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	<title>Commenti a: Brunellopoli impazza, ma continuiamo a credere nel Brunello, in quello vero!</title>
	<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunellopoli-impazza-ma-continuiamo-a-credere-nel-brunello-in-quello-vero.html</link>
	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
	<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 00:38:08 +0000</pubDate>
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		<title>By: Stefano</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunellopoli-impazza-ma-continuiamo-a-credere-nel-brunello-in-quello-vero.html#comment-8909</link>
		<author>Stefano</author>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 06:41:37 +0000</pubDate>
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		<description>Gentilissimo Franco Ziliani,
reduce da una giornata intensa al Vinitaly, vissuta anche seguendo suoi preziosi consigli sia per il Piemonte (Massolino uber alles) che per la Toscana. Ed è proprio qui che mi permetto di segnalarle una piccola realtà ilcinese che non cita mai (non capisco se per non conoscenza oppure perchè non meriti): Il Ventolaio di Luigi Fanti, un signore ruspante, amante della sua terra e della vite (e della simpaticissima moglie). Vorrei un suo parere nel caso conoscesse questa realtà che secondo me produce sia un rosso che un brunello decisamente superiori rispetto a quelli che ha citato lei più volte nei suoi meravigliosi post.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentilissimo Franco Ziliani,<br />
reduce da una giornata intensa al Vinitaly, vissuta anche seguendo suoi preziosi consigli sia per il Piemonte (Massolino uber alles) che per la Toscana. Ed è proprio qui che mi permetto di segnalarle una piccola realtà ilcinese che non cita mai (non capisco se per non conoscenza oppure perchè non meriti): Il Ventolaio di Luigi Fanti, un signore ruspante, amante della sua terra e della vite (e della simpaticissima moglie). Vorrei un suo parere nel caso conoscesse questa realtà che secondo me produce sia un rosso che un brunello decisamente superiori rispetto a quelli che ha citato lei più volte nei suoi meravigliosi post.</p>
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		<title>By: fabiocimmino</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunellopoli-impazza-ma-continuiamo-a-credere-nel-brunello-in-quello-vero.html#comment-8875</link>
		<author>fabiocimmino</author>
		<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 08:00:49 +0000</pubDate>
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		<description>Franco, mi fa molto piacere che ti sia piaciuto Bressan.

Ho avuto modo di parlare dei suoi vini (bianchi e del verduzzo in particolare) in più occasioni

sia qui:
http://www.enodelirio.it/RegioniDett.php?IdStoria=153

che qui:
http://euthimya.spazioblog.it/110671/VERDUZZO+FRIULANO+2003+BRESSAN.html

Fu Ferdinando Pardini dell'Acquabuona, in occasione della trasferta dei produttori friulani a Viareggio, a segnalarmi questo interessante anche se poco conosciuto produttore.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Franco, mi fa molto piacere che ti sia piaciuto Bressan.</p>
<p>Ho avuto modo di parlare dei suoi vini (bianchi e del verduzzo in particolare) in più occasioni</p>
<p>sia qui:<br />
<a href="http://www.enodelirio.it/RegioniDett.php?IdStoria=153" rel="nofollow">http://www.enodelirio.it/RegioniDett.php?IdStoria=153</a></p>
<p>che qui:<br />
<a href="http://euthimya.spazioblog.it/110671/VERDUZZO+FRIULANO+2003+BRESSAN.html" rel="nofollow">http://euthimya.spazioblog.it/110671/VERDUZZO+FRIULANO+2003+BRESSAN.html</a></p>
<p>Fu Ferdinando Pardini dell&#8217;Acquabuona, in occasione della trasferta dei produttori friulani a Viareggio, a segnalarmi questo interessante anche se poco conosciuto produttore.</p>
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		<title>By: Colinmckenzie</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunellopoli-impazza-ma-continuiamo-a-credere-nel-brunello-in-quello-vero.html#comment-8874</link>
		<author>Colinmckenzie</author>
		<pubDate>Sun, 06 Apr 2008 07:14:16 +0000</pubDate>
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		<description>Il nome del giornale che ti ha scaricato? Così uno evita di comprarlo, anche per errore...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il nome del giornale che ti ha scaricato? Così uno evita di comprarlo, anche per errore&#8230;</p>
