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	<title>Commenti a: Cosa accade a Montalcino? Parlano Wine Spectator ed il Consorzio del Brunello</title>
	<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/03/cosa-accade-a-montalcino-parlano-wine-spectator-ed-il-consorzio-del-brunello.html</link>
	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
	<pubDate>Sun, 20 Jul 2008 10:26:08 +0000</pubDate>
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		<title>By: Brunellopoli Vs Velenitaly: un breve riepilogo &#171; EnotecaProcida</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/03/cosa-accade-a-montalcino-parlano-wine-spectator-ed-il-consorzio-del-brunello.html#comment-8868</link>
		<author>Brunellopoli Vs Velenitaly: un breve riepilogo &#171; EnotecaProcida</author>
		<pubDate>Sat, 05 Apr 2008 22:06:23 +0000</pubDate>
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		<description>[...] con &#8220;Rumors from Montalcino: vino pugliese spacciato per Brunello?&#8220;, il 25 con &#8220;Cosa accade a Montalcino? Parlano Wine Spectator ed il Consorzio del Brunello&#8221; ed il 27 marzo con &#8220;Rumors da Montalcino parte terza: pompieri e giustificazionisti [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] con &#8220;Rumors from Montalcino: vino pugliese spacciato per Brunello?&#8220;, il 25 con &#8220;Cosa accade a Montalcino? Parlano Wine Spectator ed il Consorzio del Brunello&#8221; ed il 27 marzo con &#8220;Rumors da Montalcino parte terza: pompieri e giustificazionisti [&#8230;]</p>
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		<title>By: Cristiano</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/03/cosa-accade-a-montalcino-parlano-wine-spectator-ed-il-consorzio-del-brunello.html#comment-8622</link>
		<author>Cristiano</author>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2008 11:34:39 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/03/cosa-accade-a-montalcino-parlano-wine-spectator-ed-il-consorzio-del-brunello.html#comment-8622</guid>
		<description>@ NC
Temo che non hai colto l'ironia (o sono stato troppo criptico io).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ NC<br />
Temo che non hai colto l&#8217;ironia (o sono stato troppo criptico io).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: gaetano</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/03/cosa-accade-a-montalcino-parlano-wine-spectator-ed-il-consorzio-del-brunello.html#comment-8597</link>
		<author>gaetano</author>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 22:15:24 +0000</pubDate>
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		<description>lo so rischio di essere qualunquista e superficiale ma, quando metto il naso in un calice di brunello tutto mi diventa chiaro e capisco se e dov'è l'imbroglio. Tutto il resto è lontano dalla mia portata e dalla mie capacità previsionali. Preferisco viverMI la questione day by day.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>lo so rischio di essere qualunquista e superficiale ma, quando metto il naso in un calice di brunello tutto mi diventa chiaro e capisco se e dov&#8217;è l&#8217;imbroglio. Tutto il resto è lontano dalla mia portata e dalla mie capacità previsionali. Preferisco viverMI la questione day by day.</p>
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		<title>By: francesco bonfio</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/03/cosa-accade-a-montalcino-parlano-wine-spectator-ed-il-consorzio-del-brunello.html#comment-8596</link>
		<author>francesco bonfio</author>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 22:12:14 +0000</pubDate>
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		<description>Buonasera a tutti.
Vorei segnalare che i primi effetti di tipo economico si stanno già verificando. Ho notizia da alcuni associati Vinarius che loro clienti esteri hanno bloccato i ritiri di Brunello di Montalcino fino a che non saranno di dominio pubblico i nomi delle aziende coinvolte.
Mi sembra un fatto grave e foriero di ben altre difficoltà al quale noi enotecari non riusciamo a fare fronte, non avendo evidentemente la possibilità di fare i nomi. Ho suggerito a questi associati di chiedere ai loro fornitori una dichiarazione di estraneità dalle indagini.
Buona notte a tutti.
