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	<title>Commenti a: Ore 15, diretta da Siena: faccia a faccia sul Brunello</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
	<lastBuildDate>Sat, 20 Mar 2010 07:33:17 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Gianni "Morgan" Usai</title>
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		<dc:creator>Gianni "Morgan" Usai</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 16:48:07 +0000</pubDate>
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		<description>@ Filippo Cintolesi.

Filippo, complimentoni!

Un grande pezzo di geo-politica, idraulica... e satira politica al tempo stesso!

Sei assolutamente pan-enologico!

Ai prossimi incontri, un caro saluto...

Gianni &quot;Morgan&quot; Usai</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Filippo Cintolesi.</p>
<p>Filippo, complimentoni!</p>
<p>Un grande pezzo di geo-politica, idraulica&#8230; e satira politica al tempo stesso!</p>
<p>Sei assolutamente pan-enologico!</p>
<p>Ai prossimi incontri, un caro saluto&#8230;</p>
<p>Gianni &#8220;Morgan&#8221; Usai</p>
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		<title>Di: carlo</title>
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		<dc:creator>carlo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Oct 2008 11:32:29 +0000</pubDate>
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		<description>@ patrizia - Fare li saprebbe anche fare, è che non li può fare!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ patrizia &#8211; Fare li saprebbe anche fare, è che non li può fare!</p>
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		<title>Di: patrizia</title>
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		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 20:07:56 +0000</pubDate>
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		<description>@ carlo - Si riferisce al fatto che qualcuno disprezza i Brunelli tradizionali di eccellenza fatti col banale sangiovese perchè non sa farli, vero???
Il contrario mi suonerebbe impossibile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ carlo &#8211; Si riferisce al fatto che qualcuno disprezza i Brunelli tradizionali di eccellenza fatti col banale sangiovese perchè non sa farli, vero???<br />
Il contrario mi suonerebbe impossibile.</p>
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	<item>
		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/ore-15-diretta-da-siena-faccia-a-faccia-sul-brunello.html/comment-page-1#comment-12904</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 18:55:33 +0000</pubDate>
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		<description>Dopo aver visto il filmato integralmente, (mancava quasi sempre l&#039;audio negli interventi del pubblico...) vorrei dire che, se ci sarà ancora un incontro, la formula dovrà per forza di cose essere diversa: non ci sono stati effettivi scambi di opinioni fra i partecipanti. Mi piacerebbe vedere i produttori in cattedra con Ziliani e Rivella a far le domande.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver visto il filmato integralmente, (mancava quasi sempre l&#8217;audio negli interventi del pubblico&#8230;) vorrei dire che, se ci sarà ancora un incontro, la formula dovrà per forza di cose essere diversa: non ci sono stati effettivi scambi di opinioni fra i partecipanti. Mi piacerebbe vedere i produttori in cattedra con Ziliani e Rivella a far le domande.</p>
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		<title>Di: carlo</title>
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		<dc:creator>carlo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 16:22:03 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; facile disprezzare quello che non si può avere (Esopo - La volpe e l&#039;uva)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; facile disprezzare quello che non si può avere (Esopo &#8211; La volpe e l&#8217;uva)</p>
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		<title>Di: ag</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/ore-15-diretta-da-siena-faccia-a-faccia-sul-brunello.html/comment-page-1#comment-12902</link>
		<dc:creator>ag</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 15:09:46 +0000</pubDate>
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		<description>Buonasera.
Gentile signor Tesi è finalmente un piacere poter leggere sul tema Brunello idee solide ma espresse in forma equilibrata. Ora vorrei lanciare una piccola provocazione, provando a girare la frittata: ma se le due visioni (distanti, opposte, incompatibili) si vedessero complementari e costituissero la forza invece della debolezza del sistema Montalcino? Sinceramente dal dibattito è emersa più la debolezza dei piccoli che la forza dei grandi.
Buona serata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera.<br />
Gentile signor Tesi è finalmente un piacere poter leggere sul tema Brunello idee solide ma espresse in forma equilibrata. Ora vorrei lanciare una piccola provocazione, provando a girare la frittata: ma se le due visioni (distanti, opposte, incompatibili) si vedessero complementari e costituissero la forza invece della debolezza del sistema Montalcino? Sinceramente dal dibattito è emersa più la debolezza dei piccoli che la forza dei grandi.<br />
Buona serata.</p>
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		<title>Di: Cristiano Castagno</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/ore-15-diretta-da-siena-faccia-a-faccia-sul-brunello.html/comment-page-1#comment-12901</link>
		<dc:creator>Cristiano Castagno</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 13:38:26 +0000</pubDate>
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		<description>Intanto grazie Franco.Ero presente venerdì e quindi ho potuto assistere in prima persona a quest’incontro tra presunti rappresentanti di due fazioni contrapposte.Intanto ho avuto l’impressione che non si fossero individuate le vere questioni da discutere per una totale mancanza di condivisioni di valori comuni (e di linguaggio), che ha fatto sì che i temi di discussione fossero affrontati sempre in maniera elusiva e trasversale. I veri dibattiti che mi sarei aspettato, avrebbero dovuto riguardare semmai la legittimità del disciplinare ufficiale, nero su bianco contrapposta ad uno ufficioso e liberista la cui legittimità è stato giocoforza validata  dalla consuetudine, come pure sarebbe stato interessante assistere ad una discussione sul valore della trasparenza, vera o presunto che fosse e sulla fiducia (tradita)dei consumatori: queste erano secondo me le questioni centrali.
