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	<title>Commenti a: Alla Fontanafredda con il Bosco dei Pensieri riscoprono “the sound of silence”</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
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		<title>Di: Franco Ziliani</title>
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		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2009 10:53:39 +0000</pubDate>
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		<description>buone notizie, in attesa che si faccia vivo con me, come annunciato da Farinetti, il suo collaboratore, arrivano da un celeberrimo borgo toscano, dove un&#039;azienda blasonata sarebbe interessata a raccogliere il mio invito a creare anche in loco un bosco dei pensieri, o meglio un luogo boschivo dove riflettere e meditare sul vino come espressione di cultura... Vi farò sapere...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>buone notizie, in attesa che si faccia vivo con me, come annunciato da Farinetti, il suo collaboratore, arrivano da un celeberrimo borgo toscano, dove un&#8217;azienda blasonata sarebbe interessata a raccogliere il mio invito a creare anche in loco un bosco dei pensieri, o meglio un luogo boschivo dove riflettere e meditare sul vino come espressione di cultura&#8230; Vi farò sapere&#8230;</p>
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		<title>Di: Silvana Biasutti</title>
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		<dc:creator>Silvana Biasutti</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2009 16:17:17 +0000</pubDate>
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		<description>Sì,OF - che non conosco - mi è piaciuto, con quell&#039;intervento così asciutto e dialettico, che quindi non lascia spazio a polemiche. Come ho scritto - e come ti dirò più dettagliatamente altrove, così da non tediare i compagni di blog - ho tastato il terroir a questo proposito, ricevendo una reazione &#039;tutt&#039;altro che negativa&#039;!
Se perdessimo la nostra scommessa? Ma senza panchine.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì,OF &#8211; che non conosco &#8211; mi è piaciuto, con quell&#8217;intervento così asciutto e dialettico, che quindi non lascia spazio a polemiche. Come ho scritto &#8211; e come ti dirò più dettagliatamente altrove, così da non tediare i compagni di blog &#8211; ho tastato il terroir a questo proposito, ricevendo una reazione &#8216;tutt&#8217;altro che negativa&#8217;!<br />
Se perdessimo la nostra scommessa? Ma senza panchine.</p>
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		<title>Di: Franco Ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/05/alla-fontanafredda-con-il-bosco-dei-pensieri-riscoprono-%e2%80%9cthe-sound-of-silence%e2%80%9d.html/comment-page-1#comment-16756</link>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2009 16:02:11 +0000</pubDate>
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		<description>cara Silvana, l&#039;intervento farinettiano dimostra che l&#039;uomo é molto migliore di quel che talvolta appaia o lasci trasparire. Sicuramente più intelligente/scaltro di tanti nel capire che rispondere qui, ringraziandomi per quello che avevo scritto e sostenendo che quanto avevo rilanciato riferendomi alla sua idea del bosco dei pensieri é &quot;una bella idea&quot;, non costa niente e fa fare bella figura. Chapeau ad un uomo che fa chiaramente capire di non lasciare nulla al caso e che in fondo si merita il successo che ha avuto e la sua popolarità</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cara Silvana, l&#8217;intervento farinettiano dimostra che l&#8217;uomo é molto migliore di quel che talvolta appaia o lasci trasparire. Sicuramente più intelligente/scaltro di tanti nel capire che rispondere qui, ringraziandomi per quello che avevo scritto e sostenendo che quanto avevo rilanciato riferendomi alla sua idea del bosco dei pensieri é &#8220;una bella idea&#8221;, non costa niente e fa fare bella figura. Chapeau ad un uomo che fa chiaramente capire di non lasciare nulla al caso e che in fondo si merita il successo che ha avuto e la sua popolarità</p>
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		<title>Di: Silvana Biasutti</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/05/alla-fontanafredda-con-il-bosco-dei-pensieri-riscoprono-%e2%80%9cthe-sound-of-silence%e2%80%9d.html/comment-page-1#comment-16741</link>
		<dc:creator>Silvana Biasutti</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2009 16:43:15 +0000</pubDate>
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		<description>Intanto, per non saper né leggere, né scrivere (e men che mai pensare, o dire agli altri che devono farlo, e dove, cosa e quando!)nel mio piccolo mi ero mossa e ho tastato il ...terroir (ma sì, è sera, lasciatemi scribacchiare le mie stupidaggini). Lietissima che il signor Oscar sia intervenuto, gli rifaccio i miei complimenti, senza riserve. 
Se entrassi nel merito di quello che in pubblicità chiamano &quot;trattamento&quot;, sarei totalmente d&#039;accordo con Briscola@ che qui sopra reitera e spiega, ma prescindendo da ciò (migliorare e affinare si può sempre), mi tengo in contatto con te, caro Zy, e vediamo di far sì che Montalcino sia della partita.
