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	<title>Commenti a: Montalcino: vogliamo la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità!</title>
	<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/montalcino-vogliamo-la-verita-tutta-la-verita-nient%e2%80%99altro-che-la-verita.html</link>
	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
	<pubDate>Fri, 05 Sep 2008 16:53:17 +0000</pubDate>
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		<title>By: ag</title>
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		<author>ag</author>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 12:09:07 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/montalcino-vogliamo-la-verita-tutta-la-verita-nient%e2%80%99altro-che-la-verita.html#comment-9349</guid>
		<description>Gentile signor Magrini,
se la sintassi non è un opinione non poteva che essere un termine diverso da quello che lei ipotizzava. Noto con piacere che ha voluto togliere il dubbio ai nostri futuri lettori.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile signor Magrini,<br />
se la sintassi non è un opinione non poteva che essere un termine diverso da quello che lei ipotizzava. Noto con piacere che ha voluto togliere il dubbio ai nostri futuri lettori.</p>
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		<title>By: Guelfo Magrini</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/montalcino-vogliamo-la-verita-tutta-la-verita-nient%e2%80%99altro-che-la-verita.html#comment-9343</link>
		<author>Guelfo Magrini</author>
		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 10:46:50 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/montalcino-vogliamo-la-verita-tutta-la-verita-nient%e2%80%99altro-che-la-verita.html#comment-9343</guid>
		<description>Ah! era "ca..o", non "stronzo"!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ah! era &#8220;ca..o&#8221;, non &#8220;stronzo&#8221;!</p>
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		<title>By: ag</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/montalcino-vogliamo-la-verita-tutta-la-verita-nient%e2%80%99altro-che-la-verita.html#comment-9311</link>
		<author>ag</author>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 18:01:59 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/montalcino-vogliamo-la-verita-tutta-la-verita-nient%e2%80%99altro-che-la-verita.html#comment-9311</guid>
		<description>Buonasera
Gentile signor Magrini,
evidentemente la colorita espressione che voleva sotolineare la chiusura della  mia invocazione non è stata resa bene dal mio italiano. Me ne scuso. E comunque nel mio volere è al singolare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera<br />
Gentile signor Magrini,<br />
evidentemente la colorita espressione che voleva sotolineare la chiusura della  mia invocazione non è stata resa bene dal mio italiano. Me ne scuso. E comunque nel mio volere è al singolare.</p>
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		<title>By: Guelfo Magrini</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/montalcino-vogliamo-la-verita-tutta-la-verita-nient%e2%80%99altro-che-la-verita.html#comment-9302</link>
		<author>Guelfo Magrini</author>
		<pubDate>Tue, 15 Apr 2008 14:55:54 +0000</pubDate>
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		<description>Egregio Emilio, non tocca a me fare pulizia, penso che sia chiaro. Io non rappresento nulla se non una tastiera a disposizione di chi avesse qualcosa di interessante da dire. I signori del Consorzio mi guardano da sempre come se fossi il diavolo, molto peggio di come guardano altri illustri colleghi più “cattivi” di me; le interessa sapere il perché? Perché ho sempre denunciato i loro metodi giudicandoli privi di qualsiasi trasparenza e le loro strategie d’immagine dimostratesi spesso perdenti. Mi par di aver avuto ragione no? Ma non posso denunciare pratiche illegali di vigna o di cantina perché non ne sono a conoscenza, sono un inguaribile fiducioso nella buona fede della gente e tendo ad aspettare verdetti ufficiali prima di bollare qualcuno. Quale "verità" le devo dire? Che un buon numero di produttori chiede da tempo le dimissioni di questo gruppo di persone