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	<title>Commenti a: Brunello: una scelta (quella della purezza del Sangiovese) che non convince i gamberisti</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
	<lastBuildDate>Fri, 12 Mar 2010 11:25:57 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: walter</title>
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		<dc:creator>walter</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 20:41:29 +0000</pubDate>
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		<description>..io credo che si possa fare,senza spargere il  sangue del vicino,
perche&#039; e&#039; stato fatto  in francia,senza nessun problema,perche&#039; non dovremmo poterlo fare in italia?
e quel produttore,che dice lei,che la sua azienda e&#039; una miniera d&#039;oro,come ha avuto il denaro per pòter piantare sangiovese dove il terreno non era adatto,puo tirare fuori il denaro per poter imbottigliare brunello e sopportare che si venda come prodotto di in una sottozona,perche&#039; per fare il furbo e produrre brunello mesciato con altro uvaggio aveva le palle,be&#039; che le tirino fuori per fare una produzione corretta ed onesta,e se ci devo andare io a dirglielo,ci vado,e anche volentieri.....................</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>..io credo che si possa fare,senza spargere il  sangue del vicino,<br />
perche&#8217; e&#8217; stato fatto  in francia,senza nessun problema,perche&#8217; non dovremmo poterlo fare in italia?<br />
e quel produttore,che dice lei,che la sua azienda e&#8217; una miniera d&#8217;oro,come ha avuto il denaro per pòter piantare sangiovese dove il terreno non era adatto,puo tirare fuori il denaro per poter imbottigliare brunello e sopportare che si venda come prodotto di in una sottozona,perche&#8217; per fare il furbo e produrre brunello mesciato con altro uvaggio aveva le palle,be&#8217; che le tirino fuori per fare una produzione corretta ed onesta,e se ci devo andare io a dirglielo,ci vado,e anche volentieri&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
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		<title>Di: diapasonr6</title>
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		<dc:creator>diapasonr6</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 21:33:21 +0000</pubDate>
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		<description>@walter ,

Mi scusi per la mia opinione ma lei stà proponendo una cosa che non è possibile fare senza che qualcuno sparga il sangue del vicino e oltretutto questa è veramente una soluzione all&#039;italiana ...... Ma chi pensa possa avere tutta questa scienza infusa per &quot;piramidare &quot; o &quot;triangolare &quot; la zona di Montalcino.. Ci và lei dal produttore a dirgli che l&#039;azienda di famiglia da miniera d&#039;oro si trasforma in cava di torba ? 
Perdonatemi gli eccessi di paragone ...
Non ci sono panacee per Montalcino ....è il momento di espiare le colpe ,i peccati &quot;veniali &quot; che si sono accumulati in &quot; 25 anni &quot; di successi e di primati ilcinesi .</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@walter ,</p>
<p>Mi scusi per la mia opinione ma lei stà proponendo una cosa che non è possibile fare senza che qualcuno sparga il sangue del vicino e oltretutto questa è veramente una soluzione all&#8217;italiana &#8230;&#8230; Ma chi pensa possa avere tutta questa scienza infusa per &#8220;piramidare &#8221; o &#8220;triangolare &#8221; la zona di Montalcino.. Ci và lei dal produttore a dirgli che l&#8217;azienda di famiglia da miniera d&#8217;oro si trasforma in cava di torba ?<br />
Perdonatemi gli eccessi di paragone &#8230;<br />
Non ci sono panacee per Montalcino &#8230;.è il momento di espiare le colpe ,i peccati &#8220;veniali &#8221; che si sono accumulati in &#8221; 25 anni &#8221; di successi e di primati ilcinesi .</p>
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		<title>Di: walter</title>
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		<dc:creator>walter</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 10:53:22 +0000</pubDate>
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		<description>..dobbiamo imparare dai francesi e cominciare a fare delle differanze qualitative nella stessa zona,classificazioni,gerarchie e piramidi qualitative,cosi si possono differenziare le diverse zone(qui di montalcino)dove sono piantate le uve...................
