Patrizio Cencioni nuovo presidente al Consorzio del Brunello di Montalcino

Ho appena ricevuto dalla Barabino & Partners, che si occupa da un paio di mesi della comunicazione del Consorzio del Brunello, questo comunicato stampa, che annuncia la nomina del nuovo presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino, avvenuta oggi dopo le dimissioni presentate nei giorni scorsi dal conte Francesco Marone Cinzano.
Il comunicato recita: “Patrizio Cencioni neo Presidente del Consorzio dei produttori del Vino Brunello di Montalcino. La nomina formalizzata oggi all’unanimità dal Consiglio Direttivo. Patrizio Cencioni, montalcinese, 52 anni, è stato eletto oggi Presidente del Consorzio dei produttori del Vino Brunello di Montalcino, con voto unanime da parte dei membri del Consiglio Direttivo.
Cencioni è nato nel 1956 da una famiglia di storici produttori del rinomato vino e nipote di uno dei fondatori del Consorzio, la cui costituzione è avvenuta nel 1967. “Uno dei miei primi obiettivi – ha dichiarato il neo Presidente Patrizio Cencioni – è quello di mantenere l’unità dei produttori per sostenere e ribadire la notorietà e la reputazione che il nostro rinomato vino si è conquistata in Italia e nel mondo negli ultimi decenni.” “Più in particolare – ha continuato Cencioni – il Consorzio sarà chiamato a gestire con equilibrio la situazione attuale e contingente, collaborando in primis con i componenti del Comitato di Garanzia istituito nei giorni scorsi da parte del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali con il compito, per un periodo di 6 mesi, di coordinamento e supervisione dell’attività di controllo sulla produzione del vino DOCG “Brunello di Montalcino” e dei vini DOC “Rosso di Montalcino”, “Moscadello di Montalcino” e “Sant’Antimo””.
Il Consiglio ha plaudito al neo Presidente, dandosi già per la prossima settimana un appuntamento per un aggiornamento della situazione e la verifica delle diverse azioni intraprese e da intraprendere
”.
Questo il testo, molto scarno, del comunicato. Che proponiamo, anche in inglese, su VinoWire.com. Altrove il neo-presidente, confermando una prassi discutibilissima utilizzata anche dai suoi predecessori, di privilegiare un unico sito Internet (manco fosse quello consortile), fornisce più ampie dichiarazioni rispetto al comunicato stampa inviato a tutti i giornalisti e avrebbe dichiarato
che “non c’è all’ordine del giorno nessun cambio del disciplinare.
Nessun produttore lo ha richiesto e che il cambio lo deciderebbe, comunque, l’assemblea” e che “non ci possiamo sostituire alla Magistratura: quando le cose saranno definite, alla fine degli eventuali processi, prenderemo in esame un sistema di eventuali sanzioni per i produttori che hanno sbagliato”.
Sostenendo infine “che la commissione presto inizierà i suoi lavori di verifica di rispondenza del piano dei controlli con particolare riferimento alle condizioni ampeolografiche dei vigneti, alla tecniche viticole e all’immissione al consumo… Verificherà, quindi, quello che è stato fatto in questi anni dal Consorzio del Brunello”. Sempre secondo il sito sopra indicato, “nel Consiglio di amministrazione del Consorzio del Brunello entra Giovanna Ciacci, proprietaria della Tenuta Collosorbo, al posto di Francesco Marone Cinzano, dimesso il 9 giugno (era stato eletto nel maggio 2007)” e nel pomeriggio di ieri, dopo le dimissioni di Francesco Lenza di cui abbiamo già dato notizia, “ha dato le dimissioni dal cda anche Roberto Guerrini (Eredi Fuligni)” che potrebbe essere sostituito “nel prossimo cda (probabilmente il 19 giugno), da Maurizio Tornesi (Tornesi – Le Benducce)”.
Spiace non poter accogliere la nomina di un galantuomo e di un produttore serio come l’amico Patrizio Cencioni, responsabile dell’azienda Capanna e già vice-presidente del Consorzio, con l’entusiasmo ed il plauso che meriterebbe, ma, oggettivamente, anche se il nuovo presidente è persona che offre le più ampie garanzie ed é indiscutibilmente meritevole di rappresentare il mondo produttivo ilcinese, non si può non criticare questa scelta di provvedere, comunque, con una prova di forza, alla nomina di un nuovo presidente, da parte di un Consiglio di amministrazione di cui fanno parte, oltre al neo presidente e ai vice-presidenti confermati, Ferruccio Ricci e Riccardo Talenti, anche alcuni rappresentanti di aziende finite sotto inchiesta come Enrico Viglierchio della Banfi e Giampiero Pazzaglia di Argiano. Persone alle quali il buon gusto ed un elementare scrupolo di correttezza dovrebbe suggerire di dare delle dimissioni “cautelative”.
Non posso che fare le mie felicitazioni ed i miei auguri al buon Patrizio Cencioni, i cui Brunello “parlano” Sangiovese e Montalcino come ben pochi altri.
Ma nel contempo devo assolutamente ribadire come a mio parere la via maestra e obbligata sia quella del dimissionamento, anche mediante un pronunciamento ministeriale se necessario, di tutto il Consiglio di amministrazione del Consorzio, per richiamare tutti i produttori associati a votare e ad eleggere un nuovo Consiglio di amministrazione ed un nuovo Presidente.
Che potrà essere, perché no?, lo stesso Patrizio Cencioni, espressione di un Cda pienamente legittimato e composto da persone e aziende non sfiorate dall’inchiesta in corso e voce di tutti gli associati.

