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	<title>Commenti a: Caso Montalcino? Anche i giornalisti hanno le loro colpe…</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
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		<title>Di: Laura Rangoni</title>
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		<dc:creator>Laura Rangoni</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 06:31:10 +0000</pubDate>
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		<description>Visto che nessuna donna risponde, metto lo zampino.
Donni ha ragione: un vino (come una donna) deve essere intrinsecamente bello/buono. Però c&#039;è un però. Io sono sicuramente più sexy di Ziliani, ma sono meno conosciuta, quindi valgo meno. E far notare che esistono vini buoni di piccoli produttori onesti è il nostro mestiere. E qui torniamo alla questione deontologica...

Pasini ha ragione dal canto suo: un vino può essere buono ma non se lo considera nessuno perchè i media non ne fanno un mito, e allora tanto vale piegarsi alle leggi del mercato (della serie: tengo famiglia e devo pure campare).
In mezzo in questo caso non ci sta la virtù, ma l&#039;onestà. Ci sono vini &quot;in&quot; e strapagati che sono emerite puttanate. e vini sinceri, buoni, fatti bene, che costano meno di 10 euro la bottiglia. Credo, Pasini, che chi compera la maggior parte del vino in commercio non sia il magnate che butta via un pacco di soldi in una bottiglia, bensì la &quot;Sciùra Maria&quot;, che fa l&#039;arrosto e vuole bere bene, senza fare un mutuo. è per lei, e per i milioni di persone come lei che un vignaiolo serio lavora. O così credo dovrebbe essere...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Visto che nessuna donna risponde, metto lo zampino.<br />
Donni ha ragione: un vino (come una donna) deve essere intrinsecamente bello/buono. Però c&#8217;è un però. Io sono sicuramente più sexy di Ziliani, ma sono meno conosciuta, quindi valgo meno. E far notare che esistono vini buoni di piccoli produttori onesti è il nostro mestiere. E qui torniamo alla questione deontologica&#8230;</p>
<p>Pasini ha ragione dal canto suo: un vino può essere buono ma non se lo considera nessuno perchè i media non ne fanno un mito, e allora tanto vale piegarsi alle leggi del mercato (della serie: tengo famiglia e devo pure campare).<br />
In mezzo in questo caso non ci sta la virtù, ma l&#8217;onestà. Ci sono vini &#8220;in&#8221; e strapagati che sono emerite puttanate. e vini sinceri, buoni, fatti bene, che costano meno di 10 euro la bottiglia. Credo, Pasini, che chi compera la maggior parte del vino in commercio non sia il magnate che butta via un pacco di soldi in una bottiglia, bensì la &#8220;Sciùra Maria&#8221;, che fa l&#8217;arrosto e vuole bere bene, senza fare un mutuo. è per lei, e per i milioni di persone come lei che un vignaiolo serio lavora. O così credo dovrebbe essere&#8230;</p>
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		<title>Di: Donni</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/caso-montalcino-anche-i-giornalisti-hanno-le-loro-colpe%e2%80%a6.html/comment-page-1#comment-10629</link>
		<dc:creator>Donni</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 00:28:33 +0000</pubDate>
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		<description>Che palle...Paolo,si,se non sai fare,cambia lavoro.Ma tu,sai fare.Negli ultimi cinque anni,la tua azienda ha operato con grande impegno e dedizione(e con grandi sforzi economici)per produrre al meglio,ciò che la tua terra possa offrire.Potrai chiamare il tuo vino Barolo,se sarai a barolo,o Brunello,se sarai a Montalcino,o &quot;Valsticavoli&quot; se sarai a &quot;Valsticavoli&quot;,ma non potrai mai mutare le caratteristiche che la tua terra,può dare alla tua uva.Se un territorio produce frutti unici,credo si debbano valorizzare.Se un territorio non crede in ciò che la sua terra offre,perchè non ha il coraggio,o perchè non crede...si!A quel punto facciamo &#039;uva sotto spirito&#039; e goldoni.Credere in qualcosa di discutibile,ma unico,crea un&#039;identità non replicabile.Non vino di territorio,o vino di vitigno.