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	<title>Commenti a: Prezzi dei vini al ristorante: ecco cosa succede</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
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		<title>Di: Gianni "Morgan" Usai</title>
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		<dc:creator>Gianni "Morgan" Usai</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 20:02:21 +0000</pubDate>
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		<description>@ Paolo
Quadro desolante ma iper-realista...

In una famosa zona vinicola veneta ho trovato un vino a 1.96 euro nello spaccio del produttore.
A neanche 100 metri di distanza un ristorante quotava, lo stesso identico vino, a 19 euro!!!

Sacrilegio: ho bevuto acqua...!?!

Gianni &quot;Morgan&quot; Usai</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Paolo<br />
Quadro desolante ma iper-realista&#8230;</p>
<p>In una famosa zona vinicola veneta ho trovato un vino a 1.96 euro nello spaccio del produttore.<br />
A neanche 100 metri di distanza un ristorante quotava, lo stesso identico vino, a 19 euro!!!</p>
<p>Sacrilegio: ho bevuto acqua&#8230;!?!</p>
<p>Gianni &#8220;Morgan&#8221; Usai</p>
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		<title>Di: masterdrugo</title>
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		<dc:creator>masterdrugo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 08:53:11 +0000</pubDate>
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		<description>se liberalizzassero le licenza ci sarebbe più concorrenza vera, Reale... perchè è ormai assodato in qualsiasi campo che la concorrenza con barriera all&#039;entrata (pagamento licenza in questo caso), provoca un&#039;immediato abbassamento della qualità dell&#039;offerta e innalzamento dei prezzi. Se ci fosse una vera liberalizzazzione, alla lunga rimarrebbero solo i più bravi economicamente a prescindere dalla qualità, e i più bravi qualitativamente come in tutto il mondo tranne che in italia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>se liberalizzassero le licenza ci sarebbe più concorrenza vera, Reale&#8230; perchè è ormai assodato in qualsiasi campo che la concorrenza con barriera all&#8217;entrata (pagamento licenza in questo caso), provoca un&#8217;immediato abbassamento della qualità dell&#8217;offerta e innalzamento dei prezzi. Se ci fosse una vera liberalizzazzione, alla lunga rimarrebbero solo i più bravi economicamente a prescindere dalla qualità, e i più bravi qualitativamente come in tutto il mondo tranne che in italia.</p>
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		<title>Di: gianpaolo</title>
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		<dc:creator>gianpaolo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 22:11:12 +0000</pubDate>
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		<description>@franco. Vorrei invitarti a fare un giro per ristoranti toscani con me. Qualche esperienza di vendita ce l&#039;ho anch&#039;io, e quello che ho detto lo posso ribadire. E&#039; vero che conosco poco il piemonte per questo settore, ma in media l&#039;Italia e&#039;, di gran lunga, il posto al mondo con ricarichi dei vini al ristorante piu&#039; bassi. E poi, se ci sono quelli che esagerano, e certamente ci sono, basta non andarci. Piu&#039; semplice di cosi&#039;...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@franco. Vorrei invitarti a fare un giro per ristoranti toscani con me. Qualche esperienza di vendita ce l&#8217;ho anch&#8217;io, e quello che ho detto lo posso ribadire. E&#8217; vero che conosco poco il piemonte per questo settore, ma in media l&#8217;Italia e&#8217;, di gran lunga, il posto al mondo con ricarichi dei vini al ristorante piu&#8217; bassi. E poi, se ci sono quelli che esagerano, e certamente ci sono, basta non andarci. Piu&#8217; semplice di cosi&#8217;&#8230;</p>
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		<title>Di: gianpaolo</title>
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		<dc:creator>gianpaolo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 22:05:38 +0000</pubDate>
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		<description>condivido quanto detto da masterdrugo.
Strano paese l&#039;Italia, tutti sono liberisti, basta che non si tocchi il proprio orticello. E prima che qualcuno possa dire &quot;ma il tuo orticello?&quot;, basta andare a ritroso e si trovera&#039; che da sempre dico che l&#039;agricoltura e&#039; scandalosamente al di fuori del mercato, ed e&#039; il motivo principale per la maggior parte dei suoi problemi.
La concorrenza, o meglio la sua mancanza, e&#039; quello che mette l&#039;Italia costantemente ai posti piu&#039; bassi delle classifiche di crescita economica, di potere di acquisto dei consumatori, di livello di servizi offerti.
