercedes Bresso premia anche il Barolo ed i ristoratori benemeriti

Ho già plaudito alla bella decisione dell’Enoteca Regionale del Barolo, tornata a fare le cose serie che ci si attende da un’istituzione come lei e a non indulgere in paillettes, cotillons e costose trovatine ad effetto varie, come ha discutibilmente fatto nel recente passato, di premiare domenica scorsa, per il grande lavoro di una vita e per l’esempio dato, due grandi ristoratori di Langa.
Parlo di Gian Bovio, ex Belvedere e ora conduttore con la figlia Alessandra ed il genero del Bovio ristorante sempre in quel di La Morra, nonché valido produttore di Barolo, e di Giorgio Rocca, figlio del mitico Felice creatore di quel ristorante Felicin che dopo essere stato condotto e sviluppato alla grande da lui e dalla moglie è ora condotto, altrettanto benissimo (consentitemi l’iperbole) dal figlio Nino e dalla moglie Silvia.
Avrei tanto voluto essere, l’ultima domenica di maggio, a Barolo, a battere le mani e urlare bravi, anzi bravissimi, a quei due galantuomini, modello di una ristorazione davvero dalla parte del cliente, trattato e coccolato come ospite e amico.
Non avendo potuto, mi devo accontentare di godermi e di fare godere a voi lettori alcune foto di questo bel momento istituzionale barolesco, che vedono Gian e Giorgio, capelli bianchi, saggezza e tanta esperienza da vendere, affiancati, a sinistra dalla Presidente dell’Enoteca Regionale Renata Salvano, già apprezzato sindaco di Verduno, e a destra (anche se è notoriamente un’esponente del PD) da un’altra Presidente, la Governatrice del Piemonte Mercedes Bresso.
Un’alta carica politica decisamente appassionata di vino, tanto che quando c’è da promuoverlo non esita a metterci la faccia, come ha fatto, sollevando tante polemiche, in gran parte pretestuose, da parte di chi personaggi che farebbero meglio a stare zitti (vero signor Enzo Ghigo?) figurando da testimonial in una campagna promozionale dell’Alta Langa (lo spumante Doc metodo classico made in Piemonte).
Beh, brava Signora Bresso, anche se dovrebbe pur saperlo che oggi fare da testimonial dell’Alta Langa Doc equivale a fare da testimonial ad un’azienda, l’unica della denominazione che sia tangibilmente presente sul mercato, che quanto a trovate di marketing a scopo pubblicitario, vero Oscar?, una ne fa e cento ne pensa…






sarò prevenuto , sarà questione di pelle , ma a me un politico , specie di sinistra , che fa il protettore o il mecenate in questioni d’arte , tiratemi addosso tutte le parolacce che volete , non cerco di difendermi , dà fastidio .
Scritto da flaminio cozzaglio, il 8 giugno, 2009 at 18:12