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	<title>Commenti a: Chianti di San Gimignano 1971 Montenidoli: profumi di Bourgogne in terra toscana</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
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		<title>Di: Maurizio Favot</title>
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		<dc:creator>Maurizio Favot</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 11:14:59 +0000</pubDate>
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		<description>Sono un giornalista che s&#039;occupa prevalentemente d&#039;altro (orologi e musica), ma appassionato d&#039;enogastronomia (sommelier AIS non professionista diplomato a metà anni &#039;80), e curo una rubrichetta sul mensile &quot;l&#039;Orologio&quot; che abbiamo intitolato &quot;Suoni, sapori, sensazioni&quot;. Sono rimasto letteralmente affascinato dal racconto dell&#039;esperienza con il Montenidoli 1971 e dall&#039;appassionato contributo della Signora Fagiuoli, ma anche dagli altri post. Appena potrò andrò a Montenidoli, per respirare l&#039;atmosfera di quel &quot;posto magico&quot; e tentare di strappare qualche bottiglia alla Signora Fagiuoli... Scusate l&#039;intrusione, auguro a tutti un sereno 2009. 
Maurizio Favot</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono un giornalista che s&#8217;occupa prevalentemente d&#8217;altro (orologi e musica), ma appassionato d&#8217;enogastronomia (sommelier AIS non professionista diplomato a metà anni &#8217;80), e curo una rubrichetta sul mensile &#8220;l&#8217;Orologio&#8221; che abbiamo intitolato &#8220;Suoni, sapori, sensazioni&#8221;. Sono rimasto letteralmente affascinato dal racconto dell&#8217;esperienza con il Montenidoli 1971 e dall&#8217;appassionato contributo della Signora Fagiuoli, ma anche dagli altri post. Appena potrò andrò a Montenidoli, per respirare l&#8217;atmosfera di quel &#8220;posto magico&#8221; e tentare di strappare qualche bottiglia alla Signora Fagiuoli&#8230; Scusate l&#8217;intrusione, auguro a tutti un sereno 2009.<br />
Maurizio Favot</p>
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		<title>Di: Elisabetta Fagiuoli</title>
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		<dc:creator>Elisabetta Fagiuoli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 17:22:11 +0000</pubDate>
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		<description>QUANTO RIMANE DELLE VITI DI QUEL CHIANTI DI SAN GIMIGNANO 1971
Secondo l&#039;uso dei sistemi poderali di un tempo i filari di viti si piantavano sul limitare dei campi, che servivano per seminare il grano, l&#039;orzo o l&#039;erba medica.
Ne restano dei filari, incorporati nei nuovi vigneti e dei &quot;chioppi&quot;. Abbiamo selezionato del Sangiovese e del Canaiolo dal raspo rosso.
Per il resto non basta piantare: io credo che bisogna prima di tutto preservare alla terra tutta la ricchezza animale e vegetale che si è formata nel tempo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>QUANTO RIMANE DELLE VITI DI QUEL CHIANTI DI SAN GIMIGNANO 1971<br />
Secondo l&#8217;uso dei sistemi poderali di un tempo i filari di viti si piantavano sul limitare dei campi, che servivano per seminare il grano, l&#8217;orzo o l&#8217;erba medica.<br />
Ne restano dei filari, incorporati nei nuovi vigneti e dei &#8220;chioppi&#8221;. Abbiamo selezionato del Sangiovese e del Canaiolo dal raspo rosso.<br />
Per il resto non basta piantare: io credo che bisogna prima di tutto preservare alla terra tutta la ricchezza animale e vegetale che si è formata nel tempo.</p>
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		<title>Di: Filippo Cintolesi</title>
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		<dc:creator>Filippo Cintolesi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Jan 2009 12:18:06 +0000</pubDate>
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		<description>Il contributo del barone di ferro al modo di fare il vino &quot;vermiglio&quot; del Chianti, fu soprattutto quello di ribaltare il ruolo sangiovese-canaiolo: individuo&#039; cioe&#039; nel sangiovese il protagonista della miscela. Che si trattasse in genere di miscela di uve, e&#039; cosa che deriva dalla tradizione plurisecolare, non essendo quell&#039;area mai stata caratterizzata dalle monocolture (si veda anche il caso dell&#039;olio e delle varieta&#039; di olivo che tradizionalmente concorrono a dare il prodotto). E&#039; verissimo, come dice Bonfio, che la cosiddetta formula ferrea era molto meno ferrea di quanto gli epigoni novecenteschi hanno fatto immaginare: gia&#039; Bettino individuo&#039; nel sangiovese eventualmente puro l&#039;attore giusto. E soprattutto parlava della facolta&#039; di aggiungere del mosto di uve bianche (le quali erano soprattutto la gia&#039; citata malvagia, visto che le fortune del trebbiano sono successive, in virtu&#039; del suo essere una bestia da soma e fare tanta ciccia se richiesto) alle annate di grande corpo (per l&#039;epoca forse addirittura eccessivo, visto che il vino non lo si degustava, ma lo si trincava come bevanda). Vero che la pratica dell&#039;uvaggio con le bianche veniva sconsigliata nel caso si volessero produrre vini piu&#039; serbevoli. E&#039; interessante notare che anche un&#039;altra pratica enologica (forse quella che veramente ha caratterizzato stilisticamente i vini del Chianti, al di la&#039; del o dei vitigni di volta in volta impiegati), quella del &quot;governo&quot;, sia pure condotta a base di sole uve nere, veniva sconsigliata per i vini da invecchiamento. 
