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	<title>Commenti a: A proposito di “illazioni” e di Barolo al Cabernet</title>
	<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/a-proposito-di-%e2%80%9cillazioni%e2%80%9d-e-di-barolo-al-cabernet.html</link>
	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
	<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 17:55:58 +0000</pubDate>
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		<title>By: Filippo Cintolesi</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/a-proposito-di-%e2%80%9cillazioni%e2%80%9d-e-di-barolo-al-cabernet.html#comment-7205</link>
		<author>Filippo Cintolesi</author>
		<pubDate>Mon, 14 Jan 2008 15:25:06 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/a-proposito-di-%e2%80%9cillazioni%e2%80%9d-e-di-barolo-al-cabernet.html#comment-7205</guid>
		<description>Ma la gascromatografia degli zuccheri da' risultati attendibili anche in un vino secco? Non e' limitata ai mosti? Comunque mi ero informato su protocolli e "pacchetti" di test atti a evidenziare l'origine territoriale (non la composizione varietale) di cose come l'olio e il vino, e la cosa per quanto promettente non e' cosi' banale. In particolare la tecnica piu' promettente sembra essere la combinazione della cosiddetta SNIF-NMR e della spettroscopia infrarossa con trasformata di Fourier (FTIR). L'Universita' di East Anglia a Norwich e' abbastanza all'avanguardia per queste cose, ma si tratta di avere una messe di dati abbastanza imponente e di applicare metodi statistici abbastanza sofisticati. Ne deriva anche un'alta opinabilita' (nel senso di numero di contestazioni che si ricevono nei congressi) delle conclusioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma la gascromatografia degli zuccheri da&#8217; risultati attendibili anche in un vino secco? Non e&#8217; limitata ai mosti? Comunque mi ero informato su protocolli e &#8220;pacchetti&#8221; di test atti a evidenziare l&#8217;origine territoriale (non la composizione varietale) di cose come l&#8217;olio e il vino, e la cosa per quanto promettente non e&#8217; cosi&#8217; banale. In particolare la tecnica piu&#8217; promettente sembra essere la combinazione della cosiddetta SNIF-NMR e della spettroscopia infrarossa con trasformata di Fourier (FTIR). L&#8217;Universita&#8217; di East Anglia a Norwich e&#8217; abbastanza all&#8217;avanguardia per queste cose, ma si tratta di avere una messe di dati abbastanza imponente e di applicare metodi statistici abbastanza sofisticati. Ne deriva anche un&#8217;alta opinabilita&#8217; (nel senso di numero di contestazioni che si ricevono nei congressi) delle conclusioni.</p>
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		<title>By: Andrea Pagliantini</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/a-proposito-di-%e2%80%9cillazioni%e2%80%9d-e-di-barolo-al-cabernet.html#comment-7162</link>
		<author>Andrea Pagliantini</author>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 14:48:14 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/a-proposito-di-%e2%80%9cillazioni%e2%80%9d-e-di-barolo-al-cabernet.html#comment-7162</guid>
		<description>Cristiano, hai perfettamente ragione riguardo all'impossibilità di usare quel macchinario per un vino come il Chianti, che è una miscela di vari uvaggi e al momento della degustazione in camera di commercio il suo uso sarebbe nullo.
Sarebbe però interessante farlo usare nei periodi di vendemmia o nel momento in cui il vino è "atto a divenire" per vedere cosa viene fuori.
Per quanto mi riguarda, credo che i furbi non si facciano tanti scrupoli nelle denominazioni, dalla docg all'igt, chi vuole fare il furbo è in grado di farlo benissimo.
Concordo con te sul fatto che ogni produttore ci metta la faccia e dica in bottiglia cosa c'è e come ci è finito, i furbi si battono solo informando, informando, informando.
E con giornalisti del settore un pò meno schierati e franchi, sono loro che invece di pompare un vino dovrebbero dire in onestà cosa ci sentono dentro, (e produttori che fanno vini per compiacere ai giornalisti?)
