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	<title>Commenti a: Montalcino: per il cavalier Rivella occorre cambiare il disciplinare</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
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		<title>Di: BESSON</title>
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		<dc:creator>BESSON</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 09:53:56 +0000</pubDate>
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		<description>Superbe région où il fait bon vivre, un vin excellent et un ami, Guelfo que j&#039;aimerais bien recontacter. Merci pour l&#039; Hospitalité Italienne !!!
Eric Besson
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		<content:encoded><![CDATA[<p>Superbe région où il fait bon vivre, un vin excellent et un ami, Guelfo que j&#8217;aimerais bien recontacter. Merci pour l&#8217; Hospitalité Italienne !!!<br />
Eric Besson</p>
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		<title>Di: pep</title>
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		<dc:creator>pep</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 20:47:02 +0000</pubDate>
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		<description>Condivido quello che scrive Giorgia, e lo riporto in un&#039;altra realtà &quot;che ha letto più libri&quot;: Montepulciano.
La situazione, se da un lato ha visto un Consorzio reattivo e comunic-attivo, dall&#039;altro vedrà un tentativo di modifica ulteriore del  disciplinare di produzione, mascherato da &quot;ridefinizione&quot; e &quot;puntualizzaizone&quot; del tutto. A Montepulciano a differenza di Montalcino, purtroppo, mancherà un filone di produttori che vorranno attenersi alla tradizione.
Giorgia ha ragione quando parla di Chiantinello, ma vorrei aggiungere che avrà le stesse caratteristiche del Nobilanti ( o del Chiantobile, come preferite ), con buona pace di chi nei vini cerca un territorio, possibilmente circoscritto e peculiare.
A quel punto, tolte le caratteristiche salienti di questi vini, quando i consumatori si renderanno conto che non c&#039;è più differenza l&#039;unico valore tangibile sarà il prezzo e, credo, allora sarà veramente poco piacevole per tutti dover svendere quello che è stato costruito con tanti sforzi in tanto tempo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Condivido quello che scrive Giorgia, e lo riporto in un&#8217;altra realtà &#8220;che ha letto più libri&#8221;: Montepulciano.<br />
La situazione, se da un lato ha visto un Consorzio reattivo e comunic-attivo, dall&#8217;altro vedrà un tentativo di modifica ulteriore del  disciplinare di produzione, mascherato da &#8220;ridefinizione&#8221; e &#8220;puntualizzaizone&#8221; del tutto. A Montepulciano a differenza di Montalcino, purtroppo, mancherà un filone di produttori che vorranno attenersi alla tradizione.<br />
Giorgia ha ragione quando parla di Chiantinello, ma vorrei aggiungere che avrà le stesse caratteristiche del Nobilanti ( o del Chiantobile, come preferite ), con buona pace di chi nei vini cerca un territorio, possibilmente circoscritto e peculiare.<br />
A quel punto, tolte le caratteristiche salienti di questi vini, quando i consumatori si renderanno conto che non c&#8217;è più differenza l&#8217;unico valore tangibile sarà il prezzo e, credo, allora sarà veramente poco piacevole per tutti dover svendere quello che è stato costruito con tanti sforzi in tanto tempo.</p>
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		<title>Di: ag</title>
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		<dc:creator>ag</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 18:14:35 +0000</pubDate>
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		<description>Gentile signor Arturi,
io, sicuramente, le chiamo risorse. Anzi, preferisco oppurtunità. Giustamente poi, nel mio modo di pensare, ognuno svilupperà queste opportunità (= farà mercato) secondo le proprie capacità, cultura e coscienza (capacità+cultura+coscienza = intelligenza). 
Con queste differenze culturali, è altrettanto sicuro, però, che per WS e altri ((me lo premetternno mr. Suckling e gli altri) quelle stesse opportunità siano viste in maniera molto diversa.
