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	<title>Commenti a: Domanda: sono ancora “winery blog” se a scriverli è il ghost writer e non il vignaiolo?</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
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		<title>Di: Sandra R</title>
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		<dc:creator>Sandra R</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 17:21:32 +0000</pubDate>
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		<description>Hi! I was surfing and found your blog post... nice! I love your blog.  :) Cheers! Sandra. R.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hi! I was surfing and found your blog post&#8230; nice! I love your blog.  <img src='http://vinoalvino.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Cheers! Sandra. R.</p>
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	<item>
		<title>Di: Luca-Seo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/domanda-sono-ancora-%e2%80%9cwinery-blog%e2%80%9d-se-a-scriverli-e-il-ghost-writer-e-non-il-vignaiolo.html/comment-page-1#comment-13402</link>
		<dc:creator>Luca-Seo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 11:14:48 +0000</pubDate>
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		<description>Scrivo in qualità di esperto SEO (mi conoscerai in quanto collaboratore di Laura Rangoni) aprendo una piccola parentesi tecnica: da quando i blog sono stati &quot;privilegiati&quot; dai motori di ricerca in quanto molto frequentemente aggiornati, hanno perso il significato originario di &quot;diario&quot; e sono a tutti gli effetti un canale commerciale per ottenere visite (leggi clienti). Per cui non c&#039;è da stupirsi se qualche &quot;addetto&quot; commissiona ad un esperto &quot;markettaro&quot; il &quot;ghost writing&quot;, fa parte del pacchetto di comunicazione. 
E&#039; una guerra continua fra zio Google che introduce nuove regole e chi cerca di raggirarle. Prevedo che in poco tempo i blog verranno declassati, o meglio ridimensionati, per importanza come una sorta di ritorno alla &quot;old economy&quot; (ma potrei anche sbagliarmi).
Buona giornata
Luca</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Scrivo in qualità di esperto SEO (mi conoscerai in quanto collaboratore di Laura Rangoni) aprendo una piccola parentesi tecnica: da quando i blog sono stati &#8220;privilegiati&#8221; dai motori di ricerca in quanto molto frequentemente aggiornati, hanno perso il significato originario di &#8220;diario&#8221; e sono a tutti gli effetti un canale commerciale per ottenere visite (leggi clienti). Per cui non c&#8217;è da stupirsi se qualche &#8220;addetto&#8221; commissiona ad un esperto &#8220;markettaro&#8221; il &#8220;ghost writing&#8221;, fa parte del pacchetto di comunicazione.<br />
E&#8217; una guerra continua fra zio Google che introduce nuove regole e chi cerca di raggirarle. Prevedo che in poco tempo i blog verranno declassati, o meglio ridimensionati, per importanza come una sorta di ritorno alla &#8220;old economy&#8221; (ma potrei anche sbagliarmi).<br />
Buona giornata<br />
Luca</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: alessandra rossi</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/domanda-sono-ancora-%e2%80%9cwinery-blog%e2%80%9d-se-a-scriverli-e-il-ghost-writer-e-non-il-vignaiolo.html/comment-page-1#comment-13209</link>
		<dc:creator>alessandra rossi</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 20:08:00 +0000</pubDate>
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		<description>Interessanti osservazioni, specie quelle di Fiorenzo e Gianpaolo. Riflettendoci, io sarei per dei chiari &quot;distinguo&quot; tra la comunicazione creata dal p.r. e quella del vignaiolo ma le terrei per buone entrambe, se onestamente gestite.
Come dice Fiorenzo, alla fine è il lettore che sceglie e può anche darsi che scelga la qualità di un contenuto interessante e scritto bene, in un sito, e poi si diletti a leggere blog grammaticamente non eccellenti ma ugualmente stimolanti, in un altro. Basta che chi scrive sia cristallino circa la sua persona ed il suo ruolo. Non necessariamente saper scrivere vuol dire perdere la spontaneità.
