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	<title>Commenti a: Ancora sulla F.I.V.I. : la parola a Ettore Mancini, vignaiolo “indipendente per natura”</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
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		<title>Di: Franco Ziliani</title>
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		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 17:04:03 +0000</pubDate>
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		<description>carissimo Baldo, grazie per il tuo contributo alla discussione e per il tuo schietto, saggio realismo contadino
un abbraccio forte</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>carissimo Baldo, grazie per il tuo contributo alla discussione e per il tuo schietto, saggio realismo contadino<br />
un abbraccio forte</p>
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	</item>
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		<title>Di: Teobaldo Cappellano</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/ancora-sulla-fivi-la-parola-a-ettore-mancini-vignaiolo-%e2%80%9cindipendente-per-natura%e2%80%9d.html/comment-page-1#comment-14292</link>
		<dc:creator>Teobaldo Cappellano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 16:50:54 +0000</pubDate>
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		<description>In un mondo di parolai, la concretezza francese, anche se da buon piemontese mal sopporto la cuginanza,  lì ha uniti quando hanno dovuto difendere le loro produzioni. Lo hanno fatto sino ad arrivare ad usare metodi da guerriglia urbana.
Noi italiani ci affidiamo ai sindacati che, quand’erano di centro, di destra o di sinistra, difendevano chi più voti poteva portargli. Triste, ma ci permetteva di contare qualche cosa. Ora  che chi elegge il Ministro, Assessori ecc. ecc.  è l’inciuccio partitico visto che non sappiamo neppure più se la coldiretti e di centro destra o di centro sinistra. A questo punto cosa volete valga il nostro voto? Forse resta solo la pecunia di qualche multinazionale.
Quindi ho aderito all’associazione fregandomene di tutto, Arci, numero degli associati, presidenze ecc, ecc, solo perché la sola presenza di un&#039;associazione di un&#039;altro Stato europeo aumenterà  la voce alle richieste francesi in sede comunitaria ( noi saremo ancora lì a cincischiare sul da fare) fatte da vignaioli che hanno diverso passaporto, ma che anche un grande senso politico ed i miei stessi interessi; la vigna, il vino e la possibilità di vivere di questo con decoro.
Teobaldo Cappellano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In un mondo di parolai, la concretezza francese, anche se da buon piemontese mal sopporto la cuginanza,  lì ha uniti quando hanno dovuto difendere le loro produzioni. Lo hanno fatto sino ad arrivare ad usare metodi da guerriglia urbana.<br />
Noi italiani ci affidiamo ai sindacati che, quand’erano di centro, di destra o di sinistra, difendevano chi più voti poteva portargli. Triste, ma ci permetteva di contare qualche cosa. Ora  che chi elegge il Ministro, Assessori ecc. ecc.  è l’inciuccio partitico visto che non sappiamo neppure più se la coldiretti e di centro destra o di centro sinistra. A questo punto cosa volete valga il nostro voto? Forse resta solo la pecunia di qualche multinazionale.<br />
Quindi ho aderito all’associazione fregandomene di tutto, Arci, numero degli associati, presidenze ecc, ecc, solo perché la sola presenza di un&#8217;associazione di un&#8217;altro Stato europeo aumenterà  la voce alle richieste francesi in sede comunitaria ( noi saremo ancora lì a cincischiare sul da fare) fatte da vignaioli che hanno diverso passaporto, ma che anche un grande senso politico ed i miei stessi interessi; la vigna, il vino e la possibilità di vivere di questo con decoro.<br />
Teobaldo Cappellano</p>
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	<item>
		<title>Di: corrado</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/ancora-sulla-fivi-la-parola-a-ettore-mancini-vignaiolo-%e2%80%9cindipendente-per-natura%e2%80%9d.html/comment-page-1#comment-14188</link>
		<dc:creator>corrado</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 10:32:34 +0000</pubDate>
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		<description>vedo incrementare a dismisura discorsi retorici e inconcludenti
