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	<title>Commenti a: Tavola della Comunicazione Alimentare Italiana: cui prodest?</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
	<lastBuildDate>Thu, 18 Mar 2010 10:11:11 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: carlo ravanello</title>
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		<dc:creator>carlo ravanello</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jun 2008 13:29:34 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Franco,

dalle risposte dei colleghi, che conosco tutti personalmente, mi sembra di capire che il progetto di Andrea Dal Cero,amico anche lui, non sia destinato a un grande successo. L&#039;idea di costituire AGENDA,un&#039;associazione di giornalisti enogastronomi,  fortemente voluta da Andrea parecchi anni fa, era già abortita sul nascere allora. Non mi sembra che siano mutate le condizioni che ne avevano decretato la prematura disfatta. Anzi. La presenza poi di un organismo squisitamente amministrativo cui dovrebbe essere riconosciuto un ruolo di &quot;garante&quot;, mi sembra addirittura aberrante.
A proposito: io, di padre brianzolo, la frase la ricordo così &quot; prestiné (panettiere) fa el tò mestee”</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Franco,</p>
<p>dalle risposte dei colleghi, che conosco tutti personalmente, mi sembra di capire che il progetto di Andrea Dal Cero,amico anche lui, non sia destinato a un grande successo. L&#8217;idea di costituire AGENDA,un&#8217;associazione di giornalisti enogastronomi,  fortemente voluta da Andrea parecchi anni fa, era già abortita sul nascere allora. Non mi sembra che siano mutate le condizioni che ne avevano decretato la prematura disfatta. Anzi. La presenza poi di un organismo squisitamente amministrativo cui dovrebbe essere riconosciuto un ruolo di &#8220;garante&#8221;, mi sembra addirittura aberrante.<br />
A proposito: io, di padre brianzolo, la frase la ricordo così &#8221; prestiné (panettiere) fa el tò mestee”</p>
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		<title>Di: guelfo magrini</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/tavola-della-comunicazione-alimentare-italiana-cui-prodest.html/comment-page-1#comment-10634</link>
		<dc:creator>guelfo magrini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 07:17:58 +0000</pubDate>
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		<description>Da quanto mi è sembrato di capire, siamo di fronte ad un tentativo di definizione della metafisica della comunicazione agroalimentare.
A questo proposito consiglio la lettura del romanzo filosofico &quot;Lila&quot;, di Robert Pirsig, incentrato sul tentativo di creare una metafisica della qualità.
Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da quanto mi è sembrato di capire, siamo di fronte ad un tentativo di definizione della metafisica della comunicazione agroalimentare.<br />
A questo proposito consiglio la lettura del romanzo filosofico &#8220;Lila&#8221;, di Robert Pirsig, incentrato sul tentativo di creare una metafisica della qualità.<br />
Saluti</p>
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		<title>Di: Laura Rangoni</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/tavola-della-comunicazione-alimentare-italiana-cui-prodest.html/comment-page-1#comment-10626</link>
		<dc:creator>Laura Rangoni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 19:37:58 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d&#039;accordo con Claudio. Intanto sul fatto dei garanti, che spesso ti trombano per primi. è la solita storia: chi controlla il controllore? Poi, sinceramente, invitare i giornalisti del settore (quali?) proprio a Montepulciano, proprio in questo momento, mi sa tanto di tentativo di rifarsi una verginità. Chi è che diceva che a pensare male si fa sempre bene??</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo con Claudio. Intanto sul fatto dei garanti, che spesso ti trombano per primi. è la solita storia: chi controlla il controllore? Poi, sinceramente, invitare i giornalisti del settore (quali?) proprio a Montepulciano, proprio in questo momento, mi sa tanto di tentativo di rifarsi una verginità. Chi è che diceva che a pensare male si fa sempre bene??</p>
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		<title>Di: Claudio Mollo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/tavola-della-comunicazione-alimentare-italiana-cui-prodest.html/comment-page-1#comment-10620</link>
		<dc:creator>Claudio Mollo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 12:26:45 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Franco, non so che cosa dirti, le perplessità sono tante. Io ad esempio non sapevo niente della cosa e chissà, probabilmente non ne avrei mai saputo niente se non avessi letto il tuo commento. Sarà mica che ancora prima di cominciare siamo già al tu si, tu no, io leggo, tu scrivi, ecc. ecc.? Penso comunque, che in Italia, paese ormai allo sfascio totale dove viene detto tutto e il contrario di tutto, dove chiunque si dichiara in grado di poter fare tutto, dove siamo tutti giornalisti ed esperti del settore, ci siano un po&#039; troppi &quot;garanti&quot; che spesso e volentieri sono quelli che poi ti trombano per primi. Penso che nessuno fa niente per niente e che quindi le cose, così come sono state prospettate non sono assolutamente chiare. Non credo abbia un senso avere un comune al quale giurare fedeltà, che faccia da garante ad un gruppo di giornalisti del settore e poi mi piacerebbe conoscere tutti quelli che sono dietro a questa idea per capire meglio quali intenti &quot;nobili&quot; stanno dando vita a tutto ciò.