Concordo con l&#039;osservazione di Laura Rangoni circa i tanti &quot;comunicatori&quot; che pur lavorando per le Cantine, non vanno oltre la conoscenza del colore del vino di cui parlano. Non si finisce mai di imparare, in enogastronomia. Ma almeno cominciassero a farlo...

saluti maremmani.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Interessanti osservazioni, specie quelle di Fiorenzo e Gianpaolo. Riflettendoci, io sarei per dei chiari &#8220;distinguo&#8221; tra la comunicazione creata dal p.r. e quella del vignaiolo ma le terrei per buone entrambe, se onestamente gestite.<br />
Come dice Fiorenzo, alla fine è il lettore che sceglie e può anche darsi che scelga la qualità di un contenuto interessante e scritto bene, in un sito, e poi si diletti a leggere blog grammaticamente non eccellenti ma ugualmente stimolanti, in un altro. Basta che chi scrive sia cristallino circa la sua persona ed il suo ruolo. Non necessariamente saper scrivere vuol dire perdere la spontaneità.<br />
Concordo con l&#8217;osservazione di Laura Rangoni circa i tanti &#8220;comunicatori&#8221; che pur lavorando per le Cantine, non vanno oltre la conoscenza del colore del vino di cui parlano. Non si finisce mai di imparare, in enogastronomia. Ma almeno cominciassero a farlo&#8230;</p>
<p>saluti maremmani.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo Cianferoni</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/domanda-sono-ancora-%e2%80%9cwinery-blog%e2%80%9d-se-a-scriverli-e-il-ghost-writer-e-non-il-vignaiolo.html/comment-page-1#comment-12888</link>
		<dc:creator>Paolo Cianferoni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Oct 2008 07:57:35 +0000</pubDate>
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		<description>A mio parere in internet la vendita di vino non funziona. Il vino non è un numero, o un prodotto fisso come una macchina fotografica e le vendite di vino in internet, secondo quanto mi risulta dalle statistiche è veramente basso. Detto questo, i wine blog fatti dallo stesso vignaiolo o mediati da altre persone, non hanno una funzione di vendita. Il wine blog può solo divulgare la filosofia di produzione o gli intenti dell&#039;azienda e non è un mezzo per vendere di più. Per questo motivo il filtraggio di persone esterne per la loro costruzione non è efficace. Commercialmente forse è meglio investire in un sito aziendale, magari seguito costantemente e un pò meno statico di tanti siti che rimangono lì in rete uguale per molti mesi o anni. Inoltre il sito aziendale può essere un buon punto d&#039;appoggio per chi cerca informazioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A mio parere in internet la vendita di vino non funziona. Il vino non è un numero, o un prodotto fisso come una macchina fotografica e le vendite di vino in internet, secondo quanto mi risulta dalle statistiche è veramente basso. Detto questo, i wine blog fatti dallo stesso vignaiolo o mediati da altre persone, non hanno una funzione di vendita. Il wine blog può solo divulgare la filosofia di produzione o gli intenti dell&#8217;azienda e non è un mezzo per vendere di più. Per questo motivo il filtraggio di persone esterne per la loro costruzione non è efficace. Commercialmente forse è meglio investire in un sito aziendale, magari seguito costantemente e un pò meno statico di tanti siti che rimangono lì in rete uguale per molti mesi o anni. Inoltre il sito aziendale può essere un buon punto d&#8217;appoggio per chi cerca informazioni.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: gianpaolo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/domanda-sono-ancora-%e2%80%9cwinery-blog%e2%80%9d-se-a-scriverli-e-il-ghost-writer-e-non-il-vignaiolo.html/comment-page-1#comment-12872</link>
		<dc:creator>gianpaolo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2008 07:13:38 +0000</pubDate>
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		<description>io dico solo questo: molti produttori di vino pensano di non saper comunicare e quindi si astengono da farlo su un luogo come un blog. Loro pensano che debbano inventarsi chissa&#039; quale stile comunicativo o chissa quale diavoleria tecnologica da dover digerire. Tutto sbagliato. Tutti, o quasi tutti, sanno comunicare, specialmente coloro che fanno, come i produttori di vino. Lo fanno in continuazione; al Vinitaly, alla degustazione con il distributore, durante la visita in cantina. Ci sono certi che per farli parlare gli devi dare 1 euro e per farli smettere gliene devi dare due.