&#039;Sta cosa funzionava dieci anni fa,oggi fa ridere i polli!Ti ricordo poi,che le donne che piacciono anche a te,sono quelle senza trucco.Per quanto riguarda il vino,ti ricordo che la tecnica deve esaltare le caratteristiche di un pezzo di terra e non &quot;appiattirle&quot;.Produci ciò che piace a te,prima di tutto,altrimenti come vuoi che ti credano gli altri??Amo le contraddizioni,e nel tuo ultimo commento ne diventi il Re.Assaggia ciò che producevi 8 anni fa,e ciò che stai sudando ora.Accetto da parte tua solo questo:&#039;non c&#039;è paragone&#039;.Bene,quello è il frutto del tuo impegno e non di chi professa cazzate senza averne la cultura,il palato(abbiamo assaggiato insieme un vino giudicato dal &quot;fenomeno&quot; strepitoso e mi pare che anche tu fossi dalla mia,gridando allo scandalo) e la professionalità per farlo,o che lo fa solo per interesse puramente personale.Servono persone così per premiare gli sforzi di chi si fa il culo?Servono ai poveri di spirito e alle persone che non credono in quello che stanno facendo!Io ti porto i dati concreti di quello che &quot;la mia filosofia&quot; ha portato a chi lavora in questo modo.Portami il dato concreto della convenienza che posso avere facendo il contrario.Basta parole.Voglio concretezza.Io te la garantisco,perchè ci metto la faccia,anche se le cose dovessero andare male,senza guadagnarci nulla.Altri,la faccia non possono metterla perchè se la sono già &#039;fumata&#039; in cavolate,tipo &#039;sono un fenomeno,però mi sei simpatico e ti faccio lo sconto sulla stesura delle mie idee&#039;.Ti vendo merda per oro,però pagami al più presto!Dai da bravo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che palle&#8230;Paolo,si,se non sai fare,cambia lavoro.Ma tu,sai fare.Negli ultimi cinque anni,la tua azienda ha operato con grande impegno e dedizione(e con grandi sforzi economici)per produrre al meglio,ciò che la tua terra possa offrire.Potrai chiamare il tuo vino Barolo,se sarai a barolo,o Brunello,se sarai a Montalcino,o &#8220;Valsticavoli&#8221; se sarai a &#8220;Valsticavoli&#8221;,ma non potrai mai mutare le caratteristiche che la tua terra,può dare alla tua uva.Se un territorio produce frutti unici,credo si debbano valorizzare.Se un territorio non crede in ciò che la sua terra offre,perchè non ha il coraggio,o perchè non crede&#8230;si!A quel punto facciamo &#8216;uva sotto spirito&#8217; e goldoni.Credere in qualcosa di discutibile,ma unico,crea un&#8217;identità non replicabile.Non vino di territorio,o vino di vitigno.&#8217;Sta cosa funzionava dieci anni fa,oggi fa ridere i polli!Ti ricordo poi,che le donne che piacciono anche a te,sono quelle senza trucco.Per quanto riguarda il vino,ti ricordo che la tecnica deve esaltare le caratteristiche di un pezzo di terra e non &#8220;appiattirle&#8221;.Produci ciò che piace a te,prima di tutto,altrimenti come vuoi che ti credano gli altri??Amo le contraddizioni,e nel tuo ultimo commento ne diventi il Re.Assaggia ciò che producevi 8 anni fa,e ciò che stai sudando ora.Accetto da parte tua solo questo:&#8217;non c&#8217;è paragone&#8217;.Bene,quello è il frutto del tuo impegno e non di chi professa cazzate senza averne la cultura,il palato(abbiamo assaggiato insieme un vino giudicato dal &#8220;fenomeno&#8221; strepitoso e mi pare che anche tu fossi dalla mia,gridando allo scandalo) e la professionalità per farlo,o che lo fa solo per interesse puramente personale.Servono persone così per premiare gli sforzi di chi si fa il culo?Servono ai poveri di spirito e alle persone che non credono in quello che stanno facendo!Io ti porto i dati concreti di quello che &#8220;la mia filosofia&#8221; ha portato a chi lavora in questo modo.Portami il dato concreto della convenienza che posso avere facendo il contrario.Basta parole.Voglio concretezza.Io te la garantisco,perchè ci metto la faccia,anche se le cose dovessero andare male,senza guadagnarci nulla.Altri,la faccia non possono metterla perchè se la sono già &#8216;fumata&#8217; in cavolate,tipo &#8216;sono un fenomeno,però mi sei simpatico e ti faccio lo sconto sulla stesura delle mie idee&#8217;.Ti vendo merda per oro,però pagami al più presto!Dai da bravo&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: paolo pasini</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/caso-montalcino-anche-i-giornalisti-hanno-le-loro-colpe%e2%80%a6.html/comment-page-1#comment-10621</link>
		<dc:creator>paolo pasini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 13:00:10 +0000</pubDate>
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		<description>Signor Ziliani, non parlo di modernizzazioni che radano al suolo un buon vino che già esiste per costruirne uno privo di legame col territorio, uguale a tanti altri, tantomeno -Donni- parlo di costruire una donna con la chirurgia estetica.
