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	<title>Commenti a: Ma di cosa si discuterà a Montalcino nella riunione del 27 ottobre?</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2012 04:07:06 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Filippo Cintolesi</title>
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		<dc:creator>Filippo Cintolesi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 10:46:52 +0000</pubDate>
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		<description>Sono, al solito, molto d&#039;accordo con Gianpaolo. Per meglio precisare:
1-personalmente sarei per l&#039;abolizione di qualsiasi regola &quot;pubblica&quot; (nel senso di cogente) e la liberalizzazione di qualsiasi regola &quot;privata&quot; (nel senso di facoltativa).
2-Se proprio si deve legiferare e regolamentare, che almeno questo sia fatto da un organismo al di sopra degli interessi corporativi: il potere di controllo dato ai consorzi e&#039; una vera aberrazione, dal momento che equivale a dare i poteri di controllo ai controllandi.
A cose normali, cioe&#039; quando i controllori e i controllati sono persone ed entita&#039; diverse, gia&#039; si hanno problemi, riassumibili con il classico Quis custodiet ipsos custodes? Immaginiamoci quando le due parti coincidono.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono, al solito, molto d&#8217;accordo con Gianpaolo. Per meglio precisare:<br />
1-personalmente sarei per l&#8217;abolizione di qualsiasi regola &#8220;pubblica&#8221; (nel senso di cogente) e la liberalizzazione di qualsiasi regola &#8220;privata&#8221; (nel senso di facoltativa).<br />
2-Se proprio si deve legiferare e regolamentare, che almeno questo sia fatto da un organismo al di sopra degli interessi corporativi: il potere di controllo dato ai consorzi e&#8217; una vera aberrazione, dal momento che equivale a dare i poteri di controllo ai controllandi.<br />
A cose normali, cioe&#8217; quando i controllori e i controllati sono persone ed entita&#8217; diverse, gia&#8217; si hanno problemi, riassumibili con il classico Quis custodiet ipsos custodes? Immaginiamoci quando le due parti coincidono.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gianni "Morgan" Usai</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/ma-di-cosa-si-discutera-a-montalcino-nella-riunione-del-27-ottobre.html/comment-page-1#comment-13173</link>
		<dc:creator>Gianni "Morgan" Usai</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 10:22:41 +0000</pubDate>
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		<description>Segnalo una brutta situazione...

tratto da www.cia.it &gt; 16 ottobre 2008

...
Il Consorzio Agrario ( ndr Siena ), dopo aver accettato nei mesi scorsi l’adesione della Coldiretti, ha respinto, invece, sia quelle della Cia che della Confagricoltura e disdetto quelle di Confcooperative e Lega Coop. Decisioni prese senza alcuna motivazione se non quella di rispettare i diktat della Coldiretti. «E’ così - aggiunge il presidente della Cia Toscana - ci troviamo in pieno regime di monopolio. E ciò contrasta con l’esigenza, più volte da noi evidenziata, di unità del mondo agricolo, soprattutto in un momento in cui il settore vive una delle fasi più difficili della sua storia recente».


Mala tempora, mala mores...

Gianni &quot;Morgan&quot; Usai</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Segnalo una brutta situazione&#8230;</p>
<p>tratto da <a href="http://www.cia.it" rel="nofollow">http://www.cia.it</a> &gt; 16 ottobre 2008</p>
<p>&#8230;<br />
Il Consorzio Agrario ( ndr Siena ), dopo aver accettato nei mesi scorsi l’adesione della Coldiretti, ha respinto, invece, sia quelle della Cia che della Confagricoltura e disdetto quelle di Confcooperative e Lega Coop. Decisioni prese senza alcuna motivazione se non quella di rispettare i diktat della Coldiretti. «E’ così &#8211; aggiunge il presidente della Cia Toscana &#8211; ci troviamo in pieno regime di monopolio. E ciò contrasta con l’esigenza, più volte da noi evidenziata, di unità del mondo agricolo, soprattutto in un momento in cui il settore vive una delle fasi più difficili della sua storia recente».</p>
<p>Mala tempora, mala mores&#8230;</p>
<p>Gianni &#8220;Morgan&#8221; Usai</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Pato</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/ma-di-cosa-si-discutera-a-montalcino-nella-riunione-del-27-ottobre.html/comment-page-1#comment-13167</link>
		<dc:creator>Pato</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Oct 2008 09:21:35 +0000</pubDate>
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		<description>@ Marco Baccaglio