mi associo alle riflessioni di andrea mutti uomo e vignaiolo che stimo, indipendente nella testa e nelle azioni
per il resto occorrerebbe accantonare tutte le dichiarazioni di principio, gli esercizi di vacuità progettuale e cercare concretamente di risolvere tutti i problemi che gravano su chi vuole ancora fare agricoltura ed in particolare viticultura prendendoli uno per uno e cercando di migliorare e modificare un settore fatto da tanti parolai, qualche industria sofisticatrice del gusto e pochi artigiani veri e capaci come andrea</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>vedo incrementare a dismisura discorsi retorici e inconcludenti<br />
mi associo alle riflessioni di andrea mutti uomo e vignaiolo che stimo, indipendente nella testa e nelle azioni<br />
per il resto occorrerebbe accantonare tutte le dichiarazioni di principio, gli esercizi di vacuità progettuale e cercare concretamente di risolvere tutti i problemi che gravano su chi vuole ancora fare agricoltura ed in particolare viticultura prendendoli uno per uno e cercando di migliorare e modificare un settore fatto da tanti parolai, qualche industria sofisticatrice del gusto e pochi artigiani veri e capaci come andrea</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: mutti andrea</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/ancora-sulla-fivi-la-parola-a-ettore-mancini-vignaiolo-%e2%80%9cindipendente-per-natura%e2%80%9d.html/comment-page-1#comment-14187</link>
		<dc:creator>mutti andrea</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Dec 2008 09:32:55 +0000</pubDate>
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		<description>caro mancini
la mia opinione è che  devastante, almeno per la zona sud orientale del piemonte, è il ruolo delle cooperative vitivinicole, ragione legata alla mancanza totale di un approdo al qualitativo, inteso non solo come organolettica del prodotto finito, ma come assenza di progettualità in quella direzione. Strutture che anzitutto rappresentano piccoli o grandi centri di potere, controllo di voti, coacervo di teste poco pensanti e che lasciano poco spazio alla possibilità di usarle. Dopo si occupano anche di ritirare e remunerare come riescono la biomassa conferita dai soci.
Giocoforza chi invece la testa è stato obbligato ad usarla in modo opportuno, non riesce a conciliare con quelle realtà.
Sono dirigente sindacale in una organizzazione professionale agricola. Sa cosa succede quando dall&#039;interno del sindacato  emerge una esigenza che implica azione sindacale? glielo dico io: si chiede se è possibile agire in quel senso ai politici di riferimento, ai rappresentanti dei gruppi cooperativi, ai direttori dei consorzi di tutela, al sindacato degli industriali. I soci agricoltori contano meno di nulla. Come se Epifani chiedesse a Brunetta cosa deve fare per i suoi associati!
sono stato consigliere in consorzio di tutela. Sa come si vota per il cda in quell&#039;ambito? Col democratico sistema birmano del peso, ovvero chi concentra ettari e ettolitri ha più ragioni e quindi voti.
Le dirò che dopo aver sollevato tale questione non sono più stato rieletto come membro di quel cda, al mio posto c&#039;è un mio equiparato che non infastidisce con tali assurde osservazioni.
Le confesso che nel profondo del mio animo coltivo l&#039;utopia di una dittatura illuminata, utopia appunto. Per questo rimango ancorato ad una ben meno efficace necessità democratica, ragione per cui ritengo la sua posizione condivisibile, non si sarebbe dovuta operare una statutaria e aprioristica esclusione di quelle realtà.
Le coperative avrebbero secondo me potuto partecipare esattamente come gli altri, ovvero una testa un pensiero un voto. Sa cosa sarebbe accaduto? Una volta privati della garanzia di un potere precostituito del quale il sistema si alimenta e si avvantaggia, si sarebbero rivelati nella nudità di una capacità collaborativa e costruttivamente applicata al miglioramento, alla tutela, alla crescita e alla valorizzazione. Vede signor Mancini esattamente ciò che dicono di fare loro per il collettivo.
Sono convinto che in breve sarebbero arrivati alla autosclusione che di fatto è efficace per il buon progredire dei fatti come la esclusione aprioristica, ma forse è più elegante e, per quelli come me, decisamente appagante.
Il resto si aggiusta lungo il percorso che non deve contenere troppa filosofia ma piuttosto pragmatismo,  a partire dalla quotidianità del lavoro.

