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	<title>Commenti a: Ancora su controllati e controllori, conflitti d’interessi e Brunello</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
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		<title>Di: Maurizio di Enotria</title>
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		<dc:creator>Maurizio di Enotria</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jun 2008 10:39:52 +0000</pubDate>
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		<description>@ Mario Casanova
il fattore &quot;celeste piscina&quot; é ad esempio di come si può campare solo di vino. Abbiamo i paesaggi più belli, abbiamo i cibi più originali e meno &quot;elaborati&quot; rispetto ai cugini francesi. Ma... Bettino Ricasoli o Ferruccio Biondi Santi di ritorno dal giro-studio in Francia, non introdussero le uve di Merlot o Cabernet per avvicinarsi ai vini che spuntavano prezzi molto, ma molto maggiori di quelli che valeva il Chianti o il nascente Brunello. Sarebbe stato sicuramente una soluzione semplice. Fare un vino &quot;internazionale&quot; in contrapposizione ai bordolesi e mettersi sul mercato. Invece scelsero la strada più complessa. Domare il Sangiovese Grosso attraverso l&#039;affinamento in grandi legni, o miscelare  uve chiantigiane per avere prodotti più morbidi, freschi. E creare un&#039;unione indissolubile con il territorio e la cucina.
Abbiamo dato dimostrazione che i nostri &quot;vigneron&quot; sono bravi sia con le nostre uve, che con quelle &quot;importate&quot;. In pochi anni si è creata un zona vinicola lungo la costa con produzioni di qualità eccezionali. E&#039; rinato il Morellino. Abbiamo un Pinot Nero addirittura nel Mugello. E perciò non dobbiamo dimostrare niente a nessuno. Ma dovremmo essere così intelligenti e capire che soltanto noi possiamo offrire la miscela di  paesaggi, cultura, storia, cucina, ospitalità.  E vini del territorio, vini tipici e anche i vini &quot;moderni&quot; i supertuscan accanto ai classici Chianti o Brunello. Nobile e Vernaccia. Magari quelli originali.
@Ziliani
Anche l&#039;operazione dell&#039;amarone style argentino mi sa tanto di nuovo disciplinare...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Mario Casanova<br />
il fattore &#8220;celeste piscina&#8221; é ad esempio di come si può campare solo di vino. Abbiamo i paesaggi più belli, abbiamo i cibi più originali e meno &#8220;elaborati&#8221; rispetto ai cugini francesi. Ma&#8230; Bettino Ricasoli o Ferruccio Biondi Santi di ritorno dal giro-studio in Francia, non introdussero le uve di Merlot o Cabernet per avvicinarsi ai vini che spuntavano prezzi molto, ma molto maggiori di quelli che valeva il Chianti o il nascente Brunello. Sarebbe stato sicuramente una soluzione semplice. Fare un vino &#8220;internazionale&#8221; in contrapposizione ai bordolesi e mettersi sul mercato. Invece scelsero la strada più complessa. Domare il Sangiovese Grosso attraverso l&#8217;affinamento in grandi legni, o miscelare  uve chiantigiane per avere prodotti più morbidi, freschi. E creare un&#8217;unione indissolubile con il territorio e la cucina.<br />
Abbiamo dato dimostrazione che i nostri &#8220;vigneron&#8221; sono bravi sia con le nostre uve, che con quelle &#8220;importate&#8221;. In pochi anni si è creata un zona vinicola lungo la costa con produzioni di qualità eccezionali. E&#8217; rinato il Morellino. Abbiamo un Pinot Nero addirittura nel Mugello. E perciò non dobbiamo dimostrare niente a nessuno. Ma dovremmo essere così intelligenti e capire che soltanto noi possiamo offrire la miscela di  paesaggi, cultura, storia, cucina, ospitalità.  E vini del territorio, vini tipici e anche i vini &#8220;moderni&#8221; i supertuscan accanto ai classici Chianti o Brunello. Nobile e Vernaccia. Magari quelli originali.<br />
@Ziliani<br />
Anche l&#8217;operazione dell&#8217;amarone style argentino mi sa tanto di nuovo disciplinare&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: NC</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/ancora-su-controllati-e-controllori-conflitti-d%e2%80%99interessi-e-brunello.html/comment-page-1#comment-10567</link>
		<dc:creator>NC</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 16:38:12 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Ziliani,
a dire il vero il cambio di disciplinare e&#039; stato escluso in ben tre assemblee consecutive da una maggioranza bulgara
A tal proposito allego estratto del comunicato stampa che si riferisce all&#039;ultima assemblea del 30-5
Mi sembra quindi che i produttori di Montalcino abbiano ribadito piu&#039; volte il loro NO al cambio di disciplinare quindi non capisco i tuoi dubbi a riguardo. 

