Negli States la birra surclassa il vino nei consumi: e da noi?

La notizia ha puntualmente suscitato le perplessità del wine blogger Tyler Colman, autore di un libro assolutamente da leggere, Wine Politics: how Governments, Environmentalists, Mobsters, and Critics Influence the Wines We Drink, in un post (leggi qui) pubblicato sul suo blog Dr Vino.
Secondo l’annuale Gallup survey (sondaggio specializzato opera dell’Istituto Gallup) sulle preferenze nel bere degli americani, dopo il sorpasso compiuto nel 2005 dal vino ai danni della birra nella classifica delle bevande alcoliche preferite, tocca ancora alla spumeggiante bionda distanziare, e di molto, il prodotto a noi tanto caro, con un vantaggio, in termini numerici, schiacciante e a doppio zero, 42 per la birra e solo 31 per il vino (con i liquori ben distanziati, ma stabili a quota 23).
Di questi e altri risultati del sondaggio, trattati in questo ampio report sintesi di testi e illuminanti diagrammi, parlo in questo articolo, pubblicato nelle news del sito Internet dell’A.I.S.
Sarebbe interessante sapere come stiano le cose in Italia, se “la bionda” prevale sul frutto di Bacco oppure no e quali siano i rapporti di forza, nei consumi, tra vino e birra…





E’ scientificamente provato che la birra induce ad uno stato di “depressione” mentre il vino è uno stimolante positivo.
Vista la situazione di scarso ottimismo generale, si può dunque supporre che istintivamente la birra ci mantiene nello stato psicologico in cui viviamo?
Davvero sarebbe interessante conoscere i dati italiani di questo rapporto.
Trovo interessante che i giovani stiano evolvendo verso percentuali favorevoli al vino: forse anche attraverso i blog ricevono maggiore informazione e conoscenza di questa cultura.
Scritto da Giovanna, il 31 luglio, 2008 at 01:38
@Giovanna
Interessante la questione della “prova scientifica” sul fatto che la birra deprima. Mi piacerebbe che lei ponesse qualche link dove trovare queste informazioni, così poi scopriamo ci si riferisce all’effetto delle sostanze contenute nel luppolo, del tutto simili a quelle della … camomilla.
Scritto da danilo, il 31 luglio, 2008 at 11:57
Di certo è che la birra costa meno del vino, si fa con l’acqua, e in situazioni di recessione uno risparmia, se vuole l’alcool e basta. Comunque segnalo un bell’articolo di Carlo Macchi su l’alcolismo e mondo del vino: interrogativi interessanti. http://www.winesurf.it/index.php?file=onenews&form_id_notizia=355
Scritto da Paolo Cianferoni, il 31 luglio, 2008 at 16:25
@Giovanna:
allora perché si dice “a tutta birra” quando uno va forte?
Cordialmente, Paolo
Scritto da Paolo B., TA, il 31 luglio, 2008 at 17:04
Quando l’economia USA rallenta normalmente la birra vende piu’ del vino; costa meno e per un distributore in genere e’ vendita “COD” cash on delivery in molti stati.
Le statistiche di Gallup non sono poi cosi’ negative se si vedono tutti gli aspetti e si incrociano con dati quali Nielsen. Esiste un calo dei brands famosi ma di qualita’ mediocre; vi e’ una crescita dei piccoli produttori di qualita’ in fascia di prezzo accettabile.
Le fasce di eta’ medio alta sono piu’ stabili anche economicamente e quindi meno attaccate dai cambiamenti economici; sono pero’ anche le fasce legate ai vini deprimenti costosi o veramente cheap (anche italiani) ed alle birrucole.
Tuttavia la fascia giovane e’ quella che consuma in genere vini piu’ interessanti meno di massa. Insomma il consumatore si orienta ad una buona birra piuttosto che ad un vino di bassa qualita’.
Scritto da Paolo Bernardi, il 31 luglio, 2008 at 23:42
Danilo: la fonte è certa, ma vocale. Se vuole tenterò di trovare documentazione scritta e le farò sapere. Il luppolo è considerato un calmante, è vero.
Paolo: forse perchè è spumeggiante? in effetti non l’ho mai capita: bevendo birra io mi addormento.
Scritto da Giovanna, il 1 agosto, 2008 at 01:59
@giovanna: lei bevendo birra si addormenta ed è abbastanza normale visto che, appunto, il luppolo ha proprietà calmanti.
Da qui a dire che dall’assunzione di birra possa derivare uno stato di “depressione” mi sembra assai … strano. Anzi, un illustre sconosciuto scrive esattamente il contrario, qui:
http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20080112124041AAcqEFm
qualcuno invece che pare più ferrato, dice invece addirittura che il luppolo è controindicato ai depressi:
http://www.saunamecum.it/Oli/Luppolo.asp
Non vorrei che la “voce” avesse trasmesso in realtà questa controindicazione o una sua traslazione. Ad esempio: il fumo provoca il cancro e quindi il fumo è controindicato a chi ha il cancro; allora se il luppolo è controindicato ai depressi vuol dire che il luppolo è causa della depressione!
Però per non tediare i lettori di questo blog che credo siano più attenti ad argomenti inerenti il vino, nota bevanda “minore” (cit.), mi scriva pure in privato:
sommelier_dmt chiocchiola libero punto it
grazie!
Scritto da danilo, il 1 agosto, 2008 at 10:05