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	<title>Commenti a: Luca Zaia (ministro leghista) a ruota libera sull’affaire Brunello di Montalcino</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
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		<title>Di: Francesco Tonon</title>
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		<dc:creator>Francesco Tonon</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 11:26:13 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Franco, mi ricordo di quando hai in questo sito dato una (giusta) apertura di credito al Ministro Zaia. Ora quell&#039;apertura che avevi dato poco tempo fa si sta pero&#039; rapidamente chiudendo e purtroppo il ministro con l&#039;intervista faxata (vorrei pero&#039; ovviamente purtroppo ricordare che in Italia i giornalisti intervistano sempre per &quot;fax&quot; con le risposte centellinate e riguardate e senza capacità di repliche, salvo in poche trasmissioni televisive che fanno poi sempre scandalo) mostra di non essere all&#039;altezza del compito che gli si è assegnato.

Non solo, e vorrei anche ricordare che le sue parole viaggiano all&#039;esatto opposto di quello che l&#039;Italia cerca di sostenere a livello internazionale, cioè la protezione dei prodotti tipici attraverso indicazioni geografiche sostenendo principalmente che certe denominazioni (alimenti e vini) devono essere protette perchè sono il prodotto di processi tradizionali che risalgono nel tempo e sono strettamente legati ad un territorio e a un procedimento di produzione specifico.

Se vogliamo fare il brunello come si fa un soft drink come la coca-cola allora caro ministro permetta anche ad americani, australiani, neozelandesi e altri di produrre vini che si chiamano brunello, barolo. E lo stesso valga per parmigiano reggiano o prosciutto di Parma.

Voler difendere certi produttori di brunello ora andando contro la posizione che l&#039;Italia sostiene in campo internazionale è contro-producente e soprattutto non fa che portare colpi alla credibilità dell&#039;Italia che già viaggia a livelli piuttosto bassi.

Sono sempre più dell&#039;idea che ci voglia un&#039;azione più forte per salvare almeno quel po&#039; di tradizione e non annegare nel grande mare degli IGT.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Franco, mi ricordo di quando hai in questo sito dato una (giusta) apertura di credito al Ministro Zaia. Ora quell&#8217;apertura che avevi dato poco tempo fa si sta pero&#8217; rapidamente chiudendo e purtroppo il ministro con l&#8217;intervista faxata (vorrei pero&#8217; ovviamente purtroppo ricordare che in Italia i giornalisti intervistano sempre per &#8220;fax&#8221; con le risposte centellinate e riguardate e senza capacità di repliche, salvo in poche trasmissioni televisive che fanno poi sempre scandalo) mostra di non essere all&#8217;altezza del compito che gli si è assegnato.</p>
<p>Non solo, e vorrei anche ricordare che le sue parole viaggiano all&#8217;esatto opposto di quello che l&#8217;Italia cerca di sostenere a livello internazionale, cioè la protezione dei prodotti tipici attraverso indicazioni geografiche sostenendo principalmente che certe denominazioni (alimenti e vini) devono essere protette perchè sono il prodotto di processi tradizionali che risalgono nel tempo e sono strettamente legati ad un territorio e a un procedimento di produzione specifico.</p>
<p>Se vogliamo fare il brunello come si fa un soft drink come la coca-cola allora caro ministro permetta anche ad americani, australiani, neozelandesi e altri di produrre vini che si chiamano brunello, barolo. E lo stesso valga per parmigiano reggiano o prosciutto di Parma.</p>
<p>Voler difendere certi produttori di brunello ora andando contro la posizione che l&#8217;Italia sostiene in campo internazionale è contro-producente e soprattutto non fa che portare colpi alla credibilità dell&#8217;Italia che già viaggia a livelli piuttosto bassi.</p>
<p>Sono sempre più dell&#8217;idea che ci voglia un&#8217;azione più forte per salvare almeno quel po&#8217; di tradizione e non annegare nel grande mare degli IGT.</p>
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		<title>Di: Colinmckenzie</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/luca-zaia-ministro-leghista-a-ruota-libera-sull%e2%80%99affaire-brunello-di-montalcino.html/comment-page-1#comment-10683</link>
		<dc:creator>Colinmckenzie</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 16:15:46 +0000</pubDate>
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		<description>Il discorso &#039;educare la gente ad un certo vino&#039; mi sembra difficile. Magari al nord andrà meglio, qui a Roma la distinzione che fa il consumatore medio (anche di buona cultura generale) è tra Tavernello e vino da due euro al supermercato. Oltre è difficile andare.
Poi, nel merito del disciplinare, è indubbio che farebbe comodo nell&#039;immediato avere un disciplinare più morbido, così come il gusto di certi brunelli-nonbrunelli. Tutto sta a vedere se nel lungo periodo seguire le mode conviene o meno. A questo punto, se uno vuole fare un vino piacione/paraculo, tanto vale passare a IGT, pompare una definizione trendy-burina (tipo superBrunello) che fa mercato e dovrebbero essere tutti contenti, tradizionalisti e ultraliberisti...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il discorso &#8216;educare la gente ad un certo vino&#8217; mi sembra difficile. Magari al nord andrà meglio, qui a Roma la distinzione che fa il consumatore medio (anche di buona cultura generale) è tra Tavernello e vino da due euro al supermercato. Oltre è difficile andare.<br />
Poi, nel merito del disciplinare, è indubbio che farebbe comodo nell&#8217;immediato avere un disciplinare più morbido, così come il gusto di certi brunelli-nonbrunelli. Tutto sta a vedere se nel lungo periodo seguire le mode conviene o meno. A questo punto, se uno vuole fare un vino piacione/paraculo, tanto vale passare a IGT, pompare una definizione trendy-burina (tipo superBrunello) che fa mercato e dovrebbero essere tutti contenti, tradizionalisti e ultraliberisti&#8230;</p>
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		<title>Di: giorgia</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/luca-zaia-ministro-leghista-a-ruota-libera-sull%e2%80%99affaire-brunello-di-montalcino.html/comment-page-1#comment-10680</link>
		<dc:creator>giorgia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 12:32:19 +0000</pubDate>
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		<description>Leggevo il solito articolo di Davide Paolini, sul domenicale del Sole, che parla dei taroccamenti, degli &#039;allungamenti&#039; - come riporterebbe Fittipaldi -
insomma delle contraffazioni e delle gabole, messe in atto dai soliti FURBI, in materia di prodotti che hanno FORTI CONNOTATI DI TIPICITA&#039;, nel comparto enoalimentare italiano.
Questa volta si trattava della &#039;colatura di alici&#039; prodotta a Cetara. Un condimento che - proprio a causa della rarità e prelibatezza (per coloro a cui piace) - sta avendo un grande successo e si sta affermando nelle cucine più raffinate.
Il successo ha immediatamente prodotto dei falsi, che non provengono dallo stesso FATICOSO ed ELABORATO procedimento produttivo, che hanno un sapore ADDOMESTICATO e un odore MENO FORTE della &#039;colatura di alici&#039; della tradizione; colatura che però sta assurgendo a chiara fama (e fatturato).