Francesco Bonfio
pres Vinarius Associazione delle Enoteche Italiane</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Buonasera a tutti.<br />
Vorei segnalare che i primi effetti di tipo economico si stanno già verificando. Ho notizia da alcuni associati Vinarius che loro clienti esteri hanno bloccato i ritiri di Brunello di Montalcino fino a che non saranno di dominio pubblico i nomi delle aziende coinvolte.<br />
Mi sembra un fatto grave e foriero di ben altre difficoltà al quale noi enotecari non riusciamo a fare fronte, non avendo evidentemente la possibilità di fare i nomi. Ho suggerito a questi associati di chiedere ai loro fornitori una dichiarazione di estraneità dalle indagini.<br />
Buona notte a tutti.<br />
Francesco Bonfio<br />
pres Vinarius Associazione delle Enoteche Italiane</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: maxdeep</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/03/cosa-accade-a-montalcino-parlano-wine-spectator-ed-il-consorzio-del-brunello.html#comment-8595</link>
		<author>maxdeep</author>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 21:00:43 +0000</pubDate>
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		<description>voi parlate e sparlate ma in fondo questa e' solo l'Italia, noi possiamo parlare e così rimane un paese "democratico", ma in fondo un cittadino non ha più peso a livello "democratico"...ubi maior ...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>voi parlate e sparlate ma in fondo questa e&#8217; solo l&#8217;Italia, noi possiamo parlare e così rimane un paese &#8220;democratico&#8221;, ma in fondo un cittadino non ha più peso a livello &#8220;democratico&#8221;&#8230;ubi maior &#8230;</p>
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	<item>
		<title>By: NC</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/03/cosa-accade-a-montalcino-parlano-wine-spectator-ed-il-consorzio-del-brunello.html#comment-8594</link>
		<author>NC</author>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 18:31:01 +0000</pubDate>
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		<description>Per Cristiano
Trovo assolutamente fuori luogo le sue affermazioni stereotipate sull'ingenuita' degli Americani. Volendo proseguire su questa falsa riga da questa storia allora emerge che tutti gli Italiani sono disonesti.
Piantiamola di dare la colpa a giornalisti,enologi,consorzi e clienti. La colpa e' solo e soltanto dei produttori disonesti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per Cristiano<br />
Trovo assolutamente fuori luogo le sue affermazioni stereotipate sull&#8217;ingenuita&#8217; degli Americani. Volendo proseguire su questa falsa riga da questa storia allora emerge che tutti gli Italiani sono disonesti.<br />
Piantiamola di dare la colpa a giornalisti,enologi,consorzi e clienti. La colpa e&#8217; solo e soltanto dei produttori disonesti.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: patrizia</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/03/cosa-accade-a-montalcino-parlano-wine-spectator-ed-il-consorzio-del-brunello.html#comment-8592</link>
		<author>patrizia</author>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 16:25:01 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/03/cosa-accade-a-montalcino-parlano-wine-spectator-ed-il-consorzio-del-brunello.html#comment-8592</guid>
		<description>Siamo alle solite, all'italiana. 
Per come la vedo io, mi sembra d'obbligo che i nomi saltino fuori, e anche alla svelta. In primo luogo perchè i produttori onesti devono essere tutelati; in secondo luogo perchè è una indecenza che simili notizie arrivino qui dall'estero, dove gli scandali di casa nostra assumono le loro vere sembianze senza essere truccati da omertà e inadempienze.Diamoci dentro con la verità, almeno adesso!!! In terzo luogo dirò anche che noi enotecari abbiamo il diritto di sapere chi ci prende in giro e chi lasciare fuori dalla porta da ora in poi. 
Ultimo punto in ordine ma non per importanza: il consumatore, cioè l'italiano comune, cioè tutti noi: ma perchè non ci si vergogna di questa inqualificabile propensione all'imbroglio che sembra insita nel dna italico? Devono pagarla cara, questi sofisticatori e il Consorzio, se vuole salvare ll valore della parola "Brunello", non potrà usare la mano di velluto e insabbiare. I danni provocati possono essere incalcolabili. Che almeno si tutelino gli onesti. 