Franco, ovviamente, non parlo di te, è quasi inutile dirlo, però non è mai male ribadire, per non generare falsi equivoci.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cristiano, hai perfettamente ragione riguardo all&#8217;impossibilità di usare quel macchinario per un vino come il Chianti, che è una miscela di vari uvaggi e al momento della degustazione in camera di commercio il suo uso sarebbe nullo.<br />
Sarebbe però interessante farlo usare nei periodi di vendemmia o nel momento in cui il vino è &#8220;atto a divenire&#8221; per vedere cosa viene fuori.<br />
Per quanto mi riguarda, credo che i furbi non si facciano tanti scrupoli nelle denominazioni, dalla docg all&#8217;igt, chi vuole fare il furbo è in grado di farlo benissimo.<br />
Concordo con te sul fatto che ogni produttore ci metta la faccia e dica in bottiglia cosa c&#8217;è e come ci è finito, i furbi si battono solo informando, informando, informando.<br />
E con giornalisti del settore un pò meno schierati e franchi, sono loro che invece di pompare un vino dovrebbero dire in onestà cosa ci sentono dentro, (e produttori che fanno vini per compiacere ai giornalisti?)<br />
Franco, ovviamente, non parlo di te, è quasi inutile dirlo, però non è mai male ribadire, per non generare falsi equivoci.</p>
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		<title>By: Cristiano Castagno</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/a-proposito-di-%e2%80%9cillazioni%e2%80%9d-e-di-barolo-al-cabernet.html#comment-7146</link>
		<author>Cristiano Castagno</author>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 18:53:14 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/a-proposito-di-%e2%80%9cillazioni%e2%80%9d-e-di-barolo-al-cabernet.html#comment-7146</guid>
		<description>Caro Andrea,credo che le analisi a cui ti riferisci potrebbero forse fare chiarezza in vini monovarietali mentre in vini ottenuti in uvaggio come Il Chianti appunto, la cosa si farebbe pressoché impossibile ed anche l’uso di concentratori vari in vini monovitigni sicuramente getterebbe altro fumo negli occhi.Mi rendo conto benissimo che nell’approvazione di vini da parte degli enti, nemmeno si tenti di certificare effettivamente un disciplinare ma il consumatore è ingannato forse nel ritenere che invece sia così. Paradossalmente nei vini che non abbiano un’approvazione da parte di un ente che si assume inevitabilmente certe responsabilità e mi riferisco agli IGT e vini da Tavola i sofisticatori sono più esposti. Personalmente vedrei bene delle autocertificazioni per tutti i vini con tanto di firma del titolare dell’azienda che informi il consumatore su provenienza delle uve/vini,lavorazioni varie in retroetichetta :un po’ Veronelliano come concetto ma doverci mettere la “faccia”sicuramente dovrebbe perlomeno fare riflettere certi produttori che esiste anche una cosa che si chiama”etica professionale”.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Andrea,credo che le analisi a cui ti riferisci potrebbero forse fare chiarezza in vini monovarietali mentre in vini ottenuti in uvaggio come Il Chianti appunto, la cosa si farebbe pressoché impossibile ed anche l’uso di concentratori vari in vini monovitigni sicuramente getterebbe altro fumo negli occhi.Mi rendo conto benissimo che nell’approvazione di vini da parte degli enti, nemmeno si tenti di certificare effettivamente un disciplinare ma il consumatore è ingannato forse nel ritenere che invece sia così. Paradossalmente nei vini che non abbiano un’approvazione da parte di un ente che si assume inevitabilmente certe responsabilità e mi riferisco agli IGT e vini da Tavola i sofisticatori sono più esposti. Personalmente vedrei bene delle autocertificazioni per tutti i vini con tanto di firma del titolare dell’azienda che informi il consumatore su provenienza delle uve/vini,lavorazioni varie in retroetichetta :un po’ Veronelliano come concetto ma doverci mettere la “faccia”sicuramente dovrebbe perlomeno fare riflettere certi produttori che esiste anche una cosa che si chiama”etica professionale”.</p>
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		<title>By: paolo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/a-proposito-di-%e2%80%9cillazioni%e2%80%9d-e-di-barolo-al-cabernet.html#comment-7145</link>
		<author>paolo</author>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 17:38:47 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/a-proposito-di-%e2%80%9cillazioni%e2%80%9d-e-di-barolo-al-cabernet.html#comment-7145</guid>
		<description>Invece, il sciùr Franco avrà certamente già letto questo articolo:
http://www.vinit.it/press/modules.php?name=News&#38;file=article&#38;sid=4054</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Invece, il sciùr Franco avrà certamente già letto questo articolo:<br />
<a href="http://www.vinit.it/press/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=4054" rel="nofollow">http://www.vinit.it/press/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=4054</a></p>
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		<title>By: paolo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/a-proposito-di-%e2%80%9cillazioni%e2%80%9d-e-di-barolo-al-cabernet.html#comment-7142</link>
		<author>paolo</author>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 17:25:00 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/a-proposito-di-%e2%80%9cillazioni%e2%80%9d-e-di-barolo-al-cabernet.html#comment-7142</guid>
		<description>Dato che la gascromatografia non é una tecnica fantascientifica, ma si eseguiva già negli anni '60, vi invito a leggere qui 
http://vinoitalianoclub.com/news06/lambrusco.html       fino a che punto si può arrivare.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dato che la gascromatografia non é una tecnica fantascientifica, ma si eseguiva già negli anni &#8216;60, vi invito a leggere qui<br />
<a href="http://vinoitalianoclub.com/news06/lambrusco.html" rel="nofollow">http://vinoitalianoclub.com/news06/lambrusco.html</a>       fino a che punto si può arrivare.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Andrea Pagliantini &#187; Blog Archive &#187; Vino e vino</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/a-proposito-di-%e2%80%9cillazioni%e2%80%9d-e-di-barolo-al-cabernet.html#comment-7131</link>