Non condanno però la tradizione secolare che suggerisce alle donne di truccarsi, per assomigliare a quelle che i più definiscono belle, o per sottolineare quelle peculiari caratteristiche che loro pensano le possano esaltare, così come non disdegno il tentativo di chi cerca, con la sperimentazione e con la tecnica (lecita) di cui è in possesso, di esaltare o modificare la caratteristiche del proprio vino, per renderlo più attraente, o per farlo più aderente al suo gusto personale o al gusto del mondo a cui lo vuole far apprezzare.
In tutta sincerità, mi trovo a raccontare il mio paradosso, davvero del tutto personale, fatto di un vino -quello che faccio io- che mi piace, proprio per le sue caratteristiche &quot;somatiche&quot;, ma che con fatica trova riscontro nell&#039;apprezzamento del pubblico.
Ci sta poi, come Donni suggerisce, che chi non sa fare ciò che fa prima o poi cambi mestiere, con buona pace della tradizione familiare...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Signor Ziliani, non parlo di modernizzazioni che radano al suolo un buon vino che già esiste per costruirne uno privo di legame col territorio, uguale a tanti altri, tantomeno -Donni- parlo di costruire una donna con la chirurgia estetica.<br />
Non condanno però la tradizione secolare che suggerisce alle donne di truccarsi, per assomigliare a quelle che i più definiscono belle, o per sottolineare quelle peculiari caratteristiche che loro pensano le possano esaltare, così come non disdegno il tentativo di chi cerca, con la sperimentazione e con la tecnica (lecita) di cui è in possesso, di esaltare o modificare la caratteristiche del proprio vino, per renderlo più attraente, o per farlo più aderente al suo gusto personale o al gusto del mondo a cui lo vuole far apprezzare.<br />
In tutta sincerità, mi trovo a raccontare il mio paradosso, davvero del tutto personale, fatto di un vino -quello che faccio io- che mi piace, proprio per le sue caratteristiche &#8220;somatiche&#8221;, ma che con fatica trova riscontro nell&#8217;apprezzamento del pubblico.<br />
Ci sta poi, come Donni suggerisce, che chi non sa fare ciò che fa prima o poi cambi mestiere, con buona pace della tradizione familiare&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: Donni</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/caso-montalcino-anche-i-giornalisti-hanno-le-loro-colpe%e2%80%a6.html/comment-page-1#comment-10616</link>
		<dc:creator>Donni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 10:48:58 +0000</pubDate>
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		<description>Paolo amico mio,sopportabilissimo,non inveisco contro un solo uomo,ma contro una categoria che si sputtana e che sputtana un mondo,(al quale,tu sai bene, quanto io tenga),per colpe attribuibili ai soliti fenomeni. Non c&#039;è solo lui,e il mio attacco non è rivolto solo ad una persona.Penso che,se con tutti gli sforzi,le speranze,gli investimenti e l&#039;impegno che metti nel mondo del vino non riesci a ritagliarti il successo che pensi di meritare...Pensa.Tu sei la tua azienda,tu devi trovare la soluzione,non abbassare le braghe di fronte a chi ha solo un minimo di potere mediatico,perchè ti racconta chissà quali fantasticherie e quanti &quot;successi&quot; ha raccolto qua e la. Credo che i media siano importantissimi, ma ti ricordo che loro esistono perchè esiste la viticoltura,perchè esistono le aziende,il lavoro contadino,la passione di chi produce e di chi ha fatto di questo mondo una scelta di vita.NON IL CONTRARIO.
