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	<title>Commenti a: Il Vigneto Italia è in calo: ma non dovrebbe calare anche la produzione di vino?</title>
	<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/il-vigneto-italia-e-in-calo-ma-non-dovrebbe-anche-calare-la-produzione-di-vino.html</link>
	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
	<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 20:20:57 +0000</pubDate>
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	<item>
		<title>By: Mario Crosta</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/il-vigneto-italia-e-in-calo-ma-non-dovrebbe-anche-calare-la-produzione-di-vino.html#comment-7336</link>
		<author>Mario Crosta</author>
		<pubDate>Sat, 19 Jan 2008 10:46:13 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/il-vigneto-italia-e-in-calo-ma-non-dovrebbe-anche-calare-la-produzione-di-vino.html#comment-7336</guid>
		<description>Ormai ci sono i kit di aromi sintetici che si possono comprare su internet e che senza alcun controllo che quello della propria coscienza si possono aggiungere a gocce, a cucchiaini, a cucchiaiate o a bicchieri nel vino, a seconda della capacita' del contenitore e dell'effetto desiderato. Al primo MiWine furono proprio i sommelier dell'AIS che erano venuti a stapparmi le bottiglie di Tokaji e poi sono restati per la conferenza di Lajos Gal, oggi presidente dell'unione dei consorzi ungheresi, a darci la triste notizia. Loro avevano addirittura fatto una degustazione cieca e nessuno, dicevano, nessuno di loro era riuscito a distinguere i vini fatti solo con l'uva e quelli corretti con gli aromi sintetici. In questo senso vi suggerirei di non litigare, nel senso che la realta' spesso e' superiore a qualsiasi fantasia ed il regno delle certezze ormai si e' trasformato nella repubblica del dubbio. Qualcuno, durante una degustazione verticale di Verdicchio, un vino bianco straordinario che, quando fatto come Dio comanda, sa invecchiare benissimo, anche vent'anni, piangeva e non certo per aver bevuto troppo. Ormai sono passati alcuni anni, quindi in commercio c'e' quello che si vuole e che i NAS non riescono a sequestrare in tempo. Proprio ieri il presentatore televisivo Di Pietro nella sua trasmissione su Rai Uno denunciava che sono passati vent'anni dalla strage del metanolo e ancora oggi non c'e' un condannato, dopo le decine di morti che ha provocato e le migliaia di avvelenati che sono diventati ciechi o hanno avuto organi interni spappolati. Un invito, cioe', a chi vuol fare il furbo e guadagnare in fretta sulla pelle altrui. C'e' veramente da piangere, altro che balle!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai ci sono i kit di aromi sintetici che si possono comprare su internet e che senza alcun controllo che quello della propria coscienza si possono aggiungere a gocce, a cucchiaini, a cucchiaiate o a bicchieri nel vino, a seconda della capacita&#8217; del contenitore e dell&#8217;effetto desiderato. Al primo MiWine furono proprio i sommelier dell&#8217;AIS che erano venuti a stapparmi le bottiglie di Tokaji e poi sono restati per la conferenza di Lajos Gal, oggi presidente dell&#8217;unione dei consorzi ungheresi, a darci la triste notizia. Loro avevano addirittura fatto una degustazione cieca e nessuno, dicevano, nessuno di loro era riuscito a distinguere i vini fatti solo con l&#8217;uva e quelli corretti con gli aromi sintetici. In questo senso vi suggerirei di non litigare, nel senso che la realta&#8217; spesso e&#8217; superiore a qualsiasi fantasia ed il regno delle certezze ormai si e&#8217; trasformato nella repubblica del dubbio. Qualcuno, durante una degustazione verticale di Verdicchio, un vino bianco straordinario che, quando fatto come Dio comanda, sa invecchiare benissimo, anche vent&#8217;anni, piangeva e non certo per aver bevuto troppo. Ormai sono passati alcuni anni, quindi in commercio c&#8217;e&#8217; quello che si vuole e che i NAS non riescono a sequestrare in tempo. Proprio ieri il presentatore televisivo Di Pietro nella sua trasmissione su Rai Uno denunciava che sono passati vent&#8217;anni dalla strage del metanolo e ancora oggi non c&#8217;e&#8217; un condannato, dopo le decine di morti che ha provocato e le migliaia di avvelenati che sono diventati ciechi o hanno avuto organi interni spappolati. Un invito, cioe&#8217;, a chi vuol fare il furbo e guadagnare in fretta sulla pelle altrui. C&#8217;e&#8217; veramente da piangere, altro che balle!</p>