cordialmente     andrea mutti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro mancini<br />
la mia opinione è che  devastante, almeno per la zona sud orientale del piemonte, è il ruolo delle cooperative vitivinicole, ragione legata alla mancanza totale di un approdo al qualitativo, inteso non solo come organolettica del prodotto finito, ma come assenza di progettualità in quella direzione. Strutture che anzitutto rappresentano piccoli o grandi centri di potere, controllo di voti, coacervo di teste poco pensanti e che lasciano poco spazio alla possibilità di usarle. Dopo si occupano anche di ritirare e remunerare come riescono la biomassa conferita dai soci.<br />
Giocoforza chi invece la testa è stato obbligato ad usarla in modo opportuno, non riesce a conciliare con quelle realtà.<br />
Sono dirigente sindacale in una organizzazione professionale agricola. Sa cosa succede quando dall&#8217;interno del sindacato  emerge una esigenza che implica azione sindacale? glielo dico io: si chiede se è possibile agire in quel senso ai politici di riferimento, ai rappresentanti dei gruppi cooperativi, ai direttori dei consorzi di tutela, al sindacato degli industriali. I soci agricoltori contano meno di nulla. Come se Epifani chiedesse a Brunetta cosa deve fare per i suoi associati!<br />
sono stato consigliere in consorzio di tutela. Sa come si vota per il cda in quell&#8217;ambito? Col democratico sistema birmano del peso, ovvero chi concentra ettari e ettolitri ha più ragioni e quindi voti.<br />
Le dirò che dopo aver sollevato tale questione non sono più stato rieletto come membro di quel cda, al mio posto c&#8217;è un mio equiparato che non infastidisce con tali assurde osservazioni.<br />
Le confesso che nel profondo del mio animo coltivo l&#8217;utopia di una dittatura illuminata, utopia appunto. Per questo rimango ancorato ad una ben meno efficace necessità democratica, ragione per cui ritengo la sua posizione condivisibile, non si sarebbe dovuta operare una statutaria e aprioristica esclusione di quelle realtà.<br />
Le coperative avrebbero secondo me potuto partecipare esattamente come gli altri, ovvero una testa un pensiero un voto. Sa cosa sarebbe accaduto? Una volta privati della garanzia di un potere precostituito del quale il sistema si alimenta e si avvantaggia, si sarebbero rivelati nella nudità di una capacità collaborativa e costruttivamente applicata al miglioramento, alla tutela, alla crescita e alla valorizzazione. Vede signor Mancini esattamente ciò che dicono di fare loro per il collettivo.<br />
Sono convinto che in breve sarebbero arrivati alla autosclusione che di fatto è efficace per il buon progredire dei fatti come la esclusione aprioristica, ma forse è più elegante e, per quelli come me, decisamente appagante.<br />
Il resto si aggiusta lungo il percorso che non deve contenere troppa filosofia ma piuttosto pragmatismo,  a partire dalla quotidianità del lavoro.</p>
<p>cordialmente     andrea mutti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: emanuele coveri</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/ancora-sulla-fivi-la-parola-a-ettore-mancini-vignaiolo-%e2%80%9cindipendente-per-natura%e2%80%9d.html/comment-page-1#comment-14171</link>
		<dc:creator>emanuele coveri</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Dec 2008 16:21:20 +0000</pubDate>
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		<description>buonasera Signor Ziliani, 
seguo sempre con molto interesse i suoi articoli, sono un giovane produttore romagnolo ed anch&#039;io quando sono stato contattato per la partecipazione all&#039; appuntamento di Colorno, ho pensato di andare sul sito della FIVI per farmi un&#039;idea preliminare. 
Conosco poco questo mondo e stò cercando di fare i passi giusti &quot;per non sbagliare&quot;, 
diciamo così: per non essere &quot;male etichettato&quot; fin dal principio.

La cosa che mi lascia più perplesso e preoccupato è la risposta che potrei ricevere da questa domanda: 
è così dificile trovare un&#039;organizzazione italiana che si preoccupi dei vignaioli indipendenti? 

la mia azienda è veramente piccola e &quot;non credo dia fastidio a nessuno&quot;, una voce forte che si faccia carico delle esigenze di quelli come me è importante, per chiunque. 
Sui social network è un argomento &quot;caro a tutti&quot;, questo significa che c&#039;è l&#039; interesse per realizzare quest&#039; idea.