Guarda cerchiamo di informarci prima di parlare ed attribuire meriti a casaccio.
I Mariani bros fecero il loro investimento a Montalcino con il solo intento di produrre un vino dolce frizzante da uve moscato!!!! Come già facevano nel nord Italia. Addirittura cercarono di far espiantare sangiovese a favore del moscato ad altri produttori, per poi comprargli le uve!!
Poi si sono accorsero di avere un gioello, cioè le vecchie vigne di poggio alle mura, e dirottarono sul Brunello.
Quindi occhio!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Marco Baccaglio</p>
<p>Guarda cerchiamo di informarci prima di parlare ed attribuire meriti a casaccio.<br />
I Mariani bros fecero il loro investimento a Montalcino con il solo intento di produrre un vino dolce frizzante da uve moscato!!!! Come già facevano nel nord Italia. Addirittura cercarono di far espiantare sangiovese a favore del moscato ad altri produttori, per poi comprargli le uve!!<br />
Poi si sono accorsero di avere un gioello, cioè le vecchie vigne di poggio alle mura, e dirottarono sul Brunello.<br />
Quindi occhio!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Emiliano Brunori</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/ma-di-cosa-si-discutera-a-montalcino-nella-riunione-del-27-ottobre.html/comment-page-1#comment-13163</link>
		<dc:creator>Emiliano Brunori</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 22:43:39 +0000</pubDate>
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		<description>@Giorgia ma non solo

Le aziende, piccole, medie o grandi, che hanno fatto la storia della qualità del Brunello, saranno rappresentate da persone più combattive di quelle che immagina lei.

Non credo si debba pensare a una grande azienda come un potente mostro in cerca di solo profitto, né che una piccola azienda sia solo un covo di poveri romantici poeti: in vigna, e poi in cantina, si lavora e si suda tutti parecchio e col tempo, se si combatte e si punta alla qualità, si ottengono buoni risultati, grandi o piccoli che siano, vendendo i propri milioni o migliaia di bottiglie: questo lo vogliono giustamente tutti i produttori (tutti gli imprenditori), ne sono sicuro ed è banale.

La vera differenza tra un Banfi e un Salicutti non è nel lavoro profuso, non è nella ricerca del ritorno economico e forse, lo vedremo, nemmeno nell&#039;onestà.

La vera differenza sta nella ricerca dell&#039;essenza qualitativa di un prodotto di territorio: è l&#039;unicità del Brunello e del suo terroir, è la sua diversità dagli altri vini ad averlo reso importante, perché la piacevolezza ce la può dare anche un succo di mirtilli con dentro un goccio di grappa (hic!).

Sta qui il nocciuolo della questione per chi ama il vino e lo beve con passione e curiosità, tutto il resto, analisi di mercato, indagini della magistratura, presenza o meno sulle guide, è noia.

Se il Consorzio vorrà, il disciplinare sarà cambiato ed elasticizzato, ma sono certo che così facendo avremo in futuro un&#039;etichetta che nasconderà sempre più solo un vino di qualità molto costoso, molto profumato, molto morbido, ma omogeneizzato, senza profondità, senza storia, e soprattutto senza passione.

