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	<title>Commenti a: 2009: sarà l’anno della riscoperta della cucina casalinga?</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
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		<title>Di: Mario Crosta</title>
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		<dc:creator>Mario Crosta</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 11:00:02 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Troglo, ho annotato Arici. Camossi lo conoscevo. Qui ci sono gia&#039; quattro importatori per quattro produttori diversi e la gente comincia ad apprezzarli, tanto che si stanno facendo vivi altri che vorrebbero importarne e sono comparsi diversi articoli sulla stampa specializzata, tra cui due miei. Non preannuncio nulla, ma sara&#039; poi il Consorzio a farlo, pero&#039; posso gia&#039; dire che il successo del Franciacorta ovunque si presenti nel mondo e&#039; davvero meritato. E sulla tavola, a pranzo, a tutto pasto (si, lo ripeto senza vergogna, a tutto pasto) e&#039; imbattibile</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Troglo, ho annotato Arici. Camossi lo conoscevo. Qui ci sono gia&#8217; quattro importatori per quattro produttori diversi e la gente comincia ad apprezzarli, tanto che si stanno facendo vivi altri che vorrebbero importarne e sono comparsi diversi articoli sulla stampa specializzata, tra cui due miei. Non preannuncio nulla, ma sara&#8217; poi il Consorzio a farlo, pero&#8217; posso gia&#8217; dire che il successo del Franciacorta ovunque si presenti nel mondo e&#8217; davvero meritato. E sulla tavola, a pranzo, a tutto pasto (si, lo ripeto senza vergogna, a tutto pasto) e&#8217; imbattibile</p>
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		<title>Di: liloni adriano</title>
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		<dc:creator>liloni adriano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 23:06:27 +0000</pubDate>
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		<description>e brao el crosta....se ti capita assaggia un Camossi o un Arici franciacortino....niente marketting......</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>e brao el crosta&#8230;.se ti capita assaggia un Camossi o un Arici franciacortino&#8230;.niente marketting&#8230;&#8230;</p>
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		<title>Di: Mario Crosta</title>
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		<dc:creator>Mario Crosta</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 18:12:35 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie, vignaiolo italiano. Meno male che c&#039;e&#039; anche chi nella sua vena polemica non dimentica che siamo amici. E&#039; vero. Mi sono bevuto una valanga di Cava quest&#039;anno perche&#039; erano ad un prezzo eccezionale, pari agli Igristoje. Ma di bollicine quest&#039;anno ho bevuto anche Prosecco di Conegliano Valdobbiadene sia di Ruggeri che di Val d&#039;Oca, Asti Martini, Franciacorta Majolini Rose&#039;, Franciacorta Bonomi Saten. Non certo a go go soltanto perche&#039; erano tutti a prezzi sicuramente piu&#039; alti e io vivo del mio stipendio di impiegato in cantiere, non ho un conto in banca che mi permetta di spendere troppo e due bambini da mantenere. Certo che quando posso bevo i vini del mio Paese, ma ho la fortuna di abitare all&#039;estero e di poter pagare i vini stranieri a prezzi normali e non &quot;gonfiati&quot; come purtroppo capita a voi che state in Italia (guarda che non parlo di guadagni extra, ma di costi che l&#039;enoteca in Italia deve sostenere come l&#039;affitto del locale, il personale adeguato e le tasse, le tasse, le tasse...). Quindi se vedo un rapporto qualita&#039; prezzo eccezionale non me lo faccio certo scappare. Ne approfitto come e&#039; successo quest&#039;anno con i Cava. Del resto se la Spagna l&#039;anno scorso ha aumentato del 40% le sue esportazioni di vino in bottiglia verso l&#039;Italia una ragione c&#039;e&#039; (occhio che io abito pero&#039; in Polonia). Non sono soltanto io a dire che molti vini italiani sono troppo cari sia in Italia che all&#039;estero e che l&#039;Italia subisce la concorrenza leale di tanti Paesi proprio perche&#039; non sempre un rapporto corretto tra qualita&#039; e prezzo. Una bottiglia di La Caldirola o Fratelli Martini Sant&#039;Orsola o Lambrusco Riunite in Polonia costa il 50% di piu&#039; di uno dei Cava che ho bevuto io....
