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	<title>Commenti a: Brunello corretto Merlot? Secondo Cernilli solo un errore formale…</title>
	<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunello-corretto-merlot-secondo-cernilli-solo-un-errore-formale%e2%80%a6.html</link>
	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
	<pubDate>Fri, 16 May 2008 20:41:38 +0000</pubDate>
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		<title>By: Daniel O'Byrne</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunello-corretto-merlot-secondo-cernilli-solo-un-errore-formale%e2%80%a6.html#comment-9178</link>
		<author>Daniel O'Byrne</author>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 20:26:52 +0000</pubDate>
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		<description>Alvaro, sono d'accordo con te, il buon vino non ha bisogno di nessun aggiunto, forse solo un po' di metabisolfito e dei buon travasi...non sapevo che De Gaulle abbia parlato dei "vasti programmi", communque credo che le loro AOC sono un attimo più avanti delle ns. DOC(G), potremmo imparare!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alvaro, sono d&#8217;accordo con te, il buon vino non ha bisogno di nessun aggiunto, forse solo un po&#8217; di metabisolfito e dei buon travasi&#8230;non sapevo che De Gaulle abbia parlato dei &#8220;vasti programmi&#8221;, communque credo che le loro AOC sono un attimo più avanti delle ns. DOC(G), potremmo imparare!</p>
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		<title>By: ag</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunello-corretto-merlot-secondo-cernilli-solo-un-errore-formale%e2%80%a6.html#comment-9136</link>
		<author>ag</author>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 21:15:34 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunello-corretto-merlot-secondo-cernilli-solo-un-errore-formale%e2%80%a6.html#comment-9136</guid>
		<description>Buonasera.
scusate ma questo blog ha preso una piega assolutamente inutile</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera.<br />
scusate ma questo blog ha preso una piega assolutamente inutile</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Pavan Alvaro</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunello-corretto-merlot-secondo-cernilli-solo-un-errore-formale%e2%80%a6.html#comment-9132</link>
		<author>Pavan Alvaro</author>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 17:57:48 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunello-corretto-merlot-secondo-cernilli-solo-un-errore-formale%e2%80%a6.html#comment-9132</guid>
		<description>Caro O'Byrne, il mosto concentrato rettificato è permesso in qualsiasi denominazione e la sua origine è, come disse quella volta De Gaulle  "...un vasto programma!". 
Noi ci si vanta, rispetto ai cugini francesi, di non permettere lo zucchero, e non ci rendiamo conto di quale nefandezza autorizziamo per legge!
In poche parole, poltiglia che può solo portare detrimento al profilo aromatico e organolettico di un vino.  Lo zucchero, a saperlo usare, esalta la finezza e la distinzione aromatica, quindi la varietalità e tutto ciò che ne consegue.
Quanto sono stupidi i francesi...
E nel vino ci dovrebbe essere solo vino e i suoi costituenti naturali, senza nessuna aggiunta, perchè di suo ha tutto quello che serve per essere un prodotto salutare, preso nella giusta dose.

Cortdialmente,

Alvaro pavan</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro O&#8217;Byrne, il mosto concentrato rettificato è permesso in qualsiasi denominazione e la sua origine è, come disse quella volta De Gaulle  &#8220;&#8230;un vasto programma!&#8221;.<br />
Noi ci si vanta, rispetto ai cugini francesi, di non permettere lo zucchero, e non ci rendiamo conto di quale nefandezza autorizziamo per legge!<br />
In poche parole, poltiglia che può solo portare detrimento al profilo aromatico e organolettico di un vino.  Lo zucchero, a saperlo usare, esalta la finezza e la distinzione aromatica, quindi la varietalità e tutto ciò che ne consegue.<br />
Quanto sono stupidi i francesi&#8230;<br />
E nel vino ci dovrebbe essere solo vino e i suoi costituenti naturali, senza nessuna aggiunta, perchè di suo ha tutto quello che serve per essere un prodotto salutare, preso nella giusta dose.</p>
<p>Cortdialmente,</p>
<p>Alvaro pavan</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Daniel O'Byrne</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunello-corretto-merlot-secondo-cernilli-solo-un-errore-formale%e2%80%a6.html#comment-9131</link>
		<author>Daniel O'Byrne</author>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 17:35:28 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunello-corretto-merlot-secondo-cernilli-solo-un-errore-formale%e2%80%a6.html#comment-9131</guid>
		<description>Alvaro, tutto questo dibattito su "cosa c'é nel vino" mi ha fatto pensare anche io... a tutto quello che si potrebbe mettere nel vino legalmente...forse tre regole fondamentale per qualsiasi DOC(G) dovrebbero essere: 1. vietato il diserbo chimico; 2. vietato l'impiego dei concimi chimici; 3. vietato l'impiego dei lieviti alloctoni...
