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	<title>Commenti a: Carte dei vini: ma non c’è proprio una via di mezzo?</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
	<lastBuildDate>Fri, 19 Mar 2010 08:14:38 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: andrea</title>
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		<dc:creator>andrea</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 17:36:30 +0000</pubDate>
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		<description>@patrizia

quoto in toto il tuo intervento. siamo sempre li intorno all&#039;argomento principe... la PROFESSIONALITA&#039;.

saluti
andrea</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@patrizia</p>
<p>quoto in toto il tuo intervento. siamo sempre li intorno all&#8217;argomento principe&#8230; la PROFESSIONALITA&#8217;.</p>
<p>saluti<br />
andrea</p>
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		<title>Di: un chiantigiano (qualunque)</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/11/carte-dei-vini-ma-non-c%e2%80%99e-proprio-una-via-di-mezzo.html/comment-page-1#comment-13632</link>
		<dc:creator>un chiantigiano (qualunque)</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2008 17:11:28 +0000</pubDate>
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		<description>....il Chiantigiano(qualunque)risponde al gentilissimo Marfed e ad liloniadriano..in modo non da &#039;&#039;qualunquista&#039;&#039;ma con animo da produttore ,&#039;&#039;un qualunque piccolo e/o medio produttore di vino&#039;&#039; ,e non solo del mio territorio .  Alla momento del &#039;&#039;taglio&#039;&#039;delle liste di vini può accadere quello che è stato scritto dal signor Ziliani;pensate un pò: quanti &#039;&#039;depennati&#039;&#039;!O meglio quanti &#039;&#039;sconfitti&#039;&#039;(dal punto di vista imprenditorial -economico)..Ecco allora che quelle famose parole enunciate secoli or sono ,mi sembra dal Capponi,riadattate in stile&#039;&#039;vinoso&#039;&#039; siano calzate a pennello..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;.il Chiantigiano(qualunque)risponde al gentilissimo Marfed e ad liloniadriano..in modo non da &#8221;qualunquista&#8221;ma con animo da produttore ,&#8221;un qualunque piccolo e/o medio produttore di vino&#8221; ,e non solo del mio territorio .  Alla momento del &#8221;taglio&#8221;delle liste di vini può accadere quello che è stato scritto dal signor Ziliani;pensate un pò: quanti &#8221;depennati&#8221;!O meglio quanti &#8216;&#8217;sconfitti&#8221;(dal punto di vista imprenditorial -economico)..Ecco allora che quelle famose parole enunciate secoli or sono ,mi sembra dal Capponi,riadattate in stile&#8221;vinoso&#8221; siano calzate a pennello..</p>
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		<title>Di: patrizia</title>
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		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 06:47:37 +0000</pubDate>
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		<description>Avere un locale o una enoteca per troppi soggetti non coincideva con l&#039;essere competenti nè con l&#039;obiettivo di diventarlo, ma semplicemente col riuscire ad essere un commerciante di successo.
Il tema vino, che è solo una delle voci di cui ci si deve occupare, è stato sempre visto come un elemento di richiamo, da prendere e rivendere in base a quanto fosse più facile possibile per attirare il consumatore, al cui orientamento pensavano le guide e i vari comunicatori.
La fanteria era la ristorazione, tutto sommato piacevolmente ignorante, il gruppo comando era  - e in questo caso dico è ancora - costituito dai forti poteri finanziari e imprenditoriali che dominano la produzione del vino in Italia. Fino a che possedere la conoscenza del vino non diventa un elemento costitutivo della formazione professionale di un addetto commerciale non si esce dal sistema che vuole importi, lusingandoti ma opprimendoti, di tenere queste o quelle etichette. Il ristoratore fin qui ha comperato i vini non perchè fossero veramente buoni ma ipotizzando che quanto più fossero &quot;famosi&quot; tanto più sarebbero stati facili da vendere. Il sitema produttivo di massa ha bisogno di 2 cose: che chi compera o sia ignorante o sia pieno di soldi. Ha bisogno di creare un veicolo non oggettivo ma suggestivo.