&quot;La decisione adottata dall&#039;Assemblea conferma il rispetto del &quot;Disciplinare&quot; con l&#039;introduzione oggi e per il futuro dei migliori e più innovativi strumenti e procedure di controllo che il mondo scientifico mette a disposizione per garantire, tra le altre, quattro priorità: 
&quot; la purezza del Sangiovese nel Brunello; 
&quot; la conformità delle tecniche vitivinicole dalla vigna alla produzione;
&quot; l&#039;affinamento tradizionale in legno;
&quot; la tipicità e l&#039;origine del vino in termini territoriali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Ziliani,<br />
a dire il vero il cambio di disciplinare e&#8217; stato escluso in ben tre assemblee consecutive da una maggioranza bulgara<br />
A tal proposito allego estratto del comunicato stampa che si riferisce all&#8217;ultima assemblea del 30-5<br />
Mi sembra quindi che i produttori di Montalcino abbiano ribadito piu&#8217; volte il loro NO al cambio di disciplinare quindi non capisco i tuoi dubbi a riguardo. </p>
<p>&#8220;La decisione adottata dall&#8217;Assemblea conferma il rispetto del &#8220;Disciplinare&#8221; con l&#8217;introduzione oggi e per il futuro dei migliori e più innovativi strumenti e procedure di controllo che il mondo scientifico mette a disposizione per garantire, tra le altre, quattro priorità:<br />
&#8221; la purezza del Sangiovese nel Brunello;<br />
&#8221; la conformità delle tecniche vitivinicole dalla vigna alla produzione;<br />
&#8221; l&#8217;affinamento tradizionale in legno;<br />
&#8221; la tipicità e l&#8217;origine del vino in termini territoriali.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Mario Casanova</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/ancora-su-controllati-e-controllori-conflitti-d%e2%80%99interessi-e-brunello.html/comment-page-1#comment-10561</link>
		<dc:creator>Mario Casanova</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 14:39:22 +0000</pubDate>
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		<description>@ Maurizio di Enotria
Conoscendo i francesi per motivi di lavoro (di cui premetto di avere grandissima stima), direi che da quella frase sulle piscine trapela la loro ossessione per la &quot;purezza&quot; (quasi una forma di austera superbia e alterigia) ma anche una disarmante invidia per la nostra diversità, e in questo caso una invidia per la bellezza ineguagliabile delle colline toscane rispetto a quelle francesi, colline francesi che non richiamano altrettanti turisti, curiosi o viaggiatori, e di cui non hanno neanche la stessa affascinante storia. Direi che in questa vicenda, il fattore &quot;celeste piscina&quot; è senz&#039;altro un fattore del tutto insignificante. Glielo dico da osservatore esterno, e da discreto conoscitore della mentalità francese. E&#039; vero che dalle parti di Bordeaux sono soltanto vigneron, come è altrettanto vero che quei posti offrono poco altro rispetto alle vigne e alle cantine. Insomma, tolga il vino a quei posto e cosa altro rimane? La stessa cosa non possiamo dire delle colline senesi o fiorentine. 
Dai francesi possiamo imparare tanto, ma le assicuro che anche loro potrebbero vivere meglio se ogni tanto facessero un bagno di umiltà e imparassero qualcosa da noi. Sono pienamente d’accordo con lei quando dice che probabilmente non siamo ancora coscienti della nostra forza. E se lo siamo stati coscienti, lo siamo stati in maniera sbagliata, approssimativa, incerta.
