Brunellopoli: così parlò… il Robert Parker der Tufello
Godetevi questa video-intervista (vedi filmato) rilasciata all’amico “sommelier informatico” e wine blogger Andrea Gori (leggi) dall’ineffabile “Robert Parker der Tufello“, al secolo Daniele Cernilli, direttore del Gambero rosso e co-direttore della guida Vini d’Italia.
Si parla
del Brunello e di Brunellopoli (a proposito delle quali si è fatto vivo improvvisamente, per la serie “non è mai troppo tardi” – leggi – il Consorzio del Brunello di Montalcino).
Non intendo commentare in alcun modo quello che Cernilli ci racconta, a voi il piacere di ascoltare e farvi un’idea…






Eddaje sù! Sotto sotto vi volete bene…
Scritto da Francesco Annibali, il 6 Maggio, 2008 at 20:59
Battute a parte, Cernilli non mi convince. Non penso che il 6% di mosto concentrato sia sufficente a produrre vini neri che sanno di peperone, ciliegie e pepe nero!
Scritto da Francesco Annibali, il 6 Maggio, 2008 at 21:06
sarò ignorante in materia,ma mi pare di ricordare che un vino a d.o.c vada arricchito con m.c.proveniente dalle stesse uve stabilite dal disciplinare.
Scritto da caster57, il 7 Maggio, 2008 at 06:44
Io, non so se il 6% di mosto concentrato sia sufficente o no. Ma, anche se si avvera che i produttori del Brunellopoli non hanno superato questo livello (e, ovviamente, non ne potrei avere la minima idea), rimane il problema dell’autenticità del Brunello in quanto toscano, no ? E’ una domanda sincera alla quale non ho personalmente risposta.
Scritto da armel, il 7 Maggio, 2008 at 09:07
Piero Totis ha messo anche un 2% di Picolit nella Ribolla Gialla e la differenza era sensibile. C’era anche chi metteva un 2,5% di Raboso del Piave nel Barolo e lo si sentiva. Dipende dalle caratteristiche dei mosti e dal tipo di vino che si fa, a volte basta poco davvero per lasciare il segno.
Scritto da Mario Crosta, il 7 Maggio, 2008 at 12:43
di sicuro però va ammessa la sua coerenza e il suo modo di dire le cose, come sta ad esempio facendo sul forum. Di certo non si nasconde e questo gli va reso atto.
Scritto da andrea gori, il 7 Maggio, 2008 at 14:39
Ho letto il disciplinare su http://www.agraria.org/vini/disciplinarebrunellodimontalcino.htm , e non sono riuscito a capire dove è ammessa la pratica di aggiungere mosto concentrato di altre uve, come sostiene il sig. Cernilli.
Scritto da Paolo B., TA, il 7 Maggio, 2008 at 18:12
La storia del mosto concentrato credo valga per tutti i vini italiani. Non credo si trovi nelle disciplinari delle varie D.O.C.G. o D.O.C.
Scritto da Mario Casanova, il 9 Maggio, 2008 at 19:16
ma siete sicuri che l’MCR sia di sola uva?
Scritto da Cimbro Veneto, il 12 Maggio, 2008 at 10:41