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	<title>Commenti a: Negli States arrivano i “recession wines”, i vini della recessione</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
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		<title>Di: Francesco</title>
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		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Dec 2008 18:31:10 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie per la segnalazione. In fondo è proprio vero, come suggerisce Andrea, che crisi a volte si lega molto con opportunità. In questo Oltreoceano sono maestri. 
Ho ripreso il tuo post qui:

http://www.wineislove.it/usa-scuola-di-marketing-anche-in-recessione</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per la segnalazione. In fondo è proprio vero, come suggerisce Andrea, che crisi a volte si lega molto con opportunità. In questo Oltreoceano sono maestri.<br />
Ho ripreso il tuo post qui:</p>
<p><a href="http://www.wineislove.it/usa-scuola-di-marketing-anche-in-recessione" rel="nofollow">http://www.wineislove.it/usa-scuola-di-marketing-anche-in-recessione</a></p>
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		<title>Di: Wine is love - Il blog di Francesco Zonin &#187; Blog Archive &#187; USA, scuola di marketing anche in recessione</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/negli-states-arrivano-i-%e2%80%9crecession-wines%e2%80%9d-i-vini-della-recessione.html/comment-page-1#comment-14413</link>
		<dc:creator>Wine is love - Il blog di Francesco Zonin &#187; Blog Archive &#187; USA, scuola di marketing anche in recessione</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 15:16:52 +0000</pubDate>
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		<description>[...] settimana su Vino al vino, Divinando e Vino24 si è discusso a proposito della nuova linea di vini &#8220;Recession [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] settimana su Vino al vino, Divinando e Vino24 si è discusso a proposito della nuova linea di vini &#8220;Recession [...]</p>
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		<title>Di: Laura Rangoni</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/negli-states-arrivano-i-%e2%80%9crecession-wines%e2%80%9d-i-vini-della-recessione.html/comment-page-1#comment-14251</link>
		<dc:creator>Laura Rangoni</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 23:20:10 +0000</pubDate>
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		<description>Rosso Toscana cru de-classé è bellissimo! geniale!
bisognerebbe provarli, secondo me non possono arrivare ai livelli del tavernello...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rosso Toscana cru de-classé è bellissimo! geniale!<br />
bisognerebbe provarli, secondo me non possono arrivare ai livelli del tavernello&#8230;</p>
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		<title>Di: patrizia</title>
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		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 13:26:53 +0000</pubDate>
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		<description>l&#039;ingegno umano non ha confini e siamo arrivati al colpo di teatro dei recession wines di cui hai parlato nel tuo post.
Mi prende un nodo di amarezza nel constatare come tutto in tutto il mondo cada nelle trovate, nonostante la difficoltà di un momento storico in cui economia e cultura stanno resistendo a fatica dinnanzi ad un domino travolgente che mette tutto in discussione.
Ma perchè sembra così illusorio credere nella conoscenza e quindi nella selezione del mercato a favore di chi non bara piuttosto che rimanere inerti davanti alla sensazione che la massa sia sempre più massa ignorante piuttosto che critica e che quindi sia condizionabile dai vari poteri economici con un arrembaggio mediatico per estorcerle gli ultimi denari piuttosto che farne una leva consapevole per cambiare il sistema? 
Noi enotecari che cerchiamo e vendiamo vini di qualità come possiamo arginare una deriva che prima di essere economica è etica? 
Se la sopravvivenza è legata alla falsità e se la falsità diviene l&#039;unica arma per vendere o spacciare qualcosa, come si esce da una crisi che invece è reale e innescata proprio dal cumulo mondiale delle falsità che si chiamano speculazioni finanziarie che ci hanno avvelenati tutti quanti?  