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		<title>By: Mario Crosta</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunellopoli-impazza-ma-continuiamo-a-credere-nel-brunello-in-quello-vero.html#comment-8848</link>
		<author>Mario Crosta</author>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 11:52:18 +0000</pubDate>
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		<description>Tanti bei giovani nel mondo del vino, largo ai giovani, spazio alle loro idee ed alle loro aspettative. Anche sulla questione del Brunello di Montalcino. Da vecchierello mi sembra pero' di poter raccontare una piccola esperienza fatta alla fine degli anni '70, quando alcuni dei migliori produttori del Chianti separarono dal Chianti le uve bianche anche contro precise regole invece previste allora dal disciplinare e le destinarono al Galestro. Non tutti i produttori che usavano solo uve nere nel Chianti ebbe il coraggio di dichiararlo ai quattro venti. Da alcuni di loro i trattori con le uve bianche entravano percio' con tutti i carismi della legalita' in cantina da una parte, le consegne venivano registrate al rullo dei tamburi e poi uscivano dalla parte opposta conme se niente fosse. In cantina avevan lasciato soltanto il profumo. Dovettero passare ancora pochi anni, poi il disciplinare venne cambiato e la regolarita' venne ripristinata con il plauso di tutti quanti. Oggi pero', nel terzo millennio, un po' piu' di palle non guasterebbe, appunto come dice enogastronauta. Penso magari a un Igt Prunello di Pontalcino. Che sia il mercato poi a fare i dovuti confronti e le sue scelte, ma nella chiarezza e nell'evidenza piu' assoluta. Rimango del parere che sia il produttore a fare la denominazione e non viceversa, ma oggi la trasparenza fa parte della qualita'. E comunque alla fin della fiera non è giusto che i controlli siano fatti da un organismo di adesione volontaria dei controllati stessi. Troppo comodo. I controlli vanno fatti da un organismo indipendente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tanti bei giovani nel mondo del vino, largo ai giovani, spazio alle loro idee ed alle loro aspettative. Anche sulla questione del Brunello di Montalcino. Da vecchierello mi sembra pero&#8217; di poter raccontare una piccola esperienza fatta alla fine degli anni &#8216;70, quando alcuni dei migliori produttori del Chianti separarono dal Chianti le uve bianche anche contro precise regole invece previste allora dal disciplinare e le destinarono al Galestro. Non tutti i produttori che usavano solo uve nere nel Chianti ebbe il coraggio di dichiararlo ai quattro venti. Da alcuni di loro i trattori con le uve bianche entravano percio&#8217; con tutti i carismi della legalita&#8217; in cantina da una parte, le consegne venivano registrate al rullo dei tamburi e poi uscivano dalla parte opposta conme se niente fosse. In cantina avevan lasciato soltanto il profumo. Dovettero passare ancora pochi anni, poi il disciplinare venne cambiato e la regolarita&#8217; venne ripristinata con il plauso di tutti quanti. Oggi pero&#8217;, nel terzo millennio, un po&#8217; piu&#8217; di palle non guasterebbe, appunto come dice enogastronauta. Penso magari a un Igt Prunello di Pontalcino. Che sia il mercato poi a fare i dovuti confronti e le sue scelte, ma nella chiarezza e nell&#8217;evidenza piu&#8217; assoluta. Rimango del parere che sia il produttore a fare la denominazione e non viceversa, ma oggi la trasparenza fa parte della qualita&#8217;. E comunque alla fin della fiera non è giusto che i controlli siano fatti da un organismo di adesione volontaria dei controllati stessi. Troppo comodo. I controlli vanno fatti da un organismo indipendente.</p>
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		<title>By: enogastronauta</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunellopoli-impazza-ma-continuiamo-a-credere-nel-brunello-in-quello-vero.html#comment-8845</link>
		<author>enogastronauta</author>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 10:53:17 +0000</pubDate>
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		<description>rivella ha parlato, ma mico l'ho capito bene quello che ha dichiarato...