(Inoltre qui, nei boschi, ci sono anche i lupi.)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Intanto, per non saper né leggere, né scrivere (e men che mai pensare, o dire agli altri che devono farlo, e dove, cosa e quando!)nel mio piccolo mi ero mossa e ho tastato il &#8230;terroir (ma sì, è sera, lasciatemi scribacchiare le mie stupidaggini). Lietissima che il signor Oscar sia intervenuto, gli rifaccio i miei complimenti, senza riserve.<br />
Se entrassi nel merito di quello che in pubblicità chiamano &#8220;trattamento&#8221;, sarei totalmente d&#8217;accordo con Briscola@ che qui sopra reitera e spiega, ma prescindendo da ciò (migliorare e affinare si può sempre), mi tengo in contatto con te, caro Zy, e vediamo di far sì che Montalcino sia della partita.<br />
(Inoltre qui, nei boschi, ci sono anche i lupi.)</p>
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		<title>Di: Briscola</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/05/alla-fontanafredda-con-il-bosco-dei-pensieri-riscoprono-%e2%80%9cthe-sound-of-silence%e2%80%9d.html/comment-page-1#comment-16740</link>
		<dc:creator>Briscola</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2009 15:13:01 +0000</pubDate>
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		<description>Forse mi sono espressa male, ma riprendo la parola perché, a conti fatti, mi par che siam meno di 3 sul Paineta a pensarla al contrario. Non guardo con diffidenza l&#039;iniziativa del Bosco del Silenzio, non sospetto guadagni e operazioni di marketing (di mio nonno, infatti, ho scritto che non l&#039;ho mai giudicato un esperto di marketing solo perché aveva e curava un bosco), lungi da me scorgere nell&#039;iniziativa un significato altro da quel che è e se lo è, sinceramente, non mi tocca. Di operazioni di marketing ho già piena la quotidianità, mancherebbe di arrovellarmi su di esse anche nell&#039;ossigeno di questo luogo libero. Ma guardo con genetica diffidenza qualsiasi iniziativa in cui qualcuno pensi di indicarmi cosa devo pensare o, pur con buone intenzioni, cerchi di stimolare il mio pensiero là dove bastano rami, foglie, suoni e geometrie di cielo a suggerirmi &quot;prospettive&quot;. Penso superflui il sentiero di frasi e di immagini (non il bosco!!!), senza nulla togliere agli autori e all&#039;artista; se non è superfluo, se cioè occorre spiegare a chi entra un bosco cosa deve pensare... ahimé, siam messi male :-) Io difendo il mio drago, malgrado le mie vendemmie, vissute e o commentate, non siano molte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Forse mi sono espressa male, ma riprendo la parola perché, a conti fatti, mi par che siam meno di 3 sul Paineta a pensarla al contrario. Non guardo con diffidenza l&#8217;iniziativa del Bosco del Silenzio, non sospetto guadagni e operazioni di marketing (di mio nonno, infatti, ho scritto che non l&#8217;ho mai giudicato un esperto di marketing solo perché aveva e curava un bosco), lungi da me scorgere nell&#8217;iniziativa un significato altro da quel che è e se lo è, sinceramente, non mi tocca. Di operazioni di marketing ho già piena la quotidianità, mancherebbe di arrovellarmi su di esse anche nell&#8217;ossigeno di questo luogo libero. Ma guardo con genetica diffidenza qualsiasi iniziativa in cui qualcuno pensi di indicarmi cosa devo pensare o, pur con buone intenzioni, cerchi di stimolare il mio pensiero là dove bastano rami, foglie, suoni e geometrie di cielo a suggerirmi &#8220;prospettive&#8221;. Penso superflui il sentiero di frasi e di immagini (non il bosco!!!), senza nulla togliere agli autori e all&#8217;artista; se non è superfluo, se cioè occorre spiegare a chi entra un bosco cosa deve pensare&#8230; ahimé, siam messi male <img src='http://vinoalvino.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Io difendo il mio drago, malgrado le mie vendemmie, vissute e o commentate, non siano molte.</p>
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	<item>
		<title>Di: Oscar Farinetti</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/05/alla-fontanafredda-con-il-bosco-dei-pensieri-riscoprono-%e2%80%9cthe-sound-of-silence%e2%80%9d.html/comment-page-1#comment-16739</link>
		<dc:creator>Oscar Farinetti</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2009 14:40:45 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Franco, 

grazie del tuo pezzo dedicato al &quot;Bosco dei Pensieri&quot;. 
Condivido i complimenti (è ovvio) e condivido anche i dubbi.