giudicate "mancanti di efficacia e orientate a metodi di confronto non esattamente trasparenti", ma quando si potrebbe arrivare al dunque preferiscono defilarsi? Ebbene glie lo dico. E cos’altro? Che altri produttori, tra i quali ultimamente illustri nomi della tradizione ilcinese solo recentemente "riavvicinatisi" al Consorzio, invece difendono a spada tratta l’operato di queste persone, con motivazioni a mio avviso prive di logica e di onore (come dicevo poc’anzi) sputando addosso a chi tenta di comportarsi con correttezza professionale per poi farsi intervistare descrivendosi integerrimi difensori della legalità? Una cosa le posso dire, che a parte queste ultime vicende quasi tutte le aziende temono sempre i controlli degli ispettori, e non solo quelle vitivinicole, è cosa risaputa. Io tendo a dare la maggior quota di colpe per quello che è successo ai dirigenti del Consorzio, passati e presenti; i primi perché hanno spinto i produttori sull’orlo di questo baratro, i secondi perché sembrano fare finta di niente. I movimenti di vino delle grandi società vitivinicole sono da sempre oscuri. Si spostano sempre quantità di uve da un posto all’altro e quando si tratta di migliaia di ettolitri andare a capirci qualcosa tra i documenti di trasporto e quelli di scarico o come si chiamano è compito della forza pubblica, quando decide di intervenire, non mio. Io posso solo fare una fotografia di quello che si vede da fuori, senza esimermi dal riscontrare che spesso i parametri di riferimento per una doc o l’altra non sempre appaiono congrui, e magari scriverlo, come ho sempre fatto, tirandomi addosso l’ostracismo degli attuali, spesso occulti “padroni della ferriera”, che hanno più gambe di un mille piedi ficcate in tutti i posti possibili, che io (e non soltanto io), giudico sostanzialmente incompetenti e maneggioni, che poi fanno telefonare dai loro "Emilio Fede" di turno, ai miei clienti ingiungendogli di non lavorare con me, e/o creando assieme a note holding complementari e compiacenti querele strumentali, accompagnate da fax di condanna arbitraria e senza giudicato inviati ai potenziali ospiti dei miei siti. Ma io non me ne curo, perché sono cose effettivamente disprezzabili. L'onore non sta più di casa a Montalcino, è stato sostituito dai fatturati.
PS
Non so cosa il signor ag, che finalmente ho capito non essere Maresa (sono un pò lento, sarà la vecchiaia), abbia voluto intendere con …zo!, forse avrebbe dovuto scrivere …zi!
Saluti cari
Guelfo Magrini</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio Emilio, non tocca a me fare pulizia, penso che sia chiaro. Io non rappresento nulla se non una tastiera a disposizione di chi avesse qualcosa di interessante da dire. I signori del Consorzio mi guardano da sempre come se fossi il diavolo, molto peggio di come guardano altri illustri colleghi più “cattivi” di me; le interessa sapere il perché? Perché ho sempre denunciato i loro metodi giudicandoli privi di qualsiasi trasparenza e le loro strategie d’immagine dimostratesi spesso perdenti. Mi par di aver avuto ragione no? Ma non posso denunciare pratiche illegali di vigna o di cantina perché non ne sono a conoscenza, sono un inguaribile fiducioso nella buona fede della gente e tendo ad aspettare verdetti ufficiali prima di bollare qualcuno. Quale &#8220;verità&#8221; le devo dire? Che un buon numero di produttori chiede da tempo le dimissioni di questo gruppo di persone giudicate &#8220;mancanti di efficacia e orientate a metodi di confronto non esattamente trasparenti&#8221;, ma quando si potrebbe arrivare al dunque preferiscono defilarsi? Ebbene glie lo dico. E cos’altro? Che altri produttori, tra i quali ultimamente illustri nomi della tradizione ilcinese solo recentemente &#8220;riavvicinatisi&#8221; al Consorzio, invece difendono a spada tratta l’operato di queste persone, con motivazioni a mio avviso prive di logica e di onore (come dicevo poc’anzi) sputando addosso a chi tenta di comportarsi con correttezza professionale per poi farsi intervistare descrivendosi integerrimi difensori della legalità? Una cosa le posso dire, che a parte queste ultime vicende quasi tutte le aziende temono sempre i controlli degli