Oggi non si tratta semplicemente di tagliare le carte, ma di scrivere carte nuove, di avere l&#039;umiltà di interpretare il proprio ruolo professionale imponendosi di conoscere direttamente la materia. Con tenacia e volontà si rinnovi l&#039;approccio al vino partendo dall&#039;idea che siamo noi stessi a dover avere la capacità di essere credibili e affidabili quando lo proponiamo. Il cliente deve avere prima di tutto rispetto del ristoratore e dell&#039;enotecario come persone competenti, e questo dipende da come NOI ci poniamo.
Il produttore deve a sua volta non avvalersi dei &quot;vai e uccidi&quot; di turno, ma concorrere a creare una filiera di uomini validi che effettivamente non vadano in giro a vedere sconti ma a rappresentare seriamente prodotti, territori e quindi strumenti di lavoro utili per chi poi il vino lo vende. E la smettessero di fare i bottegai della domenica: a ognuno il suo mestiere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Avere un locale o una enoteca per troppi soggetti non coincideva con l&#8217;essere competenti nè con l&#8217;obiettivo di diventarlo, ma semplicemente col riuscire ad essere un commerciante di successo.<br />
Il tema vino, che è solo una delle voci di cui ci si deve occupare, è stato sempre visto come un elemento di richiamo, da prendere e rivendere in base a quanto fosse più facile possibile per attirare il consumatore, al cui orientamento pensavano le guide e i vari comunicatori.<br />
La fanteria era la ristorazione, tutto sommato piacevolmente ignorante, il gruppo comando era  &#8211; e in questo caso dico è ancora &#8211; costituito dai forti poteri finanziari e imprenditoriali che dominano la produzione del vino in Italia. Fino a che possedere la conoscenza del vino non diventa un elemento costitutivo della formazione professionale di un addetto commerciale non si esce dal sistema che vuole importi, lusingandoti ma opprimendoti, di tenere queste o quelle etichette. Il ristoratore fin qui ha comperato i vini non perchè fossero veramente buoni ma ipotizzando che quanto più fossero &#8220;famosi&#8221; tanto più sarebbero stati facili da vendere. Il sitema produttivo di massa ha bisogno di 2 cose: che chi compera o sia ignorante o sia pieno di soldi. Ha bisogno di creare un veicolo non oggettivo ma suggestivo.<br />
Oggi non si tratta semplicemente di tagliare le carte, ma di scrivere carte nuove, di avere l&#8217;umiltà di interpretare il proprio ruolo professionale imponendosi di conoscere direttamente la materia. Con tenacia e volontà si rinnovi l&#8217;approccio al vino partendo dall&#8217;idea che siamo noi stessi a dover avere la capacità di essere credibili e affidabili quando lo proponiamo. Il cliente deve avere prima di tutto rispetto del ristoratore e dell&#8217;enotecario come persone competenti, e questo dipende da come NOI ci poniamo.<br />
Il produttore deve a sua volta non avvalersi dei &#8220;vai e uccidi&#8221; di turno, ma concorrere a creare una filiera di uomini validi che effettivamente non vadano in giro a vedere sconti ma a rappresentare seriamente prodotti, territori e quindi strumenti di lavoro utili per chi poi il vino lo vende. E la smettessero di fare i bottegai della domenica: a ognuno il suo mestiere.</p>
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		<title>Di: nino felicin</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/11/carte-dei-vini-ma-non-c%e2%80%99e-proprio-una-via-di-mezzo.html/comment-page-1#comment-13608</link>
		<dc:creator>nino felicin</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 17:19:25 +0000</pubDate>
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		<description>Questa  crisi è per certi versi salutare , bisogna potare i rami secchi , ma un buon potatore sa che bisogna lasciare sufficenti gemme , altrimenti la pianta non darà frutti la prossima stagione , come tutti gli inverni anche questo passerà , forse sarà un pochino piu&#039; lungo e rigido , ma alla fine passerà . Le buone bottiglie sopravvivono agli anni e qualcuna può dare delle insperate sensazioni . Invito tutti i colleghi alla calma e a leggere a proposito il libro scritto su Bernard Loiseau &quot; il perfezionista &quot; , collega che per inseguire una cosidetta perfezione fini&#039; suicida ,il libro è edito da ponte alle grazie , un saluto a tutti .</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questa  crisi è per certi versi salutare , bisogna potare i rami secchi , ma un buon potatore sa che bisogna lasciare sufficenti gemme , altrimenti la pianta non darà frutti la prossima stagione , come tutti gli inverni anche questo passerà , forse sarà un pochino piu&#8217; lungo e rigido , ma alla fine passerà . Le buone bottiglie sopravvivono agli anni e qualcuna può dare delle insperate sensazioni . Invito tutti i colleghi alla calma e a leggere a proposito il libro scritto su Bernard Loiseau &#8221; il perfezionista &#8221; , collega che per inseguire una cosidetta perfezione fini&#8217; suicida ,il libro è edito da ponte alle grazie , un saluto a tutti .</p>
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	<item>
		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/11/carte-dei-vini-ma-non-c%e2%80%99e-proprio-una-via-di-mezzo.html/comment-page-1#comment-13607</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 16:39:21 +0000</pubDate>
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		<description>@Paolo Cianferoni
Questo si era già capito...