E se noi italiani perdiamo la passione, siamo finiti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Giorgia ma non solo</p>
<p>Le aziende, piccole, medie o grandi, che hanno fatto la storia della qualità del Brunello, saranno rappresentate da persone più combattive di quelle che immagina lei.</p>
<p>Non credo si debba pensare a una grande azienda come un potente mostro in cerca di solo profitto, né che una piccola azienda sia solo un covo di poveri romantici poeti: in vigna, e poi in cantina, si lavora e si suda tutti parecchio e col tempo, se si combatte e si punta alla qualità, si ottengono buoni risultati, grandi o piccoli che siano, vendendo i propri milioni o migliaia di bottiglie: questo lo vogliono giustamente tutti i produttori (tutti gli imprenditori), ne sono sicuro ed è banale.</p>
<p>La vera differenza tra un Banfi e un Salicutti non è nel lavoro profuso, non è nella ricerca del ritorno economico e forse, lo vedremo, nemmeno nell&#8217;onestà.</p>
<p>La vera differenza sta nella ricerca dell&#8217;essenza qualitativa di un prodotto di territorio: è l&#8217;unicità del Brunello e del suo terroir, è la sua diversità dagli altri vini ad averlo reso importante, perché la piacevolezza ce la può dare anche un succo di mirtilli con dentro un goccio di grappa (hic!).</p>
<p>Sta qui il nocciuolo della questione per chi ama il vino e lo beve con passione e curiosità, tutto il resto, analisi di mercato, indagini della magistratura, presenza o meno sulle guide, è noia.</p>
<p>Se il Consorzio vorrà, il disciplinare sarà cambiato ed elasticizzato, ma sono certo che così facendo avremo in futuro un&#8217;etichetta che nasconderà sempre più solo un vino di qualità molto costoso, molto profumato, molto morbido, ma omogeneizzato, senza profondità, senza storia, e soprattutto senza passione.</p>
<p>E se noi italiani perdiamo la passione, siamo finiti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gianpaolo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/ma-di-cosa-si-discutera-a-montalcino-nella-riunione-del-27-ottobre.html/comment-page-1#comment-13162</link>
		<dc:creator>gianpaolo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 21:45:55 +0000</pubDate>
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		<description>In ogni caso, per riprendere quello che diceva Corrado Dottori, i Consorzi hanno il potere di chiedere una modifica al disciplinare, e naturalmente la loro opionione ha molto peso, ma la parola finale spetta di fatto al Ministero, che promulga il decreto dopo avere sentito il pronunciamento di varie voci, tra le quali il Comitato Vini. Per cui la cosa non e&#039; cosi&#039; automatica, proprio perche&#039; la denominazione e&#039; un bene collettivo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In ogni caso, per riprendere quello che diceva Corrado Dottori, i Consorzi hanno il potere di chiedere una modifica al disciplinare, e naturalmente la loro opionione ha molto peso, ma la parola finale spetta di fatto al Ministero, che promulga il decreto dopo avere sentito il pronunciamento di varie voci, tra le quali il Comitato Vini. Per cui la cosa non e&#8217; cosi&#8217; automatica, proprio perche&#8217; la denominazione e&#8217; un bene collettivo.</p>
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	<item>
		<title>Di: gianpaolo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/ma-di-cosa-si-discutera-a-montalcino-nella-riunione-del-27-ottobre.html/comment-page-1#comment-13161</link>
		<dc:creator>gianpaolo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 21:38:13 +0000</pubDate>
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		<description>Sono anni che mi sgolo sul problema della rappresentativita&#039; a livello dei consorzi, e ora finalmente vedo che si tocca con mano qual&#039;e&#039; la portata del problema.