ispettori, e non solo quelle vitivinicole, è cosa risaputa. Io tendo a dare la maggior quota di colpe per quello che è successo ai dirigenti del Consorzio, passati e presenti; i primi perché hanno spinto i produttori sull’orlo di questo baratro, i secondi perché sembrano fare finta di niente. I movimenti di vino delle grandi società vitivinicole sono da sempre oscuri. Si spostano sempre quantità di uve da un posto all’altro e quando si tratta di migliaia di ettolitri andare a capirci qualcosa tra i documenti di trasporto e quelli di scarico o come si chiamano è compito della forza pubblica, quando decide di intervenire, non mio. Io posso solo fare una fotografia di quello che si vede da fuori, senza esimermi dal riscontrare che spesso i parametri di riferimento per una doc o l’altra non sempre appaiono congrui, e magari scriverlo, come ho sempre fatto, tirandomi addosso l’ostracismo degli attuali, spesso occulti “padroni della ferriera”, che hanno più gambe di un mille piedi ficcate in tutti i posti possibili, che io (e non soltanto io), giudico sostanzialmente incompetenti e maneggioni, che poi fanno telefonare dai loro &#8220;Emilio Fede&#8221; di turno, ai miei clienti ingiungendogli di non lavorare con me, e/o creando assieme a note holding complementari e compiacenti querele strumentali, accompagnate da fax di condanna arbitraria e senza giudicato inviati ai potenziali ospiti dei miei siti. Ma io non me ne curo, perché sono cose effettivamente disprezzabili. L&#8217;onore non sta più di casa a Montalcino, è stato sostituito dai fatturati.<br />
PS<br />
Non so cosa il signor ag, che finalmente ho capito non essere Maresa (sono un pò lento, sarà la vecchiaia), abbia voluto intendere con …zo!, forse avrebbe dovuto scrivere …zi!<br />
Saluti cari<br />
Guelfo Magrini</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Emilio</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/montalcino-vogliamo-la-verita-tutta-la-verita-nient%e2%80%99altro-che-la-verita.html#comment-9271</link>
		<author>Emilio</author>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 16:36:50 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/montalcino-vogliamo-la-verita-tutta-la-verita-nient%e2%80%99altro-che-la-verita.html#comment-9271</guid>
		<description>Egregio signor Magrini
Convengo con lei sulle differenze di stili di comunicazione consoni ai diversi caratteri delle persone.Per quanto rigurada se La signora Maresa sia Ag, non conoscendo Ag di persona, non posso escluderlo del tutto.
Ma penso proprio che non siano la stessa persona. 
Ho letto nel suo blog le dichiarazioni dei così detti " Bravi e onesti" produttori di Montalcino. Mi fa molto piacere questo, però, l'appunto che faccio a questi produttori è: Perchè solo adesso? Perchè hanno aspettato? Non regge il fatto delle paure per gli onesti operai, lavoratori, emigrati regolari di Montalcino. No che non regge. Qui si doveva fare subito chiarezza, e non aspettare di difendersi dopo che le cose erano già copertina stampata.Ag ha ragione e l'esempio del signor Giuliani regge bene.
Dunque, per darle migliore chiarezza le ripropongo quanto scritto dalla signora Maresa.Ma prima voglio rivelarle un lato del mio carattere.Una cosa che non mi è mai piaciuta è stata quella di avere punizioni per colpa di altri. Quando ero piccolo. Niente ricreazione fin quando il colpevole non verrà fuori! tutti a scuola sapevano chi erano i colpevoli e nessuno parlava., Ed io mi incazzavo. Sono nato e cresciuto in Sicilia, si immagini. Fin quando ho deciso che non avrei mai pagato per colpe non mie. Dunque, per non essere punito, facevo subito i nomi, e a chi mi chiamava Spione, rispondevo che io ero onesto, erano coloro che non parlavano che erano disonesti. Ne ho prese tante botte e ne ho date abbastanza. Ma, quando per la ricreazione uscivo dalla classe, alcuni mi guardavano e dicevano a bassa voce...Lo Spione...altri invece...Lui ha le palle! Adesso che tutti rilasciano dichiarazioni, a me non fa ne caldo e ne freddo. troppo tardi per tirarsi fuori dalla mischia. troppo tardi. E non diamo troppe colpe alla copertina dell'Espresso. Con del Coraggio, si poteva evitare anche quella. Cordiali saluti.
