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	<title>Commenti a: Prove d’Italia a Bordeaux: anche Syrah e Chardonnay nei vigneti dei mitici Châteaux?</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
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		<title>Di: Giovanni Arcari</title>
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		<dc:creator>Giovanni Arcari</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Jan 2009 10:45:49 +0000</pubDate>
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		<description>Il marketing e la comunicazione sono indispensabili per vendere un vino,ma non deve essere il vino ad essere plasmato attorno a quanto si dovrà comunicare.E&#039;necessario sviluppare un marketing ed una comunicazione,inattaccabili,veritieri e possibilmente privi di inutili paragoni tipo &quot;questo vino è stile bordeaux o borgogna...&quot;.Spesso certi paragoni appaiono come una giustificazione del vorrei ma non posso.Puntiamo sull&#039;unicità e con la stessa creiamo mercato.

Buon anno a tutti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il marketing e la comunicazione sono indispensabili per vendere un vino,ma non deve essere il vino ad essere plasmato attorno a quanto si dovrà comunicare.E&#8217;necessario sviluppare un marketing ed una comunicazione,inattaccabili,veritieri e possibilmente privi di inutili paragoni tipo &#8220;questo vino è stile bordeaux o borgogna&#8230;&#8221;.Spesso certi paragoni appaiono come una giustificazione del vorrei ma non posso.Puntiamo sull&#8217;unicità e con la stessa creiamo mercato.</p>
<p>Buon anno a tutti</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Luca Risso</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/01/prove-d%e2%80%99italia-a-bordeaux-anche-syrah-e-chardonnay-nei-vigneti-dei-mitici-chateaux.html/comment-page-1#comment-14588</link>
		<dc:creator>Luca Risso</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 19:32:10 +0000</pubDate>
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		<description>Però portare il primitivo a Bordeaux, un po&#039; mi fa godere!
:-)
Luk</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Però portare il primitivo a Bordeaux, un po&#8217; mi fa godere!<br />
 <img src='http://vinoalvino.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Luk</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giovanni</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/01/prove-d%e2%80%99italia-a-bordeaux-anche-syrah-e-chardonnay-nei-vigneti-dei-mitici-chateaux.html/comment-page-1#comment-14587</link>
		<dc:creator>giovanni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 17:29:49 +0000</pubDate>
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		<description>La moda.... ma di cosa stiamo parlando??? La moda può andare bene per gli abiti o i gioielli, da un giorno all&#039;altro si cambiano i materiali e il gioco è fatto!Per fare un vigneto produttivo di qualità ci vogliono decenni, per &quot;fare&quot; le tradizioni secoli... cosa facciamo estirpiamo e reimpiantiamo vigneti ogni dieci anni, COME MODA COMANDA?! In Sicilia negli anni &#039;90 si è estirpato di tutto e di più per piantare cabernet, merlot, syrah, chardonnay, viogner etc... adesso si ri-estirpa per ripiantare quello che c&#039;era prima, pignatello, nerelli, frappato etc... e questo sempre e solo in nome del DIO MODA=$$$. Di tradizione e cultura ne vedo davvero poca!!!
Giovanni</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La moda&#8230;. ma di cosa stiamo parlando??? La moda può andare bene per gli abiti o i gioielli, da un giorno all&#8217;altro si cambiano i materiali e il gioco è fatto!Per fare un vigneto produttivo di qualità ci vogliono decenni, per &#8220;fare&#8221; le tradizioni secoli&#8230; cosa facciamo estirpiamo e reimpiantiamo vigneti ogni dieci anni, COME MODA COMANDA?! In Sicilia negli anni &#8217;90 si è estirpato di tutto e di più per piantare cabernet, merlot, syrah, chardonnay, viogner etc&#8230; adesso si ri-estirpa per ripiantare quello che c&#8217;era prima, pignatello, nerelli, frappato etc&#8230; e questo sempre e solo in nome del DIO MODA=$$$. Di tradizione e cultura ne vedo davvero poca!!!<br />
Giovanni</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo Boldrini</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/01/prove-d%e2%80%99italia-a-bordeaux-anche-syrah-e-chardonnay-nei-vigneti-dei-mitici-chateaux.html/comment-page-1#comment-14579</link>
		<dc:creator>Paolo Boldrini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 19:14:16 +0000</pubDate>
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		<description>A volte ho l&#039;impressione, e come me credo molti altri, che oggi voler conservare la storia, le usanze e le tradizioni di un popolo, qualunque esso sia, debba necessariamente essere bollato come antiquato e fuori moda (...e pensare che quasi quasi l&#039;UNESCO potrebbe definirle &quot;patrimonio dell&#039;umanità&quot;...).