Appuntamento fra un anno, stesso posto stessa ora e stesso argomento.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Paolo Cianferoni<br />
Questo si era già capito&#8230;<br />
Appuntamento fra un anno, stesso posto stessa ora e stesso argomento.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo Cianferoni</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/11/carte-dei-vini-ma-non-c%e2%80%99e-proprio-una-via-di-mezzo.html/comment-page-1#comment-13601</link>
		<dc:creator>Paolo Cianferoni</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 13:43:20 +0000</pubDate>
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		<description>@ paolo,
allora si va avanti così, senza coordinazione. Se va bene, bene; se va male, male.
In Italia il senso comune, il bene comune, gli ideali, la partecipazione, sono ai minimi storici... a chi tocca tocca e a chi un&#039; tocca un&#039; tocca...!
:)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ paolo,<br />
allora si va avanti così, senza coordinazione. Se va bene, bene; se va male, male.<br />
In Italia il senso comune, il bene comune, gli ideali, la partecipazione, sono ai minimi storici&#8230; a chi tocca tocca e a chi un&#8217; tocca un&#8217; tocca&#8230;!<br />
 <img src='http://vinoalvino.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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	<item>
		<title>Di: Liloniadriano</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/11/carte-dei-vini-ma-non-c%e2%80%99e-proprio-una-via-di-mezzo.html/comment-page-1#comment-13598</link>
		<dc:creator>Liloniadriano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 13:05:39 +0000</pubDate>
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		<description>cafarri siculo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cafarri siculo?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefano Caffarri</title>
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		<dc:creator>Stefano Caffarri</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 11:00:17 +0000</pubDate>
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		<description>è un problema che mi sta molto a cuore e che unisce due aspetti congiunturali: da una parte il *meno soldi* e dall&#039;altra l&#039;*etilometrofobia*. 
Il risultato comunque è conclamato: discesa assai ripida delle vendite al tavolo.
Insisto sulla necessità di un cambio della &quot;modalità&quot; di proposta della carta dei vini: da un lato la mescita per venire incontro ai piccoli tavoli (dove un nominare guidatore non bevitore significa automaticamente azzerare l&#039;ordinazione di vino) e dall&#039;altro la proposta di etichette &quot;sostenibili&quot;, con prezzo chiaro e dichiarato, dove il sommelier o il ristoratore divenga un valore aggiunto per l&#039;appassionato.
Perchè il brividino che corre lungo la schiena quando ti senti dire &quot;io le proporrei...&quot; è quello di una patacca a prezzo sconosciuto &amp; esorbitante.