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		<title>By: borntowine</title>
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		<author>borntowine</author>
		<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 23:21:51 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/il-vigneto-italia-e-in-calo-ma-non-dovrebbe-anche-calare-la-produzione-di-vino.html#comment-7332</guid>
		<description>La chiudiamo perchè se no diventa una questione personale, io non li amo,  però non dico che non vedono l'uva.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La chiudiamo perchè se no diventa una questione personale, io non li amo,  però non dico che non vedono l&#8217;uva.</p>
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		<title>By: paolo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/il-vigneto-italia-e-in-calo-ma-non-dovrebbe-anche-calare-la-produzione-di-vino.html#comment-7331</link>
		<author>paolo</author>
		<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 20:40:37 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/il-vigneto-italia-e-in-calo-ma-non-dovrebbe-anche-calare-la-produzione-di-vino.html#comment-7331</guid>
		<description>Guarda io non devo convincere nessuno, se tu pensi che anche certi vini pregiati, ogni anno sempre uguali, siano fatti solo come dici tu, sei libero di pensarlo e di comprarli.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Guarda io non devo convincere nessuno, se tu pensi che anche certi vini pregiati, ogni anno sempre uguali, siano fatti solo come dici tu, sei libero di pensarlo e di comprarli.</p>
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		<title>By: borntowine</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/il-vigneto-italia-e-in-calo-ma-non-dovrebbe-anche-calare-la-produzione-di-vino.html#comment-7323</link>
		<author>borntowine</author>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 23:05:05 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/il-vigneto-italia-e-in-calo-ma-non-dovrebbe-anche-calare-la-produzione-di-vino.html#comment-7323</guid>
		<description>@ paolo, Forse c'è qualcosa da rivedere negli istituti di enologia, evidentemente c'è qualche buontempone, o idiota che dir si voglia, di troppo. Il vino si fa con l'uva, questo è quanto, che ci sia qualche delinquente che lo fa ANCHE in altra maniera è possibile, ma non è la norma. 
Decisamente è più frequente che vini pregiati vengano prodotti anche con uve o vini provenienti da altre zone, pratica da condannare ma non è la stessa cosa di cui tu parlavi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ paolo, Forse c&#8217;è qualcosa da rivedere negli istituti di enologia, evidentemente c&#8217;è qualche buontempone, o idiota che dir si voglia, di troppo. Il vino si fa con l&#8217;uva, questo è quanto, che ci sia qualche delinquente che lo fa ANCHE in altra maniera è possibile, ma non è la norma.<br />
Decisamente è più frequente che vini pregiati vengano prodotti anche con uve o vini provenienti da altre zone, pratica da condannare ma non è la stessa cosa di cui tu parlavi.</p>
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		<title>By: paolo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/il-vigneto-italia-e-in-calo-ma-non-dovrebbe-anche-calare-la-produzione-di-vino.html#comment-7320</link>
		<author>paolo</author>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 19:40:33 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/il-vigneto-italia-e-in-calo-ma-non-dovrebbe-anche-calare-la-produzione-di-vino.html#comment-7320</guid>
		<description>@borntowine
La prima frase che si sente dire negli istituti di enologia é: 
"Il vino si può fare anche con l'uva."
Non é una novità, sono anni che sento questa frase. 
In un altro post si parlava di analisi e gascromatografia. Benissimo, quando queste analisi saranno obbligatorie cadranno molti miti e molte teste, a cominciare dalle industrie.
