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	<title>Commenti a: Cambiare il disciplinare del Brunello: come dare ragione e assolvere i taroccatori</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
	<lastBuildDate>Sat, 04 Sep 2010 17:03:43 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Gianni "Morgan" Usai</title>
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		<dc:creator>Gianni "Morgan" Usai</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 08:56:37 +0000</pubDate>
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		<description>@ Giuliani.

Caro Roberto, dopo la bastonata che Wine Spectator ha preso quest&#039;estate, mi riservo l&#039;arroganza dell&#039;umiltà... di dire che non è questo grande faro di riferimento...

Nessuna guida? Tutti guide...!

Peppino Turani di Repubblica che al lunedi su Affari e Finanza discetta di vini, sciure e damazze, ha lo stesso valore del mio compagno di scuola, rimasto semi-analfabeta, Gavino Pettenadu da Sassari che non distingue il Cannonau dalla benzina agricola...!

Ma Turani e Pettenadu sono il terzo polo del vino...?

Gianni &quot;Morgan&quot; Usai</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Giuliani.</p>
<p>Caro Roberto, dopo la bastonata che Wine Spectator ha preso quest&#8217;estate, mi riservo l&#8217;arroganza dell&#8217;umiltà&#8230; di dire che non è questo grande faro di riferimento&#8230;</p>
<p>Nessuna guida? Tutti guide&#8230;!</p>
<p>Peppino Turani di Repubblica che al lunedi su Affari e Finanza discetta di vini, sciure e damazze, ha lo stesso valore del mio compagno di scuola, rimasto semi-analfabeta, Gavino Pettenadu da Sassari che non distingue il Cannonau dalla benzina agricola&#8230;!</p>
<p>Ma Turani e Pettenadu sono il terzo polo del vino&#8230;?</p>
<p>Gianni &#8220;Morgan&#8221; Usai</p>
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	<item>
		<title>Di: Roberto Giuliani</title>
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		<dc:creator>Roberto Giuliani</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 07:47:53 +0000</pubDate>
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		<description>@Bonfio-Usai
credo che per &quot;terzo polo&quot; si intendesse l&#039;influenza che alcune guide hanno oggettivamente avuto su produttori e consumatori. In questo senso, ma non certo in questa occasione, hanno la loro responsabilità diretta o indiretta che sia. E&#039; vero che per quanto riguarda Montalcino, visto il mercato principale a cui puntano i produttori, hanno avuto maggior peso Parker e Wine Spectator, ma le nostre guide hanno comunque contribuito confermando in gran parte gli stessi giudizi proprio per quei vini che oggi sono oggetto di indagini.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Bonfio-Usai<br />
credo che per &#8220;terzo polo&#8221; si intendesse l&#8217;influenza che alcune guide hanno oggettivamente avuto su produttori e consumatori. In questo senso, ma non certo in questa occasione, hanno la loro responsabilità diretta o indiretta che sia. E&#8217; vero che per quanto riguarda Montalcino, visto il mercato principale a cui puntano i produttori, hanno avuto maggior peso Parker e Wine Spectator, ma le nostre guide hanno comunque contribuito confermando in gran parte gli stessi giudizi proprio per quei vini che oggi sono oggetto di indagini.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Gianni "Morgan" Usai</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/cambiare-il-disciplinare-del-brunello-come-dare-ragione-e-assolvere-i-taroccatori.html/comment-page-1#comment-12969</link>
		<dc:creator>Gianni "Morgan" Usai</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 07:25:41 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Presidente Bonfio,
mi aggiungo - per quel che valgo - alle sue perplessità sul cosiddetto terzo polo/estensori guide.

Anche i Vangeli hanno il loro contraltare con quelli Apocrifi...

Le guide sono una semplice istantanea del momento.

Sinora non ho visto alcun &quot;amanuense&quot; delle guide farsi promotore di un qualsiasi faccia-a-faccia...

Si vocifera di probabili vis-a-vis nel prossimo Salone del Gusto, ma per ora...

Sipario!