Se le parole fascinose che vengono profuse per parlare di un prodotto,non sono sostenute dal prodotto stesso,sono balle che lasciano il tempo che trovano,fino a prova contraria.Se il tuo vitigno desueto,cominciasse ad avere massa critica sufficiente per imporsi con successo in un mercato,anche piccolo,stai pur certo che molti di questi media,correrebbero a scrivere recensioni.Questo se da parte di chi lo produce(consorzio o azienda che sia)esista la consapevolezza che non si possa produrre ovunque Barolo,e che esista l&#039;umiltà di aver realizzato un vino assolutamente unico,in grado di raccontare un territorio,la sua gente e una cultura contadina,che sarà solo di quella gente e di quella terra.Non una terra che produce un discreto,o ottimo vino,per farne mercato.E poi vedremo che mercato,visto che spesso,per il mercato,si prende a calci la storia,la cultura e la passione anche di chi ama il proprio lavoro(vedi le vittime di Montalcino).E&#039; come se ci costruissimo una donna bellissima ma priva di fascino,sensualità e di quella carica erotica che a me piace da morire e mi entusiasma.Ci esco una sera e poi non mi vede più. Se i media dovessero decretare che le donne belle,sono solo quelle i cui seni superano la quinta misura, magari con abbondanti rifacimenti di chirurgia estetica?? Le altre che fanno? Diventano uomini?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Paolo amico mio,sopportabilissimo,non inveisco contro un solo uomo,ma contro una categoria che si sputtana e che sputtana un mondo,(al quale,tu sai bene, quanto io tenga),per colpe attribuibili ai soliti fenomeni. Non c&#8217;è solo lui,e il mio attacco non è rivolto solo ad una persona.Penso che,se con tutti gli sforzi,le speranze,gli investimenti e l&#8217;impegno che metti nel mondo del vino non riesci a ritagliarti il successo che pensi di meritare&#8230;Pensa.Tu sei la tua azienda,tu devi trovare la soluzione,non abbassare le braghe di fronte a chi ha solo un minimo di potere mediatico,perchè ti racconta chissà quali fantasticherie e quanti &#8220;successi&#8221; ha raccolto qua e la. Credo che i media siano importantissimi, ma ti ricordo che loro esistono perchè esiste la viticoltura,perchè esistono le aziende,il lavoro contadino,la passione di chi produce e di chi ha fatto di questo mondo una scelta di vita.NON IL CONTRARIO.<br />
Se le parole fascinose che vengono profuse per parlare di un prodotto,non sono sostenute dal prodotto stesso,sono balle che lasciano il tempo che trovano,fino a prova contraria.Se il tuo vitigno desueto,cominciasse ad avere massa critica sufficiente per imporsi con successo in un mercato,anche piccolo,stai pur certo che molti di questi media,correrebbero a scrivere recensioni.Questo se da parte di chi lo produce(consorzio o azienda che sia)esista la consapevolezza che non si possa produrre ovunque Barolo,e che esista l&#8217;umiltà di aver realizzato un vino assolutamente unico,in grado di raccontare un territorio,la sua gente e una cultura contadina,che sarà solo di quella gente e di quella terra.Non una terra che produce un discreto,o ottimo vino,per farne mercato.E poi vedremo che mercato,visto che spesso,per il mercato,si prende a calci la storia,la cultura e la passione anche di chi ama il proprio lavoro(vedi le vittime di Montalcino).E&#8217; come se ci costruissimo una donna bellissima ma priva di fascino,sensualità e di quella carica erotica che a me piace da morire e mi entusiasma.Ci esco una sera e poi non mi vede più. Se i media dovessero decretare che le donne belle,sono solo quelle i cui seni superano la quinta misura, magari con abbondanti rifacimenti di chirurgia estetica?? Le altre che fanno? Diventano uomini?</p>