Sembra di capire insomma che, anche se solo a livello di intuizione empirica, la necessita&#039; di mantenere al vino una struttura il piu&#039; possibile monolitica era gia&#039; ritenuta l&#039;elemento fondamentale per produrre vini che passassero indenni attraverso i lunghi invecchiamenti. L&#039;intuizione insomma che, assolutizzata, porto&#039; Biondi e Santi a fare quel che si sa.

Quello delle viti quasi centenarie tornate allo stato strisciante sui muretti di  pietra, e&#039; un bel problema, e di soluzione tutt&#039;altro che facile: io stesso ho avuto approvata la domanda di estirpo e reimpianto (l&#039;unica che mi e&#039; stata presentata come possibile). Che faccio? Estirpo buttando via un patrimonio di diversita&#039; locale difficile da stimare? O non estirpo, disobbedendo agli obblighi che la legge mi impone e diventando inadempiente col rischio di estirpo coatto del vigneto che reimpianto? E la propagazione del proprio materiale aziendale? E sarebbe meglio dire: poderale. Che fare? Violare la legge e propagarselo &quot;da soli&quot;? O spendere una fortuna per avere un vivaista che viene a prelevare il materiale, che mi innesta le barbatelle, le controlla e certifica immuni da virosi, eccetera eccetera..? Dovendone magari ripiantare sette o ottomila..
A quanto dovrei poi andare a vendere le mie pochissime migliaia di bottiglie per non andare fallito? 
Esiste un fondo per la tutela dei vignaioli piccoli e sfigati che aspirerebbero a mantenere la propria specificita&#039; locale? Esiste l&#039;obbligo di acquistare &quot;quote-vino&quot; dai piccoli produttori che intendono mantenere il proprio patrimonio di biodiversita&#039; viticola?
Non che mi risulti. Mi risultano al contrario un sacco di discussioni sul prezzo &quot;ragionevole&quot; che una bottiglia deve avere (avendo come benchmark i prezzi della grande distribuzione), e grandi paure sullo spettro della crisi e della recessione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il contributo del barone di ferro al modo di fare il vino &#8220;vermiglio&#8221; del Chianti, fu soprattutto quello di ribaltare il ruolo sangiovese-canaiolo: individuo&#8217; cioe&#8217; nel sangiovese il protagonista della miscela. Che si trattasse in genere di miscela di uve, e&#8217; cosa che deriva dalla tradizione plurisecolare, non essendo quell&#8217;area mai stata caratterizzata dalle monocolture (si veda anche il caso dell&#8217;olio e delle varieta&#8217; di olivo che tradizionalmente concorrono a dare il prodotto). E&#8217; verissimo, come dice Bonfio, che la cosiddetta formula ferrea era molto meno ferrea di quanto gli epigoni novecenteschi hanno fatto immaginare: gia&#8217; Bettino individuo&#8217; nel sangiovese eventualmente puro l&#8217;attore giusto. E soprattutto parlava della facolta&#8217; di aggiungere del mosto di uve bianche (le quali erano soprattutto la gia&#8217; citata malvagia, visto che le fortune del trebbiano sono successive, in virtu&#8217; del suo essere una bestia da soma e fare tanta ciccia se richiesto) alle annate di grande corpo (per l&#8217;epoca forse addirittura eccessivo, visto che il vino non lo si degustava, ma lo si trincava come bevanda). Vero che la pratica dell&#8217;uvaggio con le bianche veniva sconsigliata nel caso si volessero produrre vini piu&#8217; serbevoli. E&#8217; interessante notare che anche un&#8217;altra pratica enologica (forse quella che veramente ha caratterizzato stilisticamente i vini del Chianti, al di la&#8217; del o dei vitigni di volta in volta impiegati), quella del &#8220;governo&#8221;, sia pure condotta a base di sole uve nere, veniva sconsigliata per i vini da invecchiamento.<br />
Sembra di capire insomma che, anche se solo a livello di intuizione empirica, la necessita&#8217; di mantenere al vino una struttura il piu&#8217; possibile monolitica era gia&#8217; ritenuta l&#8217;elemento fondamentale per produrre vini che passassero indenni attraverso i lunghi invecchiamenti. L&#8217;intuizione insomma che, assolutizzata, porto&#8217; Biondi e Santi a fare quel che si sa.</p>
<p>Quello delle viti quasi centenarie tornate allo stato strisciante sui muretti di  pietra, e&#8217; un bel problema, e di soluzione tutt&#8217;altro che facile: io stesso ho avuto approvata la domanda di estirpo e reimpianto (l&#8217;unica che mi e&#8217; stata presentata come possibile). Che faccio? Estirpo buttando via un patrimonio di diversita&#8217; locale difficile da stimare? O non estirpo, disobbedendo agli obblighi che la legge mi impone e diventando inadempiente col rischio di estirpo coatto del vigneto che reimpianto? E la propagazione del proprio materiale aziendale? E sarebbe meglio dire: poderale. Che fare? Violare la legge e propagarselo &#8220;da soli&#8221;? O spendere una fortuna per avere un vivaista che viene a prelevare il materiale, che mi innesta le barbatelle, le controlla e certifica immuni da virosi, eccetera eccetera..? Dovendone magari ripiantare sette o ottomila..<br />