Inoltre, non credo si creino conflitti di interesse con altri &quot;nomi&quot; già esistenti ed attivamente operanti..

E solo che le perplessità espresse dal Signor Mancini sono le stesse che hanno raggiunto il mio pensiero che per quanto piccolo, è pur sempre un pensiero.
Questo tipo di sensazioni non si sposano molto bene con i presupposti di un&#039; organizzazione che vuole valorizzare &quot;tutti&quot; e lavora per &quot;tutti&quot;.

Sul discorso &quot;cooperative&quot; preferisco non entrare, nella mia regione sono la maggioranza e non tutte operano nell&#039; interesse del &quot;coltivatore&quot; (qui non li chiamano vignaioli), per di più credo che sia un argomento da trattare a parte: chi sono, come gestiscono il bene comune, cosa valorizzano, quello che pagano, come trattano i &quot;conferitori&quot;, ecc..

Continuo a leggere interessato e spero do poter intervenire ancora magari per parlare di un&#039;organizzazione &quot;asettica&quot; che valorizza il piccoli vignaioli.

Emanuele Coveri</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>buonasera Signor Ziliani,<br />
seguo sempre con molto interesse i suoi articoli, sono un giovane produttore romagnolo ed anch&#8217;io quando sono stato contattato per la partecipazione all&#8217; appuntamento di Colorno, ho pensato di andare sul sito della FIVI per farmi un&#8217;idea preliminare.<br />
Conosco poco questo mondo e stò cercando di fare i passi giusti &#8220;per non sbagliare&#8221;,<br />
diciamo così: per non essere &#8220;male etichettato&#8221; fin dal principio.</p>
<p>La cosa che mi lascia più perplesso e preoccupato è la risposta che potrei ricevere da questa domanda:<br />
è così dificile trovare un&#8217;organizzazione italiana che si preoccupi dei vignaioli indipendenti? </p>
<p>la mia azienda è veramente piccola e &#8220;non credo dia fastidio a nessuno&#8221;, una voce forte che si faccia carico delle esigenze di quelli come me è importante, per chiunque.<br />
Sui social network è un argomento &#8220;caro a tutti&#8221;, questo significa che c&#8217;è l&#8217; interesse per realizzare quest&#8217; idea.<br />
Inoltre, non credo si creino conflitti di interesse con altri &#8220;nomi&#8221; già esistenti ed attivamente operanti..</p>
<p>E solo che le perplessità espresse dal Signor Mancini sono le stesse che hanno raggiunto il mio pensiero che per quanto piccolo, è pur sempre un pensiero.<br />
Questo tipo di sensazioni non si sposano molto bene con i presupposti di un&#8217; organizzazione che vuole valorizzare &#8220;tutti&#8221; e lavora per &#8220;tutti&#8221;.</p>
<p>Sul discorso &#8220;cooperative&#8221; preferisco non entrare, nella mia regione sono la maggioranza e non tutte operano nell&#8217; interesse del &#8220;coltivatore&#8221; (qui non li chiamano vignaioli), per di più credo che sia un argomento da trattare a parte: chi sono, come gestiscono il bene comune, cosa valorizzano, quello che pagano, come trattano i &#8220;conferitori&#8221;, ecc..</p>
<p>Continuo a leggere interessato e spero do poter intervenire ancora magari per parlare di un&#8217;organizzazione &#8220;asettica&#8221; che valorizza il piccoli vignaioli.</p>
<p>Emanuele Coveri</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Franco Ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/ancora-sulla-fivi-la-parola-a-ettore-mancini-vignaiolo-%e2%80%9cindipendente-per-natura%e2%80%9d.html/comment-page-1#comment-14107</link>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 15:40:45 +0000</pubDate>