così potremmo cominciare sentire di più il sapore del terrior della denominazione

a proposito, forse sbaglio, ma credo che sia legale aggiungere durante la fermentazione tulmultuoso, nel DOCG Brunello di Montalcino, mosto concentrato rettificato (MCR), che potrebbe venire fuori della zona della denominazione, di qualsiasi vitigno, basta per la legge che viene registrato nel apposito registro aziendale

saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Alvaro, tutto questo dibattito su &#8220;cosa c&#8217;é nel vino&#8221; mi ha fatto pensare anche io&#8230; a tutto quello che si potrebbe mettere nel vino legalmente&#8230;forse tre regole fondamentale per qualsiasi DOC(G) dovrebbero essere: 1. vietato il diserbo chimico; 2. vietato l&#8217;impiego dei concimi chimici; 3. vietato l&#8217;impiego dei lieviti alloctoni&#8230;<br />
così potremmo cominciare sentire di più il sapore del terrior della denominazione</p>
<p>a proposito, forse sbaglio, ma credo che sia legale aggiungere durante la fermentazione tulmultuoso, nel DOCG Brunello di Montalcino, mosto concentrato rettificato (MCR), che potrebbe venire fuori della zona della denominazione, di qualsiasi vitigno, basta per la legge che viene registrato nel apposito registro aziendale</p>
<p>saluti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Paolo B.</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunello-corretto-merlot-secondo-cernilli-solo-un-errore-formale%e2%80%a6.html#comment-9129</link>
		<author>Paolo B.</author>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 16:50:15 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunello-corretto-merlot-secondo-cernilli-solo-un-errore-formale%e2%80%a6.html#comment-9129</guid>
		<description>Sono pienamente d'accordo che il Brunello di Montalcino DOCG deve rimanere tale perchè è un vino CHE HA UNA SUA STORIA, che se è apprezzato in tutto il mondo è grazie al suo "rigido" disciplinare. E' un vino che come pochi altri ha una sua vera identità. A nessuno si nega di produrre vini diversi, basta chiamarli NON chiamarli Brunello. Però sono sempre più convinto (è un mio modesto parere di semplice appassionato) che le DOC sono troppe e soprattutto non sono tutte veramente riconoscibili, quindi inutili.
Ad una degustazione alla cieca, sfiderei i guru dell'assaggio a distinguere un Sangiovese di Romagna da un Colli Pesaresi, o un Conero da un Rosso Piceno, o un Verdicchio dei castelli di Iesi da uno di Matelica, un Salice Salentino da un Copertino e via dicendo. Penso, è sempre in mio parere, che siano i vari produttori a fare la differenza in termini di qualità. Il sistema AOC è un buon esempio, ma anche le DOC del Friuli che si distinguono in aree ben definite, con le loro precise caratteristiche, lo stesso dicasi per l'Alto Adige ed il Trentino. Per molte regioni, invece, sembra che si rincorra il primato di averne di più. Vorrei sapere se sto dicendo eresie.