Gianni &quot;Morgan&quot; Usai</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Presidente Bonfio,<br />
mi aggiungo &#8211; per quel che valgo &#8211; alle sue perplessità sul cosiddetto terzo polo/estensori guide.</p>
<p>Anche i Vangeli hanno il loro contraltare con quelli Apocrifi&#8230;</p>
<p>Le guide sono una semplice istantanea del momento.</p>
<p>Sinora non ho visto alcun &#8220;amanuense&#8221; delle guide farsi promotore di un qualsiasi faccia-a-faccia&#8230;</p>
<p>Si vocifera di probabili vis-a-vis nel prossimo Salone del Gusto, ma per ora&#8230;</p>
<p>Sipario!</p>
<p>Gianni &#8220;Morgan&#8221; Usai</p>
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	<item>
		<title>Di: francesco bonfio</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/cambiare-il-disciplinare-del-brunello-come-dare-ragione-e-assolvere-i-taroccatori.html/comment-page-1#comment-12967</link>
		<dc:creator>francesco bonfio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 20:24:23 +0000</pubDate>
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		<description>Buonasera a tutti.
Giuseppe Mennella si domanda se i referenti delle guide siano stati invitati all&#039;incontro di Siena. Oltre alla risposta ironica di cantabruna vorrei rispondere che la Vinarius ha diramato il comunicato stampa a circa 23000 nominativi. L&#039;incontro era pubblico e pertanto chiunque avrebbe  potuto partecipare. Se invece il signor Mennella intende chiedere se i referenti delle guide siano stati invitati come attori della sfida rispondo &quot;certochennò&quot;. Infatti questo evento era all&#039;inizio una sfida lanciata da Franco Ziliani ad Ezio Rivella che l&#039;ha accettata. In un secondo tempo i due contendenti hanno concordato di avere un padrino a testa ed ecco Fiore e Cappellano in questa veste. Non avrebbe nessun senso invitare a dibattere anche i referenti delle guide perchè lo scontro doveva essere Ziliani vs Rivella.
Se invece fosse stato organizzato un convegno, ma in quel momento e, debbo dire, anche ora, ciò non era nelle intenzioni della Vinarius, allora sì che si sarebbe potuto invitare i referenti delle guide come altrettanto e forse più interessanti ancora i rappresentanti dei sommelier e delle stesse enoteche. Mi sia consentito infine di esprimere perplessità sul fatto che i referenti delle guide possano costituire il &quot;terzo e non meno importante protagonista del mondo del vino&quot; con i produttori e i consumatori.
Francesco Bonfio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera a tutti.<br />
Giuseppe Mennella si domanda se i referenti delle guide siano stati invitati all&#8217;incontro di Siena. Oltre alla risposta ironica di cantabruna vorrei rispondere che la Vinarius ha diramato il comunicato stampa a circa 23000 nominativi. L&#8217;incontro era pubblico e pertanto chiunque avrebbe  potuto partecipare. Se invece il signor Mennella intende chiedere se i referenti delle guide siano stati invitati come attori della sfida rispondo &#8220;certochennò&#8221;. Infatti questo evento era all&#8217;inizio una sfida lanciata da Franco Ziliani ad Ezio Rivella che l&#8217;ha accettata. In un secondo tempo i due contendenti hanno concordato di avere un padrino a testa ed ecco Fiore e Cappellano in questa veste. Non avrebbe nessun senso invitare a dibattere anche i referenti delle guide perchè lo scontro doveva essere Ziliani vs Rivella.<br />
Se invece fosse stato organizzato un convegno, ma in quel momento e, debbo dire, anche ora, ciò non era nelle intenzioni della Vinarius, allora sì che si sarebbe potuto invitare i referenti delle guide come altrettanto e forse più interessanti ancora i rappresentanti dei sommelier e delle stesse enoteche. Mi sia consentito infine di esprimere perplessità sul fatto che i referenti delle guide possano costituire il &#8220;terzo e non meno importante protagonista del mondo del vino&#8221; con i produttori e i consumatori.<br />
Francesco Bonfio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gianni "Morgan" Usai</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/cambiare-il-disciplinare-del-brunello-come-dare-ragione-e-assolvere-i-taroccatori.html/comment-page-1#comment-12966</link>
		<dc:creator>Gianni "Morgan" Usai</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 20:22:52 +0000</pubDate>
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		<description>@ Paolo Boldrini.

Concordo in pieno con la ricerca di nuovi vini e temi...

Se il metro di valore è il banale denaro allora  a Montalcino hanno vinto tutti.

Però qualcuno, prima o poi, gli sbatterà in faccia il fatto che bisogna cercare con il satellite una libreria...

Forse Dante nella sua esistenza ha incontrato i pellerossa...

Chissà che tra una secchia rapita ed una Divina Comoedia non gli abbiano parlato del loro grandissimo proverbio che recita: Non si vende la terra dove è sepolto tuo padre..!