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	<item>
		<title>Di: Franco Ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/caso-montalcino-anche-i-giornalisti-hanno-le-loro-colpe%e2%80%a6.html/comment-page-1#comment-10612</link>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 09:09:06 +0000</pubDate>
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		<description>Pasini, accettando di scendere a compromessi, come dice lei, e modernizzando i vini non solo si fa perdere loro l&#039;anima e l&#039;identità, ma si fa inevitabilmente in modo che questi vini, conformandosi, e diventando simili ad altri, diventino molto meno interessanti e appealing, commercialmente parlando. Meditate produttori, anche voi gardesani pensando a cosa sta accadendo al Bardolino e anche ai Valpolicella, meditate...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pasini, accettando di scendere a compromessi, come dice lei, e modernizzando i vini non solo si fa perdere loro l&#8217;anima e l&#8217;identità, ma si fa inevitabilmente in modo che questi vini, conformandosi, e diventando simili ad altri, diventino molto meno interessanti e appealing, commercialmente parlando. Meditate produttori, anche voi gardesani pensando a cosa sta accadendo al Bardolino e anche ai Valpolicella, meditate&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: paolo pasini</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/caso-montalcino-anche-i-giornalisti-hanno-le-loro-colpe%e2%80%a6.html/comment-page-1#comment-10610</link>
		<dc:creator>paolo pasini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 08:42:20 +0000</pubDate>
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		<description>Donni, insopportabile amico, il carteggio dovrebbe essere una riflessione sul caso Brunello, non l&#039;ennesima invettiva contro &quot;l&#039;uomo nuovo&quot; del nord-est a cui fa riferimento Franco Ziliani.
Da viticoltore e vignaiolo, pur piccolo ma sufficientemente disincantato e realista, proprio non me la sento di attaccare chi ha &quot;tradito&quot; il disciplinare per ottenere più ampi consensi attorno al proprio vino.
Tantomeno posso immaginare un mondo popolato da esseri umani che vivano di sola passione cristallina, senza &quot;cedimenti&quot; alla convenienza, ciechi di fronte alle richieste di chi acquista o alle tendenze di chi racconta.
La viticoltura esce dalla sua natura prettamente agricola -guadagnando l&#039;attenzione di mondi del tutto estranei alla cultura rurale- proprio grazie alla fascinazione che il vino e le parole che lo raccontano sanno esprimere ed è quindi irragionevole credere che il comparto produttivo possa disinteressarsi dei media che ne rafforzano la potenza evocativa.
Non sono l&#039;unico a pensare che il vino sia buono per metà a causa della sua qualità intrinseca e per metà a causa di quanto e come ci abbiano raccontato la sua bontà.
Quindi, se io solo -produttore di un vitigno autoctono terribilmente tradizionale ed insopportabilmente desueto- adoro il mio vino e non trovo nessuno che lo apprezzi e nessuno che scelga di raccontarlo, a chi lo vendo?
Chiedo una sovvenzione allo stato perchè io possa continuare a difendere il patrimonio culturale e storico della mia terra?
O scendo a compromessi e, pur senza abbandonare il mio mondo ma provando a &quot;modernizzarlo&quot;, vado incontro ad gusto un po&#039; più comprensibile, forse lontano da quello d&#039;origine della mia terra, ma pur sempre diverso da quello di una terra che non è come la mia?
Questo mi consentirà di sopravvivere - o di vivere alla grande, se qualcuno crede- e di perpetrare il racconto di un mondo che altrimenti si sarebbe perso definitivamente.