Angelo Gaja mi ha risposto una volta cosa costa produrre un litro di Barbaresco perche&#039; ne avevo trovato qui uno molto economico, tanto economico che avevo il dubbio non fosse vero. Onestamente mi ha fatto il calcolo e mi ha detto che era proprio un onesto Barbaresco. Certo che io mi auguro che vengano ridotte le tasse a chi fa produzioni di qualita&#039; e promuove l&#039;immagine del prodotto italiano nel mondo, certo che non condanno i produttori che assumono a quattro soldi i marocchini nelle vendemmie per ridurre i costi, certo che non trovo giusto 7 passaggi di mano di un prodotto dal contadino al consumatore con relative percentuali di spese, di tasse e di guadagno. Ma non sono neanche tanto scemo da lasciare bere solo agli altri un Cava a 3 Euro (a proposito, oggi era a 3,40 perche&#039; e&#039; cambiato l&#039;anno e anche qui dopo gli inventari di fine anno si devono riquadrare i conti con il cambio nei confronti dell&#039;Euro che sta risalendo). 
La ringrazio del suo gentile rimbrotto. E comunque Franco di verticali di Cava non sa che farsene. Ha a disposizione bottiglie di ben altro valore e di ottimi vini italiani per perder tempo altrove. Vi auguro percio&#039; una verticale semmai di Franciacorta, un vino a cui personalmente sto dando una mano notevole a diffonderlo in Polonia, che e&#039; qui soltanto da due anni e grazie all&#039;intenso lavoro di una signora polacca che vive in Italia, a Bergamo, vicino a Franco e che e&#039; ben supportata adesso dal Consorzio. E speriamo bene...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie, vignaiolo italiano. Meno male che c&#8217;e&#8217; anche chi nella sua vena polemica non dimentica che siamo amici. E&#8217; vero. Mi sono bevuto una valanga di Cava quest&#8217;anno perche&#8217; erano ad un prezzo eccezionale, pari agli Igristoje. Ma di bollicine quest&#8217;anno ho bevuto anche Prosecco di Conegliano Valdobbiadene sia di Ruggeri che di Val d&#8217;Oca, Asti Martini, Franciacorta Majolini Rose&#8217;, Franciacorta Bonomi Saten. Non certo a go go soltanto perche&#8217; erano tutti a prezzi sicuramente piu&#8217; alti e io vivo del mio stipendio di impiegato in cantiere, non ho un conto in banca che mi permetta di spendere troppo e due bambini da mantenere. Certo che quando posso bevo i vini del mio Paese, ma ho la fortuna di abitare all&#8217;estero e di poter pagare i vini stranieri a prezzi normali e non &#8220;gonfiati&#8221; come purtroppo capita a voi che state in Italia (guarda che non parlo di guadagni extra, ma di costi che l&#8217;enoteca in Italia deve sostenere come l&#8217;affitto del locale, il personale adeguato e le tasse, le tasse, le tasse&#8230;). Quindi se vedo un rapporto qualita&#8217; prezzo eccezionale non me lo faccio certo scappare. Ne approfitto come e&#8217; successo quest&#8217;anno con i Cava. Del resto se la Spagna l&#8217;anno scorso ha aumentato del 40% le sue esportazioni di vino in bottiglia verso l&#8217;Italia una ragione c&#8217;e&#8217; (occhio che io abito pero&#8217; in Polonia). Non sono soltanto io a dire che molti vini italiani sono troppo cari sia in Italia che all&#8217;estero e che l&#8217;Italia subisce la concorrenza leale di tanti Paesi proprio perche&#8217; non sempre un rapporto corretto tra qualita&#8217; e prezzo. Una bottiglia di La Caldirola o Fratelli Martini Sant&#8217;Orsola o Lambrusco Riunite in Polonia costa il 50% di piu&#8217; di uno dei Cava che ho bevuto io&#8230;.<br />
