Ron Spogli: quando l’ambasciatore investe sul Brunello

Offro un ulteriore contributo per inquadrare meglio l’incontro di domani a Montalcino tra il ministro delle Politiche agricole Zaia e l’ambasciatore americano in Italia Ron Spogli (nella foto), incontro che dovrebbe proporci, come per magia, la risoluzione della vicenda dei Brunello “taroccati” o non conformi al disciplinare.
Mr. Spogli, come ci racconta il sito Internet dell’ambasciata americana, non è solo il simpatico signore che, come ho scritto, volendo organizzare un pizza parti a Villa Taverna invita Giacomino Suckling e tre produttori toscani tra i quali uno, celeberrimo, il cui Brunello era ancora sotto sequestro nel corso dell’inchiesta sul “Brunello scandal”.
Mr. Spogli è anche il co-fondatore della Freeman-Spogli, “a private investment firm dedicated exclusively to investing with management in retail, direct marketing and distribution companies positioned for growth”, ovvero una delle principali società di investimenti degli Stati Uniti, la Freeman Spogli & Co., con sede a Los Angeles.
Tra le 36 società su cui la Freeman-Spogli ha investito (vedi) figura anche la celeberrima Winebow di Leonardo Lo Cascio, forse il principale importatore di vini italiani negli States, nel cui portafoglio figurano aziende produttrici di Brunello di Montalcino come Altesino, Fanti, Renieri, Salicutti, San Polo, Tassi.
Con personaggi di questo calibro, Spogli ha fatto parte del consiglio di amministrazione di oltre venti società e nel 2002 il Presidente George W. Bush lo ha nominato nel consiglio per l’assegnazione delle borse di studio intitolate al Sen. J. William Fulbright, poteva forse mancare la soluzione politico-finanziaria, che da tempo si paventava? Negli Stati Uniti non dicono forse che business is business?

 

0 pensieri su “Ron Spogli: quando l’ambasciatore investe sul Brunello

  1. Infatti era piuttosto utopico credere che negli States alzassero davvero le barricate in nome di un’astratta serietà e garanzia. Lì c’è sempre la soluzione che salva gli interessi di chi è coinvolto in attività economiche vantaggiose.

    E poi si dice che la politica non è la risoluzione dei problemi della finanza e dell’economia…

  2. un lieve conflitto di interessi. lieve ma greve (diz. De Mauro: che provoca una sensazione di pesantezza, opprimente). chissà come finirà tutta questa storia. Private equity is private equity caro Franco. Saluti a tutti. 100% Sangiovese Grosso – group on Facebook.com

  3. Il 17 aprile in un post scrissi: “Spettabile Ziliani, si è finalmente accorto che il mondo gira intorno ai soldi e non agli ideali? Soprattutto se di relativa importanza quale il vino? E cmq non so se i consumatori e i clienti saranno contenti (ammesso che per loro sia veramente così importante) ma di sicuro i dipendenti delle aziende interessate lo sono….e tanto…” Vorrei inoltre farvi notare che, come dice Francesco, “è stata una manovra sinistramente politica a buttare giù il nome di quel grande vino che fanno a Montalcino” Sottoscrivo il suo: “direi di non polemizzare altro. Meglio un tarallucci e vino, che 3000 persone a casa.” (vi assicuro che non è un trucco patetico, ma la triste realtà). E ancora Roberto ha scritto “Se davvero, come noi avevamo creduto la grande maggioranza dei produttori ilcinesi facesse un Brunello secondo le regole del disciplinare, le reazioni ci sarebbero state, e anche forti.” Credo sia il caso di sottolinearlo tre volte, xchè è tutto qui il succo del discorso…Insomma….qualcuno d’accordo con me alla fine c’è…che il mio msg del 17 aprile fosse una premonizione? Chissà…

  4. dice bene in questo caso Lucia e dice ancora meglio Giuliani quando annota, con amarezza pari alla mia, che “Se davvero, come noi avevamo creduto la grande maggioranza dei produttori ilcinesi facesse un Brunello secondo le regole del disciplinare, le reazioni ci sarebbero state, e anche forti”. E proprio quel SE a fare la differenza. Con ogni probabilità é solo una minoranza che fa un vero Brunello secondo le regole del disciplinare e una maggioranza che diciamo così si arrangia e ha pensato che poteva trovarsi nelle stesse condizioni delle aziende finite sotto inchiesta. SE davvero stanno così le cose, se trionfano il conformismo, la pavidità, il calcolo degli interessi, se non si ha il coraggio di pensare un Brunello grande e unico, se a trionfare é, come sembra, un certo spirito omertoso, bene, credo che davvero a Montalcino non mi vedranno per diverso tempo oppure ci andrò solo per visitare portabandiera autentici del Brunello come Franco Biondi Santi, Gianfranco Soldera, Piero Palmucci e pochi altri. E lascio appositamente “nella penna” il nome di altre aziende che sono convinto producano autentici vini del territorio, ma che in questa triste, grottesca vicenda hanno taciuto, non hanno fatto sentire la loro voce. Anche se erano aziende condotte da “amici” o presunti tali. Ed é questo che più offende e sconcerta…
    p.s. altre news o rumors da Montalcino. Amici mi parlano di due importanti, qualitativamente parlando, aziende in vendita. Nel periodo del palio arriverà un gruppo di investitori il cui budget sarà di 30 milioni di euro. Mi dicono che anche un altro noto produttore l’anno passato ha reimpiantato a sangiovese 5 ettari di sua proprietà che non erano a sangiovese…

  5. Caro Franco, è purtroppo tutto vero. Ora sono passati 4 mesi e appare più chiaro, forse. Ma la verità era da tempo lì, sotto gli occhi. Era solo po’ “velata” anche da quelle mani che lei definisce di amici o ex tali, ma c’era………….

  6. Allora, come ha scritto Roberto Giuliani, che ci stanno a fare i disciplinari. Non facciamoli nemmeno nascere! Tanto se un disciplinare è espressione dei produttori e i produttori vogliono seguire il mercato (e il mercato, si sa, cambia anche piuttosto in fretta rotta) e quindi pretendono di cambiarlo un anno sì e un anno pure, be’, allora eliminiamo ogni disciplinare. Ognuno per se e Dio per tutti.

  7. “il silenzio é sempre assenso” fa notare acutamente Roberto Giuliani su Esalazioni etiliche:
    http://esalazionietiliche.spazioblog.it/138329/
    I tre saggi del comitato di garanzia voluto dal ministro Zaia a tutela del Brunello di Montalcino dicono la loro in questa intervista al giornale telematico del Ministero delle Politiche Agricole: http://www.agricolturaitalianaonline.gov.it/contenuti/agricoltura/filiere_vegetali/vini/brunello_anche_i_saggi_a_garanzia_della_qualit?eZSESSIDagriconline=41a22c8a8bd03591cdbea852a54e4848

  8. Pingback: Esalazioni etiliche | Il “Brunello day” è arrivato, il silenzio è sempre assenso

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