Provocazione: coprire le vigne valtellinesi per tutelare i vititicoltori?

Nella Valtellina del vino che domenica ha purtroppo subito una violenta grandinata che ha colpito soprattutto, e duramente, i vigneti della Sassella attorno a Sondrio (Arpepe e Fondazione Fojanini tra i più colpiti), e ha toccato i territori di Montagna, Albosaggia e Caiolo, si registra, come si può leggere da questo articolo pubblicato nelle pagine di Sondrio del quotidiano La Provincia, (vedi qui allegato Sciopero vigneti) una presa di posizione assolutamente provocatoria. Un vero sasso nello stagno. L’autore è il direttore della Fondazione Fojanini Graziano Murada, che ha proposto una sorta “di sciopero della vista dei vigneti al fine di valorizzare quello che sta a monte della qualità dei vini valtellinesi e di riequilibrare il rapporto tra produzione e vendite”.
Lo ha fatto, come si può leggere anche in quest’altro articolo (vedi qui allegato
lavoro in vigna ) di Daniela Lucchini, in occasione della cerimonia premiazione della ventiquattresima edizione del Ciapel d’Oro che assegna riconoscimenti a viticoltori valtellinesi che si sono particolarmente distinti.
Murada ha lanciato la sfida a nascondere dietro teli bianchi il tesoro dei terrazzamenti, per la maggior parte coltivati da piccoli produttori e le prime risposte sono state molto positive, sia da parte dei viticoltori che dal presidente della Fondazione Fojanini, nonché direttore di Provinea, Introini, fino ad Alberto Marsetti, presidente della Coldiretti e al mondo politico.
In un intervento pubblicato sul sito Internet Valtellina on line, il presidente della Provincia di Sondrio Fiorello Provera ha dichiarato: “
E bravo Murada! Il direttore della Fondazione Fojanini, nonché sindaco di Albosaggia, ha messo ancora una volta il dito nella piaga, sottolineando come, a fronte di 8 milioni di bottiglie consumate annualmente in provincia di Sondrio, la gran parte sia rappresentata da vino prodotto fuori di qui. E’ scoraggiante constatare che su una produzione provinciale di circa 3 milioni e mezzo di bottiglie di qualità, anche eccellente, 400mila rimangano invendute”.
Dati innegabili e verissimi, ma vagheggiare una sorta di “autarchia” come fa il presidente leghista della più settentrionale delle province lombarde dichiarando “l’Amministrazione Provinciale ha scelto di dare contributi unicamente a sagre, iniziative e feste che utilizzino vino locale. Un piccolo segno, ma significativo della nostra attenzione ai viticoltori e all’intero comparto vitivinicolo”, per tentare di recuperare l’attenzione dei consumatori valtellinesi verso i vini locali (che spesso qualitativamente lasciano a desiderare e profumano ben poco di Nebbiolo di montagna e scarsamente testimoniano uno stile produttivo e un’identità valtellinese…), non mi sembra proprio la migliore soluzione.
Come dice bene Marsetti “al di là delle provocazioni dobbiamo piuttosto perseverare perché il trio composto da territorio, ambiente ed agricoltura sia il vero punto di forza della nostra valle”. E perché la viticoltura ed i vini valtellinesi sappiano stare sul mercato, con una loro precisa identità, senza forme di assistenzialismo, con un orgoglio produttivo che ancora oggi fa spesso difetto.

P.S.
Claudio Introini, direttore di Provinea mi scrive in merito agli interrogativi da me espressi ieri sull’attività della Fondazione che dirige: “Caro Ziliani, rispondo con piacere alla domanda che poni nel blog circa l’attività di ProVinea.  Per la candidatura UNESCO ProVinea sta procedendo alla stesura di un documento di analisi storico-comparativa che deve dimostrare agli ispettori ICOMOS l’unicità e l’eccezionalità della nostra viticoltura. Intanto stiamo cercando in ogni possibile modo di sensibilizzare l’INTERA filiera produttiva a che si renda conto che condizione indispensabile al riconoscimento a patrimonio UNESCO e alla sua spravvivenza è avanti a tutto la garanzia che il terrazzamento vitatato sia, oggi e più ancora in futuro, mantenuto EVOLUTIVO e VIVO.
E’ un impegno che viticoltori, vinificatori-trasformatori e istituzioni locali devono sottoscrivere per valorizzare attraverso l’unicità del territorio e la sua conoscenza la specificità dei vini ivi prodotti. Di tutto questo avrò però grande piacere di parlarne in occasione di un prossimo eventuale incontro. Cordialmente Claudio Introini”.
Attendiamo con fiducia l’incontro e ulteriori notizie…

0 pensieri su “Provocazione: coprire le vigne valtellinesi per tutelare i vititicoltori?

  1. Carissimo sig. Ziliani, non voglio, con questo mio commento, mettere in discussione la sua preparazione e professionalità nel parlare di vino ma voglio mettere un accento sulle sue considerazioni a proposito della realtà vitivinicola valtellinese che immagino conoscerà bene vista la vicinanza ma non così bene per esprimere giudizi così duri sui nostri vini, mi riferisco alla frase tra parentesi. Innanzi tutto la “sparata” sta rivelandosi ciò che non si voleva diventasse e cioè una lama a doppio taglio che mette a nudo dei problemi che in qualsiasi realtà commerciale possono esistere ma devono essere risolti all’interno per non danneggiare tutto quello che di buono c’è e sta prestando il fianco a chi non aspetta altro per attaccare un territorio così fragile e difficile com’è la valtellina. I suoi pezzi sono sempre stati pungenti e ad effetto però non credo sia stato nelle intenzioni nemmeno del sig. Murada con le sue parole dar adito a nessuno di parlare in negativo del vino valtellinese, ogni anno i suddetti fanno incetta di premi in ogni degustazione nella quale sono presenti, quindi facciamo parlare i risultati e non le chiacchere da bar.
    Cordialmente Luigi Della Maddalena.

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