Quant omi piacerebbe invece affidarmi a qualcuno che puà *impararmi* qualcosa...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è un problema che mi sta molto a cuore e che unisce due aspetti congiunturali: da una parte il *meno soldi* e dall&#8217;altra l&#8217;*etilometrofobia*.<br />
Il risultato comunque è conclamato: discesa assai ripida delle vendite al tavolo.<br />
Insisto sulla necessità di un cambio della &#8220;modalità&#8221; di proposta della carta dei vini: da un lato la mescita per venire incontro ai piccoli tavoli (dove un nominare guidatore non bevitore significa automaticamente azzerare l&#8217;ordinazione di vino) e dall&#8217;altro la proposta di etichette &#8220;sostenibili&#8221;, con prezzo chiaro e dichiarato, dove il sommelier o il ristoratore divenga un valore aggiunto per l&#8217;appassionato.<br />
Perchè il brividino che corre lungo la schiena quando ti senti dire &#8220;io le proporrei&#8230;&#8221; è quello di una patacca a prezzo sconosciuto &amp; esorbitante.<br />
Quant omi piacerebbe invece affidarmi a qualcuno che puà *impararmi* qualcosa&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/11/carte-dei-vini-ma-non-c%e2%80%99e-proprio-una-via-di-mezzo.html/comment-page-1#comment-13596</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 09:17:40 +0000</pubDate>
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		<description>Per esempio, a Torino i ristoratori fanno riferimento all&#039;Epat (esercizi pubblici associati di Torino e provincia), all&#039;Ascom ed alla Confesercenti, più quelli che non aderiscono a nessuna delle 3. L&#039;Epat è la più attiva per quanto riguarda i prezzi e l&#039;indirizzare le proposte, dalle Olimpiadi in poi, ma le categorie non si parlano tra di loro e non si riesce a coordinare nulla. Inoltre, le iniziative sul territorio vengono gestite dal Comune, dalla Camera di commercio, dall&#039;APT, dalla Provincia e dalla Regione.
Dunque?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per esempio, a Torino i ristoratori fanno riferimento all&#8217;Epat (esercizi pubblici associati di Torino e provincia), all&#8217;Ascom ed alla Confesercenti, più quelli che non aderiscono a nessuna delle 3. L&#8217;Epat è la più attiva per quanto riguarda i prezzi e l&#8217;indirizzare le proposte, dalle Olimpiadi in poi, ma le categorie non si parlano tra di loro e non si riesce a coordinare nulla. Inoltre, le iniziative sul territorio vengono gestite dal Comune, dalla Camera di commercio, dall&#8217;APT, dalla Provincia e dalla Regione.<br />
Dunque?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo Cianferoni</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/11/carte-dei-vini-ma-non-c%e2%80%99e-proprio-una-via-di-mezzo.html/comment-page-1#comment-13590</link>
		<dc:creator>Paolo Cianferoni</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 14:17:27 +0000</pubDate>
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		<description>La ristorazione ha il difetto che ognuno lavora per conto suo. Non c&#039;è coordinazione, anche nelle pro-loco la partecipazione è veramente irrisoria. Nel mondo dei produttori di vino almeno c&#039;è complementarietà, a volte persino solidarietà. Nel mondo della ristorazione manca un minimo di coordinazione. Non esistono organi (locali) rappresentativi, che possano in qualche modo coordinare un serio sviluppo nelle determinate aree dove opera la ristorazione. Per esempio, è sterile che anche in piccoli paesi (vedi Radda in Chianti) tutti hanno impostato nella stessa direzione la cucina e la lista dei vini, prezzi uguali, qualità uniforme, stesso target. E&#039; anche per questo che qualcuno riesce a fare i disastri (citando l&#039;intervento di paolo).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La ristorazione ha il difetto che ognuno lavora per conto suo. Non c&#8217;è coordinazione, anche nelle pro-loco la partecipazione è veramente irrisoria. Nel mondo dei produttori di vino almeno c&#8217;è complementarietà, a volte persino solidarietà. Nel mondo della ristorazione manca un minimo di coordinazione. Non esistono organi (locali) rappresentativi, che possano in qualche modo coordinare un serio sviluppo nelle determinate aree dove opera la ristorazione. Per esempio, è sterile che anche in piccoli paesi (vedi Radda in Chianti) tutti hanno impostato nella stessa direzione la cucina e la lista dei vini, prezzi uguali, qualità uniforme, stesso target. E&#8217; anche per questo che qualcuno riesce a fare i disastri (citando l&#8217;intervento di paolo).</p>
]]></content:encoded>
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