@ Franco Ziliani
Le sue parole mi confortano: la mia sensazione non è allora sbagliata. Anch&#039;io credo che in questa fase gli ilcinesi continuino a sentirsi smarriti, e impauriti per il possibile disastro economico (argomento usato ad arte da chi ha interessi a cambiare il disciplinare), e finiscono per essere divisi nell&#039;azione nonostante siano uniti dallo stesso desiderio di non cambiare l&#039;anima del Brunello. Purtroppo l&#039;apertura ad un nuovo disciplinare del ministro Zaia non aiuta di certo. Speriamo che Zaia si ravveda presto, e che i produttori onesti di Montalcino inizino davvero a far sentire la loro voce!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Maurizio di Enotria<br />
Conoscendo i francesi per motivi di lavoro (di cui premetto di avere grandissima stima), direi che da quella frase sulle piscine trapela la loro ossessione per la &#8220;purezza&#8221; (quasi una forma di austera superbia e alterigia) ma anche una disarmante invidia per la nostra diversità, e in questo caso una invidia per la bellezza ineguagliabile delle colline toscane rispetto a quelle francesi, colline francesi che non richiamano altrettanti turisti, curiosi o viaggiatori, e di cui non hanno neanche la stessa affascinante storia. Direi che in questa vicenda, il fattore &#8220;celeste piscina&#8221; è senz&#8217;altro un fattore del tutto insignificante. Glielo dico da osservatore esterno, e da discreto conoscitore della mentalità francese. E&#8217; vero che dalle parti di Bordeaux sono soltanto vigneron, come è altrettanto vero che quei posti offrono poco altro rispetto alle vigne e alle cantine. Insomma, tolga il vino a quei posto e cosa altro rimane? La stessa cosa non possiamo dire delle colline senesi o fiorentine.<br />
Dai francesi possiamo imparare tanto, ma le assicuro che anche loro potrebbero vivere meglio se ogni tanto facessero un bagno di umiltà e imparassero qualcosa da noi. Sono pienamente d’accordo con lei quando dice che probabilmente non siamo ancora coscienti della nostra forza. E se lo siamo stati coscienti, lo siamo stati in maniera sbagliata, approssimativa, incerta.<br />
@ Franco Ziliani<br />
Le sue parole mi confortano: la mia sensazione non è allora sbagliata. Anch&#8217;io credo che in questa fase gli ilcinesi continuino a sentirsi smarriti, e impauriti per il possibile disastro economico (argomento usato ad arte da chi ha interessi a cambiare il disciplinare), e finiscono per essere divisi nell&#8217;azione nonostante siano uniti dallo stesso desiderio di non cambiare l&#8217;anima del Brunello. Purtroppo l&#8217;apertura ad un nuovo disciplinare del ministro Zaia non aiuta di certo. Speriamo che Zaia si ravveda presto, e che i produttori onesti di Montalcino inizino davvero a far sentire la loro voce!</p>
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	<item>
		<title>Di: Franco Ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/ancora-su-controllati-e-controllori-conflitti-d%e2%80%99interessi-e-brunello.html/comment-page-1#comment-10558</link>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 13:42:36 +0000</pubDate>
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		<description>NO che non esiste una &quot;maggioranza che voglia un cambio di disciplinare&quot; a Montalcino, ma quegli zucconi degli ilcinesi, invece di gridarlo forte, di farlo capire a chiara voce magari mediante un gruppo unito che mostri quella volontà di opporsi &quot;alle novità e agli ineluttabili cambiamenti dettati dal mercato&quot; e che faccia sentire congiuntamente la propria voce, tentennano, nicchiano, si fanno mille scrupoli, si dividono. E si lasciano abbindolare di chi agita lo spettro dei licenziamenti, della cassa integrazione, dell&#039;improvvisa miseria anni Sessanta se per qualche grosso &quot;&lt;em&gt;mammasantissima&lt;/em&gt;&quot; non si trovasse la soluzione politica, il colpo di spugna che cancella ogni peccato. Sveglia produttori onesti di Montalcino, sveglia, fatevi sentire!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>NO che non esiste una &#8220;maggioranza che voglia un cambio di disciplinare&#8221; a Montalcino, ma quegli zucconi degli ilcinesi, invece di gridarlo forte, di farlo capire a chiara voce magari mediante un gruppo unito che mostri quella volontà di opporsi &#8220;alle novità e agli ineluttabili cambiamenti dettati dal mercato&#8221; e che faccia sentire congiuntamente la propria voce, tentennano, nicchiano, si fanno mille scrupoli, si dividono. E si lasciano abbindolare di chi agita lo spettro dei licenziamenti, della cassa integrazione, dell&#8217;improvvisa miseria anni Sessanta se per qualche grosso &#8220;<em>mammasantissima</em>&#8221; non si trovasse la soluzione politica, il colpo di spugna che cancella ogni peccato. Sveglia produttori onesti di Montalcino, sveglia, fatevi sentire!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Maurizio di Enotria</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/ancora-su-controllati-e-controllori-conflitti-d%e2%80%99interessi-e-brunello.html/comment-page-1#comment-10556</link>