Concordo pienamente con le critiche e le perplessità di Ziliani, specie quando si vorrebbe imbastardire, sia pure a scopo sperimentale (per ora...) un vino che ha fatto storia, anzi è la storia del vino, con qualcosa che ha a che fare solo con la scienza, come gli incroci menzionati.
Il punto di vista pratico e &quot;commerciale&quot;, ad esempio di andrea gori, ha la sua ragion d&#039;essere se applicato a qualcosa che può seguire la moda del momento, ma che non può chiamarsi ugualmente Brunello, Bordeaux o Barolo. E&#039; stato detto più e più volte che in Italia c&#039;è una Babilonia di doc e igt: molte di queste sono recenti o recentissime, quindi con una storia più facilmente plasmabile e adattabile al vino di moda.
Come tutte le mode, sono convinto che anche questa della ricerca frenetica della novità ha come scopo prevalente quello di incuriosire il cliente e attirare l&#039;attenzione mediatica, salvo poi, una volta terminato questo effetto, spostare i riflettori verso un nuovo e più stimolante obiettivo.
Per nostra fortuna, a proposito di tradizioni, c&#039;è anche chi punta a riportare molte varietà autoctone al loro giusto valore, storico soprattutto. Ben vengano allora i vari moscadello, picolit e tanti altri!
Alcune mie personali e modeste considerazioni, in qualche modo attinenti all&#039;argomento di questo post, le ho riportate un po&#039; di tempo fa sul sito di una cara amica sommelier, che mi ha gentilmente &quot;ospitato&quot;. Ecco il link:

http://www.dvinum.it/modules.php?name=dvNews&amp;file=article&amp;sid=112

E Buon Anno a tutti...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A volte ho l&#8217;impressione, e come me credo molti altri, che oggi voler conservare la storia, le usanze e le tradizioni di un popolo, qualunque esso sia, debba necessariamente essere bollato come antiquato e fuori moda (&#8230;e pensare che quasi quasi l&#8217;UNESCO potrebbe definirle &#8220;patrimonio dell&#8217;umanità&#8221;&#8230;).<br />
Concordo pienamente con le critiche e le perplessità di Ziliani, specie quando si vorrebbe imbastardire, sia pure a scopo sperimentale (per ora&#8230;) un vino che ha fatto storia, anzi è la storia del vino, con qualcosa che ha a che fare solo con la scienza, come gli incroci menzionati.<br />
Il punto di vista pratico e &#8220;commerciale&#8221;, ad esempio di andrea gori, ha la sua ragion d&#8217;essere se applicato a qualcosa che può seguire la moda del momento, ma che non può chiamarsi ugualmente Brunello, Bordeaux o Barolo. E&#8217; stato detto più e più volte che in Italia c&#8217;è una Babilonia di doc e igt: molte di queste sono recenti o recentissime, quindi con una storia più facilmente plasmabile e adattabile al vino di moda.<br />
Come tutte le mode, sono convinto che anche questa della ricerca frenetica della novità ha come scopo prevalente quello di incuriosire il cliente e attirare l&#8217;attenzione mediatica, salvo poi, una volta terminato questo effetto, spostare i riflettori verso un nuovo e più stimolante obiettivo.<br />
