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	<title>Commenti a: Domenico Clerico , vuoti di memoria ed il Barolo “sexy”</title>
	<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/domenico-clerico-vuoti-di-memoria-ed-il-barolo-%e2%80%9csexy%e2%80%9d.html</link>
	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
	<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 20:26:13 +0000</pubDate>
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		<title>By: Filippo Cintolesi</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/domenico-clerico-vuoti-di-memoria-ed-il-barolo-%e2%80%9csexy%e2%80%9d.html#comment-7399</link>
		<author>Filippo Cintolesi</author>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 17:47:21 +0000</pubDate>
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		<description>Interessanti questioni sollevate dall'ultimo commento di Stefano Tesi, le quali credo che meriterebbero ciascuna una serie di appositi post. La questione del leverage, ossia quando un settore diventa molto finanza e poco sostanza, per dirla con le sue parole: credo sia difficile non essere d'accordo sul timore dei rischi che aumentano a dismisura, come sanno fra gli altri anche gli speculatori sui futures. Ma il punto che forse e' piu' importante e': possibile farne a meno? E' possibile che un settore produttivo, se si esplica in un mercato libero, riesca a fare a meno di uno dei piu' importanti aspetti del funzionamento capitalistico, cioe' quello di tendere a far funzionare "i soldi degli altri"?
Connessa chiaramente a questo punto e' la questione successiva: e' il settore vinicolo un settore agricolo o industriale? E' il vino un prodotto agricolo o industriale? Io amo sempre ripetere che il vino e' un prodotto agricolo, ma so benissimo che non e' vero, e devo ringraziare l'economista  Stefano Cordero di Montezemolo per avermi aperto definitivamente gli occhi. Amo pensare questa cosa non vera nel senso che prendo quell'assunto (che so essere falso) come uno sprone, un programma etico e comportamentale. Uno stile. Una sfida (impossibile) a  cercar di farlo essere vero. Ma, appunto, so benissimo che e' falso, come del resto chiunque puo' vedere prendendo in considerazione la catena di produzione del valore: da dove proviene la maggior parte del valore aggiunto in una bottiglia di vino al consumatore finale? Dalla terra? Ovviamente no, proviene dai massivi investimenti di carattere industriale (anche la parte di logistica del commercio e' in realta' industria, industria dei trasporti per lo piu') che portano dal grappolo d'uva staccato dalla pianta al vino finito. Basta prendere in considerazione il prezzo dell'uva sulla pianta e paragonarlo a quello del vino che da quell'uva deriva.
Credo che sarebbe doveroso e sano per tutti noi arrivare ad ammettere questa forse triste, ma purtroppo non meno ineludibile verita'.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Interessanti questioni sollevate dall&#8217;ultimo commento di Stefano Tesi, le quali credo che meriterebbero ciascuna una serie di appositi post. La questione del leverage, ossia quando un settore diventa molto finanza e poco sostanza, per dirla con le sue parole: credo sia difficile non essere d&#8217;accordo sul timore dei rischi che aumentano a dismisura, come sanno fra gli altri anche gli speculatori sui futures. Ma il punto che forse e&#8217; piu&#8217; importante e&#8217;: possibile farne a meno? E&#8217; possibile che un settore produttivo, se si esplica in un mercato libero, riesca a fare a meno di uno dei piu&#8217; importanti aspetti del funzionamento capitalistico, cioe&#8217; quello di tendere a far funzionare &#8220;i soldi degli altri&#8221;?<br />
