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	<title>Commenti a: Monty Waldin racconta la sua verità su Brunellopoli: bravo, bene, bis!</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
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		<title>Di: Paolo Boldrini</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/08/monty-waldin-racconta-la-sua-verita-su-brunellopoli-bravo-bene-bis.html/comment-page-1#comment-11760</link>
		<dc:creator>Paolo Boldrini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 07:46:39 +0000</pubDate>
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		<description>Approfitto delle ultime evoluzioni della discussione su questo argomento per esprimere la mia approvazione (per quello che può contare...) nei confronti dell&#039;ultimo intervento di Cristiano Castagno. Del resto ha ribadito, con toni magari più ragionati e pacati, molte cose che erano state già evidenziate da AG, seppure in modo forse più accalorato e &quot;colorito&quot;.
Concordo nell&#039;apprezzare alcuni passaggi dell&#039;articolo di Waldin, però la sequela di accuse e illazioni senza supportarle con uno straccio di prova, danno effettivamente l&#039;impressione di voler fare &quot;sensazionalismo giornalistico&quot;.
Restando in tema Brunello: l&#039;altra sera, in compagnia di amici, ho voluto stappare una bottiglia che conservavo un po&#039; gelosamente: un Brunello 1997 La Togata, vino premiato tra i migliori Brunello dell&#039;annata, se non sbaglio, dal Gambero Rosso.
Avevo in cantina anche un Bordeaux di poche pretese, ma fatto comunque con uve Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc, e ho volutamente aperto anche quest&#039;ultimo.
Li ho versati in due bicchieri uguali, per confrontarne il colore: l&#039;ho detto più volte, non sono un esperto, ma il colore di ambedue mi è sembrato molto somigliante...che ci sia un po&#039; di Sangiovese anche nel Bordeaux?!?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Approfitto delle ultime evoluzioni della discussione su questo argomento per esprimere la mia approvazione (per quello che può contare&#8230;) nei confronti dell&#8217;ultimo intervento di Cristiano Castagno. Del resto ha ribadito, con toni magari più ragionati e pacati, molte cose che erano state già evidenziate da AG, seppure in modo forse più accalorato e &#8220;colorito&#8221;.<br />
Concordo nell&#8217;apprezzare alcuni passaggi dell&#8217;articolo di Waldin, però la sequela di accuse e illazioni senza supportarle con uno straccio di prova, danno effettivamente l&#8217;impressione di voler fare &#8220;sensazionalismo giornalistico&#8221;.<br />
Restando in tema Brunello: l&#8217;altra sera, in compagnia di amici, ho voluto stappare una bottiglia che conservavo un po&#8217; gelosamente: un Brunello 1997 La Togata, vino premiato tra i migliori Brunello dell&#8217;annata, se non sbaglio, dal Gambero Rosso.<br />
Avevo in cantina anche un Bordeaux di poche pretese, ma fatto comunque con uve Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc, e ho volutamente aperto anche quest&#8217;ultimo.<br />
Li ho versati in due bicchieri uguali, per confrontarne il colore: l&#8217;ho detto più volte, non sono un esperto, ma il colore di ambedue mi è sembrato molto somigliante&#8230;che ci sia un po&#8217; di Sangiovese anche nel Bordeaux?!?</p>
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		<title>Di: Franco Ziliani</title>
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		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 07:10:57 +0000</pubDate>
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		<description>anche l&#039;amico e collega americo-toscano Kyle Phillips, americano ma residente in Toscana e ormai con inconfondibile accento tosco, ha segnalato l&#039;articolo di Monty Waldin sulla sua Italian Wine Review, qui
http://italianwinereview.blogspot.com/2008/08/latest-from-brunello-its-even-worse.html</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>anche l&#8217;amico e collega americo-toscano Kyle Phillips, americano ma residente in Toscana e ormai con inconfondibile accento tosco, ha segnalato l&#8217;articolo di Monty Waldin sulla sua Italian Wine Review, qui<br />
<a href="http://italianwinereview.blogspot.com/2008/08/latest-from-brunello-its-even-worse.html" rel="nofollow">http://italianwinereview.blogspot.com/2008/08/latest-from-brunello-its-even-worse.html</a></p>
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		<title>Di: Alexander</title>
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		<dc:creator>Alexander</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Aug 2008 03:38:46 +0000</pubDate>
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		<description>Brunellogate: This is what happens, when a) wine is reviewed on a 100 &#039;I like it&#039; point score without taken into account the &#039;typicity&#039; of a wine and b) your market almost exclusively depends on the Cabernet preference of US wine drinkers. 