prima di tutto dice che se si controllasse veramente i risultati di rispondenza dei disciplinari , sarebbe il finimondo in italia.
quindi afferma che ci complichiamo la vita da soli, ma che ci vorrebbe più elasticità e flessibilità nei disciplinari..... (?)
a domanda dell'intervistatore se così non perderemo in tipicità e vitigni autoctoni risponde più intransigenza sulla qualità con un minimo di regole.
 visto il suo trascorso a Montalcino non libera il campo a dubbi... per lui basta che il vino sia di qualità.
Capisco che la qualità si possa fare con un vino al 85% brunello e un 15% merlot, cab s., o petit v. ma non lo dichiari in etichetta B.d.M. !!!! fai un IGT e sei a posto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>rivella ha parlato, ma mico l&#8217;ho capito bene quello che ha dichiarato&#8230;<br />
prima di tutto dice che se si controllasse veramente i risultati di rispondenza dei disciplinari , sarebbe il finimondo in italia.<br />
quindi afferma che ci complichiamo la vita da soli, ma che ci vorrebbe più elasticità e flessibilità nei disciplinari&#8230;.. (?)<br />
a domanda dell&#8217;intervistatore se così non perderemo in tipicità e vitigni autoctoni risponde più intransigenza sulla qualità con un minimo di regole.<br />
 visto il suo trascorso a Montalcino non libera il campo a dubbi&#8230; per lui basta che il vino sia di qualità.<br />
Capisco che la qualità si possa fare con un vino al 85% brunello e un 15% merlot, cab s., o petit v. ma non lo dichiari in etichetta B.d.M. !!!! fai un IGT e sei a posto.</p>
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		<title>By: giuseppe</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunellopoli-impazza-ma-continuiamo-a-credere-nel-brunello-in-quello-vero.html#comment-8844</link>
		<author>giuseppe</author>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 10:52:01 +0000</pubDate>
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		<description>Da non addetto ai lavori, da semplice consumatore di vino, secondo me Ziliani ci stai marciando un po' su questa storia del Brunello. E' una sensazione che mi provoca il "tono" di quello che scrivi, non quello che scrivi. Continuerò a frequentare in ogni caso il tuo interessante spazio su internet.

Giuseppe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da non addetto ai lavori, da semplice consumatore di vino, secondo me Ziliani ci stai marciando un po&#8217; su questa storia del Brunello. E&#8217; una sensazione che mi provoca il &#8220;tono&#8221; di quello che scrivi, non quello che scrivi. Continuerò a frequentare in ogni caso il tuo interessante spazio su internet.</p>
<p>Giuseppe</p>
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		<title>By: Andrea</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunellopoli-impazza-ma-continuiamo-a-credere-nel-brunello-in-quello-vero.html#comment-8843</link>
		<author>Andrea</author>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 10:42:15 +0000</pubDate>
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		<description>Quando un mio amico, proprietario di un'enoteca, mi ha mostrato la lettera nella quale uno dei grandi NON PIU' PRODUTTORI, ma commercializzatori, informava che non poteva rispettare le consegne di Brunello e di Chianti Classico (perché anche questo è sotto indagine), ho avuto evidenza come, di nuovo, parte della nostra imprenditoria non riesce a capire che la chiave per vincere nel mercato globale è una sola LA QUALITA'. Dopo il tracollo del vino al metanolo eravamo tornati ad essere il primo paese per esportazioni di vino, basando il tutto sull'ottimo rapporto qualità/prezzo e sulla tipicità delle nostre produzioni, anche quelle ottenute con vitigni internazionali. Questi signori, oltre a dimostrare una moralità dubbia ed una miopia aziendale certa gettano discredito sui tanti altri imprenditori del settore (e ce ne sono tantissimi) che si dannano l'anima per mantenere alto il loro nome e quello della produzione vitivinicola italiana. Un paese NORMALE farebbe chiarezza e punirebbe esemplarmente chi sta rischiando di gettare al vento anni di lavoro fatto da migliaia di persone che hanno messo del loro nella loro impresa. A queste persone dovrebbero render conto dell eventuali (speriamo limitate) ripercussioni che subiranno. Ma credo che in questo paese che NORMALE NON E', dove il livello di moralità sta sempre più abbassandosi, anche in questo caso niente succederà, non saranno espulsi dai consorzi i produttori fraudolenti, ne saranno multati, ne saranno modificate le legislazioni per evitare che si possa ripetere quanto è successo e , sopratutto, non sarà fatta chiarezza dicendo all'opinione pubblica nomi e cognomi delle aziende e delle persone implicate. Tristezza ed in fondo al palato quel retrogusto amarognolo che troppe vicende italiane spesso accompagna....