Connessa chiaramente a questo punto e&#8217; la questione successiva: e&#8217; il settore vinicolo un settore agricolo o industriale? E&#8217; il vino un prodotto agricolo o industriale? Io amo sempre ripetere che il vino e&#8217; un prodotto agricolo, ma so benissimo che non e&#8217; vero, e devo ringraziare l&#8217;economista  Stefano Cordero di Montezemolo per avermi aperto definitivamente gli occhi. Amo pensare questa cosa non vera nel senso che prendo quell&#8217;assunto (che so essere falso) come uno sprone, un programma etico e comportamentale. Uno stile. Una sfida (impossibile) a  cercar di farlo essere vero. Ma, appunto, so benissimo che e&#8217; falso, come del resto chiunque puo&#8217; vedere prendendo in considerazione la catena di produzione del valore: da dove proviene la maggior parte del valore aggiunto in una bottiglia di vino al consumatore finale? Dalla terra? Ovviamente no, proviene dai massivi investimenti di carattere industriale (anche la parte di logistica del commercio e&#8217; in realta&#8217; industria, industria dei trasporti per lo piu&#8217;) che portano dal grappolo d&#8217;uva staccato dalla pianta al vino finito. Basta prendere in considerazione il prezzo dell&#8217;uva sulla pianta e paragonarlo a quello del vino che da quell&#8217;uva deriva.<br />
Credo che sarebbe doveroso e sano per tutti noi arrivare ad ammettere questa forse triste, ma purtroppo non meno ineludibile verita&#8217;.</p>
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	<item>
		<title>By: Lino</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/domenico-clerico-vuoti-di-memoria-ed-il-barolo-%e2%80%9csexy%e2%80%9d.html#comment-7377</link>
		<author>Lino</author>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 22:48:36 +0000</pubDate>
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		<description>Quando penso,o sento parlar di Nebbiolo, mi viene automatico il detto, 
l'erba del vicino è sempre la più verde, dico questo perchè ne sono
convinto,che i nostri cugini d'oltralpe un vitigno così ce lo invidiano
ed i suoi frutti avrebbero un ben altro eco nel Mondo,e questo lo dico e
lo penso perchè in campo enogastronomico,ci sono sempre stati maestri,
noi abbiamo fatto di tutto per imbastardirlo,e spersonalizzarlo, come
se valore di un vino è dato dal colore, basta vedere sino ad alcuni
anni fa,i vari vini del meridione che fine facevano.

Lino</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando penso,o sento parlar di Nebbiolo, mi viene automatico il detto,<br />
l&#8217;erba del vicino è sempre la più verde, dico questo perchè ne sono<br />
convinto,che i nostri cugini d&#8217;oltralpe un vitigno così ce lo invidiano<br />
ed i suoi frutti avrebbero un ben altro eco nel Mondo,e questo lo dico e<br />
lo penso perchè in campo enogastronomico,ci sono sempre stati maestri,<br />
noi abbiamo fatto di tutto per imbastardirlo,e spersonalizzarlo, come<br />
se valore di un vino è dato dal colore, basta vedere sino ad alcuni<br />
anni fa,i vari vini del meridione che fine facevano.</p>
<p>Lino</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Domenico Vacca</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/domenico-clerico-vuoti-di-memoria-ed-il-barolo-%e2%80%9csexy%e2%80%9d.html#comment-7374</link>
		<author>Domenico Vacca</author>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 20:01:14 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/domenico-clerico-vuoti-di-memoria-ed-il-barolo-%e2%80%9csexy%e2%80%9d.html#comment-7374</guid>
		<description>Caro Arturi,
è il primo commento sul vino scritto da Lei che io leggo, sicuramente perché mi sono perso i precedenti, e da toscano appassionato di Langa sono molto d'accordo con quanto detto.Sono stato a trovare alcuni anni fa Voerzio, e pur non essendo un appassionato dei suoi ultimi vini, al mio gusto i suoi vini anni '90 li trovavo superiori,  ho potuto constatare la cura maniacale nel vigneto con potature, mi diceva, che arrivavano a produrre solo 8oo gr. di uva per pianta. Non lo ritengo assolutamente un produttore che cerca scorciatoie, ma anzi ha portato avanti la sua filosofia con determinazione impiegando molti anni, mi diceva, prima di cominciare ad avere soddisfazioni economiche.