Chi non deve avere paura della concorrenza sono proprio quelli che lavorano bene, il consumatore sa scegliere. Non siamo noi tutti consumatori, siamo tutti fessi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>condivido quanto detto da masterdrugo.<br />
Strano paese l&#8217;Italia, tutti sono liberisti, basta che non si tocchi il proprio orticello. E prima che qualcuno possa dire &#8220;ma il tuo orticello?&#8221;, basta andare a ritroso e si trovera&#8217; che da sempre dico che l&#8217;agricoltura e&#8217; scandalosamente al di fuori del mercato, ed e&#8217; il motivo principale per la maggior parte dei suoi problemi.<br />
La concorrenza, o meglio la sua mancanza, e&#8217; quello che mette l&#8217;Italia costantemente ai posti piu&#8217; bassi delle classifiche di crescita economica, di potere di acquisto dei consumatori, di livello di servizi offerti.<br />
Chi non deve avere paura della concorrenza sono proprio quelli che lavorano bene, il consumatore sa scegliere. Non siamo noi tutti consumatori, siamo tutti fessi?</p>
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		<title>Di: patrizia</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/09/prezzi-dei-vini-al-ristorante-ecco-cosa-succede.html/comment-page-2#comment-12346</link>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 17:24:06 +0000</pubDate>
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		<description>@escono finalmente i bubboni.
Roma è come Cremona è come tutta l&#039;Italia. Quello che nella mia città è cambiato è stato il rapporto utenti-pubblici esercizi e la ripartizione amministrativa delle zone della città. Il mini centro cittadino si è affollato di bar - sono 43 attorno alla Cattedrale - e Cremona ha meno di 70.000 abitanti, pochissimo turismo. Affitti stellari, costi delle licenze da capogiro, giro d&#039;affari tutto da conquistare: ci credo che la qualità media dei prodotti è a rischio, così come il reddito dei titolari, così come i crediti di tanti fornitori.
Tante torrefazioni, così come i gassosai, in realtà vendono licenze, denaro e finanziamenti. Lo fanno da sempre, almeno qui dove sono io. Se cerchi un bar devi prima chiedere a loro. Illudono gli sprovveduti, li tengono vivi per un po&#039;, poi si prendono la loro licenza e la girano. Non è una novità. E&#039; una catena perversa. Il mito italiano è aprire un bar o un ristorante; così troppi si improvvisano, chiedono i soldi ai parenti, poi vanno in banca, quindi chiedono a certi fornitori un aiuto, sottoforma di esposizioni lunghe, fideiussioni, promozioni. Se a questo sistema applichiamo i ragionamenti del fisco, iniziamo a capire da dove vengono i gravi problemi che affliggono il settore.
Vorrei dire una cosa scomoda. E&#039; vero che pagare una licenza non piace a nessuno era raramente si ha la fortuna di riuscire ad averne una gratis dal Comune perchè nuova: ma se si liberalizzasse tutto e tutti aprissero un bar, che succederebbe? Già la vediamo la qualità dei servizi ad esempio nelle città più turistiche (sono stata a Firenze recentemente e mi è venuto male)Vincerebbe il migliore o ci si farebbe la guerra per le briciole, come sta già accadendo?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@escono finalmente i bubboni.<br />
Roma è come Cremona è come tutta l&#8217;Italia. Quello che nella mia città è cambiato è stato il rapporto utenti-pubblici esercizi e la ripartizione amministrativa delle zone della città. Il mini centro cittadino si è affollato di bar &#8211; sono 43 attorno alla Cattedrale &#8211; e Cremona ha meno di 70.000 abitanti, pochissimo turismo. Affitti stellari, costi delle licenze da capogiro, giro d&#8217;affari tutto da conquistare: ci credo che la qualità media dei prodotti è a rischio, così come il reddito dei titolari, così come i crediti di tanti fornitori.<br />
Tante torrefazioni, così come i gassosai, in realtà vendono licenze, denaro e finanziamenti. Lo fanno da sempre, almeno qui dove sono io. Se cerchi un bar devi prima chiedere a loro. Illudono gli sprovveduti, li tengono vivi per un po&#8217;, poi si prendono la loro licenza e la girano. Non è una novità. E&#8217; una catena perversa. Il mito italiano è aprire un bar o un ristorante; così troppi si improvvisano, chiedono i soldi ai parenti, poi vanno in banca, quindi chiedono a certi fornitori un aiuto, sottoforma di esposizioni lunghe, fideiussioni, promozioni. Se a questo sistema applichiamo i ragionamenti del fisco, iniziamo a capire da dove vengono i gravi problemi che affliggono il settore.<br />
Vorrei dire una cosa scomoda. E&#8217; vero che pagare una licenza non piace a nessuno era raramente si ha la fortuna di riuscire ad averne una gratis dal Comune perchè nuova: ma se si liberalizzasse tutto e tutti aprissero un bar, che succederebbe? Già la vediamo la qualità dei servizi ad esempio nelle città più turistiche (sono stata a Firenze recentemente e mi è venuto male)Vincerebbe il migliore o ci si farebbe la guerra per le briciole, come sta già accadendo?</p>