Ci sarebbe invece tanto bisogno di un organismo importante che tuteli certe professionalità come quella del giornalista specializzato e non di un ennesima organizzazione o associazione, con garante Montepulciano.....lì ci viene bono il vino, ma i giornalisti non credo proprio!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Franco, non so che cosa dirti, le perplessità sono tante. Io ad esempio non sapevo niente della cosa e chissà, probabilmente non ne avrei mai saputo niente se non avessi letto il tuo commento. Sarà mica che ancora prima di cominciare siamo già al tu si, tu no, io leggo, tu scrivi, ecc. ecc.? Penso comunque, che in Italia, paese ormai allo sfascio totale dove viene detto tutto e il contrario di tutto, dove chiunque si dichiara in grado di poter fare tutto, dove siamo tutti giornalisti ed esperti del settore, ci siano un po&#8217; troppi &#8220;garanti&#8221; che spesso e volentieri sono quelli che poi ti trombano per primi. Penso che nessuno fa niente per niente e che quindi le cose, così come sono state prospettate non sono assolutamente chiare. Non credo abbia un senso avere un comune al quale giurare fedeltà, che faccia da garante ad un gruppo di giornalisti del settore e poi mi piacerebbe conoscere tutti quelli che sono dietro a questa idea per capire meglio quali intenti &#8220;nobili&#8221; stanno dando vita a tutto ciò.<br />
Ci sarebbe invece tanto bisogno di un organismo importante che tuteli certe professionalità come quella del giornalista specializzato e non di un ennesima organizzazione o associazione, con garante Montepulciano&#8230;..lì ci viene bono il vino, ma i giornalisti non credo proprio!!</p>
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		<title>Di: Nicolo' Regazzoni</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/tavola-della-comunicazione-alimentare-italiana-cui-prodest.html/comment-page-1#comment-10618</link>
		<dc:creator>Nicolo' Regazzoni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 11:09:30 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Franco, che bello se questi problemi si potessero risolvere attorno a un tavolo, rotondo o quadrato come dici tu! Io penso che nel fare il mestiere di giornalista non smetti mai di fare esperienze sulla tua pelle, e ho forti dubbi che un&#039;associazione o un&#039;osservatorio possa fare qualcosa per divulgare &quot;deontologia e professionalità&quot;. Quella o ce l&#039;hai o non ce l&#039;hai. Quello che potrebbe servire, tuttalpiù, è tentare di costruire una qualche rete di solidarietà e collaborazione tra noi giornalisti di settore, molti dei quali ormai lavorano fuori dalle redazioni, e non si sentono dunque rappresentati più da nessuno, se non da sè stessi. L&#039;etica e la deontologia, però, sono tutt&#039;altra cosa davvero...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Franco, che bello se questi problemi si potessero risolvere attorno a un tavolo, rotondo o quadrato come dici tu! Io penso che nel fare il mestiere di giornalista non smetti mai di fare esperienze sulla tua pelle, e ho forti dubbi che un&#8217;associazione o un&#8217;osservatorio possa fare qualcosa per divulgare &#8220;deontologia e professionalità&#8221;. Quella o ce l&#8217;hai o non ce l&#8217;hai. Quello che potrebbe servire, tuttalpiù, è tentare di costruire una qualche rete di solidarietà e collaborazione tra noi giornalisti di settore, molti dei quali ormai lavorano fuori dalle redazioni, e non si sentono dunque rappresentati più da nessuno, se non da sè stessi. L&#8217;etica e la deontologia, però, sono tutt&#8217;altra cosa davvero&#8230;</p>
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		<title>Di: Stefano Tesi</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/tavola-della-comunicazione-alimentare-italiana-cui-prodest.html/comment-page-1#comment-10617</link>
		<dc:creator>Stefano Tesi</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 11:04:43 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Franco,
come sai (credo) ho una lunghissima e non sempre felice militanza nell&#039;associazionismo giornalistico istituzionale e non, fonte di infinite speranze e di infinite delusioni. Nonostante il mio innato scetticismo, resto comunque convinto che la componente associativa e condivisa della nostra professione sia importantissima per chi fa un mestiere che, fatalmente, tende a &quot;isolare&quot; i suoi adepti e a fare quindi dei giornalisti persone spesso professionalmente sole. Il che di solito non giova al buon esercizio del giornalismo stesso.
Con queste premesse, non posso che vedere con favore ogni aggregazione sociale, purchè sia in grado di garantire la serietà e l&#039;affidabilità del progetto: qualità purtroppo rarissime nella nostra categoria.