		<dc:creator>Maurizio di Enotria</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 13:28:27 +0000</pubDate>
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		<description>Leggendo l&#039;intervista di Vittori, che ho conosciuto purtroppo solo attraverso i suoi vini che propongo ai nostri ospiti, e anche del suo lavoro prima di Molino di Sant&#039;Antimo, all&#039;epoca delle etichette di Chia, l&#039;intervista dicevo rispecchia pienamente secondo il mio parere la sua &quot;filosofia&quot;di uomo del vino e ne condivido il contenuto. E mi  torna in mente un episodio occorso a Bordeaux qualche anno addietro. Più precisamente a Saint-Emilion. Visitando cantine abbiamo conosciuto il patron di Chateau Magnan La Gaffeliere, Ste. Emilion Grand Cru. Molto cordiale, scherzoso e contento di ritrovare dei fiorentini in visita alla sua cantina, lui che aveva trascosro parecchio tempo a Firenze negli ani di gioventù, ci fece visitare &quot;la cave&quot;, ci portò in giro per le vigne e ad un certo punto sulla &quot;sommità&quot; di una collina emilionese, da dove era possibile godere della vista a trecentosessanta gradi del bellissimo panorama ci chiede &quot;&lt;em&gt;notate la differenze tra questo paesaggio e quello delle vostre campagne&lt;/em&gt;. Certo, la prima cosa non ci sono colline, &lt;em&gt;no messieu&lt;/em&gt;, ah ci sono meno boschi attorno alle vigne, &lt;em&gt;no, messieu, è un colore disse, accennando un sorriso&lt;/em&gt;. Non riesco proprio a capire.
&lt;em&gt;manca quel colore che quando si ammira il panorama chiantigiano o altro, nella vostra bellissima terra, irrompe prepotentemente. Celeste piscina.
qui non ci sono. Noi siamo soltanto dei vigneron&lt;/em&gt;

Questa affermazione mi è ritornata in mente, ogni qualvolta che per lavoro, svago gironzolo per le zone vinicole. Forse vogliono fare troppo, tutto.
Sai se non c&#039;è la piscina il turista non viene. Sai se il vino non è internazionale non me lo comprano. Gioco fatto. Ma allora perché la gente impazzisce per tutto quello che sà di made in italy. Perché ho visto turisti quasi commossi a inzuppare verdure nell&#039;olio &quot;bono&quot;, alias pinzimonio. Entusiasmarsi per l&#039;arrivo di una grossa bistecca, neanche di Chianina, ma fatta alla fiorentina. E senza la bar-B sauce, BBQ. Forse non siamo mai stati, e non lo siamo ancora, coscienti della nostra forza. Che è il Made in Italy, il Made in Tuscany. Tutto il resto è consequenziale. E peggio di così, neanche c&#039;è lo immaginavamo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo l&#8217;intervista di Vittori, che ho conosciuto purtroppo solo attraverso i suoi vini che propongo ai nostri ospiti, e anche del suo lavoro prima di Molino di Sant&#8217;Antimo, all&#8217;epoca delle etichette di Chia, l&#8217;intervista dicevo rispecchia pienamente secondo il mio parere la sua &#8220;filosofia&#8221;di uomo del vino e ne condivido il contenuto. E mi  torna in mente un episodio occorso a Bordeaux qualche anno addietro. Più precisamente a Saint-Emilion. Visitando cantine abbiamo conosciuto il patron di Chateau Magnan La Gaffeliere, Ste. Emilion Grand Cru. Molto cordiale, scherzoso e contento di ritrovare dei fiorentini in visita alla sua cantina, lui che aveva trascosro parecchio tempo a Firenze negli ani di gioventù, ci fece visitare &#8220;la cave&#8221;, ci portò in giro per le vigne e ad un certo punto sulla &#8220;sommità&#8221; di una collina emilionese, da dove era possibile godere della vista a trecentosessanta gradi del bellissimo panorama ci chiede &#8220;<em>notate la differenze tra questo paesaggio e quello delle vostre campagne</em>. Certo, la prima cosa non ci sono colline, <em>no messieu</em>, ah ci sono meno boschi attorno alle vigne, <em>no, messieu, è un colore disse, accennando un sorriso</em>. Non riesco proprio a capire.<br />
<em>manca quel colore che quando si ammira il panorama chiantigiano o altro, nella vostra bellissima terra, irrompe prepotentemente. Celeste piscina.<br />