A dopo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile signor Arturi,<br />
io, sicuramente, le chiamo risorse. Anzi, preferisco oppurtunità. Giustamente poi, nel mio modo di pensare, ognuno svilupperà queste opportunità (= farà mercato) secondo le proprie capacità, cultura e coscienza (capacità+cultura+coscienza = intelligenza).<br />
Con queste differenze culturali, è altrettanto sicuro, però, che per WS e altri ((me lo premetternno mr. Suckling e gli altri) quelle stesse opportunità siano viste in maniera molto diversa.<br />
A dopo.</p>
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	<item>
		<title>Di: marco arturi</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/montalcino-per-il-cavalier-rivella-occorre-cambiare-il-disciplinare.html/comment-page-1#comment-10345</link>
		<dc:creator>marco arturi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 17:32:51 +0000</pubDate>
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		<description>Ciò che ha scritto Giorgia è, come sempre, condivisibile e lo sottoscrivo senza esitazioni. Ad Ag mi limito invece a dire che l&#039;avidità della quale parla - che esiste, eccome -è stata alimentata e diffusa dal sistema che io e quelli che hanno sottoscritto il nostro appello contestiamo e siamo determinati a contrastare. Un sistema, caro Ag, costretto a esprimersi in centesimi per mascherare un gigantesco vuoto culturale. Sono sicuro che anche lei sia convinto che se Wine Speculator, le guide e altri avessero premiato i vini in base a parametri quali la territorialità, la complessità e la purezza nessuno a Montalcino si sarebbe sognato di definire &quot;vincoli&quot; le regole del disciplinare. Io dico che avrebbe utilizzato un altro aggettivo, per definire quelle regole: le avrebbe chiamate &quot;risorse&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciò che ha scritto Giorgia è, come sempre, condivisibile e lo sottoscrivo senza esitazioni. Ad Ag mi limito invece a dire che l&#8217;avidità della quale parla &#8211; che esiste, eccome -è stata alimentata e diffusa dal sistema che io e quelli che hanno sottoscritto il nostro appello contestiamo e siamo determinati a contrastare. Un sistema, caro Ag, costretto a esprimersi in centesimi per mascherare un gigantesco vuoto culturale. Sono sicuro che anche lei sia convinto che se Wine Speculator, le guide e altri avessero premiato i vini in base a parametri quali la territorialità, la complessità e la purezza nessuno a Montalcino si sarebbe sognato di definire &#8220;vincoli&#8221; le regole del disciplinare. Io dico che avrebbe utilizzato un altro aggettivo, per definire quelle regole: le avrebbe chiamate &#8220;risorse&#8221;.</p>
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	<item>
		<title>Di: giorgia</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/montalcino-per-il-cavalier-rivella-occorre-cambiare-il-disciplinare.html/comment-page-1#comment-10339</link>
		<dc:creator>giorgia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 11:17:08 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Marco Arturi, posso dire che ADORO quello che ha scritto qui sopra?!
Con poche lucide e semplici frasi ha sintetizzato la diversità tra    l&#039;agricoltura italiana, lo stile di vita, il cibo e le belle e buone cose che il Bel Paese saprebbe produrre, e quelli che gli speculano addosso...
Mentre scrivo questo commento, so che sono successe cose a Montalcino e quindi aggiungo: occhio signori produttori, non abbassate la guardia, perché ora - più che mai - cercheranno di fare la festa al disciplinare.
Perché non solo permangono, ma si fanno sempre più stringenti le ragioni che hanno generato questo casino epocale.
Ora più che mai - da un lato la politica, dall&#039;altro chi ha a bilancio un tot di ettolitri di Brunello da mandare avanti - vi saranno pressioni per un cambio di disciplinare.
Ciò che è stato sprangato fuori dalla porta può rientrare, con aria innocente e ali lievi, dalla finestra. Potreste ritrovarvi davanti a qualcuno che DARA&#039; PER SCONTATO che il disciplinare deve comunque essere cambiato. Un golpe?! No un blitz con buone probabilità di successo.
In guardia, o vi troverete con il Chianticello. E con la svalutazione automatica del vostro lavoro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Marco Arturi, posso dire che ADORO quello che ha scritto qui sopra?!<br />
Con poche lucide e semplici frasi ha sintetizzato la diversità tra    l&#8217;agricoltura italiana, lo stile di vita, il cibo e le belle e buone cose che il Bel Paese saprebbe produrre, e quelli che gli speculano addosso&#8230;<br />
Mentre scrivo questo commento, so che sono successe cose a Montalcino e quindi aggiungo: occhio signori produttori, non abbassate la guardia, perché ora &#8211; più che mai &#8211; cercheranno di fare la festa al disciplinare.<br />
Perché non solo permangono, ma si fanno sempre più stringenti le ragioni che hanno generato questo casino epocale.<br />
Ora più che mai &#8211; da un lato la politica, dall&#8217;altro chi ha a bilancio un tot di ettolitri di Brunello da mandare avanti &#8211; vi saranno pressioni per un cambio di disciplinare.<br />
Ciò che è stato sprangato fuori dalla porta può rientrare, con aria innocente e ali lievi, dalla finestra. Potreste ritrovarvi davanti a qualcuno che DARA&#8217; PER SCONTATO che il disciplinare deve comunque essere cambiato. Un golpe?! No un blitz con buone probabilità di successo.<br />
In guardia, o vi troverete con il Chianticello. E con la svalutazione automatica del vostro lavoro.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: ag</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/montalcino-per-il-cavalier-rivella-occorre-cambiare-il-disciplinare.html/comment-page-1#comment-10338</link>
		<dc:creator>ag</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jun 2008 11:15:47 +0000</pubDate>
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		<description>Signori, signori,
allora iniziamo. Ma prima una premessa: non credo che in qualsiasi mio scritto pubblicato qui o pensiero espresso a voce, io abbia mai menifestato apprezzamento per il vino del Castello o per certi vini &quot;moderni&quot;. (vorrei far notare che neanche li chiamo con il nome della denominazione.)