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		<description>Eccellente produttrice di Bardolino (nonché di altri vini) in quel di Cavaion Veronese nella sua azienda agricola Le Fraghe http://www.fraghe.it/ Matilde Poggi mi ha inviato queste riflessioni invitandomi ad inserirle come suo commento nel blog. “Caro Franco, ho letto con interesse la lettera di Mancini, che non mi trova d&#039;accordo. Premetto che quello che segue è la mia opinione e non vuole essere una difesa della FIVI e di coloro che hanno steso lo Statuto. Il vignaiolo indipendente è il vignaiolo, colui che coltiva la propria terra, vinifica ed imbottiglia il suo vino. Ha esigenze completamente diverse dalle cooperative ancorché le cooperative siano formate da vignaioli. Le cooperative inoltre spesso sono emanazioni di Consorzi Agrari o addirittura delle Provincie (vedi Trentino) cui devono rispondere per il loro operato e per i loro bilanci. Se viene discussa in sede europea l&#039;OCM vino non è detto che ciò che interessa noi vignaioli sia anche ciò che desiderano le cooperative. Per quanto riguarda l&#039;esclusione delle aziende agricole che hanno anche società commerciali, credo che sia opportuno perchè spesso le società commerciali sono fatte per poter allargare la propria gamma o per motivi fiscali. Hanno pertanto necessità diverse dalle mie che mi trovo a difendere l&#039;identità e la peculiarità delle uve del mio territorio e che spesso mi trovo in difficoltà perchè non posso offrire ai miei clienti tutta la gamma dei vini veronesi. Non ho niente da eccepire inoltre se una azienda agricola è organizzata sotto forma di società di capitali purché eserciti veramente attività agricola. La sede è a Bra e il segretario è Gariglio che in modo del tutto volontario e gratuito ha prestato la sua opera come coordinatore. Chi se non Slow Food avrebbe potuto radunarci visto che noi vignaioli italiani siamo molto individualisti? Il consiglio è effettivamente numeroso ma sarà così solo in una prima fase: in primavera si dovrebbe giungere a nuove elezioni e ed una nuova composizione. Si potrà allora decidere di avere un minor numero di consiglieri, di spostare la sede. La Fivi siamo noi e siamo noi che decidiamo. Personalmente mi auguro che il maggior numero di vignaioli aderisca in fretta, altrimenti a Bruxelles non avremo alcuna voce in capitolo e tutto ciò che verrà deciso sarà fatto solo nell&#039;interesse degli imbottigliatori. Io lo interpreto come uno strumento in mano nostra che ci può permettere, se lo sapremo utilizzare come merita, di incidere sulle future politiche che riguardano il mercato del vino. Resto pertanto disorientata dal fatto che, ancora una volta, ci si ritrovi invischiati in piccole beghe di vicinato perdendo di vista l&#039;interesse comune”. Matilde Poggi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Eccellente produttrice di Bardolino (nonché di altri vini) in quel di Cavaion Veronese nella sua azienda agricola Le Fraghe <a href="http://www.fraghe.it/" rel="nofollow">http://www.fraghe.it/</a> Matilde Poggi mi ha inviato queste riflessioni invitandomi ad inserirle come suo commento nel blog. “Caro Franco, ho letto con interesse la lettera di Mancini, che non mi trova d&#8217;accordo. Premetto che quello che segue è la mia opinione e non vuole essere una difesa della FIVI e di coloro che hanno steso lo Statuto. Il vignaiolo indipendente è il vignaiolo, colui che coltiva la propria terra, vinifica ed imbottiglia il suo vino. Ha esigenze completamente diverse dalle cooperative ancorché le cooperative siano formate da vignaioli. Le cooperative inoltre spesso sono emanazioni di Consorzi Agrari o addirittura delle Provincie (vedi Trentino) cui devono rispondere per il loro operato e per i loro bilanci. Se viene discussa in sede europea l&#8217;OCM vino non è detto che ciò che interessa noi vignaioli sia anche ciò che desiderano le cooperative. Per quanto riguarda l&#8217;esclusione delle aziende agricole che hanno anche società commerciali, credo che sia opportuno perchè spesso