Patrizia Signorini</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;ingegno umano non ha confini e siamo arrivati al colpo di teatro dei recession wines di cui hai parlato nel tuo post.<br />
Mi prende un nodo di amarezza nel constatare come tutto in tutto il mondo cada nelle trovate, nonostante la difficoltà di un momento storico in cui economia e cultura stanno resistendo a fatica dinnanzi ad un domino travolgente che mette tutto in discussione.<br />
Ma perchè sembra così illusorio credere nella conoscenza e quindi nella selezione del mercato a favore di chi non bara piuttosto che rimanere inerti davanti alla sensazione che la massa sia sempre più massa ignorante piuttosto che critica e che quindi sia condizionabile dai vari poteri economici con un arrembaggio mediatico per estorcerle gli ultimi denari piuttosto che farne una leva consapevole per cambiare il sistema?<br />
Noi enotecari che cerchiamo e vendiamo vini di qualità come possiamo arginare una deriva che prima di essere economica è etica?<br />
Se la sopravvivenza è legata alla falsità e se la falsità diviene l&#8217;unica arma per vendere o spacciare qualcosa, come si esce da una crisi che invece è reale e innescata proprio dal cumulo mondiale delle falsità che si chiamano speculazioni finanziarie che ci hanno avvelenati tutti quanti?<br />
Patrizia Signorini</p>
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		<title>Di: Giovanni Solaroli</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/negli-states-arrivano-i-%e2%80%9crecession-wines%e2%80%9d-i-vini-della-recessione.html/comment-page-1#comment-14216</link>
		<dc:creator>Giovanni Solaroli</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 11:33:44 +0000</pubDate>
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		<description>Non è forse l&#039;America il paese dove tutto è possibile?
Ppportunità o più semplicemente opportunismo? L&#039;effetto mediatico è notevole, ma non dobbiamo invidiare nessuno. Anche noi abbiamo i nostri &quot;hard discount wines&quot;. I vari Tavernello e compagnia bella, che gli spot mostrano distesi in scaffali al fresco nelle cantine sono, allo strucco, la stessa cosa. Ora credo sia chiaro che la questione &quot;prezzo&quot; vada sviscerata a fondo. Che ne dite? 
Proviamo a partire da un fatto: da un ettaro di terra in una buona zona vinicola (non facciamo nomi) si ricavano non meno di 8.000 bottiglie che, nel caso fossero vendute a 40,00 euro franco cantina, generano un incasso di 320.000 euro. Chi coltiva grano o altri prodotti non può certo contare su tanta redditività, ma solo sull&#039;inevitabile processo mediatico nel caso che un kilo di pane superasse i 3 euro. Sic! Non sparate sul blogger! Ciao a tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non è forse l&#8217;America il paese dove tutto è possibile?<br />
Ppportunità o più semplicemente opportunismo? L&#8217;effetto mediatico è notevole, ma non dobbiamo invidiare nessuno. Anche noi abbiamo i nostri &#8220;hard discount wines&#8221;. I vari Tavernello e compagnia bella, che gli spot mostrano distesi in scaffali al fresco nelle cantine sono, allo strucco, la stessa cosa. Ora credo sia chiaro che la questione &#8220;prezzo&#8221; vada sviscerata a fondo. Che ne dite?<br />
Proviamo a partire da un fatto: da un ettaro di terra in una buona zona vinicola (non facciamo nomi) si ricavano non meno di 8.000 bottiglie che, nel caso fossero vendute a 40,00 euro franco cantina, generano un incasso di 320.000 euro. Chi coltiva grano o altri prodotti non può certo contare su tanta redditività, ma solo sull&#8217;inevitabile processo mediatico nel caso che un kilo di pane superasse i 3 euro. Sic! Non sparate sul blogger! Ciao a tutti.</p>
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		<title>Di: Roberto Giuliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/negli-states-arrivano-i-%e2%80%9crecession-wines%e2%80%9d-i-vini-della-recessione.html/comment-page-1#comment-14213</link>
		<dc:creator>Roberto Giuliani</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 10:53:15 +0000</pubDate>
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		<description>Gli americani hanno imparato dai napoletani, ma senza averne la classe e l&#039;arguzia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gli americani hanno imparato dai napoletani, ma senza averne la classe e l&#8217;arguzia.</p>
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	<item>
		<title>Di: Paolo Boldrini</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/negli-states-arrivano-i-%e2%80%9crecession-wines%e2%80%9d-i-vini-della-recessione.html/comment-page-1#comment-14212</link>
		<dc:creator>Paolo Boldrini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 10:43:55 +0000</pubDate>
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		<description>Incredibile...! Solo gli americani sanno trasformare qualunque cosa, anche la più negativa, in un nuovo business.