Signor Cintolesi,
Anche io ho inziato a bere Brunelli prodotti dal padre di un amico con il fattore (come si chiamava allora) amico di mio nonno a metà anni 80. Credo che producessero ca 5000 bottiglie e Siena fosse la distribuzione più lontana, a parte i due storici Biondi Santi e Cinelli Colombini. Oggi, che mi risulti, i produttori sono 230 e producono (stime previste per il 2004) 11 mln di bottiglie. Le beviamo ancora tutte a Siena? Ah per la cronaca, il padre del mio amico la azienda la vendette nei primi anni &#039;80 perchè perdeva.
La MIA adorata Siena è sputtanata per colpa di amministratori incapaci e soprattutto INCOLTI. Riflettono appieno chi li vota. Evidentemente sono quello che ci meritiamo. (che valga anche per qualche altra organizzazione?)
Signora Laura, sono assolutammente d&#039;accordo con lei.
Signor Arturi,&quot; ma la corsa non era gratis: adesso che coloro che hanno il potere di trasformare un vino in status symbol hanno presentato il conto&quot;: è l&#039; avidità di un sistema (ricordo che le aziende inquisite sono 93 su 230 e perchè le indagini sono state stoppate dall&#039;alto, perchè altrimenti, ripeto, per me le innocenti non sarebbero più di 20 ) fatto di persone da poco (Pirandello) ad aver presentato il conto. E&#039; vero che, anche qui, la stada la hanno aperta gli stessi.
A dopo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Signori, signori,<br />
allora iniziamo. Ma prima una premessa: non credo che in qualsiasi mio scritto pubblicato qui o pensiero espresso a voce, io abbia mai menifestato apprezzamento per il vino del Castello o per certi vini &#8220;moderni&#8221;. (vorrei far notare che neanche li chiamo con il nome della denominazione.)<br />
Signor Cintolesi,<br />
Anche io ho inziato a bere Brunelli prodotti dal padre di un amico con il fattore (come si chiamava allora) amico di mio nonno a metà anni 80. Credo che producessero ca 5000 bottiglie e Siena fosse la distribuzione più lontana, a parte i due storici Biondi Santi e Cinelli Colombini. Oggi, che mi risulti, i produttori sono 230 e producono (stime previste per il 2004) 11 mln di bottiglie. Le beviamo ancora tutte a Siena? Ah per la cronaca, il padre del mio amico la azienda la vendette nei primi anni &#8216;80 perchè perdeva.<br />
La MIA adorata Siena è sputtanata per colpa di amministratori incapaci e soprattutto INCOLTI. Riflettono appieno chi li vota. Evidentemente sono quello che ci meritiamo. (che valga anche per qualche altra organizzazione?)<br />
Signora Laura, sono assolutammente d&#8217;accordo con lei.<br />
Signor Arturi,&#8221; ma la corsa non era gratis: adesso che coloro che hanno il potere di trasformare un vino in status symbol hanno presentato il conto&#8221;: è l&#8217; avidità di un sistema (ricordo che le aziende inquisite sono 93 su 230 e perchè le indagini sono state stoppate dall&#8217;alto, perchè altrimenti, ripeto, per me le innocenti non sarebbero più di 20 ) fatto di persone da poco (Pirandello) ad aver presentato il conto. E&#8217; vero che, anche qui, la stada la hanno aperta gli stessi.<br />
A dopo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Filippo Cintolesi</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/montalcino-per-il-cavalier-rivella-occorre-cambiare-il-disciplinare.html/comment-page-1#comment-10324</link>
		<dc:creator>Filippo Cintolesi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 08:03:09 +0000</pubDate>
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		<description>Senza &quot;il Castello&quot; non ci sarebbe mai stato &quot;il Brunello e il sistema economico-turistico che ha generato&quot;? Ma stiamo scherzando? Personalmente ricordo di aver cominciato a bere brunelli verso la fine degli anni settanta, e li ricordo molto buoni e molto diversi da come mi sembrano ora. Del &quot;Castello&quot; e&#039; sempre girata una voce, in quel di Siena, e per nulla lusinghiera. Quel che e&#039; seguito mi pare solo di conseguenza.