Cordiali saluti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono pienamente d&#8217;accordo che il Brunello di Montalcino DOCG deve rimanere tale perchè è un vino CHE HA UNA SUA STORIA, che se è apprezzato in tutto il mondo è grazie al suo &#8220;rigido&#8221; disciplinare. E&#8217; un vino che come pochi altri ha una sua vera identità. A nessuno si nega di produrre vini diversi, basta chiamarli NON chiamarli Brunello. Però sono sempre più convinto (è un mio modesto parere di semplice appassionato) che le DOC sono troppe e soprattutto non sono tutte veramente riconoscibili, quindi inutili.<br />
Ad una degustazione alla cieca, sfiderei i guru dell&#8217;assaggio a distinguere un Sangiovese di Romagna da un Colli Pesaresi, o un Conero da un Rosso Piceno, o un Verdicchio dei castelli di Iesi da uno di Matelica, un Salice Salentino da un Copertino e via dicendo. Penso, è sempre in mio parere, che siano i vari produttori a fare la differenza in termini di qualità. Il sistema AOC è un buon esempio, ma anche le DOC del Friuli che si distinguono in aree ben definite, con le loro precise caratteristiche, lo stesso dicasi per l&#8217;Alto Adige ed il Trentino. Per molte regioni, invece, sembra che si rincorra il primato di averne di più. Vorrei sapere se sto dicendo eresie.<br />
Cordiali saluti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Pavan Alvaro</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunello-corretto-merlot-secondo-cernilli-solo-un-errore-formale%e2%80%a6.html#comment-9122</link>
		<author>Pavan Alvaro</author>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 12:56:35 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunello-corretto-merlot-secondo-cernilli-solo-un-errore-formale%e2%80%a6.html#comment-9122</guid>
		<description>Constato che ci sono ancora tante anime sante in giro, consiglio di dare un'occhiata a quanto emerso sui prodotti residuali nel vino al seguente indirizzo:
http://www.mdrgf.org/pdf/Rapport_vin_pesticide_fr.pdf

Cordiali Saluti,
Alvaro Pavan</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Constato che ci sono ancora tante anime sante in giro, consiglio di dare un&#8217;occhiata a quanto emerso sui prodotti residuali nel vino al seguente indirizzo:<br />
<a href="http://www.mdrgf.org/pdf/Rapport_vin_pesticide_fr.pdf" rel="nofollow">http://www.mdrgf.org/pdf/Rapport_vin_pesticide_fr.pdf</a></p>
<p>Cordiali Saluti,<br />
Alvaro Pavan</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Franco Ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunello-corretto-merlot-secondo-cernilli-solo-un-errore-formale%e2%80%a6.html#comment-9116</link>
		<author>Franco Ziliani</author>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 10:50:07 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunello-corretto-merlot-secondo-cernilli-solo-un-errore-formale%e2%80%a6.html#comment-9116</guid>
		<description>Improvvisamente oggi Cernilli esprime dettagliatamente il suo pensiero sulla vicenda dei Brunello al Merlot in questo commento, pubblicato sul forum del sito Internet del Gambero rosso:
http://www.gamberorosso.it/grforum/viewtopic.php?p=244107#244107
da leggere attentamente
Addenda: Volete leggere come la grande stampa, i grandi quotidiani nazionali trattano la vicenda del Brunello al Merlot? Andatevi a leggere questo articolo, "di colore", non l'hanno nemmeno affidato ad un collaboratore che si occupa di cose vinose, pubblicato oggi sulla Stampa http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200804articoli/31748girata.asp che riporta tra l’altro queste considerazioni: “Casomai, ma questo il conte non lo dice, Montalcino e il Brunello dovranno rivedere regole forse troppo severe”. E poi riporta il “pensiero” di uno che a Montalcino ci vive e ci lavora, Roberto Cipresso, “wine maker e scrittore”, quello dell’Ateo e della Quadratura del Cerchio, che afferma che occorre “capire che le leggi sono rimaste ferme e il mercato e le tendenze sono andati avanti, e non solo negli Usa”. Mi sa tanto che la sorte del Brunello è già segnata, se tanti, e anche chi il Brunello dovrebbe difenderlo a spada tratta, dicono apertamente queste cose… Una cosa è certa, e si provino a smentirmi: nella riunione di ieri c’è stato chi ha avuto la faccia di tolla di proporre la modifica del disciplinare del Brunello. Una minoranza, a cui subito è stato fatto notare che era tale, ma una minoranza che non si vergogna, dopo quello che è successo, di esprimere queste idee… </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Improvvisamente oggi Cernilli esprime dettagliatamente il suo pensiero sulla vicenda dei Brunello al Merlot in questo commento, pubblicato sul forum del sito Internet del Gambero rosso:<br />
<a href="http://www.gamberorosso.it/grforum/viewtopic.php?p=244107#244107" rel="nofollow">http://www.gamberorosso.it/grforum/viewtopic.php?p=244107#244107</a><br />
da leggere attentamente<br />
Addenda: Volete leggere come la grande stampa, i grandi quotidiani nazionali trattano la vicenda del Brunello al Merlot? Andatevi a leggere questo articolo, &#8220;di colore&#8221;, non l&#8217;hanno nemmeno affidato ad un collaboratore che si occupa di cose vinose, pubblicato oggi sulla Stampa <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200804articoli/31748girata.asp" rel="nofollow">http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200804articoli/31748girata.asp</a> che riporta tra l’altro queste considerazioni: “Casomai, ma questo il conte non lo dice, Montalcino e il Brunello dovranno rivedere regole forse troppo severe”. E poi riporta il “pensiero” di uno che a Montalcino ci vive e ci lavora, Roberto Cipresso, “wine maker e scrittore”, quello dell’Ateo e della Quadratura del Cerchio, che afferma che occorre “capire che le leggi sono rimaste ferme e il mercato e le tendenze sono andati avanti, e non solo negli Usa”. Mi sa tanto che la sorte del Brunello è già segnata, se tanti, e anche chi il Brunello dovrebbe difenderlo a spada tratta, dicono apertamente queste cose… Una cosa è certa, e si provino a smentirmi: nella riunione di ieri c’è stato chi ha avuto la faccia di tolla di proporre la modifica del disciplinare del Brunello. Una minoranza, a cui subito è stato fatto notare che era tale, ma una minoranza che non si vergogna, dopo quello che è successo, di esprimere queste idee…</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Eliseo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunello-corretto-merlot-secondo-cernilli-solo-un-errore-formale%e2%80%a6.html#comment-9104</link>
		<author>Eliseo</author>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 08:44:49 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunello-corretto-merlot-secondo-cernilli-solo-un-errore-formale%e2%80%a6.html#comment-9104</guid>
		<description>Io capisco il rispetto per un vino ampelograficamente corretto, ma da consumatore sono anche interessato alla qualità.