Gianni &quot;Morgan&quot; Usai</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Paolo Boldrini.</p>
<p>Concordo in pieno con la ricerca di nuovi vini e temi&#8230;</p>
<p>Se il metro di valore è il banale denaro allora  a Montalcino hanno vinto tutti.</p>
<p>Però qualcuno, prima o poi, gli sbatterà in faccia il fatto che bisogna cercare con il satellite una libreria&#8230;</p>
<p>Forse Dante nella sua esistenza ha incontrato i pellerossa&#8230;</p>
<p>Chissà che tra una secchia rapita ed una Divina Comoedia non gli abbiano parlato del loro grandissimo proverbio che recita: Non si vende la terra dove è sepolto tuo padre..!</p>
<p>Gianni &#8220;Morgan&#8221; Usai</p>
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	<item>
		<title>Di: Paolo Zaini</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/cambiare-il-disciplinare-del-brunello-come-dare-ragione-e-assolvere-i-taroccatori.html/comment-page-1#comment-12958</link>
		<dc:creator>Paolo Zaini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 16:58:51 +0000</pubDate>
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		<description>Salve Ziliani,
sono convinto che il dibattito sia stato molto esaustivo, soprattutto per mettere in evidenza che la posizione di Rivella e &amp; è dettata da intenti molto meno nobili di quanto vogliono far credere  all&#039;opinione pubblica.
Questo voler sostenere con ostinazione che il Sangiovese non riesce a dare  buoni risultati è dovuto, a mio parere, al fatto che è stato impiantato, per aumentare a dismisura la produzione, in molti terreni che per secoli sono stati esclusivamente  coltivati a cereali.  E ci credo che poi necessiti dell&#039;aggiunta di vitigni migliorativi.
A conferma di ciò che dico, ci sono anche dei commenti di persone che erano sedute dietro di me, che non conosco,  le quali esprimevano disappunto e la speranza che il disciplinare non fosse aggiustato, cosa che penalizzerebbe in maniere evidente i piccoli produttori.
Io, nella mia attività di sommelier, sto notando che nel consumatore c&#039;è una forte tendenza a tornare ai vini scarichi di colore e dai profumi tipici. Questa convinzione sta crescendo man mano che la gente della strada comincia a capire sempre più di vino. Mi sento anche di dire che questa moda dei Supertuscans e conseguentemente dei Superbrunelli e dei Superchianti si stia avviando verso il viale del tramonto. Perfino oltreoceano stanno cominciando ad emergere queste convinzioni e anche i supervotati da Winespectator vengono guardati con qualche diffidenza.
Quindi, da &quot;gambelliano&quot; quale mi ritengo, invito alla resistenza, affinchè non prevalgano le posizioni dei &quot;merlottai&quot; che stravolgerebbero il Brunello in modo irreversibile.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve Ziliani,<br />
sono convinto che il dibattito sia stato molto esaustivo, soprattutto per mettere in evidenza che la posizione di Rivella e &amp; è dettata da intenti molto meno nobili di quanto vogliono far credere  all&#8217;opinione pubblica.<br />
Questo voler sostenere con ostinazione che il Sangiovese non riesce a dare  buoni risultati è dovuto, a mio parere, al fatto che è stato impiantato, per aumentare a dismisura la produzione, in molti terreni che per secoli sono stati esclusivamente  coltivati a cereali.  E ci credo che poi necessiti dell&#8217;aggiunta di vitigni migliorativi.<br />
A conferma di ciò che dico, ci sono anche dei commenti di persone che erano sedute dietro di me, che non conosco,  le quali esprimevano disappunto e la speranza che il disciplinare non fosse aggiustato, cosa che penalizzerebbe in maniere evidente i piccoli produttori.<br />
Io, nella mia attività di sommelier, sto notando che nel consumatore c&#8217;è una forte tendenza a tornare ai vini scarichi di colore e dai profumi tipici. Questa convinzione sta crescendo man mano che la gente della strada comincia a capire sempre più di vino. Mi sento anche di dire che questa moda dei Supertuscans e conseguentemente dei Superbrunelli e dei Superchianti si stia avviando verso il viale del tramonto. Perfino oltreoceano stanno cominciando ad emergere queste convinzioni e anche i supervotati da Winespectator vengono guardati con qualche diffidenza.<br />
Quindi, da &#8220;gambelliano&#8221; quale mi ritengo, invito alla resistenza, affinchè non prevalgano le posizioni dei &#8220;merlottai&#8221; che stravolgerebbero il Brunello in modo irreversibile.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: cantabruna</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/cambiare-il-disciplinare-del-brunello-come-dare-ragione-e-assolvere-i-taroccatori.html/comment-page-1#comment-12957</link>
		<dc:creator>cantabruna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 16:28:59 +0000</pubDate>
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		<description>@Giuseppe Mennella