Sarei d&#039;accordo con Marco Baccaglio sul fatto che il sistema di votazione ponderale, cioe&#039; a seconda delle dimensioni, sia un metodo giusto per un ente privato, un club del tennis, una banca, ecc. Qui c&#039;e&#039; solo un punto che qualcuno non coglie o non vuole cogliere: i Consorzi di Tutela nascono come associazioni volontarie, il che vuol dire che se non ti sta bene quello che fanno te ne esci e fai come ti pare. A questo punto va bene qualunque norma, persino che sia dia il voto doppio a chi ha gli occhi azzurri o i capelli biondi. La distorsione sta pero&#039; nel fatto che queste associazioni volontarie sono state di fatto equiparate ad enti di diritto pubblico con la normativa orga omnes. Tradotto in italiano, questi tipi di Consorzi (come quello di Montalcino, o il Morellino o molti altri) hanno poteri anche sui NON soci. E parlo di poteri forti, come quello di effettuare controlli in azienda, acquisire documenti sensibili, rilasciare certificazioni essenziali, ecc.
E a questo punto che crolla l&#039;assunto della rappresentanza com&#039;e&#039; ora, che andava bene finche&#039; erano club, ma non va bene ora che sono Istituzioni.
Delle due, l&#039;una: o si crea un sistema di rappresentanza con garanzie di democraticita&#039; plebiscitaria, almeno per le questioni piu&#039; sensibili, oppure si danno questi poteri agli enti pubblici, come l&#039;ICQ meglio noto come repressioni frodi. Ed e&#039; quest&#039;ultima la strada migliore a mio avviso.
Senza contare che le regole per le ammissioni a socio, e sopratutto quelle per le elezioni del consiglio di amministrazione sono a volte clamorosamente arbitrarie e strumentali al perseguimento di fini a favore dei pochi che contano.
E se i consorzi a questo punto non sono case di vetro, si vedono i risultati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono anni che mi sgolo sul problema della rappresentativita&#8217; a livello dei consorzi, e ora finalmente vedo che si tocca con mano qual&#8217;e&#8217; la portata del problema.<br />
Sarei d&#8217;accordo con Marco Baccaglio sul fatto che il sistema di votazione ponderale, cioe&#8217; a seconda delle dimensioni, sia un metodo giusto per un ente privato, un club del tennis, una banca, ecc. Qui c&#8217;e&#8217; solo un punto che qualcuno non coglie o non vuole cogliere: i Consorzi di Tutela nascono come associazioni volontarie, il che vuol dire che se non ti sta bene quello che fanno te ne esci e fai come ti pare. A questo punto va bene qualunque norma, persino che sia dia il voto doppio a chi ha gli occhi azzurri o i capelli biondi. La distorsione sta pero&#8217; nel fatto che queste associazioni volontarie sono state di fatto equiparate ad enti di diritto pubblico con la normativa orga omnes. Tradotto in italiano, questi tipi di Consorzi (come quello di Montalcino, o il Morellino o molti altri) hanno poteri anche sui NON soci. E parlo di poteri forti, come quello di effettuare controlli in azienda, acquisire documenti sensibili, rilasciare certificazioni essenziali, ecc.<br />
E a questo punto che crolla l&#8217;assunto della rappresentanza com&#8217;e&#8217; ora, che andava bene finche&#8217; erano club, ma non va bene ora che sono Istituzioni.<br />
Delle due, l&#8217;una: o si crea un sistema di rappresentanza con garanzie di democraticita&#8217; plebiscitaria, almeno per le questioni piu&#8217; sensibili, oppure si danno questi poteri agli enti pubblici, come l&#8217;ICQ meglio noto come repressioni frodi. Ed e&#8217; quest&#8217;ultima la strada migliore a mio avviso.<br />
Senza contare che le regole per le ammissioni a socio, e sopratutto quelle per le elezioni del consiglio di amministrazione sono a volte clamorosamente arbitrarie e strumentali al perseguimento di fini a favore dei pochi che contano.<br />
E se i consorzi a questo punto non sono case di vetro, si vedono i risultati.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Carlo Merolli</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/ma-di-cosa-si-discutera-a-montalcino-nella-riunione-del-27-ottobre.html/comment-page-1#comment-13160</link>
		<dc:creator>Carlo Merolli</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 20:05:45 +0000</pubDate>
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		<description>@ Marco Baccaglio: a mischiare portafoglio e democrazia si rischia di brutto, di solito. Comunque la doppia maggioranza e´il solo sistema che protegge i piccoli dai grandi. Sia la ponderale, che la uninominale lasciano sempre qualcuno scontento quando non sopraffatto. 

