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	<title>Commenti a: Lettera aperta a Gigi Brozzoni: aiutaci a capire di chi stai parlando!</title>
	<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/02/lettera-aperta-a-gigi-brozzoni-aiutaci-a-capire-di-chi-stai-parlando.html</link>
	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
	<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 18:32:16 +0000</pubDate>
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		<title>By: serpe</title>
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		<author>serpe</author>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 20:06:52 +0000</pubDate>
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		<description>concordo sull'osservazione dell'esagerato numero di campioni da degustare ma soprattuto mi chiedo io se questi giornalisti (politicizzati ?) siano davvero competenti. Chi ce lo prova? Comunque ed in ogni caso è sempre troppo facile fare i critici sul lavoro altrui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>concordo sull&#8217;osservazione dell&#8217;esagerato numero di campioni da degustare ma soprattuto mi chiedo io se questi giornalisti (politicizzati ?) siano davvero competenti. Chi ce lo prova? Comunque ed in ogni caso è sempre troppo facile fare i critici sul lavoro altrui.</p>
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		<title>By: Diego</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/02/lettera-aperta-a-gigi-brozzoni-aiutaci-a-capire-di-chi-stai-parlando.html#comment-8165</link>
		<author>Diego</author>
		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 11:54:17 +0000</pubDate>
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		<description>Il discorso, senza nomi e cognomi, è come al solito labile e può essere rovesciato: se forse c'era chi non vedeva l'ora di sparlare c'erano anche i cosiddetti "embedded" che non vedevano l'ora di elogiare a prescindere. Il problema è un altro: ma come può un giornalista che va a queste manifestazioni fare bene il suo mestiere di critico se, tra un viaggio stancante e l'altro, in mezzo alla confusione e alla ressa, dopo aver partecipato magari a conferenze-meeting-incontri seguendo uno scheduling forsennato, deve assaggiare e analizzare in 3-4 giorni la bellezza di 300-400 vini molti dei quali acerbi o direttamente dalla botte?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il discorso, senza nomi e cognomi, è come al solito labile e può essere rovesciato: se forse c&#8217;era chi non vedeva l&#8217;ora di sparlare c&#8217;erano anche i cosiddetti &#8220;embedded&#8221; che non vedevano l&#8217;ora di elogiare a prescindere. Il problema è un altro: ma come può un giornalista che va a queste manifestazioni fare bene il suo mestiere di critico se, tra un viaggio stancante e l&#8217;altro, in mezzo alla confusione e alla ressa, dopo aver partecipato magari a conferenze-meeting-incontri seguendo uno scheduling forsennato, deve assaggiare e analizzare in 3-4 giorni la bellezza di 300-400 vini molti dei quali acerbi o direttamente dalla botte?</p>
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