E&#039; normale sai, il mondo è pieno di imprenditori che sanno camuffarsi bene da etici e appassionati, ma in realtà cercano solo di fare sempre più soldi, non vedo perchè, chi non mi conosce bene, non debba pensare anche questo di me; Inoltre, ho lo svantaggio di essere entrato da non molto, a tempo pieno, nel mestiere del vino ed è naturale che chi ha molte vendemmie (fatte o commentate) sulle spalle possa avere dubbi a mio riguardo e dica ciò che pensa, com&#039;è giusto che io ne debba tenere conto.
Molto bella la tua idea della &quot;Rete&quot; dei Boschi dei Pensieri da estendere anche a quelli dell&#039;olio (già a Badalucco - Imperia - ci stanno pensando). Non posso farmene promotore in prima persona, per totale mancanza di tempo, ma ne parlerò con il nostro poeta Pier Mario Giovannone. A settembre ti inviterò all&#039;inaugurazione di Borgogno (per allora sarà finita l&#039;opera di recupero), ma se vuoi prima vieni a farti un giro qui a Fontanafredda. 
Oscar Farinetti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Franco, </p>
<p>grazie del tuo pezzo dedicato al &#8220;Bosco dei Pensieri&#8221;.<br />
Condivido i complimenti (è ovvio) e condivido anche i dubbi.<br />
E&#8217; normale sai, il mondo è pieno di imprenditori che sanno camuffarsi bene da etici e appassionati, ma in realtà cercano solo di fare sempre più soldi, non vedo perchè, chi non mi conosce bene, non debba pensare anche questo di me; Inoltre, ho lo svantaggio di essere entrato da non molto, a tempo pieno, nel mestiere del vino ed è naturale che chi ha molte vendemmie (fatte o commentate) sulle spalle possa avere dubbi a mio riguardo e dica ciò che pensa, com&#8217;è giusto che io ne debba tenere conto.<br />
Molto bella la tua idea della &#8220;Rete&#8221; dei Boschi dei Pensieri da estendere anche a quelli dell&#8217;olio (già a Badalucco &#8211; Imperia &#8211; ci stanno pensando). Non posso farmene promotore in prima persona, per totale mancanza di tempo, ma ne parlerò con il nostro poeta Pier Mario Giovannone. A settembre ti inviterò all&#8217;inaugurazione di Borgogno (per allora sarà finita l&#8217;opera di recupero), ma se vuoi prima vieni a farti un giro qui a Fontanafredda.<br />
Oscar Farinetti.</p>
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		<title>Di: Silvana Biasutti</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/05/alla-fontanafredda-con-il-bosco-dei-pensieri-riscoprono-%e2%80%9cthe-sound-of-silence%e2%80%9d.html/comment-page-1#comment-16728</link>
		<dc:creator>Silvana Biasutti</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2009 08:59:18 +0000</pubDate>
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		<description>Aggiungo: un invito a Briscola@ - che leggo sempre volentieri (ma questa non è un captatio!) - e a chiunque la pensi come lei (qui sopra), un invito a venire nei dintorni di Montalcino - a San Giovanni d&#039;Asso - a visitare il Bosco sella Spina (poi tutti a cena) per un giro in un bosco senza panchine che tuttavia fa &#039;pensare&#039;...pensare nel senso che è un luogo così straordinario che è in grado di sorprendere sottolineando (a quelli che &#039;magari non ci pensano&#039;), IN MODO NON BANALE, quanto belli siano il luogo e la natura di questa zona. Perché, non conosco le intenzioni di OF nel lanciare il suo bosco, ma ho ben chiare le mie nel raccoglierle come uno stimolo a muoversi in una direzione diversa da quella dell&#039;indifferenza nei confronti del patrimonio territoriale (salvo poi versare fiumi di parole per domandarsi CHE FARE per sostenere i vini del territorio, i vitigni autoctoni che ne sono l&#039;espressione eccetera). Bisogna far capire anche agli indifferenti, all&#039;audience intenta a guardare il grande fratello (sono sempre sorpresa dai suoi numeri pazzeschi, ma è solo un esempio)che c&#039;è anche altro da vedere; senza la pretesa di ORIENTARE le idee, far PENSARE, far GUARDARE e così via.
Io penso SOLO che un bel bosco riservato ai visitatori, con le dovute sottolineature - in una zona in cui si produce un vino rinomato (o un formaggio, o un&#039;altra di quelle cose buone che noi italiani siamo capaci di fare così bene), sia meglio di una DISSEMINAZIONE DI FABBRICHETTE E CAPANNONCINI (indispensabili anche loro, ma questo è un altro discorso).