I remember a Barolo from the early 90s reeking of Cabernet and tasting like a Calfornia cult Cabernet Sauvignon but getting 94 points! 

So what do you do when &#039;real&#039; Barolos receive 88 but phony versions are rated 90+? Well, you give them what they (consumers / US wine reviewers) want: Brunello-Cabernet and Barolo-Cabernet, etc.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Brunellogate: This is what happens, when a) wine is reviewed on a 100 &#8216;I like it&#8217; point score without taken into account the &#8216;typicity&#8217; of a wine and b) your market almost exclusively depends on the Cabernet preference of US wine drinkers. </p>
<p>I remember a Barolo from the early 90s reeking of Cabernet and tasting like a Calfornia cult Cabernet Sauvignon but getting 94 points! </p>
<p>So what do you do when &#8216;real&#8217; Barolos receive 88 but phony versions are rated 90+? Well, you give them what they (consumers / US wine reviewers) want: Brunello-Cabernet and Barolo-Cabernet, etc.</p>
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		<title>Di: ag</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/08/monty-waldin-racconta-la-sua-verita-su-brunellopoli-bravo-bene-bis.html/comment-page-1#comment-11700</link>
		<dc:creator>ag</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 13:04:07 +0000</pubDate>
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		<description>Ovvia, piano piano il buonsenso si fa strada............</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ovvia, piano piano il buonsenso si fa strada&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
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		<title>Di: Cristiano Castagno</title>
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		<dc:creator>Cristiano Castagno</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 12:01:22 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Daniel,Grazie per i complimenti.Tu vorresti che fossero fatti nomi e cognomi dei produttori dei vini non “conformi”, ma accusare, senza prove,di quello che è stato scritto è un reato di diffamazione.D’altra parte continuare a lanciare accuse contro ipotetici sofisticatori è un esercizio sterile che non aiuta certo la situazione a risolversi. La vicenda del Brunello a vedere bene sta portando alla luce una situazione assai più articolata e complessa di quella che viene descritta. Non è detto che uno stile tradizionalista sia necessariamente segno inequivocabile di un Brunello fatto con 100% di sangiovese visto la per niente remota possibilità di utilizzo di vini tipo Montepulciano d’Abruzzo, Nero d’Avola,ecc…che se utilizzati …”tradizionalmente”…, con furbizia, possono dare dei vini “inequivocabilmente”toscani. Allo stesso tempo ci sono vini decisamente moderni, ottenuti con 100% sangiovese,con magari un utilizzo un po’ allegro del concentratore, una buona dose di legno e pur presentando un profilo organolettico decisamente sospetto  risultano conformi  100% al disciplinare.