ha scritto Maresa:
Egregio Sig. Nicola solo per fare un pò di luce su chi ha parlato per primo,quando e cosa ha guadagnato.Io ho un enoteca che lavora anche con l’estero;agli inizi di Febbraio degli importatori sia tedeschi che francesi erano già al corrente non avrebbero ricevuto il Brunello ed il motivo per cui ciò avveniva,glielo avevano comunicato le aziende stesse.Ovviamente è cominciata subito da parte loro una diffidenza nei confronti di ciò che era toscano,trasformatasi poi in derisione quando si sono accorti che noi italiani eravamo tenuti all’oscuro di quanto stava accadendo sul nostro territorio.Il Sig. Ziliani ha dato la notizia in modo garbato e non allarmistico solo quaranta giorni dopo quanto raccontato togliendoci dall’imbarazzo generato dalla nostra ignoranza della cosa ,dovuta all’omertà di quelle stesse aziende che avevano ritenuto opportuno divulgare il problema fuori dai confini nazionali. Saluti Maresa</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio signor Magrini<br />
Convengo con lei sulle differenze di stili di comunicazione consoni ai diversi caratteri delle persone.Per quanto rigurada se La signora Maresa sia Ag, non conoscendo Ag di persona, non posso escluderlo del tutto.<br />
Ma penso proprio che non siano la stessa persona.<br />
Ho letto nel suo blog le dichiarazioni dei così detti &#8221; Bravi e onesti&#8221; produttori di Montalcino. Mi fa molto piacere questo, però, l&#8217;appunto che faccio a questi produttori è: Perchè solo adesso? Perchè hanno aspettato? Non regge il fatto delle paure per gli onesti operai, lavoratori, emigrati regolari di Montalcino. No che non regge. Qui si doveva fare subito chiarezza, e non aspettare di difendersi dopo che le cose erano già copertina stampata.Ag ha ragione e l&#8217;esempio del signor Giuliani regge bene.<br />
Dunque, per darle migliore chiarezza le ripropongo quanto scritto dalla signora Maresa.Ma prima voglio rivelarle un lato del mio carattere.Una cosa che non mi è mai piaciuta è stata quella di avere punizioni per colpa di altri. Quando ero piccolo. Niente ricreazione fin quando il colpevole non verrà fuori! tutti a scuola sapevano chi erano i colpevoli e nessuno parlava., Ed io mi incazzavo. Sono nato e cresciuto in Sicilia, si immagini. Fin quando ho deciso che non avrei mai pagato per colpe non mie. Dunque, per non essere punito, facevo subito i nomi, e a chi mi chiamava Spione, rispondevo che io ero onesto, erano coloro che non parlavano che erano disonesti. Ne ho prese tante botte e ne ho date abbastanza. Ma, quando per la ricreazione uscivo dalla classe, alcuni mi guardavano e dicevano a bassa voce&#8230;Lo Spione&#8230;altri invece&#8230;Lui ha le palle! Adesso che tutti rilasciano dichiarazioni, a me non fa ne caldo e ne freddo. troppo tardi per tirarsi fuori dalla mischia. troppo tardi. E non diamo troppe colpe alla copertina dell&#8217;Espresso. Con del Coraggio, si poteva evitare anche quella. Cordiali saluti.<br />
ha scritto Maresa:<br />
Egregio Sig. Nicola solo per fare un pò di luce su chi ha parlato per primo,quando e cosa ha guadagnato.Io ho un enoteca che lavora anche con l’estero;agli inizi di Febbraio degli importatori sia tedeschi che francesi erano già al corrente non avrebbero ricevuto il Brunello ed il motivo per cui ciò avveniva,glielo avevano comunicato le aziende stesse.Ovviamente è cominciata subito da parte loro una diffidenza nei confronti di ciò che era toscano,trasformatasi poi in derisione quando si sono accorti che noi italiani eravamo tenuti all’oscuro di quanto stava accadendo sul nostro territorio.Il Sig. Ziliani ha dato la notizia in modo garbato e non allarmistico solo quaranta giorni dopo quanto raccontato togliendoci dall’imbarazzo generato dalla nostra ignoranza della cosa ,dovuta all’omertà di quelle stesse aziende che avevano ritenuto opportuno divulgare il problema fuori dai confini nazionali. Saluti Maresa</p>
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		<title>By: ag</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/montalcino-vogliamo-la-verita-tutta-la-verita-nient%e2%80%99altro-che-la-verita.html#comment-9269</link>