Voglio dire, avere vitigni in zone non ideali non permette di esprimere un terroir al suo massimo livello.
Sarei curioso di conoscere l'evoluzione storica degli impianti a Montalcino, ma ho il sospetto che ben pochi vigneti facessero Brunello sotto una certa altezza fino all'arrivo di Banfi.
Quindi visto che parliamo della più prestigiosa zona vitivinicola italiana, una classificazione più articolata sul modello borgognone non so.
O una classificazione bordolese, che senz'altro sarebbe un più valido strumento di marketing.
Vedo quello che è successo a Kirwan in Margaux, dopo alcuni anni hanno cacciato Rolland perchè non rispettava lo spirito del territorio e questo si sono accorti che stava diventanto lesivo dell'immagine.
Lì non era aggiunta di vitigni non permessi, ma metodi di vinificazione che non esprimevano le qualità del territorio.
Quindi mi sembra che la battaglia a Montalcino si debba combattere su più fronti.
Credo che si possa parlare di espressione di territorio quando alla cieca si possa dire se un vino sia di una zona o di un'altra. Mi sono accorto che con un poco di esperienza è possibile differenziare i villages del Medoc. Mi auguro un giorno di vedere lo stesso a Montalcino.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io capisco il rispetto per un vino ampelograficamente corretto, ma da consumatore sono anche interessato alla qualità.<br />
Voglio dire, avere vitigni in zone non ideali non permette di esprimere un terroir al suo massimo livello.<br />
Sarei curioso di conoscere l&#8217;evoluzione storica degli impianti a Montalcino, ma ho il sospetto che ben pochi vigneti facessero Brunello sotto una certa altezza fino all&#8217;arrivo di Banfi.<br />
Quindi visto che parliamo della più prestigiosa zona vitivinicola italiana, una classificazione più articolata sul modello borgognone non so.<br />
O una classificazione bordolese, che senz&#8217;altro sarebbe un più valido strumento di marketing.<br />
Vedo quello che è successo a Kirwan in Margaux, dopo alcuni anni hanno cacciato Rolland perchè non rispettava lo spirito del territorio e questo si sono accorti che stava diventanto lesivo dell&#8217;immagine.<br />
Lì non era aggiunta di vitigni non permessi, ma metodi di vinificazione che non esprimevano le qualità del territorio.<br />
Quindi mi sembra che la battaglia a Montalcino si debba combattere su più fronti.<br />
Credo che si possa parlare di espressione di territorio quando alla cieca si possa dire se un vino sia di una zona o di un&#8217;altra. Mi sono accorto che con un poco di esperienza è possibile differenziare i villages del Medoc. Mi auguro un giorno di vedere lo stesso a Montalcino.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: paolo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunello-corretto-merlot-secondo-cernilli-solo-un-errore-formale%e2%80%a6.html#comment-9103</link>
		<author>paolo</author>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 08:22:51 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunello-corretto-merlot-secondo-cernilli-solo-un-errore-formale%e2%80%a6.html#comment-9103</guid>
		<description>Non é possibile che per seguire le tendenze della cucina si modifichino i disciplinari, é assurdo, come é assurdo modificarli per seguire le tendenze del mercato. Il mercato cambia repentinamente, mentre cambiare qualunque assetto del vigneto comporta dai 3 ai 5 anni di attesa prima del risultato. Sarebbe un suicidio, é impensabile!