Ma mi chiedo: gli enti preposti? I Consorzi? Ma cosa fanno invece di vigilare nell'interesse di tutti? Non sopporto sentir dire che certe cose si sapevano da tempo: sarò fuori moda, ma non credo che i grandi valori commerciali, storici e anche ideali di Montalcino si difendano con la menzogna e l'omertà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo alle solite, all&#8217;italiana.<br />
Per come la vedo io, mi sembra d&#8217;obbligo che i nomi saltino fuori, e anche alla svelta. In primo luogo perchè i produttori onesti devono essere tutelati; in secondo luogo perchè è una indecenza che simili notizie arrivino qui dall&#8217;estero, dove gli scandali di casa nostra assumono le loro vere sembianze senza essere truccati da omertà e inadempienze.Diamoci dentro con la verità, almeno adesso!!! In terzo luogo dirò anche che noi enotecari abbiamo il diritto di sapere chi ci prende in giro e chi lasciare fuori dalla porta da ora in poi.<br />
Ultimo punto in ordine ma non per importanza: il consumatore, cioè l&#8217;italiano comune, cioè tutti noi: ma perchè non ci si vergogna di questa inqualificabile propensione all&#8217;imbroglio che sembra insita nel dna italico? Devono pagarla cara, questi sofisticatori e il Consorzio, se vuole salvare ll valore della parola &#8220;Brunello&#8221;, non potrà usare la mano di velluto e insabbiare. I danni provocati possono essere incalcolabili. Che almeno si tutelino gli onesti.<br />
Ma mi chiedo: gli enti preposti? I Consorzi? Ma cosa fanno invece di vigilare nell&#8217;interesse di tutti? Non sopporto sentir dire che certe cose si sapevano da tempo: sarò fuori moda, ma non credo che i grandi valori commerciali, storici e anche ideali di Montalcino si difendano con la menzogna e l&#8217;omertà.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Emilio</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/03/cosa-accade-a-montalcino-parlano-wine-spectator-ed-il-consorzio-del-brunello.html#comment-8589</link>
		<author>Emilio</author>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 15:48:29 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/03/cosa-accade-a-montalcino-parlano-wine-spectator-ed-il-consorzio-del-brunello.html#comment-8589</guid>
		<description>Questi sono i quattro schieramenti...
Alla fine……il problema è il modo di fare” All’Italiana”, come diciamo correttamente nel far intravedere quelli che sono i modi di fare che meno ci piacciono della nostra nazione e dei nostri ” Nazionali”.
Le varie schiere saranno così composte:
1) Facciamo pulizia pulizia e pulizia…ne va dell’orgoglio nazionale!
2) Calma; si, facciamo pulizia, ma silenziosa , dall’interno, senza fare troppo clamore e dare altri pezzi di Italianità all’estero, che par aspettare questi momenti per sbatterci in maniera denigratoria in prima pagina!
3) Questo non è il momento di fare le pulizie, proprio adesso, in questo trend di esportazione, con una nazione che fa fatica ad arrivare alla fine del mese.Appuntiamoci il problema, allacciamo il fazzoletto a mò di striscia la notizia e quando le cose al governo saranno più calme faremo piazza pulita!
4) Questo è il momento perfetto per allargare i disciplinari , specie quello del Brunello. Facciamo come il Chianti, diciamo un minimo di 80 % di San Giove Grosso e il resto a vostra fantasia. Alla fine i Brunelli si vendono e se li bevono…non debbono essere così cattivi.
Questo siamo, questa è l’Italia.