		<author>ag</author>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 15:24:03 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/montalcino-vogliamo-la-verita-tutta-la-verita-nient%e2%80%99altro-che-la-verita.html#comment-9269</guid>
		<description>Signor Magrini, prima avevo volutamente sorvolato sull'epopea del lavoratore vittima del moloch azienda. Lei ora ripropone il tema e io ri-evito di commentare e mi scusi la scortesia, vorrei che l'argomento finisse qui. Quello che realmente a me preme è che il prossimo cliente nel mondo che acquisterà una bottiglia di Brunello sia davvero sicuro di quello che fa e sia soddisfatto del denaro investito e possa così ri-iniziare quel circolo virtuoso che ha fatto di quel colle dove 30 anni fa imperava la MISERIA non dico un paradiso ma sicuramente un bel posto dove stare. Tutto qui. E la soluzione, ipocrita (?) o no, è una sola: fare pulizia. Non al teatro, tra carbonari, ma in piazza, alla luce del sole, purtroppo. Questa vicenda è seria, molto seria ma nessuno guarda avanti, sempre indietro, immobili come 100 anni fa: vi volete dare da fare?! E lasciate stare le agenzie di PR, siete il Brunello di Montalcino! Un po' di consapevolezza, molto coraggio, testa alta e uscite a dare certezze, ...zo!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Signor Magrini, prima avevo volutamente sorvolato sull&#8217;epopea del lavoratore vittima del moloch azienda. Lei ora ripropone il tema e io ri-evito di commentare e mi scusi la scortesia, vorrei che l&#8217;argomento finisse qui. Quello che realmente a me preme è che il prossimo cliente nel mondo che acquisterà una bottiglia di Brunello sia davvero sicuro di quello che fa e sia soddisfatto del denaro investito e possa così ri-iniziare quel circolo virtuoso che ha fatto di quel colle dove 30 anni fa imperava la MISERIA non dico un paradiso ma sicuramente un bel posto dove stare. Tutto qui. E la soluzione, ipocrita (?) o no, è una sola: fare pulizia. Non al teatro, tra carbonari, ma in piazza, alla luce del sole, purtroppo. Questa vicenda è seria, molto seria ma nessuno guarda avanti, sempre indietro, immobili come 100 anni fa: vi volete dare da fare?! E lasciate stare le agenzie di PR, siete il Brunello di Montalcino! Un po&#8217; di consapevolezza, molto coraggio, testa alta e uscite a dare certezze, &#8230;zo!!</p>
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		<title>By: Franco Ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/montalcino-vogliamo-la-verita-tutta-la-verita-nient%e2%80%99altro-che-la-verita.html#comment-9266</link>
		<author>Franco Ziliani</author>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 14:10:22 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/montalcino-vogliamo-la-verita-tutta-la-verita-nient%e2%80%99altro-che-la-verita.html#comment-9266</guid>
		<description>complimenti per le idee chiare Magrini: lei scrive "io non frequento spesso questo interessantissimo forum". Peccato che questo non sia, né aspiri a diventare un forum, ma sia solo un blog, dove i lettori, come ha fatto lei, sempre con qualche confusione (anche tra Maresa e AG, che non sono la stessa persona), possono postare i loro commenti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>complimenti per le idee chiare Magrini: lei scrive &#8220;io non frequento spesso questo interessantissimo forum&#8221;. Peccato che questo non sia, né aspiri a diventare un forum, ma sia solo un blog, dove i lettori, come ha fatto lei, sempre con qualche confusione (anche tra Maresa e AG, che non sono la stessa persona), possono postare i loro commenti.</p>
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		<title>By: Guelfo Magrini</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/montalcino-vogliamo-la-verita-tutta-la-verita-nient%e2%80%99altro-che-la-verita.html#comment-9265</link>
		<author>Guelfo Magrini</author>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 13:42:09 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/montalcino-vogliamo-la-verita-tutta-la-verita-nient%e2%80%99altro-che-la-verita.html#comment-9265</guid>
		<description>Egregio Emilio, mi scusi ma io non frequento spesso questo interessantissimo (e lo dico senza la benché minima ironia)forum e dunque non riesco ad identificare le sigle con i nomi e non so chi sia la signora Maresa. Se non ho capito male si tratta della firma "ag"?