Angelo Gaja mi ha risposto una volta cosa costa produrre un litro di Barbaresco perche&#8217; ne avevo trovato qui uno molto economico, tanto economico che avevo il dubbio non fosse vero. Onestamente mi ha fatto il calcolo e mi ha detto che era proprio un onesto Barbaresco. Certo che io mi auguro che vengano ridotte le tasse a chi fa produzioni di qualita&#8217; e promuove l&#8217;immagine del prodotto italiano nel mondo, certo che non condanno i produttori che assumono a quattro soldi i marocchini nelle vendemmie per ridurre i costi, certo che non trovo giusto 7 passaggi di mano di un prodotto dal contadino al consumatore con relative percentuali di spese, di tasse e di guadagno. Ma non sono neanche tanto scemo da lasciare bere solo agli altri un Cava a 3 Euro (a proposito, oggi era a 3,40 perche&#8217; e&#8217; cambiato l&#8217;anno e anche qui dopo gli inventari di fine anno si devono riquadrare i conti con il cambio nei confronti dell&#8217;Euro che sta risalendo).<br />
La ringrazio del suo gentile rimbrotto. E comunque Franco di verticali di Cava non sa che farsene. Ha a disposizione bottiglie di ben altro valore e di ottimi vini italiani per perder tempo altrove. Vi auguro percio&#8217; una verticale semmai di Franciacorta, un vino a cui personalmente sto dando una mano notevole a diffonderlo in Polonia, che e&#8217; qui soltanto da due anni e grazie all&#8217;intenso lavoro di una signora polacca che vive in Italia, a Bergamo, vicino a Franco e che e&#8217; ben supportata adesso dal Consorzio. E speriamo bene&#8230;</p>
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		<title>Di: Mammamsterdam</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/01/2009-sara-l%e2%80%99anno-della-riscoperta-della-cucina-casalinga.html/comment-page-1#comment-14566</link>
		<dc:creator>Mammamsterdam</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 21:09:25 +0000</pubDate>
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		<description>L&#039;allarme in Olanda è stato dato già in autunno: cala il fatturato dei ristoranti, sale quello dei supermercati ergo la gente mangia di più a casa. Cosa vuol dire esattamente? Che magari continuo a mangiare il mio tot di volte al mese fuori in posti più spartani? Io sono della scuola: uscire meno spesso, ma nel solito bell&#039;ambiente, con un buon servizio e buoni prodotti.

Non è eliminando i fiori che si fa felice il cliente, credo. Se devo andare al ristorante pagando meno per i buoni piatti tradizionali e casalinghi, me li faccio in casa. Al ristorante invece gradisco tutte quelle cose che mi costerebbe troppa fatica procurarmi da me, ovvere materie prime di qualità, preparate con perizia. E anche le sorprese molecolari, se mi piacciono e non so farmele, perché no?

Il discorso bambini merita anche un punto a parte: è vero, da quando abbiamo figli non andiamo piu molto spesso al ristorante. Non tanto per risparmiare, quanto perché i ristoranti davvero non tengono in considerazione il cliente bambino. Faccio un esempio olandese anche qui: nella maggior parte dei menu olandesi esiste anche un menu per bambini: piatti semplici, di provato gradimento e in porzioni e prezzi ridotti. A quel punto non ho bisogno di ordinare una mezza porzione in due, ne ordino due separate e magari diverse. Che se voglio tirar su futuri frequentatori di ristoranti, bisognerà pure che si convincano che c&#039;è un vantaggio ed un piacere in più a mangiar fuori. 

Da poco ho traslocato e la pizzeria dietro casa nuova ha questa politica: le pizze per bambini. Così invece della solita margherita da 6 euro divisa in due, adesso ne prendiamo due mini diverse da 4 euro e quindi spendiamo più di prima per un minimo di soddisfazione in più. anzi, non prendiamo più le pizze da mangiare a casa: mangiamo direttamente lì ordinando quindi molto di più, perché trovo ottima l&#039;attenzione ai bambini in quel locale (di proprietari egiziani, peraltro).

Allora, vediamo di nuovo che anche qui vale il solito discorso commerciale degli ultimi tempi: se continuiamo tutti a lavorare dal punto di vista del prodotto, chiudiamo tutti. Se invece cominciamo a chiederci cosa voglia davvero il cliente e non semplicmente imporgli la cucina tradizionale che adesso c&#039;è crisi e la gente non vuole spendere, la gente si rivolge a chi la sta a sentire. Anche al ristorante.