Allora? Che si mettano a scrivere in modo naturale, come gli viene, e senza &quot;pensare&quot; di dover comunicare, ma semplicemente discutere. Esattamente come fanno gia&#039; da sempre.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io dico solo questo: molti produttori di vino pensano di non saper comunicare e quindi si astengono da farlo su un luogo come un blog. Loro pensano che debbano inventarsi chissa&#8217; quale stile comunicativo o chissa quale diavoleria tecnologica da dover digerire. Tutto sbagliato. Tutti, o quasi tutti, sanno comunicare, specialmente coloro che fanno, come i produttori di vino. Lo fanno in continuazione; al Vinitaly, alla degustazione con il distributore, durante la visita in cantina. Ci sono certi che per farli parlare gli devi dare 1 euro e per farli smettere gliene devi dare due.<br />
Allora? Che si mettano a scrivere in modo naturale, come gli viene, e senza &#8220;pensare&#8221; di dover comunicare, ma semplicemente discutere. Esattamente come fanno gia&#8217; da sempre.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Winery blog e ghost writer &#124; Le pubbliche relazioni del vino</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/domanda-sono-ancora-%e2%80%9cwinery-blog%e2%80%9d-se-a-scriverli-e-il-ghost-writer-e-non-il-vignaiolo.html/comment-page-1#comment-12871</link>
		<dc:creator>Winery blog e ghost writer &#124; Le pubbliche relazioni del vino</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Oct 2008 05:31:32 +0000</pubDate>
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		<description>[...] lo stesso titolo dei post di Vino al Vino e Fermenti Digitali, per continuità, visto che è argomento del giorno e di conseguente [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] lo stesso titolo dei post di Vino al Vino e Fermenti Digitali, per continuità, visto che è argomento del giorno e di conseguente [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Pamela Guerra</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/domanda-sono-ancora-%e2%80%9cwinery-blog%e2%80%9d-se-a-scriverli-e-il-ghost-writer-e-non-il-vignaiolo.html/comment-page-1#comment-12870</link>
		<dc:creator>Pamela Guerra</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 23:33:21 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno a tutti,
Per rispondere alla domanda posta dal Sig. Ziliani, 
Sì, un winery blog anche scritto da &#039;terze mani&#039; rimane sempre e comunque un winery blog, ovvero un blog di un&#039;azienda che produce vino.
I blog sono semplicemente uno “strumento del marketing e della comunicazione”, per alcuni aspetti nuovo, per altri un po’ meno; sono un ulteriore mezzo a disposizione, e come tale va gestito e utilizzato solo per gli scopi che si è prefisso.
Un blog è un posto dove raccontare, informare, ma anche un pubblico spazio dove si ritrovano le persone: la vera innovazione dei blog è proprio questo mettere al centro le persone.
Al di là della tecnologia, dei termini tecnici e delle mode, il punto è proprio che un blog per un’azienda significa dar voce alle proprie persone; non solo la persona ‘azienda’ ma anche e soprattutto la voce alle persone ‘resto del mondo’: potenziali clienti/acquirenti, giornalisti, operatori, influencer; un blog significa andare oltre il “muro” del brand e valorizzare il capitale umano nella propria strategia di marketing. Cosa che un tradizionale web site non può fare per sua natura, per quanto possa esser ben fatto.
Al Sig. Boldrini, che si domanda perché un produttore dovrebbe delegare la comunicazione dei suoi progetti a terze persone, rispondo solo che non basta avere fatto un buon prodotto per chiudere il capitolo; bisogna anche poi venderlo, e per venderlo bisogna promuoverlo, comunicarlo. Ancor meglio se comunicato bene, in modo efficace ed efficiente.
