Ma chi sarà mai questo signore?
Domanda à la volée: ma chi sarà mai questo signore ritratto, con un cavolo in mano, davanti ad un magnifico allestimento di verdure (c’erano anche dei.. pomod’ori…) a Torino? Si accettano ipotesi e scommesse, ma una cosa é certa: non si tratta proprio di un imprenditore… del cavolo!
A presto, datemi il tempo di scriverlo, il racconto dettagliato del nostro incontro. Ovviamente al Barolo…





Guarda che non freghi nessuno !!!!
Quel Signore è stato fotografato all’interno di Eataly !
In quel magnifico contenitore sono stato la sera prima dell’incontro con il Giove Tonante, è un posto bello, accattivante, innovativo e moderno nella concezione. Una bellissima idea. E poi se si sceglie un vino dagli scaffali lo si può andare a bere ai tavoli dove senza alcun aggravio di costo ti vengono dati bicchieri e servizio al tavolo…..dovrebbe piacerti.
Ciao
Scritto da vignadelmar, il 8 febbraio, 2008 at 10:28
Però la scelta del cavolo non è male.
Scritto da Antonio, il 8 febbraio, 2008 at 10:35
Vedo male, o ha in mano un cavolfiore?
Scritto da Luca Ripellino, il 8 febbraio, 2008 at 10:37
@ domanda à la volèe, una risposta à la volèe,
da quel che posso intuire, dalla foto sopra,
più che uomo del cavolo – cavolo che uomo.
Ma vedendo che porta i baffi, ne deduco che
qualcosa da nascondere, ah anche Lui.
Lino
Scritto da Lino, il 8 febbraio, 2008 at 10:42
fuoco, fuochino… Comunque datemi il tempo di riordinare cento cose (quando si manca qualche giorno si ha sempre una marea di mail, contatti, programmi, cose da scrivere: é la vita del wine trotter itinerante) e poi di raccontarvi le 4 ore trascorse con quell’autentico fenomeno. Scommettiamo una cosa: che ci sarà qualche “pirla”, come disemm a Milan, che commenterà che quel signore ha “comprato” anche me? E ancora di più quando annunceremo che il sottoscritto sarà il coordinatore di un’iniziativa ambientata proprio in quel mega food store torinese? Perché le idee, a lui e a me, non mancano proprio e davanti ad una buta di Barolo 1982, notare l’azienda: Borgogno, fluiscono ancora meglio…
mi sa che a Bra e dintorni Qualcuno non gradirà questa entente cordiale, questo dialogo tra uomini liberi. Che amano la Langa ed il Barolo. Quello vero, ça va sans dire…
p.s. certo che é divertente: io una settimana ho incontrato Gaja a Londra e poi mercoledì questo uomo da… Oscar. Ci manca solo che mi facciano incontrare il Robert Parker der Tufello, Giacomino Suckling e magari San Carlin da Pollenzo e semm a post. Va bene che parlano di una campagna elettorale all’insegna del gentleman’s agreement, del bipartisan, del dialogo virtuoso e costruttivo tra i poli, ma qui accidenti rischio di dovermi inventare altri “bersagli”…
Scritto da Franco Ziliani, il 8 febbraio, 2008 at 10:57
E’ sicuramente un fenomeno …anche se non è proprio un cavolo quello che ha in mano!!!
Scritto da paola, il 8 febbraio, 2008 at 11:34
cavolfiore
Scritto da Franco Ziliani, il 8 febbraio, 2008 at 11:45
Tra persone intelligenti ed aperte è normale trovare punti d’unione. Sono gli ottusi che rimangono sempre sulle loro opinioni! Per cui non credo proprio che da Bra arrivino lamentele per questa nuova join venture Ziliani-Farinetti!