e non cercare di fare sempre,la classica boiata all&#039;italiana.........</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>..dobbiamo imparare dai francesi e cominciare a fare delle differanze qualitative nella stessa zona,classificazioni,gerarchie e piramidi qualitative,cosi si possono differenziare le diverse zone(qui di montalcino)dove sono piantate le uve&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.<br />
e non cercare di fare sempre,la classica boiata all&#8217;italiana&#8230;&#8230;&#8230;</p>
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		<title>Di: Giovanni Arcari</title>
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		<dc:creator>Giovanni Arcari</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 10:27:31 +0000</pubDate>
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		<description>...&quot;Nello specifico non importa cosa si può realmente fare, ma solo quello che risulta scritto su un pezzo di carta per cui è più importante apparire duri e puri a ogni costo che poi essere davvero in grado di esserlo”.
Spero che i consorzi,i produttori della mia zona e le persone che collaborano con loro leggano queste parole prima di esaltarsi ed immolarsi senza ancora aver dimostrato qualcosa di concreto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;&#8221;Nello specifico non importa cosa si può realmente fare, ma solo quello che risulta scritto su un pezzo di carta per cui è più importante apparire duri e puri a ogni costo che poi essere davvero in grado di esserlo”.<br />
Spero che i consorzi,i produttori della mia zona e le persone che collaborano con loro leggano queste parole prima di esaltarsi ed immolarsi senza ancora aver dimostrato qualcosa di concreto.</p>
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	<item>
		<title>Di: olmo</title>
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		<dc:creator>olmo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 23:34:35 +0000</pubDate>
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		<description>da che mondo è mondo il gambero ha uno stile tutto suo nel deambulare</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>da che mondo è mondo il gambero ha uno stile tutto suo nel deambulare</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Angelo Cantù</title>
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		<dc:creator>Angelo Cantù</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 16:22:33 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Ziliani,
l&#039;affaire Montalcino mi stimola a sottoporle un altro problema, diverso, più generale, ma in qualche modo strettamente correlato. 
Giorni fa, trascinato dalla mia curiosità, ho digitato sul mio computer le parole &quot;lieviti selezionati&quot; e mi sono imbattuto nel sito di un&#039;Azienda agroalimentare veneta, specializzata in prodotti per bevande ad alimenti. Ebbene, ho scoperto una lista incredibile di lieviti capaci di conferire al vino gli aromi più svariati (anche le note boisé in un vino affinato in acciaio!) ed addirittura di tannini da aggiungere al vino, dotati delle più diverse proprietà. E&#039; ovvio che l&#039;utilizzo di questi prodotti, credo consentito dalle leggi vigenti e, temo, molto, ma molto diffuso, conferisce al vino che esce da una determinata cantina (o laboratorio?) qualità che nulla o poco hanno a che fare con il mitico &quot;terroir&quot; di cui oggi va tanto di moda parlare. In altre parole: dalla vigna arriva una cosa, ma dalla cantina ne esce un&#039;altra modificata, quasi fosse un OGM.
A questo punto mi chiedo: &quot;ma un Brunello (o qualsiasi altro vino) fatto di solo Sangiovese, ma magari con un ampio ricorso a lieviti selezionati o quant&#039;altro, è meglio, o più onesto, di un Brunello fatto con l&#039;aggiunta di altre uve?&quot;  Come consumatore apprezzerei molto l&#039;esistenza di regole che disciplinassero questo settore e che imponessero quanto meno l&#039;indicazione in etichetta dell&#039;uso o meno di questi prodotti.
La ringrazio per l&#039;attenzione e la saluto cordialmente.
