Adios a Madrid al ritmo di Albariño, Verdejo, mariscos, y musica
Non poteva finire meglio, come si suol dire in gloria, ovvero a tavola, la mia cinque giorni madrilena trascorsa tra degustazioni, crapule “tapasiane” y alegria.
L’approdo, che tenevo d’occhio da alcuni giorni, da quando passando per la Calle de Fucar per andare a piedi dal mio albergo in Paseo del Prado sino al Casino de Madrid, sede delle nostre degustazioni, ne avevo scoperto l’esistenza, è stata la Taberna y Pulperia gallega Maceiras, sulla cui insegna (soprattutto quella in Calle de Fucar, che credevo fosse l’unica prima di imbattermi nella confinante in Calle de Huertas, contrada del Jesus tel. 914291584 ) avevo letto parole magiche per me: Albariño, Ribeiro, Valdeorras, Godello, Rias Baixas, nomi di vitigni e di denominazioni, in bianco di quella nordica Galicia (sito) che ho sempre più voglia di andare a conoscere.
Con circa due ore a disposizione prima dell’appuntamento alle 15 per essere riportato in aeroporto ho pensato di regalarmi un veloce pranzo gustoso e una sosta in uno di quei locali che se fossero vicino a casa mia e non a migliaia di chilometri di distanza mi vedrebbero frequentatore abituale tanto corrispondono alla mia idea di locale dove si può stare tranquilli e in allegria, mangiare e bere bene, spendere il giusto e divertirsi.
La Taberna Maceiras, che vi consiglio di visitare se capiterete a Madrid, (leggi e leggi ancora) corrisponde a tutti questi criteri, ed è il posto, se amate i vini bianchi galiziani ed il pesce di mare, soprattutto molluschi, dove vi potete togliere la voglia, almeno sino alla prossima visita.
Il posto, anzi i posti, perché come ho già detto sono due le Tabernas, distanti poco meno di un centinaio di metri l’una dall’altra, sono di una semplicità assoluta, e possono consentirvi sia di fare un pranzo completo passando dagli antipasti di pesce ai dolci ad una bella selezione di Quesos de Galicia a D.O. (San Simon da Costa, Tetilla, Cebreiro, Arzúa Ulloa, etc.) sia di fare una merenda veloce, occupando uno dei non tanti posti a disposizione, presi d’assalto da un pubblico di aficionados frequentatori (favoriti anche dal passaparola in Rete – vedi qui e qui), che vi convengono il lunedì dalle 20:30 alla una di notte, i giorni feriali dalle 13.15 alle 16.15 e poi dalle 20.30 alle 0.45, orari che nel fine settimana diventano dalle 13 alle 16.30 e dalle 20.30 alla 1.30 e la domenica dalle 13 alle 16, con chiusura serale.
Appena entrati ci si trova in una vera e propria taverna con tavolini quadrati molto spartani, sedie di legno, a vista vecchi fusti con i nomi dei vini gallegos, reti tese da una parete all’altro, il tutto in stile molto bistrot o osteria vera, dove il menu, scritto a mano, ti viene presentato su una caratteristica tavoletta di legno rotonda (ma volendo esistono anche traduzioni in più lingue, compreso l’italiano), ed i vini, oltre che disponibili in bottiglia, in una valida selezione, con ricarichi onesti, sono disponibili anche a bicchiere, o meglio in tazza, dove vengono versati da bottiglie portate al tavolo e proposti il Ribeiro, il Godello, i Mencia a 1,50 a tazza, mentre i vini base Treixadura o Albariño li pagherete 2,25 euro.
L’atmosfera gallega viene ribadita da un costante sottofondo di musica etnica molto caratteristica diffuso a volume abbastanza allegro e, unica concessione alla modernità, in un clima schietto dove spicca un cartello “No hay Coca Cola” e “No hay servicio en la barra”, e dove chi arriva e trova tutto pieno si adatta ad aspettare il suo turno, è rappresentata da una televisione accesa, ma collegata su un canale televisivo della Galicia, che trasmette immagini e filmati di tutto quanto attiene al mondo di questa provincia settentrionale della Spagna, dalla viticoltura, ai mariscos, alla pataca (patata) de Galicia, al folklore, a scorci di città e paesaggi da Vigo a Pontevedra, La Coruna, facendo venire a chi non c’è ancora stato (come me) la voglia di andarci presto.