Personalmente, avendo vissuto in terreno francese, una delle offese che non sopporto ( Il fu Biagi disse la stessa cosa) è l’espressione dei francesi nei nostri riguardi quando…Ah Les Italiens…</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questi sono i quattro schieramenti&#8230;<br />
Alla fine……il problema è il modo di fare” All’Italiana”, come diciamo correttamente nel far intravedere quelli che sono i modi di fare che meno ci piacciono della nostra nazione e dei nostri ” Nazionali”.<br />
Le varie schiere saranno così composte:<br />
1) Facciamo pulizia pulizia e pulizia…ne va dell’orgoglio nazionale!<br />
2) Calma; si, facciamo pulizia, ma silenziosa , dall’interno, senza fare troppo clamore e dare altri pezzi di Italianità all’estero, che par aspettare questi momenti per sbatterci in maniera denigratoria in prima pagina!<br />
3) Questo non è il momento di fare le pulizie, proprio adesso, in questo trend di esportazione, con una nazione che fa fatica ad arrivare alla fine del mese.Appuntiamoci il problema, allacciamo il fazzoletto a mò di striscia la notizia e quando le cose al governo saranno più calme faremo piazza pulita!<br />
4) Questo è il momento perfetto per allargare i disciplinari , specie quello del Brunello. Facciamo come il Chianti, diciamo un minimo di 80 % di San Giove Grosso e il resto a vostra fantasia. Alla fine i Brunelli si vendono e se li bevono…non debbono essere così cattivi.<br />
Questo siamo, questa è l’Italia.<br />
Personalmente, avendo vissuto in terreno francese, una delle offese che non sopporto ( Il fu Biagi disse la stessa cosa) è l’espressione dei francesi nei nostri riguardi quando…Ah Les Italiens…</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>By: Emilio</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/03/cosa-accade-a-montalcino-parlano-wine-spectator-ed-il-consorzio-del-brunello.html#comment-8588</link>
		<author>Emilio</author>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 15:46:58 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/03/cosa-accade-a-montalcino-parlano-wine-spectator-ed-il-consorzio-del-brunello.html#comment-8588</guid>
		<description>Allora, in un altro articolo avevo espresso le mie 4 diverse idee, o schieramenti, di come finiranno le cose a Montalcino.Mi piace molto il gioco del baro più grosso, del grasso migliore, del fiore più velenoso... . Anche questo è molto italiano, pur sembrando una cosa ragionevole, si incastra benissimo nel nostro DNA. Mi spiego meglio: Non ci stò alle diverse teorie modello:
1) Beh, ora se la prendono con Montalcino, chissa nel resto di Italia.
2) Ma perchè non cominciano dalle d.o.c. meno famose che andare subito alla " Botte più grande ".
3) Non è giusto che ora Montalcino diventi un caso quando in Italia  ...eh...chissa cosa si fà!
4) E perchè debbono pagare quelli che hanno lavorato bene?

Calma signori...questo è un errato modo di vedere le cose, sempre Les Italiens.
Basta. Se vogliamo cambiare veramente, ed all'interno di questo blog sento tante voce che gridano vendetta, cambiamo il nostro modo di vedere le cose e di cercare sempre modi diversi di interpretare.
Basta signori. Se la cosa è partita a Montalcino( O partirà a Montalcino) è perchè qualcuno Ha " Cantato " e gli uomini grigi si sono dovuto muovere per forza! Tutto quì, perchè se non li chiami, difficilmente loro si muovono. Basta anche nel dire" Chissa cosa succede in tutta Italia", perchè poi finisce...Tutti colpevoli uguale Nessuno Colpevole...tesi già sperimentata in Tagentopoli, In Calciopoli insomma...Cominciamo da Montalcino e poi vediamo dove arriviamo. 
Ci affidiamo al Consorzio, chiediamo perchè non abbia controllato?
Siamo noi il vero consorzio.Dovevamo noi gridare di più, perchè tra di noi e specialmente, signor Franco, tra di voi tutti addetti ai lavori, queste erano cose risapute, queste erano piccole caramelle piene del segreto di Pulcinella. Ora capisco che una noce in un sacco non fà rumore...ma... ...ma... ... eh?
 Levatevi dalla testa che ci saranno grandi rivoluzioni.
Smettetela di sperare che l'Arcangelo scenda in terra e doni la verità...pulizia pulizia pulizia e verità...e che forse l'Italia cambierà...Non Esiste.