Su Rivella ed il debito di riconoscenza: Rivella non consigliava ai fratelli di Mariani di investire in Montalcino se il distretto non fosse giá stato qualitativamente interessante e non ne avesse visto le
enormi possibilitá di sviluppo. Cioé é nato prima l&#039; uovo o Rivella ? A me sembra l&#039; uovo. Che poi i volumi e le reti distributive della Banfi abbiano fatto da traino ed apripista al nome Brunello é fuor di dubbio. Ma una certa gratitudine, storicamente dovuta, non e´certo una delega a fare e disfare a piacimento.

La magistratura ancora non si é pronunciata. Quindi tecnicamente il Consorzio non avrebbe alcun bisogno di cambiare nulla. La mia paura é  che se lo fa é perché é consapevole che esista un forte numero di aziende che hanno trasgredito la legge. Come pure si evince da una semplice analisi dell&#039; invito diramato ai Soci. (vedi mio post precedente).

Non dico quanto sopra con intenti moralistici ma mi sembra strano tutto questo affannarsi se le eventuali mancanze sono come piu´volte affermato periferali e di scarso rilievo percentuale. In questa luce é indicativo che pochissime aziende abbiano sentito il bisogno di dichiararsi ligie al disciplinare. 
Non sto pensando (solo) alla lista su questo blog ma in genere e giá dall&#039; inizio dell&#039;affaire.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Marco Baccaglio: a mischiare portafoglio e democrazia si rischia di brutto, di solito. Comunque la doppia maggioranza e´il solo sistema che protegge i piccoli dai grandi. Sia la ponderale, che la uninominale lasciano sempre qualcuno scontento quando non sopraffatto. </p>
<p>Su Rivella ed il debito di riconoscenza: Rivella non consigliava ai fratelli di Mariani di investire in Montalcino se il distretto non fosse giá stato qualitativamente interessante e non ne avesse visto le<br />
enormi possibilitá di sviluppo. Cioé é nato prima l&#8217; uovo o Rivella ? A me sembra l&#8217; uovo. Che poi i volumi e le reti distributive della Banfi abbiano fatto da traino ed apripista al nome Brunello é fuor di dubbio. Ma una certa gratitudine, storicamente dovuta, non e´certo una delega a fare e disfare a piacimento.</p>
<p>La magistratura ancora non si é pronunciata. Quindi tecnicamente il Consorzio non avrebbe alcun bisogno di cambiare nulla. La mia paura é  che se lo fa é perché é consapevole che esista un forte numero di aziende che hanno trasgredito la legge. Come pure si evince da una semplice analisi dell&#8217; invito diramato ai Soci. (vedi mio post precedente).</p>
<p>Non dico quanto sopra con intenti moralistici ma mi sembra strano tutto questo affannarsi se le eventuali mancanze sono come piu´volte affermato periferali e di scarso rilievo percentuale. In questa luce é indicativo che pochissime aziende abbiano sentito il bisogno di dichiararsi ligie al disciplinare.<br />
Non sto pensando (solo) alla lista su questo blog ma in genere e giá dall&#8217; inizio dell&#8217;affaire.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: giorgia</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/ma-di-cosa-si-discutera-a-montalcino-nella-riunione-del-27-ottobre.html/comment-page-1#comment-13159</link>
		<dc:creator>giorgia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 16:33:56 +0000</pubDate>
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		<description>@Emiliano Brunori. Immagino la reazione dei produttori in tal circostanza: nessuna. 
Davanti ai grandi nomi, davanti a tutto quello che rappresenta il non vil denaro, o il potere, o che è probabilmente sostenuto dal potere, silenzio, silenzio assoluto. Così fan tutti, o quasi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Emiliano Brunori. Immagino la reazione dei produttori in tal circostanza: nessuna.<br />
Davanti ai grandi nomi, davanti a tutto quello che rappresenta il non vil denaro, o il potere, o che è probabilmente sostenuto dal potere, silenzio, silenzio assoluto. Così fan tutti, o quasi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Marco Baccaglio</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/ma-di-cosa-si-discutera-a-montalcino-nella-riunione-del-27-ottobre.html/comment-page-1#comment-13157</link>
		<dc:creator>Marco Baccaglio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 15:56:09 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Emiliano, Corrado e Paolo,
io sono sicuro che mi crocifiggerebbero. Sono anche altrettanto convinto che e&#039; un dato di fatto. Comunque, anche io non voglio scatenare polemiche, ma solo ribadire la mia opinione in merito, che in fondo e&#039; la seguente:

1 - penso che sia giusto che in una riunione del consorzio del Brunello (che e&#039; una associazione di aziende che hanno scopo di lucro e non un ente di beneficenza o una fondazione) sia sacrosanto che si voti per il peso dell&#039;azienda e non con un voto capitario. Il fatto che questo consorzio sia uno di quelli con il maggior numero di aderenti significa che ha delle regole che in fondo funzionano. Provate a chiedete a un azionista di una banca popolare in Italia (voto capitario) che cosa pensa della sistema di governo della banca.