Nel caso specifico - di cui ho appreso da questo blog e al quale, ho saputo, il Consorzio del Nobile non ha voluto partecipare - mi pare che sulla carta le intenzioni siano buone e non condannerei a priori l&#039;iniziativa. Al posto tuo andrei a Montepulciano tra il 4 e il 6/7, vedrei che aria tira, mi chiarirei bene le idee sul chi/come/quando/perchè e poi tirerei le somme.
Sì, le &quot;ingerenze&quot; reclamate dal comune mi paiono un po&#039; ingombranti, ma voglio pensare siano una concessione formale fatta dai promotori per avere ospitalità e legittimazione in un luogo del vino prestigioso e baricentrico: dopodichè ognuno farà il suo mestiere e pretenderà che gli altri facciano il proprio. Altrimenti ciao.
Questa è la mia opinione, espressa con tutto il cinismo a cui il vissuto associativo giornalistico mi spinge. Ma giudicare a priori non mi piace: verifichiamo e poi, se necessario, colpiamo senza pieta.
Ma perchè non dare neanche una chance?
Ciao e a presto,

                                                  Stefano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Franco,<br />
come sai (credo) ho una lunghissima e non sempre felice militanza nell&#8217;associazionismo giornalistico istituzionale e non, fonte di infinite speranze e di infinite delusioni. Nonostante il mio innato scetticismo, resto comunque convinto che la componente associativa e condivisa della nostra professione sia importantissima per chi fa un mestiere che, fatalmente, tende a &#8220;isolare&#8221; i suoi adepti e a fare quindi dei giornalisti persone spesso professionalmente sole. Il che di solito non giova al buon esercizio del giornalismo stesso.<br />
Con queste premesse, non posso che vedere con favore ogni aggregazione sociale, purchè sia in grado di garantire la serietà e l&#8217;affidabilità del progetto: qualità purtroppo rarissime nella nostra categoria.<br />
Nel caso specifico &#8211; di cui ho appreso da questo blog e al quale, ho saputo, il Consorzio del Nobile non ha voluto partecipare &#8211; mi pare che sulla carta le intenzioni siano buone e non condannerei a priori l&#8217;iniziativa. Al posto tuo andrei a Montepulciano tra il 4 e il 6/7, vedrei che aria tira, mi chiarirei bene le idee sul chi/come/quando/perchè e poi tirerei le somme.<br />
Sì, le &#8220;ingerenze&#8221; reclamate dal comune mi paiono un po&#8217; ingombranti, ma voglio pensare siano una concessione formale fatta dai promotori per avere ospitalità e legittimazione in un luogo del vino prestigioso e baricentrico: dopodichè ognuno farà il suo mestiere e pretenderà che gli altri facciano il proprio. Altrimenti ciao.<br />
Questa è la mia opinione, espressa con tutto il cinismo a cui il vissuto associativo giornalistico mi spinge. Ma giudicare a priori non mi piace: verifichiamo e poi, se necessario, colpiamo senza pieta.<br />
Ma perchè non dare neanche una chance?<br />
Ciao e a presto,</p>
<p>                                                  Stefano</p>
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		<title>Di: Laura Rangoni</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/tavola-della-comunicazione-alimentare-italiana-cui-prodest.html/comment-page-1#comment-10614</link>
		<dc:creator>Laura Rangoni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 09:32:10 +0000</pubDate>
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		<description>Questa è bella: un comune - quale che sia - che si fa in un certo senso garante della corretta informazione giornalistica... un comune che insegna a noi, giornalisti (o pseudotali) &quot;le regole di una corretta informazione&quot;...
Perdonami Franco se sono acida come un vinello andato a male, ma, nel nostro mestiere si fa corretta informazione se sei una persona corretta. E chi, se non la nostra coscienza, può essere garante della nostra correttezza?

Auguri alla Tavola. Quanto a me, di tavole preferisco quella imbandita, a casa mia, con le lasagne fatte dalle mie mani sante e un buon vino consigliato da un amico sincero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questa è bella: un comune &#8211; quale che sia &#8211; che si fa in un certo senso garante della corretta informazione giornalistica&#8230; un comune che insegna a noi, giornalisti (o pseudotali) &#8220;le regole di una corretta informazione&#8221;&#8230;<br />
Perdonami Franco se sono acida come un vinello andato a male, ma, nel nostro mestiere si fa corretta informazione se sei una persona corretta. E chi, se non la nostra coscienza, può essere garante della nostra correttezza?</p>
<p>Auguri alla Tavola. Quanto a me, di tavole preferisco quella imbandita, a casa mia, con le lasagne fatte dalle mie mani sante e un buon vino consigliato da un amico sincero.</p>
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