Che poi il racconto parli di un gusto che nella realtà appaia un po&#039; diluito, è un prezzo che ritengo sia accettabile pagare</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Donni, insopportabile amico, il carteggio dovrebbe essere una riflessione sul caso Brunello, non l&#8217;ennesima invettiva contro &#8220;l&#8217;uomo nuovo&#8221; del nord-est a cui fa riferimento Franco Ziliani.<br />
Da viticoltore e vignaiolo, pur piccolo ma sufficientemente disincantato e realista, proprio non me la sento di attaccare chi ha &#8220;tradito&#8221; il disciplinare per ottenere più ampi consensi attorno al proprio vino.<br />
Tantomeno posso immaginare un mondo popolato da esseri umani che vivano di sola passione cristallina, senza &#8220;cedimenti&#8221; alla convenienza, ciechi di fronte alle richieste di chi acquista o alle tendenze di chi racconta.<br />
La viticoltura esce dalla sua natura prettamente agricola -guadagnando l&#8217;attenzione di mondi del tutto estranei alla cultura rurale- proprio grazie alla fascinazione che il vino e le parole che lo raccontano sanno esprimere ed è quindi irragionevole credere che il comparto produttivo possa disinteressarsi dei media che ne rafforzano la potenza evocativa.<br />
Non sono l&#8217;unico a pensare che il vino sia buono per metà a causa della sua qualità intrinseca e per metà a causa di quanto e come ci abbiano raccontato la sua bontà.<br />
Quindi, se io solo -produttore di un vitigno autoctono terribilmente tradizionale ed insopportabilmente desueto- adoro il mio vino e non trovo nessuno che lo apprezzi e nessuno che scelga di raccontarlo, a chi lo vendo?<br />
Chiedo una sovvenzione allo stato perchè io possa continuare a difendere il patrimonio culturale e storico della mia terra?<br />
O scendo a compromessi e, pur senza abbandonare il mio mondo ma provando a &#8220;modernizzarlo&#8221;, vado incontro ad gusto un po&#8217; più comprensibile, forse lontano da quello d&#8217;origine della mia terra, ma pur sempre diverso da quello di una terra che non è come la mia?<br />
Questo mi consentirà di sopravvivere &#8211; o di vivere alla grande, se qualcuno crede- e di perpetrare il racconto di un mondo che altrimenti si sarebbe perso definitivamente.<br />
Che poi il racconto parli di un gusto che nella realtà appaia un po&#8217; diluito, è un prezzo che ritengo sia accettabile pagare</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: guelfo magrini</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/caso-montalcino-anche-i-giornalisti-hanno-le-loro-colpe%e2%80%a6.html/comment-page-1#comment-10609</link>
		<dc:creator>guelfo magrini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 07:40:49 +0000</pubDate>
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		<description>Io conosco un giornalista che fa il vino:
Monty Waltin, che ha realizzato nel sud della Francia un carignan in purezza con metodo biodinamico (il &quot;Monty&#039;s&quot;).
Ne conosco anche di italiani ma questi fanno il vino per se e non pubblicizzano queste imprese (forse perché il loro vino non è mercantile).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io conosco un giornalista che fa il vino:<br />
Monty Waltin, che ha realizzato nel sud della Francia un carignan in purezza con metodo biodinamico (il &#8220;Monty&#8217;s&#8221;).<br />
Ne conosco anche di italiani ma questi fanno il vino per se e non pubblicizzano queste imprese (forse perché il loro vino non è mercantile).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: ag</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/caso-montalcino-anche-i-giornalisti-hanno-le-loro-colpe%e2%80%a6.html/comment-page-1#comment-10606</link>
		<dc:creator>ag</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Jun 2008 06:31:33 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno.
Caro Paolo, sul ruolo e le competenze della stampa mi sembra stessimo dicendo le stesse cose. Sulla burocrazia, io la considero la &quot;morte&quot; dei capaci e non aggiungo altro.
Caro Donni, mi dispiace aver sbagliato ma, sa, quella è la stima personale e professionale che ho di certe persone e di quella in particolare.