Tutti noi, nell&#039;arco della giornata, deleghiamo ad altri alcune attività, per la mancanza di tempo, di predisposizione, di attitudine; questo toglie validità e veridicità? Io non credo.
Anche un gosth writer, alla fine, diventa un mezzo,cosiccome il vignaiolo diventa imprenditore. 
Scrivere &#039;per altri&#039; non significa inventare, distorcere, o simili; significa mettere nero su bianco, i pensieri, le idee, i progetti, di altri.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno a tutti,<br />
Per rispondere alla domanda posta dal Sig. Ziliani,<br />
Sì, un winery blog anche scritto da &#8216;terze mani&#8217; rimane sempre e comunque un winery blog, ovvero un blog di un&#8217;azienda che produce vino.<br />
I blog sono semplicemente uno “strumento del marketing e della comunicazione”, per alcuni aspetti nuovo, per altri un po’ meno; sono un ulteriore mezzo a disposizione, e come tale va gestito e utilizzato solo per gli scopi che si è prefisso.<br />
Un blog è un posto dove raccontare, informare, ma anche un pubblico spazio dove si ritrovano le persone: la vera innovazione dei blog è proprio questo mettere al centro le persone.<br />
Al di là della tecnologia, dei termini tecnici e delle mode, il punto è proprio che un blog per un’azienda significa dar voce alle proprie persone; non solo la persona ‘azienda’ ma anche e soprattutto la voce alle persone ‘resto del mondo’: potenziali clienti/acquirenti, giornalisti, operatori, influencer; un blog significa andare oltre il “muro” del brand e valorizzare il capitale umano nella propria strategia di marketing. Cosa che un tradizionale web site non può fare per sua natura, per quanto possa esser ben fatto.<br />
Al Sig. Boldrini, che si domanda perché un produttore dovrebbe delegare la comunicazione dei suoi progetti a terze persone, rispondo solo che non basta avere fatto un buon prodotto per chiudere il capitolo; bisogna anche poi venderlo, e per venderlo bisogna promuoverlo, comunicarlo. Ancor meglio se comunicato bene, in modo efficace ed efficiente.<br />
Tutti noi, nell&#8217;arco della giornata, deleghiamo ad altri alcune attività, per la mancanza di tempo, di predisposizione, di attitudine; questo toglie validità e veridicità? Io non credo.<br />
Anche un gosth writer, alla fine, diventa un mezzo,cosiccome il vignaiolo diventa imprenditore.<br />
Scrivere &#8216;per altri&#8217; non significa inventare, distorcere, o simili; significa mettere nero su bianco, i pensieri, le idee, i progetti, di altri.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Fiorenzo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/domanda-sono-ancora-%e2%80%9cwinery-blog%e2%80%9d-se-a-scriverli-e-il-ghost-writer-e-non-il-vignaiolo.html/comment-page-1#comment-12853</link>
		<dc:creator>Fiorenzo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 14:06:48 +0000</pubDate>
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		<description>Oppure no, ci rassegniamo alla comunicazione professionale.

Il blog aziendale tenuto da contoterzisti ha un suo senso. Non ha molto a che fare con il blog tenuto in prima persona dal viticoltore, ma ricorda, in buona sostanza, le newsletter cartacee che l&#039;industria enologica stampa per comunicare con la clientela. Si ammanta del modernismo e dell&#039;up-to-date del termine blog, e cosi&#039; realizza il disegno un po&#039; buffo del committente (&quot;hey, &#039;sta cosa dei blog e&#039; una figata, facciamolo anche noi&quot;). Questa versione digitale di una comunicazione cellophanata, imbalsamata, brochurale, e&#039; quanto di piu&#039; distante dalla comunicazione spontanea, bidirezionale sul genere Gianpaolo Paglia (tanto per abusare dell&#039;esempio, Gianpaolo sopportera&#039;). A questo punto, come al solito, la differenza la fa il lettore; posto che ogni opinione in materia e&#039; lecita, io mi sono fatto un&#039;idea abbastanza precisa di questi comici tentativi di appropriarsi di un  linguaggio, senza avere ben chiare le dinamiche di utilizzo; non ho mai sottoscritto alcun feed di questi blog, siccome alla prima riga gia&#039; sbadiglio. E&#039; possibile, tuttavia, che a qualcuno piaccia cosi&#039;: li capisco, ma non mi adeguo.