2 - ipotizzando di chiedere una maggioranza qualificata (che ne so, 66%, 75%), credo che se c&#039;e&#039; un consenso su un cambiamento da apportare al disciplinare poco importa se sia una legge o un regolamento. Il disciplinare e&#039; l&#039;insieme delle regole che i suoi produttori si danno, sancito da una legge. Se a un certo punto, ritengono che il vino venga piu&#039; buono con altre regole, non vedo questo grande problema. Non stiamo parlando di allargamenti delle aree o cose che possano andare contro l&#039;interesse pubblico, mi sembra.

3 - Io non ho una idea specifica sul Brunello. Quello che noto, a livello mondiale, e&#039; che una denominazione monovitigno si assegna con l&#039;85% di quel vitigno, non con il 100%. Cosi&#039; come per l&#039;annata (vedi Champagne), si parla di 85% per poter definire l&#039;annata nel prodotto. Se la modifica al disciplinare da approvare e&#039; questa, io non ci vedo nessun dramma.

4 - Io credo che Castello Banfi, nel corso degli ultimi anni, abbia pesantemente investito nel Brunello e abbia contribuito a farlo conoscere nel mondo. Di questo ne hanno beneficiato tutti. Chiaramente Banfi ha fatto un investimento per la sua comunicazione, ma ha indubbiamente promosso il prodotto. Credo sia un dato di fatto. Poi, se Banfi non ha rispettato le regole del disciplinare e&#039; tutto un altro paio di maniche.

Detto questo vi auguro una buona serata!

bacca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Emiliano, Corrado e Paolo,<br />
io sono sicuro che mi crocifiggerebbero. Sono anche altrettanto convinto che e&#8217; un dato di fatto. Comunque, anche io non voglio scatenare polemiche, ma solo ribadire la mia opinione in merito, che in fondo e&#8217; la seguente:</p>
<p>1 &#8211; penso che sia giusto che in una riunione del consorzio del Brunello (che e&#8217; una associazione di aziende che hanno scopo di lucro e non un ente di beneficenza o una fondazione) sia sacrosanto che si voti per il peso dell&#8217;azienda e non con un voto capitario. Il fatto che questo consorzio sia uno di quelli con il maggior numero di aderenti significa che ha delle regole che in fondo funzionano. Provate a chiedete a un azionista di una banca popolare in Italia (voto capitario) che cosa pensa della sistema di governo della banca.</p>
<p>2 &#8211; ipotizzando di chiedere una maggioranza qualificata (che ne so, 66%, 75%), credo che se c&#8217;e&#8217; un consenso su un cambiamento da apportare al disciplinare poco importa se sia una legge o un regolamento. Il disciplinare e&#8217; l&#8217;insieme delle regole che i suoi produttori si danno, sancito da una legge. Se a un certo punto, ritengono che il vino venga piu&#8217; buono con altre regole, non vedo questo grande problema. Non stiamo parlando di allargamenti delle aree o cose che possano andare contro l&#8217;interesse pubblico, mi sembra.</p>
<p>3 &#8211; Io non ho una idea specifica sul Brunello. Quello che noto, a livello mondiale, e&#8217; che una denominazione monovitigno si assegna con l&#8217;85% di quel vitigno, non con il 100%. Cosi&#8217; come per l&#8217;annata (vedi Champagne), si parla di 85% per poter definire l&#8217;annata nel prodotto. Se la modifica al disciplinare da approvare e&#8217; questa, io non ci vedo nessun dramma.</p>
<p>4 &#8211; Io credo che Castello Banfi, nel corso degli ultimi anni, abbia pesantemente investito nel Brunello e abbia contribuito a farlo conoscere nel mondo. Di questo ne hanno beneficiato tutti. Chiaramente Banfi ha fatto un investimento per la sua comunicazione, ma ha indubbiamente promosso il prodotto. Credo sia un dato di fatto. Poi, se Banfi non ha rispettato le regole del disciplinare e&#8217; tutto un altro paio di maniche.</p>
<p>Detto questo vi auguro una buona serata!</p>
<p>bacca</p>
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		<title>Di: Lucia</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/ma-di-cosa-si-discutera-a-montalcino-nella-riunione-del-27-ottobre.html/comment-page-1#comment-13156</link>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 15:16:33 +0000</pubDate>
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		<description>Dal sito del consorzio circa il Brunello:
...dell&#039;annata 1975 furono imbottigliate circa 800.000 bottiglie da circa 25 aziende, 
mentre nell&#039;annata 1995 ne sono state imbottigliate circa 3.500.000 da circa 120 aziende.