Molti produttori di Brunello (e non solo) hanno per così dire percorso un’autostrada a velocità folle, sicuramente illegale dove gli autovelox rappresentanti le autorità di controllo ne hanno addirittura certificato la buona condotta e molti giornalisti del settore hanno addirittura premiato la capacità di guida. 
Intanto il mondo va avanti e sarà interessante vedere che vini saranno presentati alla Camera di Commercio in futuro per approvazione alla DOCG alla luce degli sviluppi attuali e com’evolveranno gli stili dei Brunelli, in particolare mi domando come mai diventeranno quelli della Banfi dopo l’ammissione di Rivella di non riuscire a produrre vini degni del mercato con il solo sangiovese.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Intanto grazie Franco.Ero presente venerdì e quindi ho potuto assistere in prima persona a quest’incontro tra presunti rappresentanti di due fazioni contrapposte.Intanto ho avuto l’impressione che non si fossero individuate le vere questioni da discutere per una totale mancanza di condivisioni di valori comuni (e di linguaggio), che ha fatto sì che i temi di discussione fossero affrontati sempre in maniera elusiva e trasversale. I veri dibattiti che mi sarei aspettato, avrebbero dovuto riguardare semmai la legittimità del disciplinare ufficiale, nero su bianco contrapposta ad uno ufficioso e liberista la cui legittimità è stato giocoforza validata  dalla consuetudine, come pure sarebbe stato interessante assistere ad una discussione sul valore della trasparenza, vera o presunto che fosse e sulla fiducia (tradita)dei consumatori: queste erano secondo me le questioni centrali.<br />
Molti produttori di Brunello (e non solo) hanno per così dire percorso un’autostrada a velocità folle, sicuramente illegale dove gli autovelox rappresentanti le autorità di controllo ne hanno addirittura certificato la buona condotta e molti giornalisti del settore hanno addirittura premiato la capacità di guida.<br />
Intanto il mondo va avanti e sarà interessante vedere che vini saranno presentati alla Camera di Commercio in futuro per approvazione alla DOCG alla luce degli sviluppi attuali e com’evolveranno gli stili dei Brunelli, in particolare mi domando come mai diventeranno quelli della Banfi dopo l’ammissione di Rivella di non riuscire a produrre vini degni del mercato con il solo sangiovese.</p>
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		<title>Di: patrizia</title>
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		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 12:45:35 +0000</pubDate>
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		<description>Sul sito www.vinarius.it è on line il commento dell&#039;Associazione.
A titolo personale vorrei dire alcune cose.
Innanzitutto onore a Rivella per essere stato se stesso: non concordo affatto con quello che pensa, ma lui ha giocato a viso aperto la sua partita e tanto basta a chiamarlo fuori dal barile dei pesci.
Poi grande ammirazione per Baldo Cappellano: di rara nobiltà le sue scarne parole, tanto quasi sussurrate quanto sferzanti per la carica etica che trasmettevano. Non ci sono repliche davanti al senso dell&#039;Oltre le cose che si vedono.
Grazie a Ziliani, coraggioso come sempre, anche giustamente tagliente a tratti,e a tratti decisivo per portare il ragionamento dentro o fuori quella  contrapposizione ideale che purtroppo in alcuni casi si è infaustamente avvitata nella citazione di un nome piuttosto che mirare diritta e con dura determinazione a parlare dell&#039;identità del Sangiovese di Montalcino.