Angelo Cantù</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Ziliani,<br />
l&#8217;affaire Montalcino mi stimola a sottoporle un altro problema, diverso, più generale, ma in qualche modo strettamente correlato.<br />
Giorni fa, trascinato dalla mia curiosità, ho digitato sul mio computer le parole &#8220;lieviti selezionati&#8221; e mi sono imbattuto nel sito di un&#8217;Azienda agroalimentare veneta, specializzata in prodotti per bevande ad alimenti. Ebbene, ho scoperto una lista incredibile di lieviti capaci di conferire al vino gli aromi più svariati (anche le note boisé in un vino affinato in acciaio!) ed addirittura di tannini da aggiungere al vino, dotati delle più diverse proprietà. E&#8217; ovvio che l&#8217;utilizzo di questi prodotti, credo consentito dalle leggi vigenti e, temo, molto, ma molto diffuso, conferisce al vino che esce da una determinata cantina (o laboratorio?) qualità che nulla o poco hanno a che fare con il mitico &#8220;terroir&#8221; di cui oggi va tanto di moda parlare. In altre parole: dalla vigna arriva una cosa, ma dalla cantina ne esce un&#8217;altra modificata, quasi fosse un OGM.<br />
A questo punto mi chiedo: &#8220;ma un Brunello (o qualsiasi altro vino) fatto di solo Sangiovese, ma magari con un ampio ricorso a lieviti selezionati o quant&#8217;altro, è meglio, o più onesto, di un Brunello fatto con l&#8217;aggiunta di altre uve?&#8221;  Come consumatore apprezzerei molto l&#8217;esistenza di regole che disciplinassero questo settore e che imponessero quanto meno l&#8217;indicazione in etichetta dell&#8217;uso o meno di questi prodotti.<br />
La ringrazio per l&#8217;attenzione e la saluto cordialmente.<br />
Angelo Cantù</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefano Tesi</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/brunello-una-scelta-quella-della-purezza-del-sangiovese-che-non-convince-i-gamberisti.html/comment-page-1#comment-13846</link>
		<dc:creator>Stefano Tesi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 16:00:46 +0000</pubDate>
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		<description>Sottoscrivo integralmente quanto dice Roberto (a cui vanno gli auguri sinceri di pronta soluzione dei problemi familiari), con un&#039;aggiunta: quello di Montalcino più che un&#039;industria del vino e un complesso industriale in cui gli interessi dei vari settori (vino, turismo, marketing, merchandising, pubblicità, edilizia, servizi, etc) si saldano in un blocco molto coeso, all&#039;interno del quale si possono anche registrare tensioni e scontri (come certe recenti battaglie pseudomediatiche stanno a dimostrare), ma mai tali da mettere realmente in discussione il sistema nella sua integrità.
Non la condivido come logica ma, sia chiaro, è legittima. Basta non far finta di non credere il contrario e di non vedere.
Saluti,

                                            Stefano Tesi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sottoscrivo integralmente quanto dice Roberto (a cui vanno gli auguri sinceri di pronta soluzione dei problemi familiari), con un&#8217;aggiunta: quello di Montalcino più che un&#8217;industria del vino e un complesso industriale in cui gli interessi dei vari settori (vino, turismo, marketing, merchandising, pubblicità, edilizia, servizi, etc) si saldano in un blocco molto coeso, all&#8217;interno del quale si possono anche registrare tensioni e scontri (come certe recenti battaglie pseudomediatiche stanno a dimostrare), ma mai tali da mettere realmente in discussione il sistema nella sua integrità.<br />
Non la condivido come logica ma, sia chiaro, è legittima. Basta non far finta di non credere il contrario e di non vedere.<br />
Saluti,</p>
<p>                                            Stefano Tesi</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Francesco</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/brunello-una-scelta-quella-della-purezza-del-sangiovese-che-non-convince-i-gamberisti.html/comment-page-1#comment-13845</link>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 14:28:50 +0000</pubDate>
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		<description>giuliani docet
ciao
francesco
PS è chiaro, non è quello che noi vorremmo ma finirà più o meno così</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>giuliani docet<br />
ciao<br />
francesco<br />
PS è chiaro, non è quello che noi vorremmo ma finirà più o meno così</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Laura Rangoni</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/brunello-una-scelta-quella-della-purezza-del-sangiovese-che-non-convince-i-gamberisti.html/comment-page-1#comment-13843</link>