Comunque vada a finire, e veramente, non mi interessa tanto di come vada a finire...Il vino ha vinto...state sicuri...perchè anche se non succederà niente, avremo alzato un polverone e tanti cominceranno a guardare meglio il colore del brunello e tanti proveranno disgusto per il colore melanzana e tanti e tanti ancora...anche gli americani.
Così raccolgo l'invito di Franco, nell' avere piena fiducia per il brunello.Per il suo futuro.
Vogliamo aspettare tutti i signori delle guide per fargliela pagare?
Beh, siamo stati noi, presi dai grappoli, dai bicchieri, dalle stelle...che abbiamo cercato una santo per farci indicare la via maestra. Che questi signori cialtroni debbano andare a fare un altro lavoro lo spero anche io. Ma nessuno ci imponeva di comprare queste guide.
Così, adesso, comiciamo ad affidarci ai nostri nasi più che fari i ganzi citando a memoria i vari punteggi.

Il re è morto.
Viva il re.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Allora, in un altro articolo avevo espresso le mie 4 diverse idee, o schieramenti, di come finiranno le cose a Montalcino.Mi piace molto il gioco del baro più grosso, del grasso migliore, del fiore più velenoso&#8230; . Anche questo è molto italiano, pur sembrando una cosa ragionevole, si incastra benissimo nel nostro DNA. Mi spiego meglio: Non ci stò alle diverse teorie modello:<br />
1) Beh, ora se la prendono con Montalcino, chissa nel resto di Italia.<br />
2) Ma perchè non cominciano dalle d.o.c. meno famose che andare subito alla &#8221; Botte più grande &#8220;.<br />
3) Non è giusto che ora Montalcino diventi un caso quando in Italia  &#8230;eh&#8230;chissa cosa si fà!<br />
4) E perchè debbono pagare quelli che hanno lavorato bene?</p>
<p>Calma signori&#8230;questo è un errato modo di vedere le cose, sempre Les Italiens.<br />
Basta. Se vogliamo cambiare veramente, ed all&#8217;interno di questo blog sento tante voce che gridano vendetta, cambiamo il nostro modo di vedere le cose e di cercare sempre modi diversi di interpretare.<br />
Basta signori. Se la cosa è partita a Montalcino( O partirà a Montalcino) è perchè qualcuno Ha &#8221; Cantato &#8221; e gli uomini grigi si sono dovuto muovere per forza! Tutto quì, perchè se non li chiami, difficilmente loro si muovono. Basta anche nel dire&#8221; Chissa cosa succede in tutta Italia&#8221;, perchè poi finisce&#8230;Tutti colpevoli uguale Nessuno Colpevole&#8230;tesi già sperimentata in Tagentopoli, In Calciopoli insomma&#8230;Cominciamo da Montalcino e poi vediamo dove arriviamo.<br />
Ci affidiamo al Consorzio, chiediamo perchè non abbia controllato?<br />
Siamo noi il vero consorzio.Dovevamo noi gridare di più, perchè tra di noi e specialmente, signor Franco, tra di voi tutti addetti ai lavori, queste erano cose risapute, queste erano piccole caramelle piene del segreto di Pulcinella. Ora capisco che una noce in un sacco non fà rumore&#8230;ma&#8230; &#8230;ma&#8230; &#8230; eh?<br />
 Levatevi dalla testa che ci saranno grandi rivoluzioni.<br />
Smettetela di sperare che l&#8217;Arcangelo scenda in terra e doni la verità&#8230;pulizia pulizia pulizia e verità&#8230;e che forse l&#8217;Italia cambierà&#8230;Non Esiste.<br />
Comunque vada a finire, e veramente, non mi interessa tanto di come vada a finire&#8230;Il vino ha vinto&#8230;state sicuri&#8230;perchè anche se non succederà niente, avremo alzato un polverone e tanti cominceranno a guardare meglio il colore del brunello e tanti proveranno disgusto per il colore melanzana e tanti e tanti ancora&#8230;anche gli americani.<br />
Così raccolgo l&#8217;invito di Franco, nell&#8217; avere piena fiducia per il brunello.Per il suo futuro.<br />