Il mio amore verso il nebbiolo mi porta sicuramente verso le grandi vecchie bottiglie fatte da grandi vignaioli che a mio modo di vedere superano  la diatriba modernisti/conservatori e  che allora potevo comprare visto che oggi i prezzi stanno diventando per me proibitivi. Per questo motivo circa un mese fa ho bevuto un Barolo Riserva Vigna Rionda 1982 di Bruno Giacosa che era di una profondità,di una eleganza e di una soavità che ha lasciato di stucco alcuni amici con i quali la ho condivisa
Cordiali saluti</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Arturi,<br />
è il primo commento sul vino scritto da Lei che io leggo, sicuramente perché mi sono perso i precedenti, e da toscano appassionato di Langa sono molto d&#8217;accordo con quanto detto.Sono stato a trovare alcuni anni fa Voerzio, e pur non essendo un appassionato dei suoi ultimi vini, al mio gusto i suoi vini anni &#8216;90 li trovavo superiori,  ho potuto constatare la cura maniacale nel vigneto con potature, mi diceva, che arrivavano a produrre solo 8oo gr. di uva per pianta. Non lo ritengo assolutamente un produttore che cerca scorciatoie, ma anzi ha portato avanti la sua filosofia con determinazione impiegando molti anni, mi diceva, prima di cominciare ad avere soddisfazioni economiche.<br />
Il mio amore verso il nebbiolo mi porta sicuramente verso le grandi vecchie bottiglie fatte da grandi vignaioli che a mio modo di vedere superano  la diatriba modernisti/conservatori e  che allora potevo comprare visto che oggi i prezzi stanno diventando per me proibitivi. Per questo motivo circa un mese fa ho bevuto un Barolo Riserva Vigna Rionda 1982 di Bruno Giacosa che era di una profondità,di una eleganza e di una soavità che ha lasciato di stucco alcuni amici con i quali la ho condivisa<br />
Cordiali saluti</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: franco ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/domenico-clerico-vuoti-di-memoria-ed-il-barolo-%e2%80%9csexy%e2%80%9d.html#comment-7373</link>
		<author>franco ziliani</author>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 19:35:44 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/domenico-clerico-vuoti-di-memoria-ed-il-barolo-%e2%80%9csexy%e2%80%9d.html#comment-7373</guid>
		<description>ancora una volta non posso che essere d'accordo con te Stefano, sottoscrivo e sono felice di poterti incontrare venerdì e sabato a Verona per l'Anteprima dell'Amarone della Valpolicella 2004. Che Dio e Bacco ce li mandino buoni (meglio degli stracotti 2003 dell'anno scorso...)!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ancora una volta non posso che essere d&#8217;accordo con te Stefano, sottoscrivo e sono felice di poterti incontrare venerdì e sabato a Verona per l&#8217;Anteprima dell&#8217;Amarone della Valpolicella 2004. Che Dio e Bacco ce li mandino buoni (meglio degli stracotti 2003 dell&#8217;anno scorso&#8230;)!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Stefano Tesi</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/domenico-clerico-vuoti-di-memoria-ed-il-barolo-%e2%80%9csexy%e2%80%9d.html#comment-7371</link>
		<author>Stefano Tesi</author>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 19:10:52 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/domenico-clerico-vuoti-di-memoria-ed-il-barolo-%e2%80%9csexy%e2%80%9d.html#comment-7371</guid>
		<description>Caro Franco,
non credo ci vogliano la sfera di cristallo o un premio Nobel per capire che il sistema di economia di carta sul quale si è vissuti per troppo tempo sta pericolosamente scricchiolando. I nodi stanno venendo al pettine e, una dietro l'altra, tutte le bolle speculative stanno scoppiando: l'agriturismo, il vino, il mattone. La crisi dei mutui è già una realtà e chissà succederà quando faranno boom i sovraccarichi pilastri del credito al consumo. Non credo sarà molto "sexy". Ero e rimango convinto che quando un settore produttivo diventa troppo "finanza" e troppo poco "sostanza", i rischi siano grossi. E' la stessa sindrome perversa che porta i produttori a concepire il vino come un prodotto industriale al quale applicare certi criteri di innovazione fuori misura che hanno in realtà solo in fine di intensificare la spirale del consumo. Da qui, per tornare al tema, anche l'abitudine a rilasciare dichiarazioni surreali e a cogliere qualsiasi occasione per fare marketing, con la complicità spesso interessata della stampa di settore e non, che dà loro spazio e onori.