E quindi va benissimo anche il ristorante con la scritta: non sono graditi i bambini. Dal punto di vista formale mi perde come cliente per 20 anni, da quello di principio per sempre. Però magari guadagna la fascia di clientela che preferisce ristoranti tranquilli ed è una scelta commerciale come un&#039; altra.

Ripeto, i miei sono esempi di Amsterdam, che davvero è terra di missione per quanto riguarda la buona ristorazione e il cliente che dà soddisfazione. Ma almeno si tentano nuove vie. Tanto vale allora il geniale esempio di Praq, un ristorante di cui parlerò domani nel mio blog.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;allarme in Olanda è stato dato già in autunno: cala il fatturato dei ristoranti, sale quello dei supermercati ergo la gente mangia di più a casa. Cosa vuol dire esattamente? Che magari continuo a mangiare il mio tot di volte al mese fuori in posti più spartani? Io sono della scuola: uscire meno spesso, ma nel solito bell&#8217;ambiente, con un buon servizio e buoni prodotti.</p>
<p>Non è eliminando i fiori che si fa felice il cliente, credo. Se devo andare al ristorante pagando meno per i buoni piatti tradizionali e casalinghi, me li faccio in casa. Al ristorante invece gradisco tutte quelle cose che mi costerebbe troppa fatica procurarmi da me, ovvere materie prime di qualità, preparate con perizia. E anche le sorprese molecolari, se mi piacciono e non so farmele, perché no?</p>
<p>Il discorso bambini merita anche un punto a parte: è vero, da quando abbiamo figli non andiamo piu molto spesso al ristorante. Non tanto per risparmiare, quanto perché i ristoranti davvero non tengono in considerazione il cliente bambino. Faccio un esempio olandese anche qui: nella maggior parte dei menu olandesi esiste anche un menu per bambini: piatti semplici, di provato gradimento e in porzioni e prezzi ridotti. A quel punto non ho bisogno di ordinare una mezza porzione in due, ne ordino due separate e magari diverse. Che se voglio tirar su futuri frequentatori di ristoranti, bisognerà pure che si convincano che c&#8217;è un vantaggio ed un piacere in più a mangiar fuori. </p>
<p>Da poco ho traslocato e la pizzeria dietro casa nuova ha questa politica: le pizze per bambini. Così invece della solita margherita da 6 euro divisa in due, adesso ne prendiamo due mini diverse da 4 euro e quindi spendiamo più di prima per un minimo di soddisfazione in più. anzi, non prendiamo più le pizze da mangiare a casa: mangiamo direttamente lì ordinando quindi molto di più, perché trovo ottima l&#8217;attenzione ai bambini in quel locale (di proprietari egiziani, peraltro).</p>
<p>Allora, vediamo di nuovo che anche qui vale il solito discorso commerciale degli ultimi tempi: se continuiamo tutti a lavorare dal punto di vista del prodotto, chiudiamo tutti. Se invece cominciamo a chiederci cosa voglia davvero il cliente e non semplicmente imporgli la cucina tradizionale che adesso c&#8217;è crisi e la gente non vuole spendere, la gente si rivolge a chi la sta a sentire. Anche al ristorante.</p>
<p>E quindi va benissimo anche il ristorante con la scritta: non sono graditi i bambini. Dal punto di vista formale mi perde come cliente per 20 anni, da quello di principio per sempre. Però magari guadagna la fascia di clientela che preferisce ristoranti tranquilli ed è una scelta commerciale come un&#8217; altra.</p>
<p>Ripeto, i miei sono esempi di Amsterdam, che davvero è terra di missione per quanto riguarda la buona ristorazione e il cliente che dà soddisfazione. Ma almeno si tentano nuove vie. Tanto vale allora il geniale esempio di Praq, un ristorante di cui parlerò domani nel mio blog.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo Cianferoni</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/01/2009-sara-l%e2%80%99anno-della-riscoperta-della-cucina-casalinga.html/comment-page-1#comment-14551</link>
		<dc:creator>Paolo Cianferoni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 22:02:45 +0000</pubDate>
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		<description>caro Gianni, non vorrei monopolizzare questo spazio, ma un ristorante buono per me vuol dire che usa materia prima eccellente. Nella mia limitata esperienza, lo ammetto!, però ho trovato troppa scena, riccioli, piatti estetici vanitosi adatti a clienti che guardano all&#039;apparenza e poco alla sostanza. per questo ho detto... per ricchi.