A quanto dovrei poi andare a vendere le mie pochissime migliaia di bottiglie per non andare fallito?<br />
Esiste un fondo per la tutela dei vignaioli piccoli e sfigati che aspirerebbero a mantenere la propria specificita&#8217; locale? Esiste l&#8217;obbligo di acquistare &#8220;quote-vino&#8221; dai piccoli produttori che intendono mantenere il proprio patrimonio di biodiversita&#8217; viticola?<br />
Non che mi risulti. Mi risultano al contrario un sacco di discussioni sul prezzo &#8220;ragionevole&#8221; che una bottiglia deve avere (avendo come benchmark i prezzi della grande distribuzione), e grandi paure sullo spettro della crisi e della recessione.</p>
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		<title>Di: Giorgio Buloncelli</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/chianti-di-san-gimignano-1971-montenidoli-profumi-di-bourgogne-in-terra-toscana.html/comment-page-1#comment-14538</link>
		<dc:creator>Giorgio Buloncelli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 21:05:44 +0000</pubDate>
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		<description>Proprio una grande realtà quella di Montenidoli. Scoprimmo alcuni suoi vini in una vacanza in Toscana alcuni anni fa.
Ma ebbimo modo di apprezzarne pienamente la qualità quando Paolo Basso, che importa i vini in Svizzera, ce li fece degustare tranquillamente seduti nel corso di una degustazione. Restammo folgorati da questi splendidi vini di territorio.
Tanto che un paio di mesi fa organizzammo una serata con il nostro Club con i vini di Montenidoli. Presentammo un&#039;azienda ai più sconosciuta...ora lo è molto meno. Tra l&#039;altro grande il Carato 2004!
Nel nostro blog potete consultare il rendiconto della serata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio una grande realtà quella di Montenidoli. Scoprimmo alcuni suoi vini in una vacanza in Toscana alcuni anni fa.<br />
Ma ebbimo modo di apprezzarne pienamente la qualità quando Paolo Basso, che importa i vini in Svizzera, ce li fece degustare tranquillamente seduti nel corso di una degustazione. Restammo folgorati da questi splendidi vini di territorio.<br />
Tanto che un paio di mesi fa organizzammo una serata con il nostro Club con i vini di Montenidoli. Presentammo un&#8217;azienda ai più sconosciuta&#8230;ora lo è molto meno. Tra l&#8217;altro grande il Carato 2004!<br />
Nel nostro blog potete consultare il rendiconto della serata.</p>
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		<title>Di: Franco Ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/chianti-di-san-gimignano-1971-montenidoli-profumi-di-bourgogne-in-terra-toscana.html/comment-page-1#comment-14535</link>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 17:40:24 +0000</pubDate>
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		<description>calma e gesso signor Pavan, aspetti un attimo prima di mettere il carro davanti ai buoi e arrivare a conclusioni precipitose e disfattista che non inficiano comunque la grandezza di quel vino, di quel terroir, di quella vignaiola. Diamo tempo ad Elisabetta Fagiuoli, la signora di Montenidoli, di rispondere!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>calma e gesso signor Pavan, aspetti un attimo prima di mettere il carro davanti ai buoi e arrivare a conclusioni precipitose e disfattista che non inficiano comunque la grandezza di quel vino, di quel terroir, di quella vignaiola. Diamo tempo ad Elisabetta Fagiuoli, la signora di Montenidoli, di rispondere!</p>
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		<title>Di: alvaro pavan</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/chianti-di-san-gimignano-1971-montenidoli-profumi-di-bourgogne-in-terra-toscana.html/comment-page-1#comment-14534</link>
		<dc:creator>alvaro pavan</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 17:37:41 +0000</pubDate>
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		<description>Gran bella domanda signor Pagliantini. Inquietante che non arrivi una risposta positiva. Ancor più inquietante se quelle viti sono state sradicate senza preoccuparsi di tramandarne la genetica attraverso una selezione massale. Se così fosse, tutte le belle parole, le citazioni in latino e poesia varia altro non sarebbero che vanità delle vanità.