Se ho capito giusto, non posso che essere totalmente d'accordo con quanto scritto da ag, anche perché mi permetto di riportare una breve frase di un post comparso sul BB blog: "Pertanto le ragioni di questa congiuntura risiedono solamente nella disinvoltura e nel lassismo con i quali i responsabili della produzione ilcinese hanno affrontato l’emergenza." Oltre a quei produttori che avessero truccato il loro vino naturalmente. Quello che invece non mi trova d'accordo è il fatto di accusare dei lavoratori di connivenza: allora dovremmo accusare di connivenza tutti quelli che subiscono ricatti occupazionali ad ogni livello. Certo se tutti denunciassero le irregolarità che hanno sotto gli occhi sarebbe un mondo migliore, ma non lo fa nessuno perchè poi non si trova più lavoro. Parliamo del latte allora: ho lavorato anni fa in una stalla sociale dove si produceva latte: potete immaginare cosa succedeva là dentro? violenze sugli animali, prodotti farmaceutici vietati, tagli con sostanze chimiche: se parlavi non solo eri licenziato ma forse eri anche morto. La verità su quanto accade ed è accaduto al Brunello è sotto gli occhi di tutti, solo che per convenienze varie rimane sempre sotto traccia, come quasi ogni verità scomoda in ogni parte del mondo. Una cosa da fare è quella di parlarne, per questo ammiro e apprezzo il lavoro di Franco Ziliani, anche se adotto stili diversi di comunicazione che forse non sono consoni al suo carattere ma sono consoni al mio. Se non vi fosse la diversità non sarebbe così interessante il dibattito.
Cordiali saluti
GM</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio Emilio, mi scusi ma io non frequento spesso questo interessantissimo (e lo dico senza la benché minima ironia)forum e dunque non riesco ad identificare le sigle con i nomi e non so chi sia la signora Maresa. Se non ho capito male si tratta della firma &#8220;ag&#8221;?<br />
Se ho capito giusto, non posso che essere totalmente d&#8217;accordo con quanto scritto da ag, anche perché mi permetto di riportare una breve frase di un post comparso sul BB blog: &#8220;Pertanto le ragioni di questa congiuntura risiedono solamente nella disinvoltura e nel lassismo con i quali i responsabili della produzione ilcinese hanno affrontato l’emergenza.&#8221; Oltre a quei produttori che avessero truccato il loro vino naturalmente. Quello che invece non mi trova d&#8217;accordo è il fatto di accusare dei lavoratori di connivenza: allora dovremmo accusare di connivenza tutti quelli che subiscono ricatti occupazionali ad ogni livello. Certo se tutti denunciassero le irregolarità che hanno sotto gli occhi sarebbe un mondo migliore, ma non lo fa nessuno perchè poi non si trova più lavoro. Parliamo del latte allora: ho lavorato anni fa in una stalla sociale dove si produceva latte: potete immaginare cosa succedeva là dentro? violenze sugli animali, prodotti farmaceutici vietati, tagli con sostanze chimiche: se parlavi non solo eri licenziato ma forse eri anche morto. La verità su quanto accade ed è accaduto al Brunello è sotto gli occhi di tutti, solo che per convenienze varie rimane sempre sotto traccia, come quasi ogni verità scomoda in ogni parte del mondo. Una cosa da fare è quella di parlarne, per questo ammiro e apprezzo il lavoro di Franco Ziliani, anche se adotto stili diversi di comunicazione che forse non sono consoni al suo carattere ma sono consoni al mio. Se non vi fosse la diversità non sarebbe così interessante il dibattito.<br />