qui non ci sono. Noi siamo soltanto dei vigneron</em></p>
<p>Questa affermazione mi è ritornata in mente, ogni qualvolta che per lavoro, svago gironzolo per le zone vinicole. Forse vogliono fare troppo, tutto.<br />
Sai se non c&#8217;è la piscina il turista non viene. Sai se il vino non è internazionale non me lo comprano. Gioco fatto. Ma allora perché la gente impazzisce per tutto quello che sà di made in italy. Perché ho visto turisti quasi commossi a inzuppare verdure nell&#8217;olio &#8220;bono&#8221;, alias pinzimonio. Entusiasmarsi per l&#8217;arrivo di una grossa bistecca, neanche di Chianina, ma fatta alla fiorentina. E senza la bar-B sauce, BBQ. Forse non siamo mai stati, e non lo siamo ancora, coscienti della nostra forza. Che è il Made in Italy, il Made in Tuscany. Tutto il resto è consequenziale. E peggio di così, neanche c&#8217;è lo immaginavamo</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Mario Casanova</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/ancora-su-controllati-e-controllori-conflitti-d%e2%80%99interessi-e-brunello.html/comment-page-1#comment-10555</link>
		<dc:creator>Mario Casanova</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 13:21:10 +0000</pubDate>
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		<description>In questo forum da veneto avevo espresso molto perplessità sulla nomina del ministro Luca Zaia di cui seguo l&#039;attività politica da molti anni. 
Scusatemi, ma dopo alcune settimane un bel &quot;ve lo avevo detto&quot; ci sta tutto. 
Queste prime uscite del ministro mi stanno dando ragione.

Di recente sono stato in vacanza qualche giorno a Montalcino, e la mia sensazione è che da quelle parti non esista per niente una maggioranza che voglia un cambio di disciplinare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In questo forum da veneto avevo espresso molto perplessità sulla nomina del ministro Luca Zaia di cui seguo l&#8217;attività politica da molti anni.<br />
Scusatemi, ma dopo alcune settimane un bel &#8220;ve lo avevo detto&#8221; ci sta tutto.<br />
Queste prime uscite del ministro mi stanno dando ragione.</p>
<p>Di recente sono stato in vacanza qualche giorno a Montalcino, e la mia sensazione è che da quelle parti non esista per niente una maggioranza che voglia un cambio di disciplinare.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: guelfo magrini</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/ancora-su-controllati-e-controllori-conflitti-d%e2%80%99interessi-e-brunello.html/comment-page-1#comment-10551</link>
		<dc:creator>guelfo magrini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 11:29:55 +0000</pubDate>
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		<description>A me sembra di farla, corretta informazione. Sono inoltre onorato di partecipare a queste discussioni sempre puntuali e molto giuste e stimolanti. Qui in questa sede esprimo pareri personali che a volte trasferisco pure sulle cronache che redigo, ma in generale sono scambi di opinioni tra conoscenti e amici che non escono da qui. Conosco tutto lo staff di Banfi, sono tutte persone normali e simpatiche, sono tutti grandi lavoratori e svolgono con entusiasmo il loro lavoro. Ho vissuto il &quot;blues&quot; dei quadri banfi sconcertati dall&#039;accaduto. Conosco anche gli &quot;agricoli&quot;, non conosco gli avventizi in quanto generalmente parlano un&#039;altra lingua. Non è colpa di Ziliani se tutta questa gente perde il posto, ma in questo momento, se dovessero accertarsi responsabilità e avvenire licenziamenti, ci si immagina la faccia delle aziende che ricevono un curriculum &quot;Banfi&quot; o di qualsiasi altra azienda inquisita? Il sospetto si estenderebbe anche a chi non c&#039;entra assolutamente nulla in tutto ciò?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A me sembra di farla, corretta informazione. Sono inoltre onorato di partecipare a queste discussioni sempre puntuali e molto giuste e stimolanti. Qui in questa sede esprimo pareri personali che a volte trasferisco pure sulle cronache che redigo, ma in generale sono scambi di opinioni tra conoscenti e amici che non escono da qui. Conosco tutto lo staff di Banfi, sono tutte persone normali e simpatiche, sono tutti grandi lavoratori e svolgono con entusiasmo il loro lavoro. Ho vissuto il &#8220;blues&#8221; dei quadri banfi sconcertati dall&#8217;accaduto. Conosco anche gli &#8220;agricoli&#8221;, non conosco gli avventizi in quanto generalmente parlano un&#8217;altra lingua. Non è colpa di Ziliani se tutta questa gente perde il posto, ma in questo momento, se dovessero accertarsi responsabilità e avvenire licenziamenti, ci si immagina la faccia delle aziende che ricevono un curriculum &#8220;Banfi&#8221; o di qualsiasi altra azienda inquisita? Il sospetto si estenderebbe anche a chi non c&#8217;entra assolutamente nulla in tutto ciò?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Franco Ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/ancora-su-controllati-e-controllori-conflitti-d%e2%80%99interessi-e-brunello.html/comment-page-1#comment-10549</link>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 11:10:37 +0000</pubDate>
