WineCreator: enologi e giornalisti a confronto per due giorni in Spagna

Ottima idea quella del Gruppo Peñín, società di comunicazione spagnola che edita la celebre Guida Peñín e la rivista Sibaritas, quella di chiamare per due giorni a confronto chi il vino produce, o contribuisce, con la sua expertise tecnica, a produrlo, ovvero gli enologi o wine maker e chi invece vino è chiamato a comunicarlo e talora a giudicarlo, ovvero i giornalisti, critici e scrittori del vino o wine writer.
Da questa idea di un confronto e di uno scambio di idee produttivo è nato il progetto WineCreator, che si è tradotto nell’organizzazione di un simposio internazionale, denominato appunto WineCreator (vedi sito), in programma venerdì 18 e sabato 19 a Ronda vicino a Malaga in Andalusia.
Per due giorni, nel corso di sei sessioni, di cui l’ultima, concepita in forma di tavola rotonda, ci si chiederà, come recita il sottotitolo del seminario, se la qualità sia nemica della diversità nel vino, e si discuterà di tecniche di vinificazione, se ci sia posto ancora per la creatività in un mondo, anche quello del vino, dove i segni della globalizzazione sono sempre più evidenti, se si possano ancora produrre vini dotati di chiare peculiarità o se le specificità debbano essere sacrificate sull’altare del mercato. E del business, che è la prima legge che regola l’industria del vino.
Si discuterà, come si è detto, di stili nel vino, di “tecniche di produzione, del ruolo e dello spazio del terroir nella realizzazione di un grande vino, se si possa “progettare” un vino a partire dall’impostazione e dalla gestione del vigneto, se le tecniche di vinificazione influire e condizionare la personalità di un vino, e poi quale influenza e quale diverso peso possano avere nel mondo del vino di oggi concetti e patrimoni quali tradizione, cultura e innovazione e se esista un punto d’incontro, di dialogo o di sintesi, tra concetti apparentemente distanti e inconciliabili quali tradizione e innovazione.
Una presentazione completa di tanto wine summit, al quale chi scrive è stato invitato a partecipare, in questa cronaca dettagliata, con i personaggi di scena (Michel Rolland, Denis Dubourdieu, Jean-Claude Berrouet enologo di Château Petrus dal 1963 al 2007, Paul Draper, Alvaro Palacios, Peter Sisseck, Dirk Van Der Niepoort, ma anche Carlo Ferrini e Riccardo Cotarella tra i tecnici e Michel Bettane, Pierre Casamayor, Joshua Greene, David Schildknecht, José Peñín della Guía Peñín e Víctor de la Serna di El Mundo, Joel B. Payne e altri tra cui il co-curatore della Guida dell’Espresso Ernesto Gentili) nell’articolo (leggi qui) pubblicato sul sito Internet dell’A.I.S.
Il resoconto di quanto emergerà dai due giorni (più gli incontri informali tra partecipanti che ci saranno già nel pomeriggio – serata di giovedì 17) la prossima settimana su Vino al Vino.

0 pensieri su “WineCreator: enologi e giornalisti a confronto per due giorni in Spagna

  1. Potrebbe essere un incontro davvero interessante purchè si riesca a parlare con franchezza e cercando magari di aprire dei veri canali comunicativi e non nascondersi diedro i soliti visti e rivisti pseudo-contenuti patinati fatti di luoghi comuni e mezze verità.Quale migliore occasione per magari presentare a tanti esperti il caso Brunello e sentire la loro autorevole opinione in merito….

  2. io sarò lì e sono persuaso che già domani sera, nel primo incontro conviviale che avremo prima dell’apertura dei lavori prevista per venerdì, diversi colleghi esteri che so stanno già seguendo la cosa, ad esempio Joshua Greene di Wine & Spirits, mi chiederanno ulteriori dettagli. Spero che il mio poor English serva a far capire loro cosa sia accaduto. Sono curioso di sapere cosa pensano di questa strana storia molto italiana…
    Un altro utile contributo potrà essere fornito dai due enologi italiani presenti all’incontro, entrambi consulenti, e di peso, a Montalcino, ovvero Riccardo Cotarella e Carlo Ferrini, persone sicuramente molto informate dei fatti

  3. Ferrini chi, Franco? Quello che ho sentito affermare ai microfoni di Radio 24 cose del tipo “In Francia, dove sanno fare sistema molto più di noi, una notizia come quella dell’indagine di Siena sarebbe uscita al massimo su qualche giornaletto locale” oppure “Se hanno aggiunto del merlot o del cabernet i produttori indagati l’hanno fatto per migliorare il Brunello, diamine, mica per avvelenare qualcuno” e dire che la soluzione al problema “E’ a portata di mano: basta modificare il disciplinare”? Sono ansioso di leggere quanto scriverai al tuo ritorno per sapere che tipo di contributo abbia offerto questo grande opinion leader.

  4. Castelli non l’hanno invitato……dopo quell’articolo….invitano giustamente ferrini e cotarella…..strenui difensori del sangiovese…..manca solo rivella…..!!!!

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