Come già detto altre volte, e continuerò a ripeterlo, quello che manca al Brunello, ma allargando il discorso,a tutte le DOCG in particolare toscane sono delle “regole grammaticali di base”, atte a ricondurre i vini in uno stile riconoscibile e inconfondibile da una parte e verificabile da dei parametri tecnici ben definiti da parte delle Commissioni DOCG dall’altro. Prima di continuare a lanciare accuse penso sarebbe davvero il caso di prelevare dei campioni in enoteca, sotto la supervisione di un notaio e procedere all’analisi dei profili antocianidinici per esempio e pubblicare i risultati, altrimenti è meglio tacere ed  attendere i risultati della magistratura.Saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Daniel,Grazie per i complimenti.Tu vorresti che fossero fatti nomi e cognomi dei produttori dei vini non “conformi”, ma accusare, senza prove,di quello che è stato scritto è un reato di diffamazione.D’altra parte continuare a lanciare accuse contro ipotetici sofisticatori è un esercizio sterile che non aiuta certo la situazione a risolversi. La vicenda del Brunello a vedere bene sta portando alla luce una situazione assai più articolata e complessa di quella che viene descritta. Non è detto che uno stile tradizionalista sia necessariamente segno inequivocabile di un Brunello fatto con 100% di sangiovese visto la per niente remota possibilità di utilizzo di vini tipo Montepulciano d’Abruzzo, Nero d’Avola,ecc…che se utilizzati …”tradizionalmente”…, con furbizia, possono dare dei vini “inequivocabilmente”toscani. Allo stesso tempo ci sono vini decisamente moderni, ottenuti con 100% sangiovese,con magari un utilizzo un po’ allegro del concentratore, una buona dose di legno e pur presentando un profilo organolettico decisamente sospetto  risultano conformi  100% al disciplinare.<br />
Come già detto altre volte, e continuerò a ripeterlo, quello che manca al Brunello, ma allargando il discorso,a tutte le DOCG in particolare toscane sono delle “regole grammaticali di base”, atte a ricondurre i vini in uno stile riconoscibile e inconfondibile da una parte e verificabile da dei parametri tecnici ben definiti da parte delle Commissioni DOCG dall’altro. Prima di continuare a lanciare accuse penso sarebbe davvero il caso di prelevare dei campioni in enoteca, sotto la supervisione di un notaio e procedere all’analisi dei profili antocianidinici per esempio e pubblicare i risultati, altrimenti è meglio tacere ed  attendere i risultati della magistratura.Saluti.</p>
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		<title>Di: Daniel O'Byrne</title>
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		<dc:creator>Daniel O'Byrne</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 18:39:33 +0000</pubDate>
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		<description>cristiano caro, non ti vedo cinico, sei sempre fresco e giovanissimo, i miei complimenti! communque per me l&#039;articolo che non cita testualmente nessun nome di vino, produttore,consultente, o wine-critic resta un elenco di gossip sensazionale provinciale non all&#039;altezza neanche ai minimi requisiti dei peggiori tabloid inglese che almeno hanno il coraggio di citare i nomi degli accusati, poi a scrivere che i nomi dei produttore &quot;good and bad&quot; non sono stati citati perchè l&#039;autore crede che tutti i produttore a montalcino sono colpevoli siamo sul ridicolo, buona festa!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cristiano caro, non ti vedo cinico, sei sempre fresco e giovanissimo, i miei complimenti! communque per me l&#8217;articolo che non cita testualmente nessun nome di vino, produttore,consultente, o wine-critic resta un elenco di gossip sensazionale provinciale non all&#8217;altezza neanche ai minimi requisiti dei peggiori tabloid inglese che almeno hanno il coraggio di citare i nomi degli accusati, poi a scrivere che i nomi dei produttore &#8220;good and bad&#8221; non sono stati citati perchè l&#8217;autore crede che tutti i produttore a montalcino sono colpevoli siamo sul ridicolo, buona festa!</p>
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	<item>
		<title>Di: Cristiano Castagno</title>
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		<dc:creator>Cristiano Castagno</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 11:46:12 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Franco,Grazie per aver averci potuto proporre integralmente il testo di Monty Waldin.Dopo averlo letto con attenzione, mi sono reso conto che senza levare nulla all’articolo in questione, che rimane indubbiamente coraggioso soprattutto perché scritto in inglese da un giornalista emergente e supportato da sua maestà Jancis Robinson MW ossia una delle riconosciute cinque maggiori autorità mondiali della critica enologica mondiale, risulta una collezione di fatti e misfatti, più o meno dimostrabili, già apparsi quasi tutti se non tutti su questo stesso blog nel corso degli ultimi