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando un mio amico, proprietario di un&#8217;enoteca, mi ha mostrato la lettera nella quale uno dei grandi NON PIU&#8217; PRODUTTORI, ma commercializzatori, informava che non poteva rispettare le consegne di Brunello e di Chianti Classico (perché anche questo è sotto indagine), ho avuto evidenza come, di nuovo, parte della nostra imprenditoria non riesce a capire che la chiave per vincere nel mercato globale è una sola LA QUALITA&#8217;. Dopo il tracollo del vino al metanolo eravamo tornati ad essere il primo paese per esportazioni di vino, basando il tutto sull&#8217;ottimo rapporto qualità/prezzo e sulla tipicità delle nostre produzioni, anche quelle ottenute con vitigni internazionali. Questi signori, oltre a dimostrare una moralità dubbia ed una miopia aziendale certa gettano discredito sui tanti altri imprenditori del settore (e ce ne sono tantissimi) che si dannano l&#8217;anima per mantenere alto il loro nome e quello della produzione vitivinicola italiana. Un paese NORMALE farebbe chiarezza e punirebbe esemplarmente chi sta rischiando di gettare al vento anni di lavoro fatto da migliaia di persone che hanno messo del loro nella loro impresa. A queste persone dovrebbero render conto dell eventuali (speriamo limitate) ripercussioni che subiranno. Ma credo che in questo paese che NORMALE NON E&#8217;, dove il livello di moralità sta sempre più abbassandosi, anche in questo caso niente succederà, non saranno espulsi dai consorzi i produttori fraudolenti, ne saranno multati, ne saranno modificate le legislazioni per evitare che si possa ripetere quanto è successo e , sopratutto, non sarà fatta chiarezza dicendo all&#8217;opinione pubblica nomi e cognomi delle aziende e delle persone implicate. Tristezza ed in fondo al palato quel retrogusto amarognolo che troppe vicende italiane spesso accompagna&#8230;.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: enogastronauta</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunellopoli-impazza-ma-continuiamo-a-credere-nel-brunello-in-quello-vero.html#comment-8842</link>
		<author>enogastronauta</author>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 10:27:34 +0000</pubDate>
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		<description>Buongiorno Ziliani,
credi che sia la volta buona per fare pulizia dei furbetti, o finirà come al solito?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno Ziliani,<br />
credi che sia la volta buona per fare pulizia dei furbetti, o finirà come al solito?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: nicola</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunellopoli-impazza-ma-continuiamo-a-credere-nel-brunello-in-quello-vero.html#comment-8841</link>
		<author>nicola</author>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 09:39:25 +0000</pubDate>
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		<description>STRALCI...
...pane al pane, vino al vino...
La verità è che non si può scherzare su vini come il brunello, e non dare la colpa ai giornalisti della bolla mediatica.
...vino al vino, chissà il grande Soldati come sarebbe intervenuto.
Tra le altre cose...Rivella ha parlato</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>STRALCI&#8230;<br />
&#8230;pane al pane, vino al vino&#8230;<br />
La verità è che non si può scherzare su vini come il brunello, e non dare la colpa ai giornalisti della bolla mediatica.<br />
&#8230;vino al vino, chissà il grande Soldati come sarebbe intervenuto.<br />
Tra le altre cose&#8230;Rivella ha parlato</p>
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