Chissà perché le analisi non le vuole fare mai nessuno....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@borntowine<br />
La prima frase che si sente dire negli istituti di enologia é:<br />
&#8220;Il vino si può fare anche con l&#8217;uva.&#8221;<br />
Non é una novità, sono anni che sento questa frase.<br />
In un altro post si parlava di analisi e gascromatografia. Benissimo, quando queste analisi saranno obbligatorie cadranno molti miti e molte teste, a cominciare dalle industrie.<br />
Chissà perché le analisi non le vuole fare mai nessuno&#8230;.</p>
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	<item>
		<title>By: ag</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/il-vigneto-italia-e-in-calo-ma-non-dovrebbe-anche-calare-la-produzione-di-vino.html#comment-7315</link>
		<author>ag</author>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 16:53:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/il-vigneto-italia-e-in-calo-ma-non-dovrebbe-anche-calare-la-produzione-di-vino.html#comment-7315</guid>
		<description>credo tra botte e risposte andreamo avanti un bel po'........ evidentemente l'argomento interessa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>credo tra botte e risposte andreamo avanti un bel po&#8217;&#8230;&#8230;.. evidentemente l&#8217;argomento interessa.</p>
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		<title>By: borntowine</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/il-vigneto-italia-e-in-calo-ma-non-dovrebbe-anche-calare-la-produzione-di-vino.html#comment-7313</link>
		<author>borntowine</author>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 14:05:51 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/il-vigneto-italia-e-in-calo-ma-non-dovrebbe-anche-calare-la-produzione-di-vino.html#comment-7313</guid>
		<description>@ paolo, scusa ma non ti seguo, il vino in Italia non è fatto con l'uva? Stai scherzando o hai dei nomi da fare?
@ ag, la qualità in un "libero mercato" la decide il consumatore, come succede per qualsiasi altro prodotto dalle auto agli elettrodomstici al pane etc etc.; se fra i consumatori c'è chi preferisce o può permettersi solo il tavernello per me va bene anche il tavernello fatto però senza aiuti, sussidi od altro e nel rispetto delle norme.
@ tutti Per quanto possa sembrare strano d nessuna parte è scritto che un qualsiasi bene, per il semplice fatto di essere stato prodotto, deve sempre trovare un compratore; allora chi fa il vino buono, quello detto di qualità deve anche pensare al packaging, alla commercializzazione,  alla comunicazione etc etc.; se non ha queste possibilità potrà fare il vino più buono del mondo, ma dovrà berselo con gli amici.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ paolo, scusa ma non ti seguo, il vino in Italia non è fatto con l&#8217;uva? Stai scherzando o hai dei nomi da fare?<br />
@ ag, la qualità in un &#8220;libero mercato&#8221; la decide il consumatore, come succede per qualsiasi altro prodotto dalle auto agli elettrodomstici al pane etc etc.; se fra i consumatori c&#8217;è chi preferisce o può permettersi solo il tavernello per me va bene anche il tavernello fatto però senza aiuti, sussidi od altro e nel rispetto delle norme.<br />
@ tutti Per quanto possa sembrare strano d nessuna parte è scritto che un qualsiasi bene, per il semplice fatto di essere stato prodotto, deve sempre trovare un compratore; allora chi fa il vino buono, quello detto di qualità deve anche pensare al packaging, alla commercializzazione,  alla comunicazione etc etc.; se non ha queste possibilità potrà fare il vino più buono del mondo, ma dovrà berselo con gli amici.</p>
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		<title>By: gianpaolo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/il-vigneto-italia-e-in-calo-ma-non-dovrebbe-anche-calare-la-produzione-di-vino.html#comment-7312</link>
		<author>gianpaolo</author>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 13:46:44 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/il-vigneto-italia-e-in-calo-ma-non-dovrebbe-anche-calare-la-produzione-di-vino.html#comment-7312</guid>
		<description>Caro Dottori, io, lei e la FIAT abbiamo più punti in comune di quello che si possa pensare. Sopratutto uno: sia io, che la FIAT, che lei presumo, produciamo un prodotto e ci rivolgiamo ad un consumatore, spesso la stessa persona (quindi non "MERCATO", ma persone) alla quale chiediamo di spendere dei soldi per acquistarlo. La persona deciderà individualmente se vale la pena. La FIAT era un azienda che nonostante i copiosi aiuti di Stato, o forse proprio a causa loro, era ad un millimetro dal baratro. Si è cominciata a salvare quando ha cominciato ad investire sul suo prodotto. Avrebbe fatto meglio a continuare a fare auto di m...a e contemporaneamente ridurre la produzione?