mesi. Credo che da parte di molti occorrerebbe maggiore umiltà, in particolare quando si apprestano ad assaggiare e valutare il vino e  ripensare i parametri utilizzati per la valutazione organolettica che attualmente tendono a privilegiare gli aspetti esclusivamente edonistici ed immediati trascurando invece le qualità intrinseche fondamentali ma spesso ignorate come la salubrità intesa come capacità di un vino a trasmettere benessere fisico e mentale, la capacità di evoluzione nel tempo,basta giudizi definitivi alla messa in commercio per vini che dovrebbero evolversi per decenni come il Brunello e la rispondenza con l’annata ed il territorio, tutte cose che richiedono conoscenze davvero approfondite e che nemmeno una vita intera dedicata ad un unico territorio potrebbe forse bastare. Se non cambia il modo di valutare il vino, temo che l’applicazione del liberismo tecnico selvaggio, che è l’unico vero disciplinare di produzione, (quello ufficiale è solo marketing) rimarrà a determinare le modalità di produzione  che perlomeno accontenta la maggior parte dei critici/consumatori  e permette a questo gioco perverso di continuare, fin quando non si romperà il meccanismo. Come capisco lo stupore di un anglosassone che scopre la realtà italiana appena si addentra sotto la superficie patinata, ma in fondo non è così che va il mondo, qualunque cosa ci mettiamo ad esaminare con attenzione, specialmente quando ci sono di mezzo ingredienti esplosivi come denaro, prestigio e apparenza o sto diventando eccessivamente cinico con l’età ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Franco,Grazie per aver averci potuto proporre integralmente il testo di Monty Waldin.Dopo averlo letto con attenzione, mi sono reso conto che senza levare nulla all’articolo in questione, che rimane indubbiamente coraggioso soprattutto perché scritto in inglese da un giornalista emergente e supportato da sua maestà Jancis Robinson MW ossia una delle riconosciute cinque maggiori autorità mondiali della critica enologica mondiale, risulta una collezione di fatti e misfatti, più o meno dimostrabili, già apparsi quasi tutti se non tutti su questo stesso blog nel corso degli ultimi mesi. Credo che da parte di molti occorrerebbe maggiore umiltà, in particolare quando si apprestano ad assaggiare e valutare il vino e  ripensare i parametri utilizzati per la valutazione organolettica che attualmente tendono a privilegiare gli aspetti esclusivamente edonistici ed immediati trascurando invece le qualità intrinseche fondamentali ma spesso ignorate come la salubrità intesa come capacità di un vino a trasmettere benessere fisico e mentale, la capacità di evoluzione nel tempo,basta giudizi definitivi alla messa in commercio per vini che dovrebbero evolversi per decenni come il Brunello e la rispondenza con l’annata ed il territorio, tutte cose che richiedono conoscenze davvero approfondite e che nemmeno una vita intera dedicata ad un unico territorio potrebbe forse bastare. Se non cambia il modo di valutare il vino, temo che l’applicazione del liberismo tecnico selvaggio, che è l’unico vero disciplinare di produzione, (quello ufficiale è solo marketing) rimarrà a determinare le modalità di produzione  che perlomeno accontenta la maggior parte dei critici/consumatori  e permette a questo gioco perverso di continuare, fin quando non si romperà il meccanismo. Come capisco lo stupore di un anglosassone che scopre la realtà italiana appena si addentra sotto la superficie patinata, ma in fondo non è così che va il mondo, qualunque cosa ci mettiamo ad esaminare con attenzione, specialmente quando ci sono di mezzo ingredienti esplosivi come denaro, prestigio e apparenza o sto diventando eccessivamente cinico con l’età ?</p>
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	<item>
		<title>Di: Daniel O'Byrne</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/08/monty-waldin-racconta-la-sua-verita-su-brunellopoli-bravo-bene-bis.html/comment-page-1#comment-11679</link>
		<dc:creator>Daniel O'Byrne</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 09:15:27 +0000</pubDate>
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		<description>grazie Franco per la publicazione

non dubito che le cose scritte nell&#039;articolo siano più o meno vero, però non mi piace quando l&#039;autore scrive in fine: &quot;I haven’t named any wineries - good or bad - in this article as to my mind they are all in it together&quot;, per me un pessimo &quot;giornalismo&quot;

sarebbe come dire tutti gli italiani sono colpevole della mafia o della corruzione

poi in Italia, si sa, è impossibile combattere le (tante) cose attorno a te, legato al potere ingiusto, che non vanno bene, puoi solo lavorare onestemente nel tuo piccolo mondo, altrimenti ti impazzisci e vivi male

l&#039;articolo sembra solo un elenco di cattive pettegolezze, anche con l&#039;impressione che l&#039;autore sta portando acqua al proprio mulino (as seen on channel 4 no less!)