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		<description>magari intanto si vorrebbero punire i colpevoli, cercando di fare in modo che le realtà produttive non siano affossate. Ma smettiamola di utilizzare questo ricatto dell&#039;economia di Montalcino che andrebbe a carte e quarantotto se qualche colosso dai piedi d&#039;argilla si vedesse bloccata la produzione di Brunello, del 2003, ma anche delle annate successive, 2004,. 2005, 2006 e 2007, e costretto a declassarlo a Igt o a Sant&#039;Antimo! Questi, lo ripeto, sono ricatti di bassa lega, mezzucci da magliari, opera di terrorismo psicologico, che mi fa specie vengano utilizzati da chi, come Magrini, dovrebbe invece occuparsi di fare corretta informazione e di non guardare in faccia a nessuno. Anche se vive e ha affetti a Montalcino...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>magari intanto si vorrebbero punire i colpevoli, cercando di fare in modo che le realtà produttive non siano affossate. Ma smettiamola di utilizzare questo ricatto dell&#8217;economia di Montalcino che andrebbe a carte e quarantotto se qualche colosso dai piedi d&#8217;argilla si vedesse bloccata la produzione di Brunello, del 2003, ma anche delle annate successive, 2004,. 2005, 2006 e 2007, e costretto a declassarlo a Igt o a Sant&#8217;Antimo! Questi, lo ripeto, sono ricatti di bassa lega, mezzucci da magliari, opera di terrorismo psicologico, che mi fa specie vengano utilizzati da chi, come Magrini, dovrebbe invece occuparsi di fare corretta informazione e di non guardare in faccia a nessuno. Anche se vive e ha affetti a Montalcino&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: guelfo magrini</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/ancora-su-controllati-e-controllori-conflitti-d%e2%80%99interessi-e-brunello.html/comment-page-1#comment-10548</link>
		<dc:creator>guelfo magrini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 10:41:29 +0000</pubDate>
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		<description>Insomma si vuole punire i colpevoli o affossare le realtà produttive? Decidiamoci.
Saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Insomma si vuole punire i colpevoli o affossare le realtà produttive? Decidiamoci.<br />
Saluti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Franco Ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/06/ancora-su-controllati-e-controllori-conflitti-d%e2%80%99interessi-e-brunello.html/comment-page-1#comment-10547</link>
		<dc:creator>Franco Ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 10:37:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://vinoalvino.org/blog/2008/06/ancora-su-controllati-e-controllori-conflitti-d%e2%80%99interessi-e-brunello.html#comment-10547</guid>
		<description>leggo: &quot;su tanti altri siti giornalistici che si sono occupati della cosa&quot; e chiedo, ma dove sono questi &quot;tanti&quot;? 
Comunque complimenti a Magrini per il suo ingresso nel club dei giustificazionisti e di coloro che in nome della &quot;realtà occupazionale di Montalcino&quot; sono pronti a perdonare e passare un colpo di spugna su quanto é accaduto. Suvvia, &quot;scurdammoce &#039;o passato, simm&#039;e Montalcino, paisà!&quot;...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>leggo: &#8220;su tanti altri siti giornalistici che si sono occupati della cosa&#8221; e chiedo, ma dove sono questi &#8220;tanti&#8221;?<br />
Comunque complimenti a Magrini per il suo ingresso nel club dei giustificazionisti e di coloro che in nome della &#8220;realtà occupazionale di Montalcino&#8221; sono pronti a perdonare e passare un colpo di spugna su quanto é accaduto. Suvvia, &#8220;scurdammoce &#8216;o passato, simm&#8217;e Montalcino, paisà!&#8221;&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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