La stessa cosa dovrebbe fare il vino italiano, concentrarsi sulla ricerca della qualità, a prezzi migliori. Come si fà a fare qualità sul vino, a livello generale e non aziendale? E il punto debole dell'Italia. Dove si esce dalla realtà individuale e ci si deve affidare al "sistema", siamo nei guai. Le azioni da intraprendere? Conoscenza del territorio (mappatura dell'esistente), ricerca e sperimentazione (cloni, portainnesti, zonazione), riordino del sistema delle Denominazioni di Origine (andando ad eliminare quelle non rivendicate o non rappresentative), disciplinari di produzione rigorosissimi (e non vacui e generici come quelli attuali). E promozione, tanta promozione di qualità.
Si fa questo oggi? poco o per nulla (a parte casi limitatissimi).

Le eccedenze? Basta smettere di dare i soldi per mantenerle in vita ed andrano via da sole.

Tutto questo però deve essere fatto in un contesto di libera impresa. Mettimi delle regole ferree sul come devo produrre, sul dove devo avere i vigneti, e controllami allo sfinimento, ma lasciami libero di intraprendere.

La realtà oggi è l'opposto: niente libertà di impresa, ma libertà di fare tutto quello che si vuole, di fatto, calpestando regole sul come e dove produrre. Potrei portare infiniti esempi di queste situazioni.

Le due cose - libertà di impresa e rigore, mercato illiberale e intrallazzi - sono molto più collegate di quello che si pensi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Dottori, io, lei e la FIAT abbiamo più punti in comune di quello che si possa pensare. Sopratutto uno: sia io, che la FIAT, che lei presumo, produciamo un prodotto e ci rivolgiamo ad un consumatore, spesso la stessa persona (quindi non &#8220;MERCATO&#8221;, ma persone) alla quale chiediamo di spendere dei soldi per acquistarlo. La persona deciderà individualmente se vale la pena. La FIAT era un azienda che nonostante i copiosi aiuti di Stato, o forse proprio a causa loro, era ad un millimetro dal baratro. Si è cominciata a salvare quando ha cominciato ad investire sul suo prodotto. Avrebbe fatto meglio a continuare a fare auto di m&#8230;a e contemporaneamente ridurre la produzione?</p>
<p>La stessa cosa dovrebbe fare il vino italiano, concentrarsi sulla ricerca della qualità, a prezzi migliori. Come si fà a fare qualità sul vino, a livello generale e non aziendale? E il punto debole dell&#8217;Italia. Dove si esce dalla realtà individuale e ci si deve affidare al &#8220;sistema&#8221;, siamo nei guai. Le azioni da intraprendere? Conoscenza del territorio (mappatura dell&#8217;esistente), ricerca e sperimentazione (cloni, portainnesti, zonazione), riordino del sistema delle Denominazioni di Origine (andando ad eliminare quelle non rivendicate o non rappresentative), disciplinari di produzione rigorosissimi (e non vacui e generici come quelli attuali). E promozione, tanta promozione di qualità.<br />
Si fa questo oggi? poco o per nulla (a parte casi limitatissimi).</p>
<p>Le eccedenze? Basta smettere di dare i soldi per mantenerle in vita ed andrano via da sole.</p>
<p>Tutto questo però deve essere fatto in un contesto di libera impresa. Mettimi delle regole ferree sul come devo produrre, sul dove devo avere i vigneti, e controllami allo sfinimento, ma lasciami libero di intraprendere.</p>
<p>La realtà oggi è l&#8217;opposto: niente libertà di impresa, ma libertà di fare tutto quello che si vuole, di fatto, calpestando regole sul come e dove produrre. Potrei portare infiniti esempi di queste situazioni.</p>
<p>Le due cose - libertà di impresa e rigore, mercato illiberale e intrallazzi - sono molto più collegate di quello che si pensi.</p>
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	<item>
		<title>By: Cristiano Castagno</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/il-vigneto-italia-e-in-calo-ma-non-dovrebbe-anche-calare-la-produzione-di-vino.html#comment-7308</link>
		<author>Cristiano Castagno</author>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 10:52:26 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/il-vigneto-italia-e-in-calo-ma-non-dovrebbe-anche-calare-la-produzione-di-vino.html#comment-7308</guid>
		<description>Bisogna fare un distinguo quando si parla di vigneti e di vino.Innanzittutto una maggiore superficie vitata non corrisponde necessariamente ad una produzione maggiore, basta vedere la Spagna che ha la maggiore superficie vitata mondiale a cui non corrisponde una produzione proporzionale. Indubbiamente in Italia la produzione di vino si è ridotta moltissimo negli ultimi 20 anni: dai quasi 100 milioni di ettolitri ai valori attuali, ma bisogna anche vedere cosa si produce. 