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	<item>
		<title>Di: franco</title>
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		<dc:creator>franco</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 14:56:19 +0000</pubDate>
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		<description>volevo rispondere a gianpaolo.da circa 20 anni vendo vino in piemonte
e non mi risulta assolutamente che il ricarico del 100% sia la normalità.purtroppo devo confermare che la maggior parte dei ristoranti,
trattorie e pizzerie ricaricano del 200-300%.
e spesso i risultati si vedono. i ristoratori che mettono un ricarico contenuto vendono molto vino in bottiglia e nei loro locali anche a mezzogiorno si vedono bottiglie sui tavoli.gli altri sono sempre più in difficoltà, con tutte le conseguenze del caso(problemi sui pagamenti,alte giacenze , prodotti vecchi) .personalmente ritengo che questi eccessivi aumenti siano una delle cause principali del calo dei consumi nella ristorazione odierna.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>volevo rispondere a gianpaolo.da circa 20 anni vendo vino in piemonte<br />
e non mi risulta assolutamente che il ricarico del 100% sia la normalità.purtroppo devo confermare che la maggior parte dei ristoranti,<br />
trattorie e pizzerie ricaricano del 200-300%.<br />
e spesso i risultati si vedono. i ristoratori che mettono un ricarico contenuto vendono molto vino in bottiglia e nei loro locali anche a mezzogiorno si vedono bottiglie sui tavoli.gli altri sono sempre più in difficoltà, con tutte le conseguenze del caso(problemi sui pagamenti,alte giacenze , prodotti vecchi) .personalmente ritengo che questi eccessivi aumenti siano una delle cause principali del calo dei consumi nella ristorazione odierna.</p>
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	<item>
		<title>Di: un chiantigiano (qualunque)</title>
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		<dc:creator>un chiantigiano (qualunque)</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 14:46:23 +0000</pubDate>
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		<description>..sempre &#039;&#039;sull&#039;asterisco&#039;&#039; mi viene da pensare che... se darebbero il permesso anche agli imbottigliatori(non produttori all&#039;origine) di&#039;&#039; menzionarlo&#039;&#039;.. in etichetta...forse li aiuterebbe molto (per i loro comodi)..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>..sempre &#8216;&#8217;sull&#8217;asterisco&#8221; mi viene da pensare che&#8230; se darebbero il permesso anche agli imbottigliatori(non produttori all&#8217;origine) di&#8221; menzionarlo&#8221;.. in etichetta&#8230;forse li aiuterebbe molto (per i loro comodi)..</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: paolo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/09/prezzi-dei-vini-al-ristorante-ecco-cosa-succede.html/comment-page-2#comment-12335</link>
		<dc:creator>paolo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 10:21:08 +0000</pubDate>
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		<description>Confermo quando detto da masterdrugo ed aggiungo che amici baristi genovesi hanno ricevuto questa proposta da una torrefazione che spinge per controllare il mercato locale: 70.000 euro per il bancone nuovo attrezzato e macchina del caffè, pagabili a rate con anticipo + un tot per chilo di caffè. Quella non è una torrefazione, ma una succursale della Findomestic !
Se il produttore diventa un dettagliante, il distributore una banca, la torrefazione una finanziaria ed il ristoratore emette un certificato di deposito a 10 anni, mi sembra ovvio che il mercato non funziona e che ci vogliono nuove regole.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Confermo quando detto da masterdrugo ed aggiungo che amici baristi genovesi hanno ricevuto questa proposta da una torrefazione che spinge per controllare il mercato locale: 70.000 euro per il bancone nuovo attrezzato e macchina del caffè, pagabili a rate con anticipo + un tot per chilo di caffè. Quella non è una torrefazione, ma una succursale della Findomestic !<br />
Se il produttore diventa un dettagliante, il distributore una banca, la torrefazione una finanziaria ed il ristoratore emette un certificato di deposito a 10 anni, mi sembra ovvio che il mercato non funziona e che ci vogliono nuove regole.</p>
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	<item>
		<title>Di: masterdrugo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/09/prezzi-dei-vini-al-ristorante-ecco-cosa-succede.html/comment-page-2#comment-12330</link>
		<dc:creator>masterdrugo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 08:01:23 +0000</pubDate>
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		<description>Patrizia relativamente alle licenze, non so da dove scrivi, io sono di Roma e ho un locale al centro.