Caro Ziliani, e se perdessimo la nostra scommessa?!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiungo: un invito a Briscola@ &#8211; che leggo sempre volentieri (ma questa non è un captatio!) &#8211; e a chiunque la pensi come lei (qui sopra), un invito a venire nei dintorni di Montalcino &#8211; a San Giovanni d&#8217;Asso &#8211; a visitare il Bosco sella Spina (poi tutti a cena) per un giro in un bosco senza panchine che tuttavia fa &#8216;pensare&#8217;&#8230;pensare nel senso che è un luogo così straordinario che è in grado di sorprendere sottolineando (a quelli che &#8216;magari non ci pensano&#8217;), IN MODO NON BANALE, quanto belli siano il luogo e la natura di questa zona. Perché, non conosco le intenzioni di OF nel lanciare il suo bosco, ma ho ben chiare le mie nel raccoglierle come uno stimolo a muoversi in una direzione diversa da quella dell&#8217;indifferenza nei confronti del patrimonio territoriale (salvo poi versare fiumi di parole per domandarsi CHE FARE per sostenere i vini del territorio, i vitigni autoctoni che ne sono l&#8217;espressione eccetera). Bisogna far capire anche agli indifferenti, all&#8217;audience intenta a guardare il grande fratello (sono sempre sorpresa dai suoi numeri pazzeschi, ma è solo un esempio)che c&#8217;è anche altro da vedere; senza la pretesa di ORIENTARE le idee, far PENSARE, far GUARDARE e così via.<br />
Io penso SOLO che un bel bosco riservato ai visitatori, con le dovute sottolineature &#8211; in una zona in cui si produce un vino rinomato (o un formaggio, o un&#8217;altra di quelle cose buone che noi italiani siamo capaci di fare così bene), sia meglio di una DISSEMINAZIONE DI FABBRICHETTE E CAPANNONCINI (indispensabili anche loro, ma questo è un altro discorso).<br />
Caro Ziliani, e se perdessimo la nostra scommessa?!</p>
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		<title>Di: Franco Ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/05/alla-fontanafredda-con-il-bosco-dei-pensieri-riscoprono-%e2%80%9cthe-sound-of-silence%e2%80%9d.html/comment-page-1#comment-16727</link>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2009 08:04:18 +0000</pubDate>
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		<description>mi diverte un mondo scoprire che su questo tema del bosco dei pensieri geniale trovata (anche di marketing) farinettiana diversi lettori di questo blog &quot;zilianeggiano&quot; più del sottoscritto, che si trova scavalcato a destra (o a sinistra: a seconda dei gusti) dallo scetticismo, dall&#039;ironia, dalla perplessità e altro che questi lettori con i loro commenti manifestano. Eppure, a differenza di altri che hanno plaudito, non sempre con moderazione, a questo progetto, il mio non é stato un omaggio, opportunista, calcolato al ricco e potente di turno, ma il semplice consenso, dalle valenze estetiche, culturali più che enoiche, ad una bella idea...
Mi fa però piacere che questo post, a proposito del quale, e della controproposta che ho lanciato, attendiamo sempre (e chissà se arriverà mai...) di conoscere il punto di vista di Monsù Farinetti, con il quale la comunicazione é spesso a singhiozzo (mi scrive e mi manda sms quando non lo cerchi, magari sotto Vinitaly e poi tace quando lo evoco, ricordando magari l&#039;episodio dell&#039; &quot;un certo Ziliani&quot;...), cominci a fare discutere, smentendo un po&#039; quello che diceva, con la consueta arguzia, Silvana B., lamentando il fatto che quando su questo blog non sollevo polemiche feroci e non &quot;spargo sangue&quot;, l&#039;attenzione e la tensione (che si manifesta anche sotto forma di commenti) scemano.