Per nostra fortuna, a proposito di tradizioni, c&#8217;è anche chi punta a riportare molte varietà autoctone al loro giusto valore, storico soprattutto. Ben vengano allora i vari moscadello, picolit e tanti altri!<br />
Alcune mie personali e modeste considerazioni, in qualche modo attinenti all&#8217;argomento di questo post, le ho riportate un po&#8217; di tempo fa sul sito di una cara amica sommelier, che mi ha gentilmente &#8220;ospitato&#8221;. Ecco il link:</p>
<p><a href="http://www.dvinum.it/modules.php?name=dvNews&#038;file=article&#038;sid=112" rel="nofollow">http://www.dvinum.it/modules.php?name=dvNews&#038;file=article&#038;sid=112</a></p>
<p>E Buon Anno a tutti&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Tommaso Farina</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/01/prove-d%e2%80%99italia-a-bordeaux-anche-syrah-e-chardonnay-nei-vigneti-dei-mitici-chateaux.html/comment-page-1#comment-14577</link>
		<dc:creator>Tommaso Farina</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 16:54:01 +0000</pubDate>
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		<description>Andrea, il pericolo è il tuo mestiere... :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea, il pericolo è il tuo mestiere&#8230; <img src='http://vinoalvino.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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	<item>
		<title>Di: walter</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/01/prove-d%e2%80%99italia-a-bordeaux-anche-syrah-e-chardonnay-nei-vigneti-dei-mitici-chateaux.html/comment-page-1#comment-14576</link>
		<dc:creator>walter</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 16:42:55 +0000</pubDate>
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		<description>Andrea, la tua realta&#039;,mi dispiace dovertelo dire,mi fa paura, tu parli di gente che deve lottare per vendere il vino tutti i giorni,percio&#039; deve assecondare la richiesta dei clienti,della moda,dei sapori e anche del narcisismo.
percio&#039; se da domani,questa benedetta richiesta o domanda,e se la moda richiede un cambiamento,dovremmo aspettarci dei cambiamenti nel mondo vinicolo da farci rabbrividire i capelli,
cioe&#039;,se il mercato vuole un vino piu&#039; dolce e saporito da domani dovremmo bere dei barolo o dei borgogna che assomigliano ad un marsala,dei vini bianchi con aromi a spezie orientali,vini passiti con anidride carbonica come l&#039;acqua gassata,perche&#039;,quello che vuoi dire tu,e&#039;&quot;che bisogna far qualsiasi cosa ed adeguarsi alla richiesta del cliente,pur di vendere&quot;,beh! a me questo discorso mi sembra narcisista ed ipocrito, e la storia e&#039; fatta per leggere,rispettare,studiare ed imparare,ma  il futuro,non ha il diritto di distorcerla e di modificarla,percio&#039; i miglioramenti vanno fatti,senza dubbio,ma non devono stravolgere la realta&#039; e l&#039;origine di un prodotto, che e&#039; quello che si sta facendo ultimamente nel mondo vinicolo italiano e non,e quello dell&#039;inserimento di altre uve nella zona di bordeaux,mi sembra una grande bufalata,o italo-americanata come quella che si cercava di fare a montalcino,con voler cambiare il disciplinare...
p.s. 