 

0 pensieri su “Patrizio Cencioni nuovo presidente al Consorzio del Brunello di Montalcino

  1. Oh Franco,oggi il Corriere di Siena titolava che il nuovo presidente del consorzio del Brunello era Ferruccio Ricci!!
    Non ho letto l’articolo, questo è vero, ma il titolo nella spalla destra di prima pagina, diceva quello e non mi pare di ricordare male.

  2. mi scusi, ma perché ostinarsi a definire “delegittimato” questo consiglio di amministrazione del Consorzio se nell’esercizio dei suoi pieni poteri ha eletto un nuovo presidente al posto di quello appena dimesso?

  3. Davvero, che peccato che l’ottimo Cencioni non possa essere festeggiato come meriterebbe.
    Invece mi paiono significative le dimissioni di Roberto Guerrini – avvocato e docente universitario -.
    E Leanza?! Drammatico che un consorzio di TUTELA veda andar via un produttore di tale livello e si tenga degli inquisiti (non per aver picchiato la moglie, ma in quanto sospettati di aver trasgredito i principi del proprio mandato).

  4. Ziliani, forse dovrebbe spiegare ben bene ai suoi lettori che si è delegittimati da ogni ruolo che comporta deleghe, quando si è sottoposti a indagini per reati che insistono proprio su quelle stesse deleghe, o che mettono in discussione la propria reputazione.
    Anche se noi italians ce lo dimentichiamo spesso e volentieri, se lo ricordano i nostri (i loro) clienti.
    Non vorrei che in questo momento si occupassero della mia salute i medici del Santa Rita. Finché sono inquisiti. Altro sarà quando si scoprisse che sono innocenti. Per la stessa ragione i consiglieri del consorzio inquisiti dovrebbero auto sospendersi. Se l’avessero fatto, sono convinta che tutti li stimerebbero; invece ora tutti tacciono, secondo lo stile omertoso in voga, ma dietro gli dicono che sono delle m….
    Poi c’è una cosa di cui si dimentica il signor Fulvio, qui sopra, si chiama etica, o anche solo correttezza. Visto da un’altra angolazione, invece, si chiama anche marketing.

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