Scritto da Pato, il 8 febbraio, 2008 at 11:50
joint-venture? Macché io non ho da “vendere” e mettere in società nulla. Solo idee, che forse potrebbero fare comodo anche al signore spiritosamente ritratto con cavolo in mano. L’idea é stata sua. Quella del cavolo. L’idea di una iniziativa in comune, che stiamo perfezionando, invece é stata mia e lui l’ha prontamente accettata. E mi sa proprio che non sarà l’ultima. Sul Barolo abbiamo una sintonia d’intenti stupefacente. Molto superiore alle “idee” sul Barolo (e sul Barbaresco) che hanno dimostrato di avere, in questi anni, i suoi amici di Bra e Pollenzo…
Scritto da Franco Ziliani, il 8 febbraio, 2008 at 12:04
Ullallà caro Franco! Questa sì che è una notizia. Bene, sono ansioso di conoscere gli sviluppi. Come vedi, ciò che fa la differenza sono sempre le buone idee e non le singole opinioni.
Facce sape’!
Ciao,
Stefano
Scritto da Stefano Tesi, il 8 febbraio, 2008 at 12:23
Franco Ziliani, a me fanno molto piacere questi incontri e le eventuali iniziative che ne possano nascere, perche’ lo sai benissimo che non avresti potuto piu’ evitarli. Il mondo del buon vino e del buon mangiare ha bisogno di un passo di qualita’ che mancava, quello del confronto con chi lecchino non e’ e non e’ mai stato. Dando retta ai pennivendoli ed alle sirene del marketing hanno fatto errori madornali, strategici, lo sanno loro stessi per primi. Occasione da non perdere: dimostrare che la verità fa male, ma soltanto a chi se ne fotte. E per l’occasione mi stappo un Cabernet Sauvignon reserva Porta 2006 appena arrivato dal Cile.
Scritto da Mario Crosta, il 8 febbraio, 2008 at 14:13
E visto che monsù Oscar fa come quelli di S.Damiano, che prima tirano la pietra e poi nascondono la mano, io domani stapperò quel famoso Borgogno’71, alla mia salute…
Scritto da paolo, il 8 febbraio, 2008 at 15:00
Metti insieme un imprenditore appassionato, aggiungi un giornalista altrettanto appassionato e non prezzolato, vuoi vedere che anche in Italia ne esce qualcosa di buono, senza se e senza ma?
Scritto da Max-QM, il 8 febbraio, 2008 at 16:08
sono contento della risoluzione…questo per far capire a quello che mi ha detto che stavo attaccando eataly…mercoledi’ ti ho citato nella trasmissione..mentre mi chiedevano di vino…spero non te ne dispiaccia.
Scritto da liloniadriano, il 8 febbraio, 2008 at 16:22
Aho’ Franco….co’ sto’ Farinetti ce stai a tormentaaaaaa’….
Scritto da arnaldo, il 8 febbraio, 2008 at 16:30
fa piacere di cuore vedere che le posizioni sono sempre aperte e discutibili
e mai preconcette e immutabili a priori.
stando a torino non vedo l’ora che prenda forma
un qualsiasi evento enoico targato ziliani-eataly, magari a tema nebbiolo,
e così poterla conoscere di persona..
Scritto da federico g, il 9 febbraio, 2008 at 11:55
Si, pero’ che ci sia qualcuno che lo porti anche in collina il nostro Franco, che la metropoli sasbauda e’ davvero bella (e’ stata la mia tana ai tempi di Palazzo Nuovo, e’ stata quella di mia figlia ai tempi di Architettura al Valentino), ma la collina e’ tutta un’altra cosa, ha un suo fascino eterno, come scopri’ anche Dario Argento girando Profondo Rosso, e in Collina c’e’ un amico cuoco che metterebbe d’accordo perfino due eserciti contrapposti in arme ancor scalpitanti: Giulio Carlo Ferrero a La Terrazza in Strada Val Salice 178. Vacci, Franco, magari con l’Oscar, altra atmosfera, altri tempi, poi mi saprai raccontare…
Scritto da Mario Crosta, il 9 febbraio, 2008 at 16:22