le società commerciali sono fatte per poter allargare la propria gamma o per motivi fiscali. Hanno pertanto necessità diverse dalle mie che mi trovo a difendere l&#8217;identità e la peculiarità delle uve del mio territorio e che spesso mi trovo in difficoltà perchè non posso offrire ai miei clienti tutta la gamma dei vini veronesi. Non ho niente da eccepire inoltre se una azienda agricola è organizzata sotto forma di società di capitali purché eserciti veramente attività agricola. La sede è a Bra e il segretario è Gariglio che in modo del tutto volontario e gratuito ha prestato la sua opera come coordinatore. Chi se non Slow Food avrebbe potuto radunarci visto che noi vignaioli italiani siamo molto individualisti? Il consiglio è effettivamente numeroso ma sarà così solo in una prima fase: in primavera si dovrebbe giungere a nuove elezioni e ed una nuova composizione. Si potrà allora decidere di avere un minor numero di consiglieri, di spostare la sede. La Fivi siamo noi e siamo noi che decidiamo. Personalmente mi auguro che il maggior numero di vignaioli aderisca in fretta, altrimenti a Bruxelles non avremo alcuna voce in capitolo e tutto ciò che verrà deciso sarà fatto solo nell&#8217;interesse degli imbottigliatori. Io lo interpreto come uno strumento in mano nostra che ci può permettere, se lo sapremo utilizzare come merita, di incidere sulle future politiche che riguardano il mercato del vino. Resto pertanto disorientata dal fatto che, ancora una volta, ci si ritrovi invischiati in piccole beghe di vicinato perdendo di vista l&#8217;interesse comune”. Matilde Poggi</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: Franco Ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/ancora-sulla-fivi-la-parola-a-ettore-mancini-vignaiolo-%e2%80%9cindipendente-per-natura%e2%80%9d.html/comment-page-1#comment-14105</link>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 12:28:42 +0000</pubDate>
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		<description>Significativo l’intervento di Mike Tommasi, soprattutto perché arriva da una persona che è stato (non so se lo sia ancora) un importante esponente di Slow Food France, a tal punto di essere responsabile del Convivium Provence Méditerranée e vice presidente di Slow Food France… Oggi si possono leggere suoi interventi sul wine blog The Wine Blog http://www.thewineblog.net/vino/ 
Ma allora quanti erano &#039;sti Vignerons d&#039;Europe accorsi all&#039;appello del gran &quot;pifferaio&quot; Carlin?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Significativo l’intervento di Mike Tommasi, soprattutto perché arriva da una persona che è stato (non so se lo sia ancora) un importante esponente di Slow Food France, a tal punto di essere responsabile del Convivium Provence Méditerranée e vice presidente di Slow Food France… Oggi si possono leggere suoi interventi sul wine blog The Wine Blog <a href="http://www.thewineblog.net/vino/" rel="nofollow">http://www.thewineblog.net/vino/</a><br />
Ma allora quanti erano &#8216;sti Vignerons d&#8217;Europe accorsi all&#8217;appello del gran &#8220;pifferaio&#8221; Carlin?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mike Tommasi</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/ancora-sulla-fivi-la-parola-a-ettore-mancini-vignaiolo-%e2%80%9cindipendente-per-natura%e2%80%9d.html/comment-page-1#comment-14104</link>
		<dc:creator>Mike Tommasi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 12:16:48 +0000</pubDate>
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		<description>Bell&#039;articolo sulla FIVI Franco. 

Vero, in Francia come in Italia, i vignerons sembrano avere grosse difficoltà ad associarsi e quindi a sormontare le loro differenze per difendere e proteggere la loro nobile professione.