Cordiali saluti,
Alvaro Pavan</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gran bella domanda signor Pagliantini. Inquietante che non arrivi una risposta positiva. Ancor più inquietante se quelle viti sono state sradicate senza preoccuparsi di tramandarne la genetica attraverso una selezione massale. Se così fosse, tutte le belle parole, le citazioni in latino e poesia varia altro non sarebbero che vanità delle vanità.<br />
Cordiali saluti,<br />
Alvaro Pavan</p>
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	</item>
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		<title>Di: Andrea Pagliantini</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/chianti-di-san-gimignano-1971-montenidoli-profumi-di-bourgogne-in-terra-toscana.html/comment-page-1#comment-14512</link>
		<dc:creator>Andrea Pagliantini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 17:04:10 +0000</pubDate>
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		<description>Gran bella risposta dalla signora Elisabetta di Montenidoli, &quot;vinaia con passione&quot; se mi permette il termine.
Ma ora devo farle una domanda che mi strabocca da ogni parte:
ma di quelle viti, di quelle piante che hanno partorito quel vino, c&#039;è ancora testimonianza?
E&#039; un patrimonio dei bevitori di vino da preservare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gran bella risposta dalla signora Elisabetta di Montenidoli, &#8220;vinaia con passione&#8221; se mi permette il termine.<br />
Ma ora devo farle una domanda che mi strabocca da ogni parte:<br />
ma di quelle viti, di quelle piante che hanno partorito quel vino, c&#8217;è ancora testimonianza?<br />
E&#8217; un patrimonio dei bevitori di vino da preservare.</p>
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		<title>Di: Franco Ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/chianti-di-san-gimignano-1971-montenidoli-profumi-di-bourgogne-in-terra-toscana.html/comment-page-1#comment-14510</link>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 15:44:10 +0000</pubDate>
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		<description>carissima Elisabetta grazie per la tua testimonianza su quel meraviglioso Chianti d&#039;antan! E grazie perché continui a fare vini veri, che ci parlano al cuore e ci regalano grandi emozioni. Un forte abbraccio e che il 2009 regali a te e ai tuoi cari tanta serenità e la consueta indomita energia!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>carissima Elisabetta grazie per la tua testimonianza su quel meraviglioso Chianti d&#8217;antan! E grazie perché continui a fare vini veri, che ci parlano al cuore e ci regalano grandi emozioni. Un forte abbraccio e che il 2009 regali a te e ai tuoi cari tanta serenità e la consueta indomita energia!</p>
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		<title>Di: un chiantigiano (qualunque)</title>
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		<dc:creator>un chiantigiano (qualunque)</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 14:11:22 +0000</pubDate>
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		<description>... forse era &#039;&#039;scontato&#039;&#039;che il chianti si facesse anche con l&#039;uva bianca ,visto che la coltivazione della &#039;&#039;marvagia&#039;&#039;(quella bianca del chianti)era in uso anche prima del barone,così sapevo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; forse era &#8221;scontato&#8221;che il chianti si facesse anche con l&#8217;uva bianca ,visto che la coltivazione della &#8221;marvagia&#8221;(quella bianca del chianti)era in uso anche prima del barone,così sapevo&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco Rosati</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/chianti-di-san-gimignano-1971-montenidoli-profumi-di-bourgogne-in-terra-toscana.html/comment-page-1#comment-14507</link>
		<dc:creator>Francesco Rosati</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2009 13:39:31 +0000</pubDate>
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		<description>La mia prima lettura del 2009 è stata una poesia enoica :)
Un grazie Franco e uno splendido 2009 a tutti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La mia prima lettura del 2009 è stata una poesia enoica <img src='http://vinoalvino.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Un grazie Franco e uno splendido 2009 a tutti!</p>
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