A Roma centro le licenze sono bloccate da più di due decenni.

1-Risultato: se vuoi aprire un ristorante a roma ti costa di partenza, valutazione scorsa settimana, 170.000 euro di licenza. raddoppio dell&#039;investimento iniziale rispetto a qualsiasi paese libero e civile.

2-Risultato: Le attività che aprono devono necessariamente essere ad alto reddito, 170.000 mutuo a quindici anni sono circa 1.800 euro mese, che il locale deve rendere, o quanto meno liquidare, rispetto alla assenza di questa invenzione tutta italiana. Quindi prezzi più alti e ancora più spesso qualità scadente.

3-Risultato: Inesistenza a roma della figura dell&#039;imprenditore nel mondo della ristorazione di qualità, aprire un secondo locale significa investire cinque sei anni di lavoro senza reddito reale. Ampio spazio invece per gli imprenditori che la qualità non la fanno per scelta economica, impossibilità di creare economie di scala,  impossibilità anche solo di esistenza della ristorazione &quot;giovane&quot; se non a retaggio dei figli di papà.

4-Risultato: é un richiamo sulla qualità. Il raddoppio esatto delle spese di impianto porta all&#039;apertura continua di locali scadenti che hanno un alto margine, e di locali fighetti senza qualità con tanta immagine, più facile e meno costosa.