sono quasi vent&#039;anni che lotto tutti i giorni</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea, la tua realta&#8217;,mi dispiace dovertelo dire,mi fa paura, tu parli di gente che deve lottare per vendere il vino tutti i giorni,percio&#8217; deve assecondare la richiesta dei clienti,della moda,dei sapori e anche del narcisismo.<br />
percio&#8217; se da domani,questa benedetta richiesta o domanda,e se la moda richiede un cambiamento,dovremmo aspettarci dei cambiamenti nel mondo vinicolo da farci rabbrividire i capelli,<br />
cioe&#8217;,se il mercato vuole un vino piu&#8217; dolce e saporito da domani dovremmo bere dei barolo o dei borgogna che assomigliano ad un marsala,dei vini bianchi con aromi a spezie orientali,vini passiti con anidride carbonica come l&#8217;acqua gassata,perche&#8217;,quello che vuoi dire tu,e&#8217;&#8221;che bisogna far qualsiasi cosa ed adeguarsi alla richiesta del cliente,pur di vendere&#8221;,beh! a me questo discorso mi sembra narcisista ed ipocrito, e la storia e&#8217; fatta per leggere,rispettare,studiare ed imparare,ma  il futuro,non ha il diritto di distorcerla e di modificarla,percio&#8217; i miglioramenti vanno fatti,senza dubbio,ma non devono stravolgere la realta&#8217; e l&#8217;origine di un prodotto, che e&#8217; quello che si sta facendo ultimamente nel mondo vinicolo italiano e non,e quello dell&#8217;inserimento di altre uve nella zona di bordeaux,mi sembra una grande bufalata,o italo-americanata come quella che si cercava di fare a montalcino,con voler cambiare il disciplinare&#8230;<br />
p.s.<br />
sono quasi vent&#8217;anni che lotto tutti i giorni</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: andrea gori</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/01/prove-d%e2%80%99italia-a-bordeaux-anche-syrah-e-chardonnay-nei-vigneti-dei-mitici-chateaux.html/comment-page-1#comment-14575</link>
		<dc:creator>andrea gori</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 15:12:07 +0000</pubDate>
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		<description>la leggenda metropolitana walter è che qui vi ostinate a vedere solo la storia e la tradizione e vi dimenticate sempre del mercato e del pubblico, ma capisco che sia una dimensione difficile da percepire da chi il vino non lo deve vendere tutti i giorni che Dio mette in terra. 
Lo stile e l&#039;evoluzione dei vini sono parte integrante del vino e della sua cultura e se non ci fosse evoluzioni, invenzioni e cambiamenti a Montalcino adesso voi berreste quasi solo Moscadello, rinomata specialità medioevale e tradizionale di Montalcino. 
La &quot;tradizione&quot; del Brunello nasce nel 1888, il moscadello quasi 3 secoli prima: che facciamo? Se avessero messo fuori legge Biondi Santi perchè imbottigliava solo Sangiovese scrivendoci sopra &quot;Montalcino&quot; 120 anni fa di cosa discuteremmo? 
E se avessero avuto da ridire su Cavour e il suo eretico Barolo secco?
Cerchiamo di essere realistici!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la leggenda metropolitana walter è che qui vi ostinate a vedere solo la storia e la tradizione e vi dimenticate sempre del mercato e del pubblico, ma capisco che sia una dimensione difficile da percepire da chi il vino non lo deve vendere tutti i giorni che Dio mette in terra.<br />
Lo stile e l&#8217;evoluzione dei vini sono parte integrante del vino e della sua cultura e se non ci fosse evoluzioni, invenzioni e cambiamenti a Montalcino adesso voi berreste quasi solo Moscadello, rinomata specialità medioevale e tradizionale di Montalcino.<br />
La &#8220;tradizione&#8221; del Brunello nasce nel 1888, il moscadello quasi 3 secoli prima: che facciamo? Se avessero messo fuori legge Biondi Santi perchè imbottigliava solo Sangiovese scrivendoci sopra &#8220;Montalcino&#8221; 120 anni fa di cosa discuteremmo?<br />
E se avessero avuto da ridire su Cavour e il suo eretico Barolo secco?<br />
Cerchiamo di essere realistici!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: walter</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/01/prove-d%e2%80%99italia-a-bordeaux-anche-syrah-e-chardonnay-nei-vigneti-dei-mitici-chateaux.html/comment-page-1#comment-14573</link>
		<dc:creator>walter</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 13:41:32 +0000</pubDate>
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		<description>incredibile,mi sembra assurdo che i bordolesi debbano impiantare nuovi vitigni per migliorare i loro vini............
a Bordeaux non hanno bisogno di questo,e mi sembra incredibile che debbano tentare di &quot;migliorare&quot; i loro cru&#039; con altre uve,per rispondere al mercato o al gusto del consumatore e assecondare le richieste,davvero assurda questa scelta..