Il problema, per me, è trovare posti buoni adatti anche a famiglie grandi e perché no anche nel prezzo. D&#039;altra parte, anche nel vino c&#039;è la ricerca di vini buoni a prezzi giusti senza voler pagare l&#039;estetica. Poi ognuno fa quel che vuole.
Se mi scrive dove la posso trovare, un giorno vengo, in sette, volentieri a provare la sua cucina. Nella speranza che gli altri clienti non pretendano poi lo sconto (come dice Briscola).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro Gianni, non vorrei monopolizzare questo spazio, ma un ristorante buono per me vuol dire che usa materia prima eccellente. Nella mia limitata esperienza, lo ammetto!, però ho trovato troppa scena, riccioli, piatti estetici vanitosi adatti a clienti che guardano all&#8217;apparenza e poco alla sostanza. per questo ho detto&#8230; per ricchi.<br />
Il problema, per me, è trovare posti buoni adatti anche a famiglie grandi e perché no anche nel prezzo. D&#8217;altra parte, anche nel vino c&#8217;è la ricerca di vini buoni a prezzi giusti senza voler pagare l&#8217;estetica. Poi ognuno fa quel che vuole.<br />
Se mi scrive dove la posso trovare, un giorno vengo, in sette, volentieri a provare la sua cucina. Nella speranza che gli altri clienti non pretendano poi lo sconto (come dice Briscola).</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: vignaiolo italiano</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/01/2009-sara-l%e2%80%99anno-della-riscoperta-della-cucina-casalinga.html/comment-page-1#comment-14550</link>
		<dc:creator>vignaiolo italiano</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 20:34:22 +0000</pubDate>
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		<description>Questo è invece un commento polemico caro amico Mario Crosta.
Lei è sicuro che aver bevuto valanghe di Cava abbia giovato alla sua salute?
Possibile che in Italia non si trovi un vino buono e gradevole a prezzi ragionevoli?
Caro Ziliani, mi consenta, dalla settimana prossima verticali di Cava a go go.
Io e Lei caro Ziliani fino ad oggi non abbiamo capito niente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è invece un commento polemico caro amico Mario Crosta.<br />
Lei è sicuro che aver bevuto valanghe di Cava abbia giovato alla sua salute?<br />
Possibile che in Italia non si trovi un vino buono e gradevole a prezzi ragionevoli?<br />
Caro Ziliani, mi consenta, dalla settimana prossima verticali di Cava a go go.<br />
Io e Lei caro Ziliani fino ad oggi non abbiamo capito niente.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gianni</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/01/2009-sara-l%e2%80%99anno-della-riscoperta-della-cucina-casalinga.html/comment-page-1#comment-14549</link>
		<dc:creator>Gianni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 20:08:52 +0000</pubDate>
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		<description>Non è certo mia intenzione polemizzare con nessuno ma continuo a essere perplesso. Caro Paolo, Lei come altre persone sottolinea nei ristoranti &quot;buoni&quot;, chiarite una volta per tutte quali sono quelli &quot; buoni&quot; così ci mettiamo l&#039;anima in pace. I &quot; buoni &quot; sono organizzati solo per adulti.. meglio se ricchi, anche questo mi perdoni ma non mi piace, perchè presuntuoso quale sono penso di avere un locale ( ristorante o trattoria è indifferente )
buonino e io così non sono. Frequento da una vita tantissimi colleghi che reputo non buoni ma BUONISSIMI e così non sono.
A Londra facciano pure come credono in Italia questa cosa non si è mai vista e se succederà, avvisatemi andrò personalmente a prendere a calci in culo il collega che si sarà permesso di far questo.