Le licenze sono una aberrazione da economia pianificata ..... Un tedesco che voleva aprire un ristorante a Roma insieme a un mio amico collega, investimento 400.000 euro quando ha saputo che il 40% dell&#039;investimento era il costo della licenza si è rifiutato di andare avanti dicendo &quot; che in germania non si usa pagare l&#039;aria, e non si usa pagare comprare il diritto di impresa&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Patrizia relativamente alle licenze, non so da dove scrivi, io sono di Roma e ho un locale al centro.</p>
<p>A Roma centro le licenze sono bloccate da più di due decenni.</p>
<p>1-Risultato: se vuoi aprire un ristorante a roma ti costa di partenza, valutazione scorsa settimana, 170.000 euro di licenza. raddoppio dell&#8217;investimento iniziale rispetto a qualsiasi paese libero e civile.</p>
<p>2-Risultato: Le attività che aprono devono necessariamente essere ad alto reddito, 170.000 mutuo a quindici anni sono circa 1.800 euro mese, che il locale deve rendere, o quanto meno liquidare, rispetto alla assenza di questa invenzione tutta italiana. Quindi prezzi più alti e ancora più spesso qualità scadente.</p>
<p>3-Risultato: Inesistenza a roma della figura dell&#8217;imprenditore nel mondo della ristorazione di qualità, aprire un secondo locale significa investire cinque sei anni di lavoro senza reddito reale. Ampio spazio invece per gli imprenditori che la qualità non la fanno per scelta economica, impossibilità di creare economie di scala,  impossibilità anche solo di esistenza della ristorazione &#8220;giovane&#8221; se non a retaggio dei figli di papà.</p>
<p>4-Risultato: é un richiamo sulla qualità. Il raddoppio esatto delle spese di impianto porta all&#8217;apertura continua di locali scadenti che hanno un alto margine, e di locali fighetti senza qualità con tanta immagine, più facile e meno costosa.</p>
<p>Le licenze sono una aberrazione da economia pianificata &#8230;.. Un tedesco che voleva aprire un ristorante a Roma insieme a un mio amico collega, investimento 400.000 euro quando ha saputo che il 40% dell&#8217;investimento era il costo della licenza si è rifiutato di andare avanti dicendo &#8221; che in germania non si usa pagare l&#8217;aria, e non si usa pagare comprare il diritto di impresa&#8221;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: arnaldo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/09/prezzi-dei-vini-al-ristorante-ecco-cosa-succede.html/comment-page-2#comment-12328</link>
		<dc:creator>arnaldo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 06:52:09 +0000</pubDate>
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		<description>IL settore si sta avviluppando su se stesso.
I rappresentanti, pressati dalle aziende/distributori,vogliono venderti quello che vogliono loro (&quot; su,dai, fidati....è buono...).
I ristoratori,non tutti per fortuna,molti,diciamocelo,sono arrivati da qualche annetto,non hanno piu&#039; una gran voglia di aggiornare,conoscere,tagliare,inserire etc. Si fidano.Oppure comprano con le guide in mano (Il Padreterno li fulmini!).
I restanti non vanno piu&#039; a rassegne perchè hanno paura,non vogliono comprare neanche una bottiglia,sono pieni stra-pieni.
Io,in amicizia con ristoratori,ricevo molti inviti per andare a rassegne,wineday,presentazioni,da parte loro.
&quot;Vai tu,che poi mi riferisci il tutto&quot;.
Questa è la situazione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>IL settore si sta avviluppando su se stesso.<br />
I rappresentanti, pressati dalle aziende/distributori,vogliono venderti quello che vogliono loro (&#8221; su,dai, fidati&#8230;.è buono&#8230;).<br />
I ristoratori,non tutti per fortuna,molti,diciamocelo,sono arrivati da qualche annetto,non hanno piu&#8217; una gran voglia di aggiornare,conoscere,tagliare,inserire etc. Si fidano.Oppure comprano con le guide in mano (Il Padreterno li fulmini!).<br />
I restanti non vanno piu&#8217; a rassegne perchè hanno paura,non vogliono comprare neanche una bottiglia,sono pieni stra-pieni.<br />
Io,in amicizia con ristoratori,ricevo molti inviti per andare a rassegne,wineday,presentazioni,da parte loro.<br />
&#8220;Vai tu,che poi mi riferisci il tutto&#8221;.<br />
Questa è la situazione.</p>
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