Da wikipedia voce “Montalcino”:
La situazione è radicalmente cambiata nella seconda metà del XX secolo. La fortuna è stata quella di trovarsi nel mezzo di una delle più importanti zone di coltivazione di uva. Il territorio infatti è celebrato per la presenza dei vigneti di Sangiovese che producono il famoso Brunello di Montalcino e anche vengono utilizzati per la produzione di due DOC: il Rosso di Montalcino e il S.Antimo.

Dal sito della Banfi:
Nata nel 1978 dal sogno dei fratelli italo-americani John e Harry Mariani, già titolari di Banfi Vintners, la più importante società d’importazione di vini statunitense, è diventata oggi una delle più grandi realtà del vino italiano di qualità. Situata nel versante Sud-Ovest del comune di Montalcino, l’azienda si estende su una superficie di 2.830 ettari, di cui circa 850 a vigneto.

Tradotto:  se nel ‘75 il brunello era pressoché sconosciuto e non dava da campare...possibile che adesso gli venga data tutta questa importanza? E che la Banfi, nata guarda caso quando il brunello valeva meno di zero, non sia stata davvero la forza motrice di questo boom economico?

Bhà...ci sarà un motivo se i piccoli produttori (onesti?) in tutto questo tempo non hanno proferito verbo...o no?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dal sito del consorzio circa il Brunello:<br />
&#8230;dell&#8217;annata 1975 furono imbottigliate circa 800.000 bottiglie da circa 25 aziende,<br />
mentre nell&#8217;annata 1995 ne sono state imbottigliate circa 3.500.000 da circa 120 aziende.</p>
<p>Da wikipedia voce “Montalcino”:<br />
La situazione è radicalmente cambiata nella seconda metà del XX secolo. La fortuna è stata quella di trovarsi nel mezzo di una delle più importanti zone di coltivazione di uva. Il territorio infatti è celebrato per la presenza dei vigneti di Sangiovese che producono il famoso Brunello di Montalcino e anche vengono utilizzati per la produzione di due DOC: il Rosso di Montalcino e il S.Antimo.</p>
<p>Dal sito della Banfi:<br />
Nata nel 1978 dal sogno dei fratelli italo-americani John e Harry Mariani, già titolari di Banfi Vintners, la più importante società d’importazione di vini statunitense, è diventata oggi una delle più grandi realtà del vino italiano di qualità. Situata nel versante Sud-Ovest del comune di Montalcino, l’azienda si estende su una superficie di 2.830 ettari, di cui circa 850 a vigneto.</p>
<p>Tradotto:  se nel ‘75 il brunello era pressoché sconosciuto e non dava da campare&#8230;possibile che adesso gli venga data tutta questa importanza? E che la Banfi, nata guarda caso quando il brunello valeva meno di zero, non sia stata davvero la forza motrice di questo boom economico?</p>
<p>Bhà&#8230;ci sarà un motivo se i piccoli produttori (onesti?) in tutto questo tempo non hanno proferito verbo&#8230;o no?</p>
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