Vogliamo aspettare tutti i signori delle guide per fargliela pagare?<br />
Beh, siamo stati noi, presi dai grappoli, dai bicchieri, dalle stelle&#8230;che abbiamo cercato una santo per farci indicare la via maestra. Che questi signori cialtroni debbano andare a fare un altro lavoro lo spero anche io. Ma nessuno ci imponeva di comprare queste guide.<br />
Così, adesso, comiciamo ad affidarci ai nostri nasi più che fari i ganzi citando a memoria i vari punteggi.</p>
<p>Il re è morto.<br />
Viva il re.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Stefano Tesi</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/03/cosa-accade-a-montalcino-parlano-wine-spectator-ed-il-consorzio-del-brunello.html#comment-8587</link>
		<author>Stefano Tesi</author>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 13:39:51 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/03/cosa-accade-a-montalcino-parlano-wine-spectator-ed-il-consorzio-del-brunello.html#comment-8587</guid>
		<description>Caro Franco,
come forse avrai notato mi sono a lungo astenuto dal fare  commenti, dopo la settimana delle degustazioni toscane.
L'ho fatto perchè sapevo che il bubbone di cui adesso stiamo parlando sarebbe scoppiato e che scoppiando avrebbe dato il via a parecchie derive moralistiche, a me onestamente indigeste.
Dirò la verità fino in fondo. La notizia, cioè qualcosa più di una voce, che la GDF stesse visitando a Montalcino una o più grandi aziende circolava da parecchio tempo, diciamo un paio di mesi buoni, anche se ancora non così circostanziata da costituire una informazione pubblicabile. Si trattava, appunto, di un bubbone: qualcosa cioè che nella fase della maturità, gonfio e purulento, è molto evidente e doloroso, ma che non appare comunque all'improvviso, preannunciandosi invece per tempo con arrossamenti e gonfiori della parte. Tutto ciò per dire che quanto va succedento non è proprio una sorpresa. C'era da aspettarselo ed era solo una questione di tempo.
Trovo anche ingiusto, sebbene inevitabile viste le circostanze, scaricare sul caso-Montalcino tutto lo scandalo dei vini taroccati. La quale Montalcino, certo, è area famosissima e come tale, quando succede qualcosa, destinata nel bene e nel male a far rumore più di altre, ma certo non l'unica in cui si producono vini che talvolta - alla luce degli infallibili sensori costituiti dalla bocca e dal naso di chi vuol sentire - hanno sollevato dubbi sull'effettiva provenienza geografica. Gli stessi dubbi che, in taluni casi, anche tu, io e altri colleghi sollevavamo di recente ad anteprime extratoscane.
Senza quindi gridare all'untore, e spendendo anche una parola di comprensione (non di condivisione!) per quanto afferma Stefano Campatelli (che altro dovrebbe dire in un momento come questo uno nella sua posizione?), mi allineo con quanto saggiamente dice Roberto Giuliani: in Italia, più che le scoperte clamorose e la denuncia delle più colossali malefatte, mancano la "normalità", la continuità, la linearità, la costanza dei controlli sull'intera filiera. Aggiungo anche una certa coerenza delle norme e della loro applicazione.
In presenza di un sistema calibrato, in cui non ci sono vaste zone d'ombra, è difficile che possano crearsi gli spazi per grandi irregolarità. Quando invece il sistema è pieno di buchi e si oscilla perennemente tra rigori draconiani e lassismi inconcepibili, la probabilità di casi clamorosi, la cui ricaduta negativa danneggia poi tutta la base onesta del sistema, è altissima.
Non credo quindi, se non si vuole mettere a rischio la sopravvivenza dell'intero comparto vitivinicolo italiano, che il problema possa essere risolto in modo indolore e soprattutto breve.