A dopo, buona giornata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno.<br />
Caro Paolo, sul ruolo e le competenze della stampa mi sembra stessimo dicendo le stesse cose. Sulla burocrazia, io la considero la &#8220;morte&#8221; dei capaci e non aggiungo altro.<br />
Caro Donni, mi dispiace aver sbagliato ma, sa, quella è la stima personale e professionale che ho di certe persone e di quella in particolare.<br />
A dopo, buona giornata.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Paolo Cianferoni</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/caso-montalcino-anche-i-giornalisti-hanno-le-loro-colpe%e2%80%a6.html/comment-page-1#comment-10604</link>
		<dc:creator>Paolo Cianferoni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 21:23:56 +0000</pubDate>
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		<description>@ ag., col mio intervento ho voluto sdrammatizzare ma non nascondere i problemi del mondo vino. Lavoro sodo in vigna, in cantina e a fare sempre più burocrazia, che mai mi sarei sognato di fare 30 anni fa; burocrazia che spesso è inutile e ripetitiva e che sta annientando molti piccoli onestissimi coltivatori , ma ogni tanto un pò di leggerezza, ironia e buon senso comune, ci vuole. Il marcio è dappertutto. In fondo tutti noi, e i giornalisti in qualche modo, discutiamo (spero!)per il bene di questo prodotto, che amiamo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ ag., col mio intervento ho voluto sdrammatizzare ma non nascondere i problemi del mondo vino. Lavoro sodo in vigna, in cantina e a fare sempre più burocrazia, che mai mi sarei sognato di fare 30 anni fa; burocrazia che spesso è inutile e ripetitiva e che sta annientando molti piccoli onestissimi coltivatori , ma ogni tanto un pò di leggerezza, ironia e buon senso comune, ci vuole. Il marcio è dappertutto. In fondo tutti noi, e i giornalisti in qualche modo, discutiamo (spero!)per il bene di questo prodotto, che amiamo.</p>
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		<title>Di: Donni</title>
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		<dc:creator>Donni</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 18:32:43 +0000</pubDate>
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		<description>Si,molto divertente caro ag,fuochino...ma il fuoco lo tocca Franco.
Laura,mi creda,sono l&#039;ultima persona a voler fare di tutta l&#039;erba un fascio. Credo che esistano ottime persone,bravi giornalisti e &#039;sani&#039; degustatori. Io frequento loro,perchè sono persone piacevoli,con le quali è bello potersi confrontare e raccontare,non perché possano servirmi.Ci si accorge di loro perchè non si danno arie da fenomeni,sono umili e sanno ascoltare,prima di sentenziare. Poi ci sono gli sbruffoni,quelli che camminano con una mano in tasca,avvolti da un abito gessato in acrilico,con il mento alto,convinti che se esiste il vino,almeno il 50% del merito,sia loro. Quelli che in degustazione,non ti beccano un vino che &#039;passa&#039;in legno,da uno volutamente ossidato. Oppure tappo o non tappo,messi alla prova.Che pensano che tu,gli abbia fatto assaggiare il tuo vino,per avere il loro &quot;&quot;santo giudizio.Gente montata,senza scampo alcuno. E&#039; a questi che non si deve dare potere,perché se non fallirete come azienda sarà solo per fortuna e grandi sforzi,ma fallirete di certo come uomini,incapaci di mettere la vostra passione nelle vostre bottiglie,per far si che le stesse siano uniche come lo siete voi!Non come le vuole il mercato modaiolo,che vi ricordo,non dura più di uno sputo.Amo l&#039;identità e la passione.Odio chi se ne approfitta e con loro non sono arrogante,ma intollerante e cattivo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si,molto divertente caro ag,fuochino&#8230;ma il fuoco lo tocca Franco.<br />
Laura,mi creda,sono l&#8217;ultima persona a voler fare di tutta l&#8217;erba un fascio. Credo che esistano ottime persone,bravi giornalisti e &#8216;sani&#8217; degustatori. Io frequento loro,perchè sono persone piacevoli,con le quali è bello potersi confrontare e raccontare,non perché possano servirmi.Ci si accorge di loro perchè non si danno arie da fenomeni,sono umili e sanno ascoltare,prima di sentenziare. Poi ci sono gli sbruffoni,quelli che camminano con una mano in tasca,avvolti da un abito gessato in acrilico,con il mento alto,convinti che se esiste il vino,almeno il 50% del merito,sia loro. Quelli che in degustazione,non ti beccano un vino che &#8216;passa&#8217;in legno,da uno volutamente ossidato. Oppure tappo o non tappo,messi alla prova.Che pensano che tu,gli abbia fatto assaggiare il tuo vino,per avere il loro &#8220;&#8221;santo giudizio.Gente montata,senza scampo alcuno. E&#8217; a questi che non si deve dare potere,perché se non fallirete come azienda sarà solo per fortuna e grandi sforzi,ma fallirete di certo come uomini,incapaci di mettere la vostra passione nelle vostre bottiglie,per far si che le stesse siano uniche come lo siete voi!Non come le vuole il mercato modaiolo,che vi ricordo,non dura più di uno sputo.Amo l&#8217;identità e la passione.Odio chi se ne approfitta e con loro non sono arrogante,ma intollerante e cattivo.</p>
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