Credo che un sano realismo, una buona dose di pragmatismo e il recupero dei valori di sobrietà che (mi illudo?) ancora permeano il mondo agricolo e ciò che ne fa parte (dubbio atroce: il mondo del vino è ancora "agricolo"?) siano indispensabili per garantire la sopravvivenza di ciò che amiamo. Sennò, è dura.
Ciao,

                                              Stefano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Franco,<br />
non credo ci vogliano la sfera di cristallo o un premio Nobel per capire che il sistema di economia di carta sul quale si è vissuti per troppo tempo sta pericolosamente scricchiolando. I nodi stanno venendo al pettine e, una dietro l&#8217;altra, tutte le bolle speculative stanno scoppiando: l&#8217;agriturismo, il vino, il mattone. La crisi dei mutui è già una realtà e chissà succederà quando faranno boom i sovraccarichi pilastri del credito al consumo. Non credo sarà molto &#8220;sexy&#8221;. Ero e rimango convinto che quando un settore produttivo diventa troppo &#8220;finanza&#8221; e troppo poco &#8220;sostanza&#8221;, i rischi siano grossi. E&#8217; la stessa sindrome perversa che porta i produttori a concepire il vino come un prodotto industriale al quale applicare certi criteri di innovazione fuori misura che hanno in realtà solo in fine di intensificare la spirale del consumo. Da qui, per tornare al tema, anche l&#8217;abitudine a rilasciare dichiarazioni surreali e a cogliere qualsiasi occasione per fare marketing, con la complicità spesso interessata della stampa di settore e non, che dà loro spazio e onori.<br />
Credo che un sano realismo, una buona dose di pragmatismo e il recupero dei valori di sobrietà che (mi illudo?) ancora permeano il mondo agricolo e ciò che ne fa parte (dubbio atroce: il mondo del vino è ancora &#8220;agricolo&#8221;?) siano indispensabili per garantire la sopravvivenza di ciò che amiamo. Sennò, è dura.<br />
Ciao,</p>
<p>                                              Stefano</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: franco ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/domenico-clerico-vuoti-di-memoria-ed-il-barolo-%e2%80%9csexy%e2%80%9d.html#comment-7370</link>
		<author>franco ziliani</author>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 18:11:19 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/domenico-clerico-vuoti-di-memoria-ed-il-barolo-%e2%80%9csexy%e2%80%9d.html#comment-7370</guid>
		<description>bella questa discussione e soprattutto franca, senza l'intervento (per ora) dei soliti provocatori e perditempo. Certo é che di fronte a queste notizie, leggi:
http://www.corriere.it/economia/08_gennaio_21/borse_crollo_9a152c58-c7f3-11dc-8c83-0003ba99c667.shtml
c'é di che essere tutti preoccupati, produttori, consumatori, comunicatori del vino. Ci sarà ancora spazio di mercato per i premium wines?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bella questa discussione e soprattutto franca, senza l&#8217;intervento (per ora) dei soliti provocatori e perditempo. Certo é che di fronte a queste notizie, leggi:<br />
<a href="http://www.corriere.it/economia/08_gennaio_21/borse_crollo_9a152c58-c7f3-11dc-8c83-0003ba99c667.shtml" rel="nofollow">http://www.corriere.it/economia/08_gennaio_21/borse_crollo_9a152c58-c7f3-11dc-8c83-0003ba99c667.shtml</a><br />
c&#8217;é di che essere tutti preoccupati, produttori, consumatori, comunicatori del vino. Ci sarà ancora spazio di mercato per i premium wines?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Marco Arturi</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/domenico-clerico-vuoti-di-memoria-ed-il-barolo-%e2%80%9csexy%e2%80%9d.html#comment-7368</link>
		<author>Marco Arturi</author>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 16:44:53 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/domenico-clerico-vuoti-di-memoria-ed-il-barolo-%e2%80%9csexy%e2%80%9d.html#comment-7368</guid>