Ma mi auguro, comunque, che la discussione, anche a scoppio ritardato, per rivoli paralleli, prenda piede, perché l&#039;idea (mia e di Silvana B.) di una rete di boschi del pensiero, da Serralunga d&#039;Alba a Montalcino e oltre, resta ancora valida</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi diverte un mondo scoprire che su questo tema del bosco dei pensieri geniale trovata (anche di marketing) farinettiana diversi lettori di questo blog &#8220;zilianeggiano&#8221; più del sottoscritto, che si trova scavalcato a destra (o a sinistra: a seconda dei gusti) dallo scetticismo, dall&#8217;ironia, dalla perplessità e altro che questi lettori con i loro commenti manifestano. Eppure, a differenza di altri che hanno plaudito, non sempre con moderazione, a questo progetto, il mio non é stato un omaggio, opportunista, calcolato al ricco e potente di turno, ma il semplice consenso, dalle valenze estetiche, culturali più che enoiche, ad una bella idea&#8230;<br />
Mi fa però piacere che questo post, a proposito del quale, e della controproposta che ho lanciato, attendiamo sempre (e chissà se arriverà mai&#8230;) di conoscere il punto di vista di Monsù Farinetti, con il quale la comunicazione é spesso a singhiozzo (mi scrive e mi manda sms quando non lo cerchi, magari sotto Vinitaly e poi tace quando lo evoco, ricordando magari l&#8217;episodio dell&#8217; &#8220;un certo Ziliani&#8221;&#8230;), cominci a fare discutere, smentendo un po&#8217; quello che diceva, con la consueta arguzia, Silvana B., lamentando il fatto che quando su questo blog non sollevo polemiche feroci e non &#8220;spargo sangue&#8221;, l&#8217;attenzione e la tensione (che si manifesta anche sotto forma di commenti) scemano.<br />
Ma mi auguro, comunque, che la discussione, anche a scoppio ritardato, per rivoli paralleli, prenda piede, perché l&#8217;idea (mia e di Silvana B.) di una rete di boschi del pensiero, da Serralunga d&#8217;Alba a Montalcino e oltre, resta ancora valida</p>
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		<title>Di: Briscola</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/05/alla-fontanafredda-con-il-bosco-dei-pensieri-riscoprono-%e2%80%9cthe-sound-of-silence%e2%80%9d.html/comment-page-1#comment-16726</link>
		<dc:creator>Briscola</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2009 22:30:50 +0000</pubDate>
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		<description>Oh, stupor mundi! UN BOSCO!!! Un bosco che s&#039;è pensato di popolare di panchine e cartelli, mica cinciallegre e tassi e ghiri e volpi! Ma sì, è giusto, occorre dire alla gente cosa deve pensare, oltre a cosa deve mangiare, a come deve vestirsi, a cosa deve bere, perché la gente... non lo sa! Mio nonno aveva un bosco, non per questo ritengo che mio nonno fosse un genio del marketing. Mio nonno aveva un bosco e io, con una compagnia di 10 bambini, ogni estate entravo nel bosco per costruire la capanna. Anzi, LE capanne perché per combattere nel bosco occorreva dividersi in due squadre. Conseguentemente, avere due capanne, che nel nostro immaginario erano due castelli, due forti, due torri. Il trucco stava nel costruire il castello migliore, in quanto a combattere, non abbiamo mai avuto il tempo... l&#039;estate finiva sempre prima che il castello fosse terminato. Ma lo scopo vero non era la guerra: era vivere il bosco. Per costruire il forte si utilizzavano rami e foglie e bastoni del sottobosco, ma già secchi, perché i verdi si sarebbero rattrappiti e avrebbero mostrato fessure e aperture: un castello con delle fessure, che razza di castello è? Un anno, mentre cercavamo fronde secche, scorgemmo una tana, forse di un ghiro. Allora decidemmo di allontanerci e di costruire il forte distante, non per paura, ma per rispetto. Di chi o di cosa non sapevamo e non lo scoprimmo mai. Però scoprimmo, quell&#039;anno e gli anni precedenti e quelli a venire, il verso del cuculo e quello del tordo, il frusciare della serpe o il calpestio di qualcosa di più grande (un drago, ovviamente). Ora io penso: se nel bel mezzo della nostra scoperta avessimo trovato un cartello che diceva &quot;Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere&quot;...e, qualche metro più in là, un altro cartello con una massima, che so, di Schopenauer o di Spinoza... ecco, presumo che sarebbero svaniti d&#039;incanto il drago, i castelli e la Guerra del Mai. Leggere libri, non citazioni; vivere il bosco, perché è un bosco; pensare il proprio pensiero; scegliere. Io credo che i draghi esistano, finché lo voglio, quando lo voglio e se. E sono felicissima di cullare il mio drago. Voi ne avete uno?