Quanto al &quot;sistema economico-turistico&quot; che il Brunello avrebbe generato, sarebbe innanzitutto forse piu&#039; opportuno dire che tale sistema e&#039; stato generato dalla follia che a partire dagli anni novanta ha cominciato a circondare il mondo del vino, e che ha raggiunto il suo apice fra 1997 e 2001; in secondo luogo e&#039; sicuramente opportuno precisare che tale &quot;sistema economico-turistico&quot;, sebbene abbia rappresentato la fortuna di alcuni, sia pero&#039; alla base dell&#039;attuale sputtanamento di un intero territorio (Siena e le cosiddette Terre di Siena) come e&#039; possibile verificare oggi. Sputtanamento relativo, si intende, e a tale valutazione puo&#039; concorrere chi raffronta la situazione attuale con quella passata di un venti venticinque anni fa in quello stesso territorio, e non chi lo raffronta ad altri territori indubbiamente molto piu&#039; sputtanati (ma chissenefrega, concedetemi).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Senza &#8220;il Castello&#8221; non ci sarebbe mai stato &#8220;il Brunello e il sistema economico-turistico che ha generato&#8221;? Ma stiamo scherzando? Personalmente ricordo di aver cominciato a bere brunelli verso la fine degli anni settanta, e li ricordo molto buoni e molto diversi da come mi sembrano ora. Del &#8220;Castello&#8221; e&#8217; sempre girata una voce, in quel di Siena, e per nulla lusinghiera. Quel che e&#8217; seguito mi pare solo di conseguenza.</p>
<p>Quanto al &#8220;sistema economico-turistico&#8221; che il Brunello avrebbe generato, sarebbe innanzitutto forse piu&#8217; opportuno dire che tale sistema e&#8217; stato generato dalla follia che a partire dagli anni novanta ha cominciato a circondare il mondo del vino, e che ha raggiunto il suo apice fra 1997 e 2001; in secondo luogo e&#8217; sicuramente opportuno precisare che tale &#8220;sistema economico-turistico&#8221;, sebbene abbia rappresentato la fortuna di alcuni, sia pero&#8217; alla base dell&#8217;attuale sputtanamento di un intero territorio (Siena e le cosiddette Terre di Siena) come e&#8217; possibile verificare oggi. Sputtanamento relativo, si intende, e a tale valutazione puo&#8217; concorrere chi raffronta la situazione attuale con quella passata di un venti venticinque anni fa in quello stesso territorio, e non chi lo raffronta ad altri territori indubbiamente molto piu&#8217; sputtanati (ma chissenefrega, concedetemi).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: guelfo magrini</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/montalcino-per-il-cavalier-rivella-occorre-cambiare-il-disciplinare.html/comment-page-1#comment-10323</link>
		<dc:creator>guelfo magrini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 07:23:11 +0000</pubDate>
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		<description>Come anticipa l&#039;intervento di Arturi, la causa di tutti i mali del vino italiano non è che esista un &quot;comitato di affari&quot; trasversale che cerca in tutti i modi (più o meno leciti ovvero più o meno trasparenti) di pilotare il sistema vitivinicolo nazionale (disciplinari, OGM, mercato, trucioli, baginbox, tappo a vite, ecc.); quelli fanno gli affari loro. Il problema macroscopico è che non esiste contraddittorio; nessuna organizzazione più &quot;rappresentativa&quot; di un manipolo di giornalisti intelligenti e di produttori lucidi (ho messo le virgolette perché non è più chiaro cosa rappresentino se non se stessi) si mette a disposizione per difendere i valori agricolo-artigianali del nostro territorio favorendo nei fatti questo liberismo selvaggio che spinge verso una totale delegittimazione dell&#039;enologia di qualità, unica garanzia di ricchezza economica e culturale per la filiera italiana. Sono riusciti a eliminare il dibattito istituzionale. ma Riccardo Margheriti, Mario Fregoni, Attilio Scienza e potrei nominarne tanti altri, che per anni si sono battuti sul fronte della qualità del vino italiano, non provano nemmeno un pò di vergogna?