cordiali saluti e buona festa</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie Franco per la publicazione</p>
<p>non dubito che le cose scritte nell&#8217;articolo siano più o meno vero, però non mi piace quando l&#8217;autore scrive in fine: &#8220;I haven’t named any wineries &#8211; good or bad &#8211; in this article as to my mind they are all in it together&#8221;, per me un pessimo &#8220;giornalismo&#8221;</p>
<p>sarebbe come dire tutti gli italiani sono colpevole della mafia o della corruzione</p>
<p>poi in Italia, si sa, è impossibile combattere le (tante) cose attorno a te, legato al potere ingiusto, che non vanno bene, puoi solo lavorare onestemente nel tuo piccolo mondo, altrimenti ti impazzisci e vivi male</p>
<p>l&#8217;articolo sembra solo un elenco di cattive pettegolezze, anche con l&#8217;impressione che l&#8217;autore sta portando acqua al proprio mulino (as seen on channel 4 no less!)</p>
<p>cordiali saluti e buona festa</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: ag</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/08/monty-waldin-racconta-la-sua-verita-su-brunellopoli-bravo-bene-bis.html/comment-page-1#comment-11678</link>
		<dc:creator>ag</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 09:00:52 +0000</pubDate>
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		<description>In realtà, caro Franco, io la definirei la quiete prima della tempesta, quel momento di silenzio (vi risparmio il facile ossimoro) che precede l&#039;uscita dei cavalli dall&#039;Entrone........ chieda a Jeremy  quanti diversi Brunello 2003 trova sugli scaffali a NY.......</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In realtà, caro Franco, io la definirei la quiete prima della tempesta, quel momento di silenzio (vi risparmio il facile ossimoro) che precede l&#8217;uscita dei cavalli dall&#8217;Entrone&#8230;&#8230;.. chieda a Jeremy  quanti diversi Brunello 2003 trova sugli scaffali a NY&#8230;&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: tommy</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/08/monty-waldin-racconta-la-sua-verita-su-brunellopoli-bravo-bene-bis.html/comment-page-1#comment-11677</link>
		<dc:creator>tommy</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Aug 2008 08:56:34 +0000</pubDate>
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		<description>Salve a tutti, ammetto che non visito spesso questo sito,quindi mi scuso in anticipo se ho capito male. Ma, da quel che ho letto, mi sembra di capire che su circa 200 produttori soltanto 15 hanno seguito il disciplinare del Consorzio del Brunello per svariati anni.
Se la sintesi è questa, io non ci credo, credo che ci siano state delle aziende-industrie che SICURAMENTE hanno truffato(e devono pagare), ma parlare di questi numeri mi sembra eccessivo e poco riguardoso nei confronti di chi lavora bene a Montalcino(e non penso che sia rimasto solo il sig. Soldera e 14 suoi colleghi...). Grazie e buon Ferragosto a tutti!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti, ammetto che non visito spesso questo sito,quindi mi scuso in anticipo se ho capito male. Ma, da quel che ho letto, mi sembra di capire che su circa 200 produttori soltanto 15 hanno seguito il disciplinare del Consorzio del Brunello per svariati anni.<br />
Se la sintesi è questa, io non ci credo, credo che ci siano state delle aziende-industrie che SICURAMENTE hanno truffato(e devono pagare), ma parlare di questi numeri mi sembra eccessivo e poco riguardoso nei confronti di chi lavora bene a Montalcino(e non penso che sia rimasto solo il sig. Soldera e 14 suoi colleghi&#8230;). Grazie e buon Ferragosto a tutti!!</p>
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