Semmai mi sentirei di rilevare qualche altro problema connesso con questa onda montante (oddio, onda.. per ora son spruzzi) relativa ai blog &quot;istituzionali&quot;. Al di la&#039; della mai troppo esecrata insipienza, credo di vedere un deprimente tentativo di normalizzare il dialogo, proprio quando s&#039;avanza un atteggiamento anarcoide, tipicamente internettiano-dal-basso, di chiacchiera in totale liberta&#039;: il blog istituzionale evoca quasi l&#039;esigenza di contenere l&#039;eccesso di anarcochiacchiera - del resto cosi&#039; spesso paventata da molta parte della comunicazione &quot;storica&quot; riferita al nostro ambito vinoso, ovverossia i famigerati giornalisti (&quot;ormai qui su internet scrivono tutti, e&#039; il caos&quot;).
E&#039; appena il caso di far notare che io sono favorevole al tellurico caos distruttore - il fatto che poi tutto cio&#039; si possa esprimere nel blog di un giornalista, lascia ben sperare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oppure no, ci rassegniamo alla comunicazione professionale.</p>
<p>Il blog aziendale tenuto da contoterzisti ha un suo senso. Non ha molto a che fare con il blog tenuto in prima persona dal viticoltore, ma ricorda, in buona sostanza, le newsletter cartacee che l&#8217;industria enologica stampa per comunicare con la clientela. Si ammanta del modernismo e dell&#8217;up-to-date del termine blog, e cosi&#8217; realizza il disegno un po&#8217; buffo del committente (&#8220;hey, &#8217;sta cosa dei blog e&#8217; una figata, facciamolo anche noi&#8221;). Questa versione digitale di una comunicazione cellophanata, imbalsamata, brochurale, e&#8217; quanto di piu&#8217; distante dalla comunicazione spontanea, bidirezionale sul genere Gianpaolo Paglia (tanto per abusare dell&#8217;esempio, Gianpaolo sopportera&#8217;). A questo punto, come al solito, la differenza la fa il lettore; posto che ogni opinione in materia e&#8217; lecita, io mi sono fatto un&#8217;idea abbastanza precisa di questi comici tentativi di appropriarsi di un  linguaggio, senza avere ben chiare le dinamiche di utilizzo; non ho mai sottoscritto alcun feed di questi blog, siccome alla prima riga gia&#8217; sbadiglio. E&#8217; possibile, tuttavia, che a qualcuno piaccia cosi&#8217;: li capisco, ma non mi adeguo.</p>
<p>Semmai mi sentirei di rilevare qualche altro problema connesso con questa onda montante (oddio, onda.. per ora son spruzzi) relativa ai blog &#8220;istituzionali&#8221;. Al di la&#8217; della mai troppo esecrata insipienza, credo di vedere un deprimente tentativo di normalizzare il dialogo, proprio quando s&#8217;avanza un atteggiamento anarcoide, tipicamente internettiano-dal-basso, di chiacchiera in totale liberta&#8217;: il blog istituzionale evoca quasi l&#8217;esigenza di contenere l&#8217;eccesso di anarcochiacchiera &#8211; del resto cosi&#8217; spesso paventata da molta parte della comunicazione &#8220;storica&#8221; riferita al nostro ambito vinoso, ovverossia i famigerati giornalisti (&#8220;ormai qui su internet scrivono tutti, e&#8217; il caos&#8221;).<br />
E&#8217; appena il caso di far notare che io sono favorevole al tellurico caos distruttore &#8211; il fatto che poi tutto cio&#8217; si possa esprimere nel blog di un giornalista, lascia ben sperare.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Blog Blog aziendale Wine Blog Vino &#124; The Marketer 2.0</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/domanda-sono-ancora-%e2%80%9cwinery-blog%e2%80%9d-se-a-scriverli-e-il-ghost-writer-e-non-il-vignaiolo.html/comment-page-1#comment-12849</link>
		<dc:creator>Blog Blog aziendale Wine Blog Vino &#124; The Marketer 2.0</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 13:01:26 +0000</pubDate>