Il vino racchiude in realtà molti prodotti diversi, a parte le uve destinate per scopi industriali:produzione di MCR e altro. Una parte è rappresentata dai vini Docg, Doc e IGT sfumando dall’alto verso il basso da una logica di mercato legato ai prodotti di lusso e la cui vendità è influenzata dagli andamenti ciclici dell’economia mondiali e finanziari a cui si intreccia  l’altra cioè il vino inteso come commodity ossia un prodotto non influenzato da variazioni cicliche significative.Il Tavernello come già tante volte detto in questo blog è il vino italiano più consumato.
I VQPRD vengono tutelati bene o male da molti anni mentre in un contesto di mercato globalizzato  riuscire a piazzare del vino inteso come Commodity sul mercato mondiale con un marchio “made in Italy”,più efficace del marchio INE, potrebbe aiutare molto il sistema Italia enologico: se non altro ammortizzerebbe il comparto da un’eccessiva ciclicità.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bisogna fare un distinguo quando si parla di vigneti e di vino.Innanzittutto una maggiore superficie vitata non corrisponde necessariamente ad una produzione maggiore, basta vedere la Spagna che ha la maggiore superficie vitata mondiale a cui non corrisponde una produzione proporzionale. Indubbiamente in Italia la produzione di vino si è ridotta moltissimo negli ultimi 20 anni: dai quasi 100 milioni di ettolitri ai valori attuali, ma bisogna anche vedere cosa si produce.<br />
Il vino racchiude in realtà molti prodotti diversi, a parte le uve destinate per scopi industriali:produzione di MCR e altro. Una parte è rappresentata dai vini Docg, Doc e IGT sfumando dall’alto verso il basso da una logica di mercato legato ai prodotti di lusso e la cui vendità è influenzata dagli andamenti ciclici dell’economia mondiali e finanziari a cui si intreccia  l’altra cioè il vino inteso come commodity ossia un prodotto non influenzato da variazioni cicliche significative.Il Tavernello come già tante volte detto in questo blog è il vino italiano più consumato.<br />
I VQPRD vengono tutelati bene o male da molti anni mentre in un contesto di mercato globalizzato  riuscire a piazzare del vino inteso come Commodity sul mercato mondiale con un marchio “made in Italy”,più efficace del marchio INE, potrebbe aiutare molto il sistema Italia enologico: se non altro ammortizzerebbe il comparto da un’eccessiva ciclicità.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: paolo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/il-vigneto-italia-e-in-calo-ma-non-dovrebbe-anche-calare-la-produzione-di-vino.html#comment-7306</link>
		<author>paolo</author>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 09:46:50 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/il-vigneto-italia-e-in-calo-ma-non-dovrebbe-anche-calare-la-produzione-di-vino.html#comment-7306</guid>
		<description>Io direi che se il vino si facesse con l'uva, in Italia, non avremmo problemi, così non é purtroppo...
Per quanto riguarda gli altri paesi, anche loro hanno tanti problemi, in Australia, per esempio, quest'anno, causa la siccità, era più conveniente vendere i diritti di irrigazione che vendemmiare! 
Questo per dire che se intanto cominciamo noi italiani a fare bene i vini, poi li possiamo anche vendere meglio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io direi che se il vino si facesse con l&#8217;uva, in Italia, non avremmo problemi, così non é purtroppo&#8230;<br />
Per quanto riguarda gli altri paesi, anche loro hanno tanti problemi, in Australia, per esempio, quest&#8217;anno, causa la siccità, era più conveniente vendere i diritti di irrigazione che vendemmiare!<br />
Questo per dire che se intanto cominciamo noi italiani a fare bene i vini, poi li possiamo anche vendere meglio.</p>
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