I curatori delle guide non erano presenti per il fatto che non ci sarebbero stati posti sufficienti al tavolo dei relatori.Non si puo&#039; pretendere che i &quot;referenti&quot; si dichiarino pubblicamente degli incompetenti o dei sottoposti a liberta&#039; vigilata.Poiche&#039;, come Lei sa, una nota guida dichiara che il massimo riconoscimento e&#039; elargito solo da un&#039;apposita  commissione e mai da un solo assaggiatore (si fa per dire) poteva sorgere il dubbio che in quelle riunioni, in luogo di assaggiare e giudicare i vini, si discutesse amabilmente in merito alla diminuzione dell&#039;audience dell&#039;Isola dei Famosi, al fatto che Ranieri fosse o meno l&#039;allenatore &quot;giusto&quot; per la Juventus o sulle divergenze politiche tra Alessandra Mussolini e Daniela Santanche&#039;.
Comunque niente paura! Come dice un&#039;altro noto guidaiolo 
avanti col frutto !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Giuseppe Mennella</p>
<p>I curatori delle guide non erano presenti per il fatto che non ci sarebbero stati posti sufficienti al tavolo dei relatori.Non si puo&#8217; pretendere che i &#8220;referenti&#8221; si dichiarino pubblicamente degli incompetenti o dei sottoposti a liberta&#8217; vigilata.Poiche&#8217;, come Lei sa, una nota guida dichiara che il massimo riconoscimento e&#8217; elargito solo da un&#8217;apposita  commissione e mai da un solo assaggiatore (si fa per dire) poteva sorgere il dubbio che in quelle riunioni, in luogo di assaggiare e giudicare i vini, si discutesse amabilmente in merito alla diminuzione dell&#8217;audience dell&#8217;Isola dei Famosi, al fatto che Ranieri fosse o meno l&#8217;allenatore &#8220;giusto&#8221; per la Juventus o sulle divergenze politiche tra Alessandra Mussolini e Daniela Santanche&#8217;.<br />
Comunque niente paura! Come dice un&#8217;altro noto guidaiolo<br />
avanti col frutto !</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Roberto Giuliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/cambiare-il-disciplinare-del-brunello-come-dare-ragione-e-assolvere-i-taroccatori.html/comment-page-1#comment-12955</link>
		<dc:creator>Roberto Giuliani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 15:16:29 +0000</pubDate>
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		<description>@Corrado Dottori
il mio era semplicemente un &quot;cambio di visuale&quot; non una divergenza. Sono convinto che abbiamo una visione molto simile della questione. Come io stesso ho scritto a caratteri maiuscoli i &quot;piccoli&quot; e corretti, avrebbero dovuto unirsi e dichiarare apertamente la loro opposizione a certi metodi. I grandi non possono fare altro che dire quello che dice anche Rivella, semplicemente perché hanno dei numeri che vanno ben oltre il lecito per un vino che dovrebbe essere ottenuto dai migliori vigneti e con le migliori uve sangiovese grosso.
Il guaio è che, invece, si è verificato il processo inverso. Sulla scia dei successi di alcune aziende importanti, altri hanno acquistato in zone non qualitativamente eccelse nella speranza di poter, in un modo o nell&#039;altro, arrivare al successo economico, grazie alla rassicurante spinta mediatica.
Ora, tornare indietro? Improbabile, 2000 ettari sono tanti, troppi, ma nessuno è disposto a rinunciare all&#039;etichetta &quot;Brunello di Montalcino&quot;, perché non c&#039;è altro vino che possa garantire ricchi premi e cotillon, almeno fino ad ora.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Corrado Dottori<br />
il mio era semplicemente un &#8220;cambio di visuale&#8221; non una divergenza. Sono convinto che abbiamo una visione molto simile della questione. Come io stesso ho scritto a caratteri maiuscoli i &#8220;piccoli&#8221; e corretti, avrebbero dovuto unirsi e dichiarare apertamente la loro opposizione a certi metodi. I grandi non possono fare altro che dire quello che dice anche Rivella, semplicemente perché hanno dei numeri che vanno ben oltre il lecito per un vino che dovrebbe essere ottenuto dai migliori vigneti e con le migliori uve sangiovese grosso.<br />
Il guaio è che, invece, si è verificato il processo inverso. Sulla scia dei successi di alcune aziende importanti, altri hanno acquistato in zone non qualitativamente eccelse nella speranza di poter, in un modo o nell&#8217;altro, arrivare al successo economico, grazie alla rassicurante spinta mediatica.<br />