MENTRE LEGGEVO MI CHIEDEVO:
ma se questi pescatori avessero un disciplinare (per garantire l&#039;originalità del loro prodotto, e per tutelarne i caratteri); e se questi pescatori un giorno scoprissero (o se un attento consumatore di colatura avesse scoperto) che qualcuno tra loro, anzi molti, ha tradito il disciplinare (per sveltire il processo produttivo, o per produrre una &#039;colatura&#039; più &#039;rotonda&#039; e meno &#039;forte&#039; ad usum americani, o per ignoranza, o farabuttaggine, o stupidità), e di conseguenza i colpevoli di questa furbata venissero deferiti all&#039;autorità giudiziaria,...
MI CHIEDEVO quindi: ma il MINISTRO, il ministro leghista - duro e puro - penserebbe ad un cambio di disciplinare della &#039;colatura di alici&#039;, perché gli americani trovano intollerabile quella puzzetta di pesce fracico e preferiscono un sapore - diciamo - più pulito? E permetterebbe, il ministro, un&#039;aggiunta di colatura di sarde (purché sempre partenopee), apportatrici di un profumo meno offensivo e invadente?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggevo il solito articolo di Davide Paolini, sul domenicale del Sole, che parla dei taroccamenti, degli &#8216;allungamenti&#8217; &#8211; come riporterebbe Fittipaldi -<br />
insomma delle contraffazioni e delle gabole, messe in atto dai soliti FURBI, in materia di prodotti che hanno FORTI CONNOTATI DI TIPICITA&#8217;, nel comparto enoalimentare italiano.<br />
Questa volta si trattava della &#8216;colatura di alici&#8217; prodotta a Cetara. Un condimento che &#8211; proprio a causa della rarità e prelibatezza (per coloro a cui piace) &#8211; sta avendo un grande successo e si sta affermando nelle cucine più raffinate.<br />
Il successo ha immediatamente prodotto dei falsi, che non provengono dallo stesso FATICOSO ed ELABORATO procedimento produttivo, che hanno un sapore ADDOMESTICATO e un odore MENO FORTE della &#8216;colatura di alici&#8217; della tradizione; colatura che però sta assurgendo a chiara fama (e fatturato).</p>
<p>MENTRE LEGGEVO MI CHIEDEVO:<br />
ma se questi pescatori avessero un disciplinare (per garantire l&#8217;originalità del loro prodotto, e per tutelarne i caratteri); e se questi pescatori un giorno scoprissero (o se un attento consumatore di colatura avesse scoperto) che qualcuno tra loro, anzi molti, ha tradito il disciplinare (per sveltire il processo produttivo, o per produrre una &#8216;colatura&#8217; più &#8216;rotonda&#8217; e meno &#8216;forte&#8217; ad usum americani, o per ignoranza, o farabuttaggine, o stupidità), e di conseguenza i colpevoli di questa furbata venissero deferiti all&#8217;autorità giudiziaria,&#8230;<br />
MI CHIEDEVO quindi: ma il MINISTRO, il ministro leghista &#8211; duro e puro &#8211; penserebbe ad un cambio di disciplinare della &#8216;colatura di alici&#8217;, perché gli americani trovano intollerabile quella puzzetta di pesce fracico e preferiscono un sapore &#8211; diciamo &#8211; più pulito? E permetterebbe, il ministro, un&#8217;aggiunta di colatura di sarde (purché sempre partenopee), apportatrici di un profumo meno offensivo e invadente?</p>
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		<title>Di: ag</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/luca-zaia-ministro-leghista-a-ruota-libera-sull%e2%80%99affaire-brunello-di-montalcino.html/comment-page-1#comment-10679</link>
		<dc:creator>ag</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 08:52:03 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno.
Ehhhh.......... quanto è complicato l&#039;affaire Brunello (o brunello ?). Ora abbiamo anche il Ministro che insieme al nome Brunello cita il gin tonic (perchè no le spriz visto che è veneto?)! Il Ministro che prima lo difende (“Il Brunello è il più prestigioso vino nazionale&quot;), poi lo affossa (&quot;se i consumatori, che il disciplinare sanno a stento cosa sia, preferiscono un vino più rotondo e morbido, si conceda al loro palato la giusta soddisfazione&quot;). C&#039;è qualcuno degno dapprima di pensiero, poi di credibilità (qualità da presentare rigorosamente insieme, non divise, eh!) in questo troiaio?
Ieri sera ho incrociato il Dottore: la prego, dica qualcosa!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno.<br />
Ehhhh&#8230;&#8230;&#8230;. quanto è complicato l&#8217;affaire Brunello (o brunello ?). Ora abbiamo anche il Ministro che insieme al nome Brunello cita il gin tonic (perchè no le spriz visto che è veneto?)! Il Ministro che prima lo difende (“Il Brunello è il più prestigioso vino nazionale&#8221;), poi lo affossa (&#8220;se i consumatori, che il disciplinare sanno a stento cosa sia, preferiscono un vino più rotondo e morbido, si conceda al loro palato la giusta soddisfazione&#8221;). C&#8217;è qualcuno degno dapprima di pensiero, poi di credibilità (qualità da presentare rigorosamente insieme, non divise, eh!) in questo troiaio?<br />
Ieri sera ho incrociato il Dottore: la prego, dica qualcosa!</p>
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	<item>
		<title>Di: debord</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/luca-zaia-ministro-leghista-a-ruota-libera-sull%e2%80%99affaire-brunello-di-montalcino.html/comment-page-1#comment-10678</link>
		<dc:creator>debord</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 08:27:26 +0000</pubDate>
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		<description>Franco carissimo, ti sei messo a cavar sangue dalle rape?
Leggendo l&#039;intervista integrale si capisce benissimo che non è un&#039;intervista: trattasi in realtà di domande faxate al segretario del ministro e poi da questi diligentemente compilate e rispedite al mittente!
Vogliamo chiamare ciò giornalismo? Suvvia, non esageriamo!