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		<description>[...] suo ultimo post Franco Ziliani prende di mira i fake winery blog, i corporate blog di aziende vinicole che non sono scritti dai vignaioli in persona, ma da qualche [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] suo ultimo post Franco Ziliani prende di mira i fake winery blog, i corporate blog di aziende vinicole che non sono scritti dai vignaioli in persona, ma da qualche [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo Boldrini</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/domanda-sono-ancora-%e2%80%9cwinery-blog%e2%80%9d-se-a-scriverli-e-il-ghost-writer-e-non-il-vignaiolo.html/comment-page-1#comment-12844</link>
		<dc:creator>Paolo Boldrini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2008 12:33:14 +0000</pubDate>
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		<description>Gentile e simpatica (per quello che può trasparire da un blog...) Laura Rangoni, approfitto degli interventi precedenti per aggiungere solo una mia piccola riflessione: pur trovandomi maggiormente in sintonia con il pensiero di Giorgia, le sue considerazioni credo si fondino su riscontri della realtà di molte piccole e medie aziende. E&#039; giusto quindi considerare che non tutti abbiano &quot;né il tempo, né la voglia, né le capacità&quot; per gestire e seguire uno strumento informatico come un winery blog.
Bene, ma ciò non costituisce un obbligo per nessuno...
Intendo dire che, se non si ha sufficiente tempo o voglia o capacità per questo, perchè allora delegare a terze persone la comunicazione dei propri progetti, delle sensazioni e delle emozioni che il lavoro e la conduzione della propria azienda possono regalare, ma soprattutto la possibilità di condividere qualunque pensiero direttamente con ciascun interlocutore, senza che nessun &quot;filtro&quot; provveda a levigare e lucidare le parole.
Altrimenti, c&#039;è sempre il vecchio, ma forse ancora valido, sito web dell&#039;azienda: quello sì, che deve essere affidato alla competenza e professionalità giusta.
Purtroppo, al suo sacrosanto richiamo alla deontologia dei comunicatori possiamo aggiungerci quello della deontologia dei vignaioli e dei controllori (Consorzi, ecc.)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile e simpatica (per quello che può trasparire da un blog&#8230;) Laura Rangoni, approfitto degli interventi precedenti per aggiungere solo una mia piccola riflessione: pur trovandomi maggiormente in sintonia con il pensiero di Giorgia, le sue considerazioni credo si fondino su riscontri della realtà di molte piccole e medie aziende. E&#8217; giusto quindi considerare che non tutti abbiano &#8220;né il tempo, né la voglia, né le capacità&#8221; per gestire e seguire uno strumento informatico come un winery blog.<br />
Bene, ma ciò non costituisce un obbligo per nessuno&#8230;<br />
Intendo dire che, se non si ha sufficiente tempo o voglia o capacità per questo, perchè allora delegare a terze persone la comunicazione dei propri progetti, delle sensazioni e delle emozioni che il lavoro e la conduzione della propria azienda possono regalare, ma soprattutto la possibilità di condividere qualunque pensiero direttamente con ciascun interlocutore, senza che nessun &#8220;filtro&#8221; provveda a levigare e lucidare le parole.<br />
Altrimenti, c&#8217;è sempre il vecchio, ma forse ancora valido, sito web dell&#8217;azienda: quello sì, che deve essere affidato alla competenza e professionalità giusta.<br />
Purtroppo, al suo sacrosanto richiamo alla deontologia dei comunicatori possiamo aggiungerci quello della deontologia dei vignaioli e dei controllori (Consorzi, ecc.)</p>
]]></content:encoded>
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