Ora, tornare indietro? Improbabile, 2000 ettari sono tanti, troppi, ma nessuno è disposto a rinunciare all&#8217;etichetta &#8220;Brunello di Montalcino&#8221;, perché non c&#8217;è altro vino che possa garantire ricchi premi e cotillon, almeno fino ad ora.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giuseppe Mennella</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/cambiare-il-disciplinare-del-brunello-come-dare-ragione-e-assolvere-i-taroccatori.html/comment-page-1#comment-12953</link>
		<dc:creator>Giuseppe Mennella</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 13:13:26 +0000</pubDate>
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		<description>Il mio non e&#039; assolutamente un intervento polemico, pero&#039; mi sarebbe piaciuto
che al tavolo ci fossero stati anche i vari referenti delle guide che in questi anni hanno premiato i vini, a prescindere dal ripsetto del disciplinare, almeno per spiegare il perche&#039; di certe scelte, o per lo meno di avere la forza morale di fare una scelta fino in fondo o disconoscerla in pubblico. Non so se sono stati invitati, ma almeno sarebbe stata una prova da fare per vedere la reazione ufficiale del terzo e non meno importante protagonista del mondo del vino (produttore, guide, consumatori)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio non e&#8217; assolutamente un intervento polemico, pero&#8217; mi sarebbe piaciuto<br />
che al tavolo ci fossero stati anche i vari referenti delle guide che in questi anni hanno premiato i vini, a prescindere dal ripsetto del disciplinare, almeno per spiegare il perche&#8217; di certe scelte, o per lo meno di avere la forza morale di fare una scelta fino in fondo o disconoscerla in pubblico. Non so se sono stati invitati, ma almeno sarebbe stata una prova da fare per vedere la reazione ufficiale del terzo e non meno importante protagonista del mondo del vino (produttore, guide, consumatori)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: corrado dottori</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/10/cambiare-il-disciplinare-del-brunello-come-dare-ragione-e-assolvere-i-taroccatori.html/comment-page-1#comment-12952</link>
		<dc:creator>corrado dottori</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 13:12:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vinoalvino.org/blog/2008/10/cambiare-il-disciplinare-del-brunello-come-dare-ragione-e-assolvere-i-taroccatori.html#comment-12952</guid>
		<description>@Roberto Giuliani.
Forse non mi sono spiegato. Succede. Commentando il pezzo di Pignataro non intendevo dire che i piccoli o medi produttori dovrebbero emulare o assecondare qualcuno. Intendevo solo ribaltare il luogo comune per cui il buon marketing e la giusta efficienza competitiva stia oggi nelle grandi aziende con brand altisonanti. Non è più così. E per questo sostengo che, forti del proprio essere moderni e competitivi, pur nella tradizione, i piccoli e medi produttori devono compattarsi per sostenere le proprie ragioni. Un piccolo produttore, solo, può far poco. Ma un grande movimento potrebbe davvero sostenere questa battaglia. Inoltre non ridurrei la questione sempre e solo al territorio di Montalcino poiché la posta in gioco riguarda l&#039;intero sistema delle denominazioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Roberto Giuliani.<br />
Forse non mi sono spiegato. Succede. Commentando il pezzo di Pignataro non intendevo dire che i piccoli o medi produttori dovrebbero emulare o assecondare qualcuno. Intendevo solo ribaltare il luogo comune per cui il buon marketing e la giusta efficienza competitiva stia oggi nelle grandi aziende con brand altisonanti. Non è più così. E per questo sostengo che, forti del proprio essere moderni e competitivi, pur nella tradizione, i piccoli e medi produttori devono compattarsi per sostenere le proprie ragioni. Un piccolo produttore, solo, può far poco. Ma un grande movimento potrebbe davvero sostenere questa battaglia. Inoltre non ridurrei la questione sempre e solo al territorio di Montalcino poiché la posta in gioco riguarda l&#8217;intero sistema delle denominazioni.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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