Immagino te che intervisti un tipo (mettiamo un ministro) che dice &quot;Basta con i vini duri&quot; e che paragona la caipirinha al Brunello: quanti secondi di vita gli avresti lasciato, prima di sbranarlo vivo?
;-)

P.s.: ma ai leghisti, non gli piaceva &quot;duro&quot;?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Franco carissimo, ti sei messo a cavar sangue dalle rape?<br />
Leggendo l&#8217;intervista integrale si capisce benissimo che non è un&#8217;intervista: trattasi in realtà di domande faxate al segretario del ministro e poi da questi diligentemente compilate e rispedite al mittente!<br />
Vogliamo chiamare ciò giornalismo? Suvvia, non esageriamo!</p>
<p>Immagino te che intervisti un tipo (mettiamo un ministro) che dice &#8220;Basta con i vini duri&#8221; e che paragona la caipirinha al Brunello: quanti secondi di vita gli avresti lasciato, prima di sbranarlo vivo?<br />
 <img src='http://vinoalvino.org/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>P.s.: ma ai leghisti, non gli piaceva &#8220;duro&#8221;?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Andrea Toselli</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/luca-zaia-ministro-leghista-a-ruota-libera-sull%e2%80%99affaire-brunello-di-montalcino.html/comment-page-1#comment-10676</link>
		<dc:creator>Andrea Toselli</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2008 07:44:51 +0000</pubDate>
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		<description>La politica è l&#039;arte del possibile.
Se, come afferma il ministro, &quot;Gli americani vogliono chiarezza, vogliono comprare quello che promettono le etichette sulle bottiglie.&quot;, occorre cambiare il disciplinare con effetto retroattivo. 
Una specie di indulto enoico.
Chi, entro due giorni, troverà una soluzione appena appena potabile, avrà il futuro assicurato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La politica è l&#8217;arte del possibile.<br />
Se, come afferma il ministro, &#8220;Gli americani vogliono chiarezza, vogliono comprare quello che promettono le etichette sulle bottiglie.&#8221;, occorre cambiare il disciplinare con effetto retroattivo.<br />
Una specie di indulto enoico.<br />
Chi, entro due giorni, troverà una soluzione appena appena potabile, avrà il futuro assicurato.</p>
]]></content:encoded>
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