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oh, stupor mundi! UN BOSCO!!! Un bosco che s&#8217;è pensato di popolare di panchine e cartelli, mica cinciallegre e tassi e ghiri e volpi! Ma sì, è giusto, occorre dire alla gente cosa deve pensare, oltre a cosa deve mangiare, a come deve vestirsi, a cosa deve bere, perché la gente&#8230; non lo sa! Mio nonno aveva un bosco, non per questo ritengo che mio nonno fosse un genio del marketing. Mio nonno aveva un bosco e io, con una compagnia di 10 bambini, ogni estate entravo nel bosco per costruire la capanna. Anzi, LE capanne perché per combattere nel bosco occorreva dividersi in due squadre. Conseguentemente, avere due capanne, che nel nostro immaginario erano due castelli, due forti, due torri. Il trucco stava nel costruire il castello migliore, in quanto a combattere, non abbiamo mai avuto il tempo&#8230; l&#8217;estate finiva sempre prima che il castello fosse terminato. Ma lo scopo vero non era la guerra: era vivere il bosco. Per costruire il forte si utilizzavano rami e foglie e bastoni del sottobosco, ma già secchi, perché i verdi si sarebbero rattrappiti e avrebbero mostrato fessure e aperture: un castello con delle fessure, che razza di castello è? Un anno, mentre cercavamo fronde secche, scorgemmo una tana, forse di un ghiro. Allora decidemmo di allontanerci e di costruire il forte distante, non per paura, ma per rispetto. Di chi o di cosa non sapevamo e non lo scoprimmo mai. Però scoprimmo, quell&#8217;anno e gli anni precedenti e quelli a venire, il verso del cuculo e quello del tordo, il frusciare della serpe o il calpestio di qualcosa di più grande (un drago, ovviamente). Ora io penso: se nel bel mezzo della nostra scoperta avessimo trovato un cartello che diceva &#8220;Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere&#8221;&#8230;e, qualche metro più in là, un altro cartello con una massima, che so, di Schopenauer o di Spinoza&#8230; ecco, presumo che sarebbero svaniti d&#8217;incanto il drago, i castelli e la Guerra del Mai. Leggere libri, non citazioni; vivere il bosco, perché è un bosco; pensare il proprio pensiero; scegliere. Io credo che i draghi esistano, finché lo voglio, quando lo voglio e se. E sono felicissima di cullare il mio drago. Voi ne avete uno?</p>
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		<title>Di: Ugo Bovo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/05/alla-fontanafredda-con-il-bosco-dei-pensieri-riscoprono-%e2%80%9cthe-sound-of-silence%e2%80%9d.html/comment-page-1#comment-16724</link>
		<dc:creator>Ugo Bovo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2009 18:36:20 +0000</pubDate>
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		<description>Scusatemi tutti, ma non ci casco, né ci sto.
Concordo molto con Briscola, che tenterò tuttavia di sorpassare, se mi sarà consentito.

Leggendo con vera atona meraviglia i toni sorpresi ed innamorati di Franco e di altri, e tenendo in debito conto da dove sia provenuta l&#039;Idea, mi è venuta su una domanda: cui prodest?
Non possedendo verità, userò fantasia, cuore, cinismo ed empatia. 

Ecco, potessi farlo, chiederei a Maria Teresa Mascarello cosa avrebbe pensato suo padre dell&#039;iniziativa “eco” di Fontanafredda. 
Ricordo come egli ribadisse con l&#039;instancabile pazienza del Maestro che il vino veniva dalla vigna. Semplice, chiaro. Anche dei boschi parlava, sì: quando come con poca voce  tutta delusione e tristezza descriveva la rovina della sua terra ad opera degli industriali, rovina della quale indicava  - appena girando lo sguardo, come per non dare loro dignità alcuna - come simboli e strumenti i capannoni.

I boschi dei ricordi di Mascarello non facevano parte della struttura e dell&#039;architettura sistemica del territorio (terra, terra, terra) che in fondo alla catena produceva – tra le altre cose vive –  uva.  
Il bosco non produce vino e perciò all&#039;industriale non serve, non rende denari (almeno, non fino ad ora, oggi le regole cambiano): dunque se si poteva  veniva sbancato pro Eternit, altrimenti veniva lasciato stare. In questo secondo modo, però, il bello è che al bosco venivano almeno lasciati intatti il suo mestiere e la sua dignità di bosco, con le sù piante e le sù bestie, tutti al loro posto vivi organizzati e tranquilli, belle robe da/del  bosco.

Oggi nei boschi ci va l&#039;umano quando turista sensibile, transfuga dalla città: ci va per compensare momentaneamente polveri sottili ed altre frizzantezze della vita moderna. Poi, perso nell&#039;estasi del silenzio e della metafisica della natura magari si sorprende di avere dei pensieri volanti come aquiloni, e casualmente ne trova puntuale suggerimento, riscontro e conferma nei cartelli posti nei punti “giusti” appositamente disegnati a tavolino da qualcuno che forse lo conosce bene. 
Ora: a cosa serve l&#039;iniziativa in questione? Qual&#039;è il nesso con Fontanafredda?
Supporta il Carbonaro Movimento di Riqualificazione delle Adorate Aree  Produttive del Vino? 
Fa sistema col territorio?  Aiuta a concretizzare l&#039;idea di avvicinamento virtuoso dei produttori di vino alla natura locale? Ci riporta i bric con l&#039;equilibrio ecologico che avevano prima dell&#039;invasione delle industrie? 
O è invece mi sbaglio io, ed è funzionale all&#039;aumento della conoscenza dei consum-attori, della loro consapevolezza di ciò (e vale anche per qualcuno che lo dice sempre, ma non so fino a che punto ne percepisca l&#039;esatto e concreto peso e valore) che dovrebbe essere la reale e coerente valenza dell&#039;entità Terra-Bosco-Vigna nel ciclo di vita del vino, ed infine al miglioramento della loro (dei consum-attori) capacità di scelta del prodotto da premiare con l&#039;acquisto? 