		<description>Mah Franco, io credo che alla fine le persone riescano a rispettarsi, e magari anche a essere amiche, a prescindere dalle idee politiche. Basta trovare un comun denominatore e avere voglia di sforzarsi un poco: io ho un grande amico (amico nel senso pieno della parola) che vota a destra, è un dirigente di azienda e si dichiara anticomunista. Però condividiamo passioni e valori che ci aiutano a superare gli steccati ideologici. A volte si discute, ci si arrabbia pure, poi finisce lì. Certo, né io né lui arriviamo a fare cose che caratterizzano certi personaggi a destra o a sinistra, altrimenti sarebbe proprio dura...Ma tra persone oneste (anche e soprattutto in senso intellettuale) e intelligenti io credo sia possibile. Mi piace ricordare a questo proposito le figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Su Tesi non saprei sinceramente cosa dirti, non saprei neppure se una bottiglia di Col d'Orcia, Biondi Santi o Soldera sarebbe d'aiuto. Sicuramente siamo andati tutti e due oltre le intenzioni, però credo che con lui le distanze siano davvero notevoli, molto più che con te. Poi magari dipende anche dal modo in cui uno si pone: io sono stato con lui parecchio "velenoso" e lui non mi ha risparmiato nulla, insulti compresi. Credo che questo non sia il migliore dei viatici...ad ogni modo non penso che tra noi ci siano un buono e un cattivo: siamo solo due persone che la vedono in maniera tanto tanto (ma proprio tanto) diversa su molte questioni.

Per quanto riguarda l'andare d'accordo con te, mi sembra chiaro che il grande amore che condividiamo per la Langa e i suoi vini sia un "collante" davvero eccezionale. E poi, mi si permetta di scriverlo, io credo di non esagerare se affermo che la Langa, il Barolo e il Barbaresco - vale a dire un mondo che amo profondamente, nota bene - ti debbano qualcosa per ciò che hai scritto, per come hai lavorato e per la passione che hai dimostrato in questi anni. Non sei di sinistra? E che dovrei fare, non riconoscere i tuoi meriti per questa ragione? No grazie, non è mia abitudine. Ad ogni modo, vedrai che ci si troverà presto da qualche parte in Langa davanti a una bottiglia di Barolo: ma qualcosa mi dice che non sarà un Ciabot Mentin Ginestra, chissà perché...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mah Franco, io credo che alla fine le persone riescano a rispettarsi, e magari anche a essere amiche, a prescindere dalle idee politiche. Basta trovare un comun denominatore e avere voglia di sforzarsi un poco: io ho un grande amico (amico nel senso pieno della parola) che vota a destra, è un dirigente di azienda e si dichiara anticomunista. Però condividiamo passioni e valori che ci aiutano a superare gli steccati ideologici. A volte si discute, ci si arrabbia pure, poi finisce lì. Certo, né io né lui arriviamo a fare cose che caratterizzano certi personaggi a destra o a sinistra, altrimenti sarebbe proprio dura&#8230;Ma tra persone oneste (anche e soprattutto in senso intellettuale) e intelligenti io credo sia possibile. Mi piace ricordare a questo proposito le figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.</p>
<p>Su Tesi non saprei sinceramente cosa dirti, non saprei neppure se una bottiglia di Col d&#8217;Orcia, Biondi Santi o Soldera sarebbe d&#8217;aiuto. Sicuramente siamo andati tutti e due oltre le intenzioni, però credo che con lui le distanze siano davvero notevoli, molto più che con te. Poi magari dipende anche dal modo in cui uno si pone: io sono stato con lui parecchio &#8220;velenoso&#8221; e lui non mi ha risparmiato nulla, insulti compresi. Credo che questo non sia il migliore dei viatici&#8230;ad ogni modo non penso che tra noi ci siano un buono e un cattivo: siamo solo due persone che la vedono in maniera tanto tanto (ma proprio tanto) diversa su molte questioni.</p>