E solo loro potevano &quot;inventarsi&quot; un&#039;etichetta come Recession Wines...
Peccato però che noi non sappiamo fare altrettanto: penso al consistente quantitativo di Brunello, o ex-Brunello declassato. Poteva essere l&#039;occasione per inventarsi qualcosa di simile: che so, ad esempio &quot;Il Rosso del finanziere&quot; o &quot;Rosso Toscana cru de-classé&quot;.
E, già che ci siamo, perché no &quot;Brunellopoli wine&quot;?!?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Incredibile&#8230;! Solo gli americani sanno trasformare qualunque cosa, anche la più negativa, in un nuovo business.<br />
E solo loro potevano &#8220;inventarsi&#8221; un&#8217;etichetta come Recession Wines&#8230;<br />
Peccato però che noi non sappiamo fare altrettanto: penso al consistente quantitativo di Brunello, o ex-Brunello declassato. Poteva essere l&#8217;occasione per inventarsi qualcosa di simile: che so, ad esempio &#8220;Il Rosso del finanziere&#8221; o &#8220;Rosso Toscana cru de-classé&#8221;.<br />
E, già che ci siamo, perché no &#8220;Brunellopoli wine&#8221;?!?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Franco Ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/negli-states-arrivano-i-%e2%80%9crecession-wines%e2%80%9d-i-vini-della-recessione.html/comment-page-1#comment-14207</link>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 09:47:08 +0000</pubDate>
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		<description>rincuorati da questa stucchevole lezioncina del &quot;prezzemolino&quot; possiamo continuare la giornata</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>rincuorati da questa stucchevole lezioncina del &#8220;prezzemolino&#8221; possiamo continuare la giornata</p>
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	<item>
		<title>Di: andrea gori</title>
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		<dc:creator>andrea gori</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2008 09:22:03 +0000</pubDate>
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		<description>riporto qui la mia idea di crisi, filologicamente legata alla Cina (che va tanto di moda oggi). E ieri di opportunità al Grand Hotel ne ho viste tanteda
http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080922131157AAnUi5b
In cinese, la parola opportunità viene tradotta “ji hui” 机会， mentre la parola crisi si traduce “wei ji” 危机. Viene utilizzato lo stessi “ji” (机): la parola “crisi” viene formata da 2 caratteri che significano rispettivamente  危 pericolo e 机 opportunità.
Secondo questa &quot;logica&quot;, la crisi viene ad assumere un significato molto profondo, perchè a volte una situazione può rappresentare per noi un&#039;occasione, un&#039;opportunità (quindi qualcosa di positivo); sia, nel caso opposto, un rischio, un pericolo (accezione negativa).
Da qui la parola &quot;crisi&quot; (rischio+opportunità)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>riporto qui la mia idea di crisi, filologicamente legata alla Cina (che va tanto di moda oggi). E ieri di opportunità al Grand Hotel ne ho viste tanteda<br />
<a href="http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080922131157AAnUi5b" rel="nofollow">http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080922131157AAnUi5b</a><br />
In cinese, la parola opportunità viene tradotta “ji hui” 机会， mentre la parola crisi si traduce “wei ji” 危机. Viene utilizzato lo stessi “ji” (机): la parola “crisi” viene formata da 2 caratteri che significano rispettivamente  危 pericolo e 机 opportunità.<br />
Secondo questa &#8220;logica&#8221;, la crisi viene ad assumere un significato molto profondo, perchè a volte una situazione può rappresentare per noi un&#8217;occasione, un&#8217;opportunità (quindi qualcosa di positivo); sia, nel caso opposto, un rischio, un pericolo (accezione negativa).<br />
Da qui la parola &#8220;crisi&#8221; (rischio+opportunità)</p>
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