La scelta, ovviamente è ampia, e va da un piatto classico della casa come il ,pulpo (polipo) presentato in umido con patate, alle croquetas de bacalao, al caldo gallego (zuppa di verdure e carne di maiale) ai calamares fritos, al chorizo, al pimientos de padron (con peperoni piccanti e pomodoro), e poi la foliada de moluscos, i navajas à la plancia (i nostri cannolicchi), le patatas bravas (patate fritte accompagnate ad una maionese all’aglio piuttosto piccante), l’empanada casera, ad una ricca varietà di preparazioni di pesce, basata su berberechos, mejillones (cozze) seppie, almejas (vongole) tutta roba di grande qualità proveniente dalla Galizia.
Io, dovendo scegliere tra il classico piatto del giorno, l’arroz marineiro, una ricca zuppa di riso e pesce, con cozze, calamari, vongole e una salsina saporita e il pulpo della casa, ho scelto l’arroz, gustosissimo, facendolo però precedere da un meraviglioso piatto di succose, sapide, ma dolci nella loro tessitura, cozze a vapore, scelte rispetto ad alternative che le proponevano alla marinara con sughetto di pomodoro o addirittura impanate e fritte.
Divertendomi allo spettacolo di un’atmosfera sana popolata via via da sempre più gente, molti giovani, e tanti ghiottoni che evidentemente questo posto conoscono e ci ritornano con piacere, bevendomi due tazze di un fresco, croccante Ribeiro e poi una di scattante Albariño, ho speso poco meno di 17 euro. Quello che avrei speso mangiando una banalissima pizza e una birra in una pizzeria italiana.
Unico rimpianto l’aver aspettato l’ultimo giorno del mio soggiorno madrileno per aver provato la Pulperia Maceiras, altrimenti sarei sicuramente ritornato altre volte per gustare le molte cose che mi sono perso e che ho visto le persone intorno a me apprezzare con mucho gusto, usando le mani, facendo scarpetta con il buon pane bianco servito in un caratteristico setaccio, bevendo vini nervosi, sapidi, retti da un’acidità bellissima e da una mineralità che esalta il sale ed il sapore di mare dei molluschi e del pesce.
Beh, cari amici, se passate da Madrid, non perdetevi assolutamente questa Taberna!






A quei prezzi da noi non si beve neanche l’acqua…..sarà mica perché non abbiamo più il ministero del turismo?
Scritto da paolo, il 24 Marzo, 2008 at 10:24
Confermo il tutto sig. Franco, conosco molto bene il locale essendoci stato 2 volte nel 2007 a giugno e poi a settembre.Il pulpo a la gallega è s t r a t o s f e r i c o!!! Torni a provarlo y buen proveche!
Scritto da mario, il 24 Marzo, 2008 at 16:57
La cucina gallega, caro Franco è una delle più adatte ai vini della sua terra: non parlo solo dei bianchi, che sono straordinari da prendere col pesce, con le vongole, col marisco, ma anche i rossi di Mencia, che vano benissimo con il vitello gallego, anche straordinario. Mi fa piacere che la tua stanza a Madrid sia stata così “coinvolgente”!!! Un augurone e alla prossima!
Joan
Scritto da J. Gómez Pallarès, il 24 Marzo, 2008 at 22:21
Ho letto l’articolo e sono d’accordo con l’autore riguardo l’accostamento vini bianchi/gastronomia della Galizia. Io ho assaggiato un pò tutti i vini della Galizia ma fino adesso ho trovato veramente di grande livello i vini della denominazione d’origine Rías Baixas specialmente l’Albariño di cui posso rammentare il Martín Códax, veramente un grande vino. Riguardo altre denominazioni trovo interessanti ma non sempre eguali tra cantina e cantina quelli della D.O. Ribeiro. Ai tempi in cui li riportai nel sito questi vini erano sconosciuti in Italia, adesso sono assai conosciuti e trovano un giusto accostamento tra tutti gli altri vini europei.
Saluti e a presto
Riccardo
www.galicia.it
Scritto da Riccardo, il 26 Marzo, 2008 at 17:13