Barbaresco riserva Bricco Dante Rivetti, una verticale emozionante
Si lo so che per certe guide, che potrebbero e dovrebbero davvero fare di più e fornire con più precisione e perspicacia un’immagine puntuale di tutti le realtà attive in certe regioni, soprattutto se corrispondono al venerando nome del Piemonte e della Langa, questa azienda, nonostante i suoi oltre 40 ettari vitati e soprattutto la qualità dei vini, che hanno bisogno di tempo per esprimersi, ma poi vengono fuori alla grande sulla distanza, non esiste. Che non è considerata degna di essere recensita con una scheda che racconti la serietà e l’impegno del suo lavoro.
Peggio per loro e per la loro miopia se non si sono accorti che a Neive, nell’elevata e isolata frazione Bricco, un’azienda come Dante Rivetti (vedi sito Internet) lavora, soprattutto nell’ambito del Barbaresco, con risultati impeccabili. Proponendo vini che assaggiati dopo 15-20 anni e che sono tuttora disponibili in listino, a prezzi di sorprendente correttezza (intorno ai 25 euro per una grande riserva di vent’anni), fanno un figurone e rendono l’occasione di una degustazione verticale un’esperienza emozionante.
Grande vino, poche balle, il Barbaresco riserva Bricco di Dante Rivetti (la consulenza tecnica, discreta, ma utile, è quella di Donato Lanati e del suo team), come racconto in questo articolo – leggi – dedicato ad un percorso a ritroso attraverso dieci millesimi, pubblicato sul sito Internet dell’A.I.S.
Posso dirlo? Una delle più belle verticali di Barbaresco che mi sia mai capitato di fare…






Non tutte le guide Luca Maroni per esempio:
Guida dei Vini Italiani 2006
Valutazione complessiva della produzione: Ottima la proposta di Dante Rivetti. Un Moscato d’Asti Riveto 2004 d’uvosa fragranza. Due Barbaresco di più che ottimo valore, di rango superiore in particolare il Bricco Riserva 2000, per la morbidezza della sua sontuosa prugna mentosa.
Sulla Guida 2008 poi tutti i vini sopra il punteggio di 80 di cui ben 4 eccellenti vini frutto…
Ciao
Angelo
Scritto da Angelo, il 5 giugno, 2008 at 10:02
hai detto niente: il Maroni!!! ma non io non ho trovato traccia nei vini della “sontuosa prugna mentosa”, forse si era nascosta…
Scritto da Franco Ziliani, il 5 giugno, 2008 at 11:32
Ziliani, Lei mi fa morire!!!!
Scritto da Gianni, il 5 giugno, 2008 at 12:08
E come direbbe Homer Simpson riguardo la sontuosa prugna mentosa: “Ma io la voglio subito!!!!
Max Pigiamino Perbellini
Scritto da max perbellini, il 5 giugno, 2008 at 12:14
Caro Franco, ti sei fregato con le tue stesse mani…..è la prova provata che di vino ne capisci poco o niente…..dei piemontesi poi!!!
Ciao
Scritto da vignadelmar, il 5 giugno, 2008 at 12:25
Caro Franco;
Confermo il tutto, sia come qualita’ che prezzi.
Ho comprato il Riserva 1999 a CD$45.00 bottiglia posto qui sullo scafale del LCBO! In cantina ho ancora il Riserva 1998, che ogni volta che ci incontriamo e una vera tentazione, Barbaresco che ti fa sognare a tavola !
Grazie
Scritto da Angelo (Ontario-Canada), il 5 giugno, 2008 at 13:08
Caro Ziliani, non conoscevo questa azienda (non sono frequentatore di sontuose prugne mentose..) ma mi è venuto voglia di provarli, spero di riuscire a trovarli qui dalle mie parti
Scritto da Francesco, il 5 giugno, 2008 at 16:48
…a volte è difficile anche trovare “la visciola passita, in mentoso scialle di rovere” nei rossi, per non parlare della “turgida banana” nei bianchi.. O_O’
Scritto da manu, il 5 giugno, 2008 at 17:55
…lo chiuderei in una gabbia insieme al gastronauta, quello che adora il tonno da corsa di Carloforte pescato all’amo mentre lo rincorri. Che coppia ! Sarebbero questi i giornalisti premiati e da premiare?
Scritto da paolo, il 6 giugno, 2008 at 11:11
e se del caso, riusciranno a dividersi fraternamente la sontuosa prugna mentosa?
Scritto da Francesco, il 6 giugno, 2008 at 16:10