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come anticipa l&#8217;intervento di Arturi, la causa di tutti i mali del vino italiano non è che esista un &#8220;comitato di affari&#8221; trasversale che cerca in tutti i modi (più o meno leciti ovvero più o meno trasparenti) di pilotare il sistema vitivinicolo nazionale (disciplinari, OGM, mercato, trucioli, baginbox, tappo a vite, ecc.); quelli fanno gli affari loro. Il problema macroscopico è che non esiste contraddittorio; nessuna organizzazione più &#8220;rappresentativa&#8221; di un manipolo di giornalisti intelligenti e di produttori lucidi (ho messo le virgolette perché non è più chiaro cosa rappresentino se non se stessi) si mette a disposizione per difendere i valori agricolo-artigianali del nostro territorio favorendo nei fatti questo liberismo selvaggio che spinge verso una totale delegittimazione dell&#8217;enologia di qualità, unica garanzia di ricchezza economica e culturale per la filiera italiana. Sono riusciti a eliminare il dibattito istituzionale. ma Riccardo Margheriti, Mario Fregoni, Attilio Scienza e potrei nominarne tanti altri, che per anni si sono battuti sul fronte della qualità del vino italiano, non provano nemmeno un pò di vergogna?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Laura Rangoni</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/montalcino-per-il-cavalier-rivella-occorre-cambiare-il-disciplinare.html/comment-page-1#comment-10320</link>
		<dc:creator>Laura Rangoni</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 20:18:19 +0000</pubDate>
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		<description>Ah se il Brunello potesse parlare! Infatti lui, poverino, è la sola vera vittima. Un tempo era un vino. Un ottimo vino. Ora è stato adulterato, truccato come una vecchia attrice da avanspettacolo, e tutto ciò solo e unicamente per soldi. Che nostalgia! Che talento sprecato! Che squallore tutte queste polemiche! Che figure da cioccolatai che continuiamo a fare all&#039;estero, ma soprattutto, che tristezza!
Il denaro è davvero o sterco del diavolo. e non è buono nemmeno per concimare le vigne...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ah se il Brunello potesse parlare! Infatti lui, poverino, è la sola vera vittima. Un tempo era un vino. Un ottimo vino. Ora è stato adulterato, truccato come una vecchia attrice da avanspettacolo, e tutto ciò solo e unicamente per soldi. Che nostalgia! Che talento sprecato! Che squallore tutte queste polemiche! Che figure da cioccolatai che continuiamo a fare all&#8217;estero, ma soprattutto, che tristezza!<br />
Il denaro è davvero o sterco del diavolo. e non è buono nemmeno per concimare le vigne&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marco arturi</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/montalcino-per-il-cavalier-rivella-occorre-cambiare-il-disciplinare.html/comment-page-1#comment-10319</link>
		<dc:creator>marco arturi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jun 2008 16:06:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vinoalvino.org/blog/2008/06/montalcino-per-il-cavalier-rivella-occorre-cambiare-il-disciplinare.html#comment-10319</guid>
		<description>@ Ag - &quot;senza di loro non ci sarebbe mai stato il Brunello&quot;, ha scritto lei: mai sentito nominare un certo Franco Biondi Santi? L&#039;azienda che lei chiama affettuosamente &quot;il castello&quot; ha invece giocato, a partire dagli anni settanta, un ruolo di primo piano nel processo di trasformazione del Brunello da grande vino di territorio a fenomeno da esportazione e da ostentazione. Sicuramente si tratta di una delle aziende che hanno fatto da traino commerciale, ma la corsa non era gratis: adesso che coloro che hanno il potere di trasformare un vino in status symbol hanno presentato il conto - espresso in centesimi, va da sé - e il Brunello è stato completamente sputtanato in tutto il mondo(mi si perdoni il francesismo, ma a volte le cose vanno dette fuor di metafora e rifuggendo gli eufemismi...) siamo proprio contenti?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Ag &#8211; &#8220;senza di loro non ci sarebbe mai stato il Brunello&#8221;, ha scritto lei: mai sentito nominare un certo Franco Biondi Santi? L&#8217;azienda che lei chiama affettuosamente &#8220;il castello&#8221; ha invece giocato, a partire dagli anni settanta, un ruolo di primo piano nel processo di trasformazione del Brunello da grande vino di territorio a fenomeno da esportazione e da ostentazione. Sicuramente si tratta di una delle aziende che hanno fatto da traino commerciale, ma la corsa non era gratis: adesso che coloro che hanno il potere di trasformare un vino in status symbol hanno presentato il conto &#8211; espresso in centesimi, va da sé &#8211; e il Brunello è stato completamente sputtanato in tutto il mondo(mi si perdoni il francesismo, ma a volte le cose vanno dette fuor di metafora e rifuggendo gli eufemismi&#8230;) siamo proprio contenti?</p>
]]></content:encoded>
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