E poi esistono le IGT per fare tutto quello che le mode si inventano. Non bastano la falegnameria di tutto il mondo, la chimica, il concentratore e l'osmosi inversa? Allora é proprio vero che volete fare il vino senza l'uva! E vi scandalizzate pure se si presentano NAS e GdF ai cancelli?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non é possibile che per seguire le tendenze della cucina si modifichino i disciplinari, é assurdo, come é assurdo modificarli per seguire le tendenze del mercato. Il mercato cambia repentinamente, mentre cambiare qualunque assetto del vigneto comporta dai 3 ai 5 anni di attesa prima del risultato. Sarebbe un suicidio, é impensabile!<br />
E poi esistono le IGT per fare tutto quello che le mode si inventano. Non bastano la falegnameria di tutto il mondo, la chimica, il concentratore e l&#8217;osmosi inversa? Allora é proprio vero che volete fare il vino senza l&#8217;uva! E vi scandalizzate pure se si presentano NAS e GdF ai cancelli?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Valentino</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunello-corretto-merlot-secondo-cernilli-solo-un-errore-formale%e2%80%a6.html#comment-9100</link>
		<author>Valentino</author>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 08:17:43 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/04/brunello-corretto-merlot-secondo-cernilli-solo-un-errore-formale%e2%80%a6.html#comment-9100</guid>
		<description>Sono felice che il direttore delle guide dell'Espresso abbia preso le distanze dal proprio Editore ma, visto che questi lo ha messo nel ridicolo, dovrebbe fare ben altro che una "inevitabile" presa di distanza.
Per non essere come i ns. politici, qualche volta possiamo manifestare con i fatti il ns. dissenso e non con le parole.
Per il modo in cui è stato fatto l'articolo (o meglio, gli articoli), la rivista ha creato tantissimo allarmismo nei consumatori di tutto il mondo e cosa ancora più grave, il tutto è stato pubblicato all'inizio del Vinitaly. E' ovvio che non si voleva fare del semplice giornalismo ma, si voleva creare il grande Scoop per trarne vantaggio economico, infischiandosene poi se questo modo di fare, avrebbe danneggiato tantissimi operatori. il settore non vive solo di aziende che concludono il ciclo con  l'imbottigliamento ma ci sono, anche qualche centinaia di migliaia di contadini che producono grandissime uve che poi vengono vendute ai vinificatori ed imbottigliatori, chi li difende questi signori? il suo editore si garantisce in seggio in parlamento, una pensione a vita e fa affari sulla pelle della povera gente ma, "gli altri" vorrebbero poter vivere decorosamente ed onestamente dei propri sacrifici. Per cortesia direttore, faccia un gesto dovuto e faccia in modo che il suo editore provi anche lui a perdere la faccia con quelle sue guide che ha bellamente sbugiardato.Valentino</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono felice che il direttore delle guide dell&#8217;Espresso abbia preso le distanze dal proprio Editore ma, visto che questi lo ha messo nel ridicolo, dovrebbe fare ben altro che una &#8220;inevitabile&#8221; presa di distanza.<br />
Per non essere come i ns. politici, qualche volta possiamo manifestare con i fatti il ns. dissenso e non con le parole.<br />
Per il modo in cui è stato fatto l&#8217;articolo (o meglio, gli articoli), la rivista ha creato tantissimo allarmismo nei consumatori di tutto il mondo e cosa ancora più grave, il tutto è stato pubblicato all&#8217;inizio del Vinitaly. E&#8217; ovvio che non si voleva fare del semplice giornalismo ma, si voleva creare il grande Scoop per trarne vantaggio economico, infischiandosene poi se questo modo di fare, avrebbe danneggiato tantissimi operatori. il settore non vive solo di aziende che concludono il ciclo con  l&#8217;imbottigliamento ma ci sono, anche qualche centinaia di migliaia di contadini che producono grandissime uve che poi vengono vendute ai vinificatori ed imbottigliatori, chi li difende questi signori? il suo editore si garantisce in seggio in parlamento, una pensione a vita e fa affari sulla pelle della povera gente ma, &#8220;gli altri&#8221; vorrebbero poter vivere decorosamente ed onestamente dei propri sacrifici. Per cortesia direttore, faccia un gesto dovuto e faccia in modo che il suo editore provi anche lui a perdere la faccia con quelle sue guide che ha bellamente sbugiardato.Valentino</p>
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