<p>Per quanto riguarda l&#8217;andare d&#8217;accordo con te, mi sembra chiaro che il grande amore che condividiamo per la Langa e i suoi vini sia un &#8220;collante&#8221; davvero eccezionale. E poi, mi si permetta di scriverlo, io credo di non esagerare se affermo che la Langa, il Barolo e il Barbaresco - vale a dire un mondo che amo profondamente, nota bene - ti debbano qualcosa per ciò che hai scritto, per come hai lavorato e per la passione che hai dimostrato in questi anni. Non sei di sinistra? E che dovrei fare, non riconoscere i tuoi meriti per questa ragione? No grazie, non è mia abitudine. Ad ogni modo, vedrai che ci si troverà presto da qualche parte in Langa davanti a una bottiglia di Barolo: ma qualcosa mi dice che non sarà un Ciabot Mentin Ginestra, chissà perché&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Stefano Tesi</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/domenico-clerico-vuoti-di-memoria-ed-il-barolo-%e2%80%9csexy%e2%80%9d.html#comment-7367</link>
		<author>Stefano Tesi</author>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 16:33:19 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/domenico-clerico-vuoti-di-memoria-ed-il-barolo-%e2%80%9csexy%e2%80%9d.html#comment-7367</guid>
		<description>Hehehe, non lo escludo, non lo escludo.
Comunque lasciamoli dire questi poveri produttori, anche loro sbattuti tra mode, tendenze, necessità (diciamolo!)commerciali. E noi facciamo il nostro ruolo di cronisti tenendo buona memoria di chi dice cosa per rinfrescargliela al momento opportuno.
Ciao,

                                             Stefano</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hehehe, non lo escludo, non lo escludo.<br />
Comunque lasciamoli dire questi poveri produttori, anche loro sbattuti tra mode, tendenze, necessità (diciamolo!)commerciali. E noi facciamo il nostro ruolo di cronisti tenendo buona memoria di chi dice cosa per rinfrescargliela al momento opportuno.<br />
Ciao,</p>
<p>                                             Stefano</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: tannico</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/domenico-clerico-vuoti-di-memoria-ed-il-barolo-%e2%80%9csexy%e2%80%9d.html#comment-7366</link>
		<author>tannico</author>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 16:09:20 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/domenico-clerico-vuoti-di-memoria-ed-il-barolo-%e2%80%9csexy%e2%80%9d.html#comment-7366</guid>
		<description>Cantiniere.....indietro tutta</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cantiniere&#8230;..indietro tutta</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: franco ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/domenico-clerico-vuoti-di-memoria-ed-il-barolo-%e2%80%9csexy%e2%80%9d.html#comment-7364</link>
		<author>franco ziliani</author>
		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 15:50:46 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/domenico-clerico-vuoti-di-memoria-ed-il-barolo-%e2%80%9csexy%e2%80%9d.html#comment-7364</guid>
		<description>"compagno" Arturi, quando parli di Barolo andiamo d'amore e d'accordo molto più che quando parliamo di politica. Come mai?
Penso che se ci trovassimo seduti ad uno stesso tavolo davanti ad una bottiglia di Barolo (o di Brunello) di quello vero tu andresti d'accordo anche con il buon Stefano Tesi...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;compagno&#8221; Arturi, quando parli di Barolo andiamo d&#8217;amore e d&#8217;accordo molto più che quando parliamo di politica. Come mai?<br />
Penso che se ci trovassimo seduti ad uno stesso tavolo davanti ad una bottiglia di Barolo (o di Brunello) di quello vero tu andresti d&#8217;accordo anche con il buon Stefano Tesi&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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