Occorrerebbe un'accorta politica di settore che consentisse al sistema medesimo di rientrare nei ranghi pagando i giusti scotti, ma senza scossoni catastrofici, riacquisendo insomma quel regime di normalità e di stabilità che dovrebbe essere la norma e non l'eccezione.
Sul caso specifico di Montalcino, invece, a questo punto non resta che tutti (stampa, produttori, consorzio, consumatori)attendano lo sviluppo delle indagini e, a procedimento concluso, traggano le loro conclusioni.
A presto, Stefano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Franco,<br />
come forse avrai notato mi sono a lungo astenuto dal fare  commenti, dopo la settimana delle degustazioni toscane.<br />
L&#8217;ho fatto perchè sapevo che il bubbone di cui adesso stiamo parlando sarebbe scoppiato e che scoppiando avrebbe dato il via a parecchie derive moralistiche, a me onestamente indigeste.<br />
Dirò la verità fino in fondo. La notizia, cioè qualcosa più di una voce, che la GDF stesse visitando a Montalcino una o più grandi aziende circolava da parecchio tempo, diciamo un paio di mesi buoni, anche se ancora non così circostanziata da costituire una informazione pubblicabile. Si trattava, appunto, di un bubbone: qualcosa cioè che nella fase della maturità, gonfio e purulento, è molto evidente e doloroso, ma che non appare comunque all&#8217;improvviso, preannunciandosi invece per tempo con arrossamenti e gonfiori della parte. Tutto ciò per dire che quanto va succedento non è proprio una sorpresa. C&#8217;era da aspettarselo ed era solo una questione di tempo.<br />
Trovo anche ingiusto, sebbene inevitabile viste le circostanze, scaricare sul caso-Montalcino tutto lo scandalo dei vini taroccati. La quale Montalcino, certo, è area famosissima e come tale, quando succede qualcosa, destinata nel bene e nel male a far rumore più di altre, ma certo non l&#8217;unica in cui si producono vini che talvolta - alla luce degli infallibili sensori costituiti dalla bocca e dal naso di chi vuol sentire - hanno sollevato dubbi sull&#8217;effettiva provenienza geografica. Gli stessi dubbi che, in taluni casi, anche tu, io e altri colleghi sollevavamo di recente ad anteprime extratoscane.<br />
Senza quindi gridare all&#8217;untore, e spendendo anche una parola di comprensione (non di condivisione!) per quanto afferma Stefano Campatelli (che altro dovrebbe dire in un momento come questo uno nella sua posizione?), mi allineo con quanto saggiamente dice Roberto Giuliani: in Italia, più che le scoperte clamorose e la denuncia delle più colossali malefatte, mancano la &#8220;normalità&#8221;, la continuità, la linearità, la costanza dei controlli sull&#8217;intera filiera. Aggiungo anche una certa coerenza delle norme e della loro applicazione.<br />
In presenza di un sistema calibrato, in cui non ci sono vaste zone d&#8217;ombra, è difficile che possano crearsi gli spazi per grandi irregolarità. Quando invece il sistema è pieno di buchi e si oscilla perennemente tra rigori draconiani e lassismi inconcepibili, la probabilità di casi clamorosi, la cui ricaduta negativa danneggia poi tutta la base onesta del sistema, è altissima.<br />
Non credo quindi, se non si vuole mettere a rischio la sopravvivenza dell&#8217;intero comparto vitivinicolo italiano, che il problema possa essere risolto in modo indolore e soprattutto breve.<br />
Occorrerebbe un&#8217;accorta politica di settore che consentisse al sistema medesimo di rientrare nei ranghi pagando i giusti scotti, ma senza scossoni catastrofici, riacquisendo insomma quel regime di normalità e di stabilità che dovrebbe essere la norma e non l&#8217;eccezione.<br />
Sul caso specifico di Montalcino, invece, a questo punto non resta che tutti (stampa, produttori, consorzio, consumatori)attendano lo sviluppo delle indagini e, a procedimento concluso, traggano le loro conclusioni.<br />
A presto, Stefano</p>
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