Io ritengo che il mercato abbia già scavalcato il concetto commerciale che qui si vorrebbe affermare del Vino Buono perchè Piace. La selezione naturale fra i consumatori ha relegato alle masse emergenti e non colte l&#039;apprezzamento di vini blend più o meno ripetitivi di stili e gusti &quot;internazionali&quot;: se si punta a milioni e milioni di bottiglie di Brunello allora capisco, ma se a qualcuno sta a cuore il futuro di un vino imbattibile solo se unico, allora dobbiamo deciderci a scegliere la via del lavoro meno ruffiano e più serio. L&#039;obiettivo finale del Brunello può essere quello dei affascinare e conquistare i migliori palati del mondo? Per fare questo, per un territorio come quello di Montalcino, servono mega aziende o tante aziende fra loro coerenti e capaci di produrre un vino dal profilo originale e selettivo? Cosa vogliono i produttori di Montalcino: essere protagonisti di un percorso straordinario di valorizzazione del loro prodotto o continuare a sentirsi vassalli impauriti? Si continuerà anche da parte delle grandi aziende a gridare alla rovina o si comprenderà che può esserci proprio da loro un fortissimo impulso al rinnovamento virtuoso nel segno di una chiara affermazione della singolarità del Sangiovese di Montalcino? Non credo che nel mondo i consumatori dei mitici Pinot Nero di Borgogna piaccia assolutamente proprio il Pinot Nero rispetto a qualcos&#039;altro: amano e ne rispettano il mito, la storia che rappresenta, la severità e la tenacia con cui nei secoli è stato difeso, l&#039;unicità irripetibile del terrirroir in esso racchiuso. Così è il patrimonio di Montalcino e di molti altri posti in Italia. Perchè noi non possiamo fare questo??</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sul sito <a href="http://www.vinarius.it" rel="nofollow">http://www.vinarius.it</a> è on line il commento dell&#8217;Associazione.<br />
A titolo personale vorrei dire alcune cose.<br />
Innanzitutto onore a Rivella per essere stato se stesso: non concordo affatto con quello che pensa, ma lui ha giocato a viso aperto la sua partita e tanto basta a chiamarlo fuori dal barile dei pesci.<br />
Poi grande ammirazione per Baldo Cappellano: di rara nobiltà le sue scarne parole, tanto quasi sussurrate quanto sferzanti per la carica etica che trasmettevano. Non ci sono repliche davanti al senso dell&#8217;Oltre le cose che si vedono.<br />
Grazie a Ziliani, coraggioso come sempre, anche giustamente tagliente a tratti,e a tratti decisivo per portare il ragionamento dentro o fuori quella  contrapposizione ideale che purtroppo in alcuni casi si è infaustamente avvitata nella citazione di un nome piuttosto che mirare diritta e con dura determinazione a parlare dell&#8217;identità del Sangiovese di Montalcino.<br />
Io ritengo che il mercato abbia già scavalcato il concetto commerciale che qui si vorrebbe affermare del Vino Buono perchè Piace. La selezione naturale fra i consumatori ha relegato alle masse emergenti e non colte l&#8217;apprezzamento di vini blend più o meno ripetitivi di stili e gusti &#8220;internazionali&#8221;: se si punta a milioni e milioni di bottiglie di Brunello allora capisco, ma se a qualcuno sta a cuore il futuro di un vino imbattibile solo se unico, allora dobbiamo deciderci a scegliere la via del lavoro meno ruffiano e più serio. L&#8217;obiettivo finale del Brunello può essere quello dei affascinare e conquistare i migliori palati del mondo? Per fare questo, per un territorio come quello di Montalcino, servono mega aziende o tante aziende fra loro coerenti e capaci di produrre un vino dal profilo originale e selettivo? Cosa vogliono i produttori di Montalcino: essere protagonisti di un percorso straordinario di valorizzazione del loro prodotto o continuare a sentirsi vassalli impauriti? Si continuerà anche da parte delle grandi aziende a gridare alla rovina o si comprenderà che può esserci proprio da loro un fortissimo impulso al rinnovamento virtuoso nel segno di una chiara affermazione della singolarità del Sangiovese di Montalcino? Non credo che nel mondo i consumatori dei mitici Pinot Nero di Borgogna piaccia assolutamente proprio il Pinot Nero rispetto a qualcos&#8217;altro: amano e ne rispettano il mito, la storia che rappresenta, la severità e la tenacia con cui nei secoli è stato difeso, l&#8217;unicità irripetibile del terrirroir in esso racchiuso. Così è il patrimonio di Montalcino e di molti altri posti in Italia. Perchè noi non possiamo fare questo??</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Roberto Giuliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/ore-15-diretta-da-siena-faccia-a-faccia-sul-brunello.html/comment-page-1#comment-12898</link>
		<dc:creator>Roberto Giuliani</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 09:40:32 +0000</pubDate>
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		<description>Certo Stefano,
come ti ho risposto sul blog è preferibile conoscerlo per quello che è, ma non direi che sia un ottimo esempio di cordialità e rispetto. C&#039;è modo e modo, anche senza arrivare a offendere, di dire ciò che si pensa.