e sul fatto che prima del novecento i bordolesi usassero gia&#039; lo syrah per migliorare i loro vini mi sembra una assurdita&#039;,quasi una leggenda metropolitana...allora in piemonte tanti anni fa&#039;,il barolo veniva taglliato con il nero d&#039;avola della sicilia,in spagna nella rioja i loro vini venivano fatti con una parte di quello di castilla-la mancha e in toscana si faceva il brunello con il petit-verdot oh! scusate questo e&#039; il presente(ed e&#039; un fatto certo)...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>incredibile,mi sembra assurdo che i bordolesi debbano impiantare nuovi vitigni per migliorare i loro vini&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;<br />
a Bordeaux non hanno bisogno di questo,e mi sembra incredibile che debbano tentare di &#8220;migliorare&#8221; i loro cru&#8217; con altre uve,per rispondere al mercato o al gusto del consumatore e assecondare le richieste,davvero assurda questa scelta..<br />
e sul fatto che prima del novecento i bordolesi usassero gia&#8217; lo syrah per migliorare i loro vini mi sembra una assurdita&#8217;,quasi una leggenda metropolitana&#8230;allora in piemonte tanti anni fa&#8217;,il barolo veniva taglliato con il nero d&#8217;avola della sicilia,in spagna nella rioja i loro vini venivano fatti con una parte di quello di castilla-la mancha e in toscana si faceva il brunello con il petit-verdot oh! scusate questo e&#8217; il presente(ed e&#8217; un fatto certo)&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Tommaso Farina</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/01/prove-d%e2%80%99italia-a-bordeaux-anche-syrah-e-chardonnay-nei-vigneti-dei-mitici-chateaux.html/comment-page-1#comment-14572</link>
		<dc:creator>Tommaso Farina</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 12:12:56 +0000</pubDate>
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		<description>Lo Scotch WHISKY è quello scozzese, WHISKEY è quello che si fa altrove, Irlanda compresa. Scusate, ma la puntualizzazione ci voleva. :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lo Scotch WHISKY è quello scozzese, WHISKEY è quello che si fa altrove, Irlanda compresa. Scusate, ma la puntualizzazione ci voleva. <img src='http://vinoalvino.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefano Tesi</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/01/prove-d%e2%80%99italia-a-bordeaux-anche-syrah-e-chardonnay-nei-vigneti-dei-mitici-chateaux.html/comment-page-1#comment-14571</link>
		<dc:creator>Stefano Tesi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 12:07:50 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Franco,
come anche la recente vicenda montalcinese ci ha ribadito, la questione è essenzialmente ideologica: da una parte c&#039;è chi, per ragioni innanzitutto di principio, vuole mantenere l&#039;integrità dei disciplinari (ritenendoli giustamente un punto fermo), dall&#039;altra chi vuole &quot;migliorarli&quot; (cosa che talvolta può essere necessaria - vedi certe orribili doc nostrane - ma non certamente nei casi di cui ci stiamo occupando). Sono posizioni inconciliabili, anche dialetticamente, perchè si fondano su presupposti antitetici. La querelle potrebbe del resto valere per tutto. La musica, ad esempio, che può essere più o meno &quot;commerciale&quot; secondo il produttore e gli arrangiamenti: vedi ad esempio l&#039;aggiunta di ritmi disco per rendere più ballabile/vendibile un brano d&#039;autore.
A mio parere tuttavia il discorso, espresso in questi termini, è miope e mal impostato.
Nel lungo periodo, tutto è soggetto ad evoluzioni e cambiamenti. La continuità non è fissità, ma evoluzione lenta. Compiutasi cioè in un arco di tempo in cui la novità ha modo di essere metabolizzata, assimilata fino a diventare essa stessa tradizione, sotto l&#039;influenza dello stratificarsi di eventi, fatti, circostanze, interpretazioni.
Ecco: una cosa è se un cambiamento viene introdotto occasionalmente o anche intenzionalmente, ma in una prospettiva di futura stabilità, un&#039;altra è se si tratta di introdurre novità nell&#039;ambito di un&#039;operazione estemporanea a soli fini di ritorno o di adeguamento commerciale.