Sempre cordialmente Gianni</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non è certo mia intenzione polemizzare con nessuno ma continuo a essere perplesso. Caro Paolo, Lei come altre persone sottolinea nei ristoranti &#8220;buoni&#8221;, chiarite una volta per tutte quali sono quelli &#8221; buoni&#8221; così ci mettiamo l&#8217;anima in pace. I &#8221; buoni &#8221; sono organizzati solo per adulti.. meglio se ricchi, anche questo mi perdoni ma non mi piace, perchè presuntuoso quale sono penso di avere un locale ( ristorante o trattoria è indifferente )<br />
buonino e io così non sono. Frequento da una vita tantissimi colleghi che reputo non buoni ma BUONISSIMI e così non sono.<br />
A Londra facciano pure come credono in Italia questa cosa non si è mai vista e se succederà, avvisatemi andrò personalmente a prendere a calci in culo il collega che si sarà permesso di far questo.<br />
Sempre cordialmente Gianni</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo Cianferoni</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/01/2009-sara-l%e2%80%99anno-della-riscoperta-della-cucina-casalinga.html/comment-page-1#comment-14548</link>
		<dc:creator>Paolo Cianferoni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 19:11:10 +0000</pubDate>
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		<description>Dimenticavo di dire a Gianni, che ho fatto agriturismo per venti anni e non ho mai fatto pagare i ragazzi sotto i 14 anni. Poi, quando vengono in cantina clienti o turisti con a seguito bambini, i ragazzi hanno a disposizione uno spazio per giocare il tempo necessario per la visita e poi, spesso, regalo una bottiglia del millesimo dei ragazzi...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dimenticavo di dire a Gianni, che ho fatto agriturismo per venti anni e non ho mai fatto pagare i ragazzi sotto i 14 anni. Poi, quando vengono in cantina clienti o turisti con a seguito bambini, i ragazzi hanno a disposizione uno spazio per giocare il tempo necessario per la visita e poi, spesso, regalo una bottiglia del millesimo dei ragazzi&#8230;</p>
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	</item>
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		<title>Di: Paolo Cianferoni</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/01/2009-sara-l%e2%80%99anno-della-riscoperta-della-cucina-casalinga.html/comment-page-1#comment-14547</link>
		<dc:creator>Paolo Cianferoni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 18:44:24 +0000</pubDate>
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		<description>Gentile Gianni, la mia era una battuta per ridere, una sottolineatura del problema bambini nei ristoranti. Volevo semplicemente sottolineare due cose: chi ha bambini di solito nei ristoranti &quot;buoni&quot; non è visto di buon occhio, sia perchè può disturbare altri clienti, sia perchè i bambini di solito ordinano un piatto solo, o a mezzo con gli altri, e il ristoratore non è molto contento e si scurisce in faccia. Sono sicuro che molti ristoratori sono professionisti, ma spesso (non dico tutti!) l&#039;organizzazione del ristorante &quot;buono&quot; è solo per adulti... meglio se ricchi. Conosco ristoranti a Londra dove all&#039;entrata c&#039;è un cartello dove è scritto che non accettano bambini (sì, come i cani), ma per lo meno sono chiari.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Gianni, la mia era una battuta per ridere, una sottolineatura del problema bambini nei ristoranti. Volevo semplicemente sottolineare due cose: chi ha bambini di solito nei ristoranti &#8220;buoni&#8221; non è visto di buon occhio, sia perchè può disturbare altri clienti, sia perchè i bambini di solito ordinano un piatto solo, o a mezzo con gli altri, e il ristoratore non è molto contento e si scurisce in faccia. Sono sicuro che molti ristoratori sono professionisti, ma spesso (non dico tutti!) l&#8217;organizzazione del ristorante &#8220;buono&#8221; è solo per adulti&#8230; meglio se ricchi. Conosco ristoranti a Londra dove all&#8217;entrata c&#8217;è un cartello dove è scritto che non accettano bambini (sì, come i cani), ma per lo meno sono chiari.</p>
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		<title>Di: Briscola</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2009/01/2009-sara-l%e2%80%99anno-della-riscoperta-della-cucina-casalinga.html/comment-page-1#comment-14546</link>
		<dc:creator>Briscola</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 18:42:29 +0000</pubDate>
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		<description>Gemt.mo Paolo, il suo ragionamento è pienamente condivisibile, in effetti una famiglia con 5 bambini richiederebbe uno sconto. Sì, ma agli altri clienti.

Many Kisses!
Briscola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gemt.mo Paolo, il suo ragionamento è pienamente condivisibile, in effetti una famiglia con 5 bambini richiederebbe uno sconto. Sì, ma agli altri clienti.</p>
<p>Many Kisses!<br />
Briscola</p>
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