No.
Si tratta di un&#039;iniziativa che non tocca la strategia produttiva di Fontanafredda; anzi, ne è del tutto esterna e complementare, essendo rivolta ad un cliente che ora l&#039;azienda non ha (il purista, l&#039;ecologista, il sincerista) ed a quello - meno acculturato, ma estremamente più numeroso -  che può fraintendere l&#039;accostamento dell&#039;ideale evocato dal  Bosco (Natura, Terra, Territorio) con l&#039;Esordio Extra Dry.  Si renderanno i vini di quell&#039;azienda più vicini all&#039;immagine “Vigne, Uomini, Vino”  che markettingatamente essa propone si sé.
Insomma: una pennellatina di Verde e di Cultura, Farinetti santo subito.
E poi qualcuno magari non guarderà più così tanto storto il capannone, o non si chiederà come sia possibile che un barolo venga via a sei-euro-sei dallo scaffale. 
Il bosco è un altro articolo nel listino prezzi aziendale, tutto lì.  E poi, magari due lire coi chioschi e la pubblicità ci si faranno pure.
 
Concludo. 
Mi invento che Bartolo (scusate se lo chiamo così, per empatia) avrebbe forse detto: “se Egli avesse lasciato stare quel povero bosco, ed invece modificata la logistica della sua industria spostando i magazzini in cave abbandonate e smantellato capannoni per ri-piantarci il bosco, gli avrei stretto la mano.
Se Egli avesse investito quei denari per allestire delle aule permanenti destinate a regalare a bambini ed adulti dei corsi gratuiti su cosa siano la Storia, la Tradizione, il Senso, il Bisogno e la Magia della nostra Terra, due strette di mano; se avesse mostrato come si usa la zappetta con rispetto per la pianta di nebbiolo, per poi scoprire che la cosa si può fare senza rimetterci l&#039;IPhone, tre strette; se avesse cercato di insegnare quanto sia duro e meraviglioso far fatica nel campo e poi stare la sera a guardare gratis i bric verde viola e blu; se avesse fatto vedere/sentire come sia fatta la foglia di vite e che profumo hanno l&#039;uva ed il mosto e le grandi botti e le parole lente dei contadini, quattro. 
Se avesse portato gli Sculacciavacche, i Vignaioli e gli Enologi ed i Giornalisti per le scuole e per le piazze a raccontare le Straordinarie Storie della Terra, della Vite ed anche del suo Bosco e con questo e per questo far Festa, lo avrei aiutato, finché fiato mi fosse rimasto in petto”.

Ora, davvero io non so cosa avrebbero detto Bartolo e Teobaldo ma, abbiate – se ne avete  - pazienza e tolleranza, io sono un sognatore. E quindi: sogno, guardo per aria, avanti ed alle mie spalle. Ma non per questo pesto le cacche.

Ugo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scusatemi tutti, ma non ci casco, né ci sto.<br />
Concordo molto con Briscola, che tenterò tuttavia di sorpassare, se mi sarà consentito.</p>
<p>Leggendo con vera atona meraviglia i toni sorpresi ed innamorati di Franco e di altri, e tenendo in debito conto da dove sia provenuta l&#8217;Idea, mi è venuta su una domanda: cui prodest?<br />
Non possedendo verità, userò fantasia, cuore, cinismo ed empatia. </p>
<p>Ecco, potessi farlo, chiederei a Maria Teresa Mascarello cosa avrebbe pensato suo padre dell&#8217;iniziativa “eco” di Fontanafredda.<br />
Ricordo come egli ribadisse con l&#8217;instancabile pazienza del Maestro che il vino veniva dalla vigna. Semplice, chiaro. Anche dei boschi parlava, sì: quando come con poca voce  tutta delusione e tristezza descriveva la rovina della sua terra ad opera degli industriali, rovina della quale indicava  &#8211; appena girando lo sguardo, come per non dare loro dignità alcuna &#8211; come simboli e strumenti i capannoni.</p>
<p>I boschi dei ricordi di Mascarello non facevano parte della struttura e dell&#8217;architettura sistemica del territorio (terra, terra, terra) che in fondo alla catena produceva – tra le altre cose vive –  uva.<br />
Il bosco non produce vino e perciò all&#8217;industriale non serve, non rende denari (almeno, non fino ad ora, oggi le regole cambiano): dunque se si poteva  veniva sbancato pro Eternit, altrimenti veniva lasciato stare. In questo secondo modo, però, il bello è che al bosco venivano almeno lasciati intatti il suo mestiere e la sua dignità di bosco, con le sù piante e le sù bestie, tutti al loro posto vivi organizzati e tranquilli, belle robe da/del  bosco.</p>