Nessuno credo (merlot a parte, dico) si sognerebbe di dire che oggi a Montalcino il Brunello si fa allo stesso modo di cinquant&#039;anni fa, ma ciò non toglie che esso resti e debba restare un grande rosso a base di Sangiovese 100%. Se poi, per ragioni imprevedibili, in futuro verrà reintrodotto qualche antico vitigno locale scomparso e recuperato e l&#039;uso di esso si protrarrà per un altro mezzo secolo, avremo un caso di innovazione assimilata. Cosa ben diversa che ammettere ex novo il merlot perchè &quot;fa vendere&quot;.
Anzi aggiungo che, in genere, la vera evoluzione è quella che, con un cambio di disciplinare, prende atto di mutamenti già intervenuti nei fatti e metabolizzati dal sistema e non quella che introduce novità &quot;migliorative&quot;. 
I segnali che arrivano dalla Francia sono perciò estremamente preoccupanti, perchè dimostrano che la mentalità global-mercantile sta assediando anche le ultime roccaforti dell&#039;identità e della tradizione. E&#039; insomma, come dicevo all&#039;inizio, una questione ideologica prima che tecnica. E sarà dura opporsi.
Ciao,

                                                             Stefano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Franco,<br />
come anche la recente vicenda montalcinese ci ha ribadito, la questione è essenzialmente ideologica: da una parte c&#8217;è chi, per ragioni innanzitutto di principio, vuole mantenere l&#8217;integrità dei disciplinari (ritenendoli giustamente un punto fermo), dall&#8217;altra chi vuole &#8220;migliorarli&#8221; (cosa che talvolta può essere necessaria &#8211; vedi certe orribili doc nostrane &#8211; ma non certamente nei casi di cui ci stiamo occupando). Sono posizioni inconciliabili, anche dialetticamente, perchè si fondano su presupposti antitetici. La querelle potrebbe del resto valere per tutto. La musica, ad esempio, che può essere più o meno &#8220;commerciale&#8221; secondo il produttore e gli arrangiamenti: vedi ad esempio l&#8217;aggiunta di ritmi disco per rendere più ballabile/vendibile un brano d&#8217;autore.<br />
A mio parere tuttavia il discorso, espresso in questi termini, è miope e mal impostato.<br />
Nel lungo periodo, tutto è soggetto ad evoluzioni e cambiamenti. La continuità non è fissità, ma evoluzione lenta. Compiutasi cioè in un arco di tempo in cui la novità ha modo di essere metabolizzata, assimilata fino a diventare essa stessa tradizione, sotto l&#8217;influenza dello stratificarsi di eventi, fatti, circostanze, interpretazioni.<br />
Ecco: una cosa è se un cambiamento viene introdotto occasionalmente o anche intenzionalmente, ma in una prospettiva di futura stabilità, un&#8217;altra è se si tratta di introdurre novità nell&#8217;ambito di un&#8217;operazione estemporanea a soli fini di ritorno o di adeguamento commerciale.<br />
Nessuno credo (merlot a parte, dico) si sognerebbe di dire che oggi a Montalcino il Brunello si fa allo stesso modo di cinquant&#8217;anni fa, ma ciò non toglie che esso resti e debba restare un grande rosso a base di Sangiovese 100%. Se poi, per ragioni imprevedibili, in futuro verrà reintrodotto qualche antico vitigno locale scomparso e recuperato e l&#8217;uso di esso si protrarrà per un altro mezzo secolo, avremo un caso di innovazione assimilata. Cosa ben diversa che ammettere ex novo il merlot perchè &#8220;fa vendere&#8221;.<br />
Anzi aggiungo che, in genere, la vera evoluzione è quella che, con un cambio di disciplinare, prende atto di mutamenti già intervenuti nei fatti e metabolizzati dal sistema e non quella che introduce novità &#8220;migliorative&#8221;.<br />
I segnali che arrivano dalla Francia sono perciò estremamente preoccupanti, perchè dimostrano che la mentalità global-mercantile sta assediando anche le ultime roccaforti dell&#8217;identità e della tradizione. E&#8217; insomma, come dicevo all&#8217;inizio, una questione ideologica prima che tecnica. E sarà dura opporsi.<br />
Ciao,</p>
<p>                                                             Stefano</p>
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