Un commento su Vignerons d&#039;Europe, e i suoi presunti &quot;600 vigneron (sic)&quot;. Sarà l&#039;inflazione galoppante che ritorna in Europa, o forse è un banale errore di stampa, ma la realtà dell&#039;avvenimento si descrive con uno zero in meno. Vero, è solo uno zero, non conta quasi per niente. Lo stesso comunicato fa appello a &quot;quelli che non sono riusciti a essere presenti&quot;; sì, in fin dei conti, erano la maggioranza. :-)

Ti lascio Franco, che per venerdì sera organizzo una cena per la mia piccola associazione, con 6 Champagne di piccoli... vignerons indipendenti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bell&#8217;articolo sulla FIVI Franco. </p>
<p>Vero, in Francia come in Italia, i vignerons sembrano avere grosse difficoltà ad associarsi e quindi a sormontare le loro differenze per difendere e proteggere la loro nobile professione.</p>
<p>Un commento su Vignerons d&#8217;Europe, e i suoi presunti &#8220;600 vigneron (sic)&#8221;. Sarà l&#8217;inflazione galoppante che ritorna in Europa, o forse è un banale errore di stampa, ma la realtà dell&#8217;avvenimento si descrive con uno zero in meno. Vero, è solo uno zero, non conta quasi per niente. Lo stesso comunicato fa appello a &#8220;quelli che non sono riusciti a essere presenti&#8221;; sì, in fin dei conti, erano la maggioranza. <img src='http://vinoalvino.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ti lascio Franco, che per venerdì sera organizzo una cena per la mia piccola associazione, con 6 Champagne di piccoli&#8230; vignerons indipendenti.</p>
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	<item>
		<title>Di: michele satta</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/ancora-sulla-fivi-la-parola-a-ettore-mancini-vignaiolo-%e2%80%9cindipendente-per-natura%e2%80%9d.html/comment-page-1#comment-14100</link>
		<dc:creator>michele satta</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 11:20:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vinoalvino.org/blog/2008/12/ancora-sulla-fivi-la-parola-a-ettore-mancini-vignaiolo-%e2%80%9cindipendente-per-natura%e2%80%9d.html#comment-14100</guid>
		<description>ciao franco:è la prima volta che apro e partecipo a un blog!spero che comunque sia grosso modo come scriverti..e perciò ti saluto con gioia e ti dico di me che tutto procede bene famiglia,spirito,salute,energia..
lavoro. Mi sono iscritto alla FIVI per la naturale esigenza di dare voce e forza a una delle cose in cui credo : che il mio essere produttore di vino coincida con l&#039;essere vignaiolo e che da qui nascono bisogni e necessità di tutela.Non sono così sereno che la guida &quot;politica&quot; di Slow food sia senza secondi fini ma non ho altra strada che rischiare in proprio il mio scarsissimo tempo e le mie esperienze e partecipare:vedremo:la cosa in sè può essere positiva e mi sembra segua la stessa logica del tuo invito a dichiararsi sangiovesista a Montalcino.Rendere esplicito e pubblico il proprio responsabile modo di aver dato vita a quella bottiglia. E se facessimo tutti insieme una battaglia per un&#039;etichetta responsabile autocertificata (nel caso del vignaiolo) di valore legale?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao franco:è la prima volta che apro e partecipo a un blog!spero che comunque sia grosso modo come scriverti..e perciò ti saluto con gioia e ti dico di me che tutto procede bene famiglia,spirito,salute,energia..<br />
lavoro. Mi sono iscritto alla FIVI per la naturale esigenza di dare voce e forza a una delle cose in cui credo : che il mio essere produttore di vino coincida con l&#8217;essere vignaiolo e che da qui nascono bisogni e necessità di tutela.Non sono così sereno che la guida &#8220;politica&#8221; di Slow food sia senza secondi fini ma non ho altra strada che rischiare in proprio il mio scarsissimo tempo e le mie esperienze e partecipare:vedremo:la cosa in sè può essere positiva e mi sembra segua la stessa logica del tuo invito a dichiararsi sangiovesista a Montalcino.Rendere esplicito e pubblico il proprio responsabile modo di aver dato vita a quella bottiglia. E se facessimo tutti insieme una battaglia per un&#8217;etichetta responsabile autocertificata (nel caso del vignaiolo) di valore legale?</p>
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		<title>Di: walter</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/12/ancora-sulla-fivi-la-parola-a-ettore-mancini-vignaiolo-%e2%80%9cindipendente-per-natura%e2%80%9d.html/comment-page-1#comment-14090</link>
		<dc:creator>walter</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 03:43:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vinoalvino.org/blog/2008/12/ancora-sulla-fivi-la-parola-a-ettore-mancini-vignaiolo-%e2%80%9cindipendente-per-natura%e2%80%9d.html#comment-14090</guid>
		<description>&quot;un vero vignaiolo è indipendente per sua stessa natura…
appunto,allora mi spieghino perche&#039; hanno ricorso all&#039;ala protettrice di slowfood?
a me questo non mi suona a indipendenza,per niente,ma proprio niente...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;un vero vignaiolo è indipendente per sua stessa natura…<br />
appunto,allora mi spieghino perche&#8217; hanno ricorso all&#8217;ala protettrice di slowfood?<br />
a me questo non mi suona a indipendenza,per niente,ma proprio niente&#8230;</p>
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