Cordiali saluti<br />
GM</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>By: Franco Ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/montalcino-vogliamo-la-verita-tutta-la-verita-nient%e2%80%99altro-che-la-verita.html#comment-9264</link>
		<author>Franco Ziliani</author>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 13:37:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/montalcino-vogliamo-la-verita-tutta-la-verita-nient%e2%80%99altro-che-la-verita.html#comment-9264</guid>
		<description>Interessante, perché emergono dei nomi e delle circostanze (ad esempio chi ha avuto la bella idea nel corso della riunione di mercoledì di proporre di modificare il disciplinare), questo articolo di Italia oggi pubblicato il 12 aprile a firma di Andrea Settefonti

"Brunellopoli, baruffa a Montalcino ... C’è chi vuoi fare fuori gli illegali. E chi vuole cambiare le regole. Resa dei conti tra produttori. Soldera, Biondi Santi e Cinelli Colombini contro Frescobaldi e Banfi... Far fuori quelli che producono Brunello di Montalcino senza rispettare il disciplinare. Quelli implicati nell’inchiesta della procura della repubblica di Siena per frode alimentare, indagine che per adesso ha portato molte illazioni, smentite (una della procura stessa per negare l’uso di uve provenienti di altre regioni) e poche certezze come il sequestro di migliaia di bottiglie di Brunello ad aziende come Villa Banfi e Frescobaldi. 
A chiedere la “testa” degli illegali è Gianfranco Soldera, produttore storico di Brunello, assieme a Franco Biondi Santi e Stefano Cinelli Colombini, che ha inviato una lettera al Consorzio. “Ho chiesto”, racconta a ItaliaOggi, “che si facciano da parte o che altrimenti sia il Consorzio stesso a chiedere che si facciano da parte. Credo che si tratti di un comportamento più che normale”. A Montalcino, Brunellopoli continua a tenere banco. E non poteva essere diversamente visto che in un paese che ha 5 mila abitanti, gli addetti delle 250 aziende produttrici sono 3 mila e non si può non dire, quindi, che l’economia non giri attorno al vino.
E di Brunello, di immagine e di ricadute dell’inchiesta sul territorio se ne è parlato mercoledì sera nella riunione nella quale il Consorzio ha voluto fare il punto della situazione con i produttori. “Quello che è emerso”, commenta Stefano Cinelli Colombini della Fattoria de’ Barbi, “è che un tipo di informazione scandalistica ha provocato un grosso danno. In questo momento c’è soltanto bisogno di certezze, di chiarezza. E si possono avere soltanto con una conclusione, speriamo rapida, dell’inchiesta”.