		<dc:creator>Laura Rangoni</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 13:31:47 +0000</pubDate>
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		<description>Al mio paese si dice che soldo fa soldo e m***a fa m***a. Sono - purtroppo - convinta che sia impossibile convincere gli ilcinesi che NON TUTTI e NON DAPPERTUTTO possono piantare sangiovese e pretendere di fare Brunello. Davanti allo sterco del diavolo hai voglia di parlare di disciplinari, onestà intellettuale, purezza di uve e di cuore...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Al mio paese si dice che soldo fa soldo e m***a fa m***a. Sono &#8211; purtroppo &#8211; convinta che sia impossibile convincere gli ilcinesi che NON TUTTI e NON DAPPERTUTTO possono piantare sangiovese e pretendere di fare Brunello. Davanti allo sterco del diavolo hai voglia di parlare di disciplinari, onestà intellettuale, purezza di uve e di cuore&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Roberto Giuliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/brunello-una-scelta-quella-della-purezza-del-sangiovese-che-non-convince-i-gamberisti.html/comment-page-1#comment-13840</link>
		<dc:creator>Roberto Giuliani</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 11:50:29 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Franco,
vicissitudini familiari non proprio piacevoli mi tengono da qualche settimana un po&#039; lontano dai vari argomenti di cui si dovrebbe giustamente discutere. Nel caso specifico di Montalcino mi sono espresso molte volte e tu sai che abbiamo un&#039;opinione praticamente speculare. Mi viene però da dire che non possiamo farci illusioni, e non certo perché la voce del Gambero è meno chiara di quello che dovrebbe essere, quanto piuttosto perché i pezzi grossi di Montalcino hanno investito fior di quattrini per raggiungere il livello economico attuale, un tale giro d&#039;affari, oggi traballante, li pone di fronte al fatto che mettere una semplice toppa su errori mastodontici fatti in passato non può funzionare. Rivella non è uno stupido e i suoi discorsi sono quelli di un uomo che sa bene che 2036 ettari a Brunello non stanno né in cielo né in terra, ma è altrettanto consapevole che quando un piccolo impero si forma su una base esclusivamente industriale, non curandosi di selezionare, approfondire, capire un territorio e un vitigno, rispettarne potenzialità e limiti, guardando invece ad una produzione dai grandi numeri che assicuri un livello economico elevato, discorsi come quello del sangiovese 100% rasentano il ridicolo.
Ma è altrettanto vero che tornare sui propri passi, declassare vino, estirpare vigneti dai territori non adeguati, ridurre la produzione del vino che gli ha dato maggiore lustro, rimane per chi fa industria un fatto improponibile. Il nodo principale della questione, a mio avviso, rimane questo e condiziona le scelte dell&#039;intero comparto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Franco,<br />
vicissitudini familiari non proprio piacevoli mi tengono da qualche settimana un po&#8217; lontano dai vari argomenti di cui si dovrebbe giustamente discutere. Nel caso specifico di Montalcino mi sono espresso molte volte e tu sai che abbiamo un&#8217;opinione praticamente speculare. Mi viene però da dire che non possiamo farci illusioni, e non certo perché la voce del Gambero è meno chiara di quello che dovrebbe essere, quanto piuttosto perché i pezzi grossi di Montalcino hanno investito fior di quattrini per raggiungere il livello economico attuale, un tale giro d&#8217;affari, oggi traballante, li pone di fronte al fatto che mettere una semplice toppa su errori mastodontici fatti in passato non può funzionare. Rivella non è uno stupido e i suoi discorsi sono quelli di un uomo che sa bene che 2036 ettari a Brunello non stanno né in cielo né in terra, ma è altrettanto consapevole che quando un piccolo impero si forma su una base esclusivamente industriale, non curandosi di selezionare, approfondire, capire un territorio e un vitigno, rispettarne potenzialità e limiti, guardando invece ad una produzione dai grandi numeri che assicuri un livello economico elevato, discorsi come quello del sangiovese 100% rasentano il ridicolo.<br />
Ma è altrettanto vero che tornare sui propri passi, declassare vino, estirpare vigneti dai territori non adeguati, ridurre la produzione del vino che gli ha dato maggiore lustro, rimane per chi fa industria un fatto improponibile. Il nodo principale della questione, a mio avviso, rimane questo e condiziona le scelte dell&#8217;intero comparto.</p>
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