Su Banfi ti dò ragione, ma l&#039;aver accentrato troppo l&#039;attenzione sull&#039;azienda da parte di Ziliani (e non solo) credo dipenda proprio dall&#039;importanza dell&#039;interlocutore e non tanto dal desiderio di additarla come fautrice di tutti i mali di Montalcino.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certo Stefano,<br />
come ti ho risposto sul blog è preferibile conoscerlo per quello che è, ma non direi che sia un ottimo esempio di cordialità e rispetto. C&#8217;è modo e modo, anche senza arrivare a offendere, di dire ciò che si pensa.<br />
Su Banfi ti dò ragione, ma l&#8217;aver accentrato troppo l&#8217;attenzione sull&#8217;azienda da parte di Ziliani (e non solo) credo dipenda proprio dall&#8217;importanza dell&#8217;interlocutore e non tanto dal desiderio di additarla come fautrice di tutti i mali di Montalcino.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefano Tesi</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/ore-15-diretta-da-siena-faccia-a-faccia-sul-brunello.html/comment-page-1#comment-12897</link>
		<dc:creator>Stefano Tesi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 09:33:50 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Franco,
ha ragione Roberto Giuliani: dal dibattito sono emersi due mondi incompatibili. Critico però Rivella per quello che pensa, non per il fatto di dirlo nè per il modo in cui lo dice: Rivella è stato se stesso, aspro e a volte anche oltre, ma questo è Rivella e lui non si è nascosto. Non credo se ne debba fargli una colpa, anzi. Al contrario, invece di mostrarsi edulcorato non ha esitato ad esporsi: gli va rimproverato questo? Io non credo. Sono sempre a favore di chi non si vergogna a dire quello che pensa, soprattutto davanti a un uditorio potenzialmente ostile come oggettivamente era quello di venerdì.
E non mi è piaciuto, lo ripeto, neanche il clima un po&#039; da processo sommario con cui troppo disinvoltamente si è passati dal problema generale alla messa sotto accusa di una sola azienda, la Banfi, la quale avrà pure le sue responsabilità storiche (per le quali comunque non può essere incriminata), ma che non ha ancora subito condanne formali. Questa equiparazione automatica Banfi = unico colpevole e &quot;male assoluto&quot; mi sa di demagogico e di semplicistico. Sappiamo bene che le cose sono più complesse e coinvolgono più soggetti a vario livello, su un ampio arco temporale.
Il resto è ovvio, l&#039;eterno scontro tra sostenitori dell&#039;umanità di un prodotto e gli industriali per i quali un prodotto è un prodotto e basta, sia chiami esso Brunello, Nutella, Coca Cola. Il buffo è che, in un sistema  intelligente, i due mondi potrebbero addirittura sostenersi e legitimarsi a vicenda. Invece qualcuno ha voluto tirare troppo la corda, rompendo il giocattolo. E ora non c&#039;è colla che possa riappiccicare la frattura.
Saluti,

                                          Stefano Tesi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Franco,<br />
ha ragione Roberto Giuliani: dal dibattito sono emersi due mondi incompatibili. Critico però Rivella per quello che pensa, non per il fatto di dirlo nè per il modo in cui lo dice: Rivella è stato se stesso, aspro e a volte anche oltre, ma questo è Rivella e lui non si è nascosto. Non credo se ne debba fargli una colpa, anzi. Al contrario, invece di mostrarsi edulcorato non ha esitato ad esporsi: gli va rimproverato questo? Io non credo. Sono sempre a favore di chi non si vergogna a dire quello che pensa, soprattutto davanti a un uditorio potenzialmente ostile come oggettivamente era quello di venerdì.<br />
E non mi è piaciuto, lo ripeto, neanche il clima un po&#8217; da processo sommario con cui troppo disinvoltamente si è passati dal problema generale alla messa sotto accusa di una sola azienda, la Banfi, la quale avrà pure le sue responsabilità storiche (per le quali comunque non può essere incriminata), ma che non ha ancora subito condanne formali. Questa equiparazione automatica Banfi = unico colpevole e &#8220;male assoluto&#8221; mi sa di demagogico e di semplicistico. Sappiamo bene che le cose sono più complesse e coinvolgono più soggetti a vario livello, su un ampio arco temporale.<br />
Il resto è ovvio, l&#8217;eterno scontro tra sostenitori dell&#8217;umanità di un prodotto e gli industriali per i quali un prodotto è un prodotto e basta, sia chiami esso Brunello, Nutella, Coca Cola. Il buffo è che, in un sistema  intelligente, i due mondi potrebbero addirittura sostenersi e legitimarsi a vicenda. Invece qualcuno ha voluto tirare troppo la corda, rompendo il giocattolo. E ora non c&#8217;è colla che possa riappiccicare la frattura.<br />
Saluti,</p>
<p>                                          Stefano Tesi</p>
]]></content:encoded>
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