Nell’incontro di mercoledì c’è chi ha proposto, Ambrogio Folonari, di modificare il disciplinare ma è stato accolto da un silenzio glaciale, e chi invece ha provato ad avanzare l’idea, poco condivisa, di dividersi tra grandi e piccoli produttori. Alla fine l’unica certezza sembra quella che il Brunello debba continuare a essere fatto con solo Sangiovese “grosso”, chi utilizza altre uve, produce un altro vino. E a suggellare la comunità di intenti e di vedute, il fatto che a fine seduta i produttori siano andati tutti quanti a bere insieme nei bar del centro. Ma il danno resta. Soprattutto per i consumatori. “Di loro”, commenta Soldera, “nessuno parla, si parla soltanto di produttori e di territorio. Ma i veri danneggiati sono ì consumatori”.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Interessante, perché emergono dei nomi e delle circostanze (ad esempio chi ha avuto la bella idea nel corso della riunione di mercoledì di proporre di modificare il disciplinare), questo articolo di Italia oggi pubblicato il 12 aprile a firma di Andrea Settefonti</p>
<p>&#8220;Brunellopoli, baruffa a Montalcino &#8230; C’è chi vuoi fare fuori gli illegali. E chi vuole cambiare le regole. Resa dei conti tra produttori. Soldera, Biondi Santi e Cinelli Colombini contro Frescobaldi e Banfi&#8230; Far fuori quelli che producono Brunello di Montalcino senza rispettare il disciplinare. Quelli implicati nell’inchiesta della procura della repubblica di Siena per frode alimentare, indagine che per adesso ha portato molte illazioni, smentite (una della procura stessa per negare l’uso di uve provenienti di altre regioni) e poche certezze come il sequestro di migliaia di bottiglie di Brunello ad aziende come Villa Banfi e Frescobaldi.<br />
A chiedere la “testa” degli illegali è Gianfranco Soldera, produttore storico di Brunello, assieme a Franco Biondi Santi e Stefano Cinelli Colombini, che ha inviato una lettera al Consorzio. “Ho chiesto”, racconta a ItaliaOggi, “che si facciano da parte o che altrimenti sia il Consorzio stesso a chiedere che si facciano da parte. Credo che si tratti di un comportamento più che normale”. A Montalcino, Brunellopoli continua a tenere banco. E non poteva essere diversamente visto che in un paese che ha 5 mila abitanti, gli addetti delle 250 aziende produttrici sono 3 mila e non si può non dire, quindi, che l’economia non giri attorno al vino.<br />
E di Brunello, di immagine e di ricadute dell’inchiesta sul territorio se ne è parlato mercoledì sera nella riunione nella quale il Consorzio ha voluto fare il punto della situazione con i produttori. “Quello che è emerso”, commenta Stefano Cinelli Colombini della Fattoria de’ Barbi, “è che un tipo di informazione scandalistica ha provocato un grosso danno. In questo momento c’è soltanto bisogno di certezze, di chiarezza. E si possono avere soltanto con una conclusione, speriamo rapida, dell’inchiesta”.<br />
Nell’incontro di mercoledì c’è chi ha proposto, Ambrogio Folonari, di modificare il disciplinare ma è stato accolto da un silenzio glaciale, e chi invece ha provato ad avanzare l’idea, poco condivisa, di dividersi tra grandi e piccoli produttori. Alla fine l’unica certezza sembra quella che il Brunello debba continuare a essere fatto con solo Sangiovese “grosso”, chi utilizza altre uve, produce un altro vino. E a suggellare la comunità di intenti e di vedute, il fatto che a fine seduta i produttori siano andati tutti quanti a bere insieme nei bar del centro. Ma il danno resta. Soprattutto per i consumatori. “Di loro”, commenta Soldera, “nessuno parla, si parla soltanto di produttori e di territorio. Ma i veri danneggiati sono ì consumatori”.</p>
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		<title>By: ag</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/montalcino-vogliamo-la-verita-tutta-la-verita-nient%e2%80%99altro-che-la-verita.html#comment-9263</link>
		<author>ag</author>
		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 13:15:40 +0000</pubDate>
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		<description>Bene signor Giuliani, lei ha perfettamente ragione. Questo in linea di principio: in pratica, l'accomodamento è quello che fa di prodotti unici (quello che un tempo era il made in Italy, vino compreso) oggetti privi di qualsiasi appeal fatti in milioni di esemplari in Cina il cui valore è il prezzo svilente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bene signor Giuliani, lei ha perfettamente ragione. Questo in linea di principio: in pratica, l&#8217;accomodamento è quello che fa di prodotti unici (quello che un tempo era il made in Italy, vino compreso) oggetti privi di qualsiasi appeal fatti in milioni di esemplari in Cina il cui valore è il prezzo svilente.</p>
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