<p>Oggi nei boschi ci va l&#8217;umano quando turista sensibile, transfuga dalla città: ci va per compensare momentaneamente polveri sottili ed altre frizzantezze della vita moderna. Poi, perso nell&#8217;estasi del silenzio e della metafisica della natura magari si sorprende di avere dei pensieri volanti come aquiloni, e casualmente ne trova puntuale suggerimento, riscontro e conferma nei cartelli posti nei punti “giusti” appositamente disegnati a tavolino da qualcuno che forse lo conosce bene.<br />
Ora: a cosa serve l&#8217;iniziativa in questione? Qual&#8217;è il nesso con Fontanafredda?<br />
Supporta il Carbonaro Movimento di Riqualificazione delle Adorate Aree  Produttive del Vino?<br />
Fa sistema col territorio?  Aiuta a concretizzare l&#8217;idea di avvicinamento virtuoso dei produttori di vino alla natura locale? Ci riporta i bric con l&#8217;equilibrio ecologico che avevano prima dell&#8217;invasione delle industrie?<br />
O è invece mi sbaglio io, ed è funzionale all&#8217;aumento della conoscenza dei consum-attori, della loro consapevolezza di ciò (e vale anche per qualcuno che lo dice sempre, ma non so fino a che punto ne percepisca l&#8217;esatto e concreto peso e valore) che dovrebbe essere la reale e coerente valenza dell&#8217;entità Terra-Bosco-Vigna nel ciclo di vita del vino, ed infine al miglioramento della loro (dei consum-attori) capacità di scelta del prodotto da premiare con l&#8217;acquisto?<br />
No.<br />
Si tratta di un&#8217;iniziativa che non tocca la strategia produttiva di Fontanafredda; anzi, ne è del tutto esterna e complementare, essendo rivolta ad un cliente che ora l&#8217;azienda non ha (il purista, l&#8217;ecologista, il sincerista) ed a quello &#8211; meno acculturato, ma estremamente più numeroso &#8211;  che può fraintendere l&#8217;accostamento dell&#8217;ideale evocato dal  Bosco (Natura, Terra, Territorio) con l&#8217;Esordio Extra Dry.  Si renderanno i vini di quell&#8217;azienda più vicini all&#8217;immagine “Vigne, Uomini, Vino”  che markettingatamente essa propone si sé.<br />
Insomma: una pennellatina di Verde e di Cultura, Farinetti santo subito.<br />
E poi qualcuno magari non guarderà più così tanto storto il capannone, o non si chiederà come sia possibile che un barolo venga via a sei-euro-sei dallo scaffale.<br />
Il bosco è un altro articolo nel listino prezzi aziendale, tutto lì.  E poi, magari due lire coi chioschi e la pubblicità ci si faranno pure.</p>
<p>Concludo.<br />
Mi invento che Bartolo (scusate se lo chiamo così, per empatia) avrebbe forse detto: “se Egli avesse lasciato stare quel povero bosco, ed invece modificata la logistica della sua industria spostando i magazzini in cave abbandonate e smantellato capannoni per ri-piantarci il bosco, gli avrei stretto la mano.<br />
Se Egli avesse investito quei denari per allestire delle aule permanenti destinate a regalare a bambini ed adulti dei corsi gratuiti su cosa siano la Storia, la Tradizione, il Senso, il Bisogno e la Magia della nostra Terra, due strette di mano; se avesse mostrato come si usa la zappetta con rispetto per la pianta di nebbiolo, per poi scoprire che la cosa si può fare senza rimetterci l&#8217;IPhone, tre strette; se avesse cercato di insegnare quanto sia duro e meraviglioso far fatica nel campo e poi stare la sera a guardare gratis i bric verde viola e blu; se avesse fatto vedere/sentire come sia fatta la foglia di vite e che profumo hanno l&#8217;uva ed il mosto e le grandi botti e le parole lente dei contadini, quattro.<br />
Se avesse portato gli Sculacciavacche, i Vignaioli e gli Enologi ed i Giornalisti per le scuole e per le piazze a raccontare le Straordinarie Storie della Terra, della Vite ed anche del suo Bosco e con questo e per questo far Festa, lo avrei aiutato, finché fiato mi fosse rimasto in petto”.</p>
<p>Ora, davvero io non so cosa avrebbero detto Bartolo e Teobaldo ma, abbiate – se ne avete  &#8211; pazienza e tolleranza, io sono un sognatore. E quindi: sogno, guardo per aria, avanti ed alle mie spalle. Ma non per questo pesto le cacche.</p>
<p>Ugo</p>
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