		<author>Andrea Pagliantini &#187; Blog Archive &#187; Vino e vino</author>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 09:56:20 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/a-proposito-di-%e2%80%9cillazioni%e2%80%9d-e-di-barolo-al-cabernet.html#comment-7131</guid>
		<description>[...] di dire quello che pensa a costo di sembrare antipatico o ostile e sgorgano dalla lettura di un suo post queste mie  [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] di dire quello che pensa a costo di sembrare antipatico o ostile e sgorgano dalla lettura di un suo post queste mie  [&#8230;]</p>
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	<item>
		<title>By: paolo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/a-proposito-di-%e2%80%9cillazioni%e2%80%9d-e-di-barolo-al-cabernet.html#comment-7129</link>
		<author>paolo</author>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 09:10:33 +0000</pubDate>
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		<description>A questo punto, visto che i controllori non controllano e che lo stato non controlla i controllori, che ne dite di una bella "class action"?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A questo punto, visto che i controllori non controllano e che lo stato non controlla i controllori, che ne dite di una bella &#8220;class action&#8221;?</p>
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		<title>By: Carlo Zaccaria</title>
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		<author>Carlo Zaccaria</author>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 09:00:10 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/a-proposito-di-%e2%80%9cillazioni%e2%80%9d-e-di-barolo-al-cabernet.html#comment-7128</guid>
		<description>Fortunatamente attorno all'agricoltura italiana e alle sue peculiarità ruotano molti esperti che hanno anche il coraggio di denunciarne le nefandezze che ahimè sono purtroppo tante. Sono in pochi a parlare e a fare "illazioni", molti dicono di sapere ma tacciono, molti fanno finta di non accorgersene e molti altri non se ne accorgono proprio ma l'agricoltura italiana è fatta anche di una serie di situazioni non proprio trasparenti. Nessuno obbliga a certificare o a rispettare una dop e doc che sia, chi lo fa avrebbe il dovere di rispettare ciò che è prescritto dal disciplinare ma spesso non è così.
Con la filosofia che va per la maggiore in Italia per gli interessi di pochi saremo sempre più esposti all'invasione di porcherie immonde provenienti dall'estero.
L'unica speranza sta nelle persone che come Franco hanno il coraggio di parlare e di esprimere i loro dubbi e le loro perplessità. Provocatori e sapientoni che tanto criticano chi avanza dubbi sono la rovina dell'agricoltura italiana, sono sempre schierati e hanno sempre qualcuno da difendere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fortunatamente attorno all&#8217;agricoltura italiana e alle sue peculiarità ruotano molti esperti che hanno anche il coraggio di denunciarne le nefandezze che ahimè sono purtroppo tante. Sono in pochi a parlare e a fare &#8220;illazioni&#8221;, molti dicono di sapere ma tacciono, molti fanno finta di non accorgersene e molti altri non se ne accorgono proprio ma l&#8217;agricoltura italiana è fatta anche di una serie di situazioni non proprio trasparenti. Nessuno obbliga a certificare o a rispettare una dop e doc che sia, chi lo fa avrebbe il dovere di rispettare ciò che è prescritto dal disciplinare ma spesso non è così.<br />
Con la filosofia che va per la maggiore in Italia per gli interessi di pochi saremo sempre più esposti all&#8217;invasione di porcherie immonde provenienti dall&#8217;estero.<br />
L&#8217;unica speranza sta nelle persone che come Franco hanno il coraggio di parlare e di esprimere i loro dubbi e le loro perplessità. Provocatori e sapientoni che tanto criticano chi avanza dubbi sono la rovina dell&#8217;agricoltura italiana, sono sempre schierati e hanno sempre qualcuno da difendere.</p>
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		<title>By: Andrea Pagliantini</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/a-proposito-di-%e2%80%9cillazioni%e2%80%9d-e-di-barolo-al-cabernet.html#comment-7126</link>
		<author>Andrea Pagliantini</author>
		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 08:34:30 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/a-proposito-di-%e2%80%9cillazioni%e2%80%9d-e-di-barolo-al-cabernet.html#comment-7126</guid>
		<description>Io quella macchina, l'ho vista con i miei occhi in un laboratorio privato, viene usata generalmente da chi compra delle partite di vino sfuso per accertarsi della varietà e del prodotto che va poi a mettere in cantina.
Quindi gli strumenti ci sono per verificare cosa c'è dentro le bottiglie.
Il consumatore che compra una bottiglia fasciata da un marchio della controllata e garantita, ha la certezza che il vino non ha difetti, non della tipicità o se effettivamente il vino comprato corrisponde al disciplinare di produzione.
Nelle commissioni di assaggio alla Camera di Commercio, non vengono misurati i parametri di tipicità, è una voce che non esiste, viene valutato solo se il vino ha dei difetti olfattivi o in fase di degustazione o se ha solforosa nella norma o rame troppo alto.
Colore, franciosità, legno, tipicità, no.
Il Chianti Classico in bottiglia ne è un buon esempio dato che da un territorio che fatico a definire omogeneo, ma dal disciplinare unico, si trovano vini agli antipodi, vini che hanno le caratteristiche varietali e del territorio e vini che sono totalmente diversi.
Alla fine, a questo punto, sono tentato dal dire di slacciarsi dai disciplinari e che  ognuno in bottiglia metta quel che gli pare, purchè dica cosa c'è e come lo fa</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io quella macchina, l&#8217;ho vista con i miei occhi in un laboratorio privato, viene usata generalmente da chi compra delle partite di vino sfuso per accertarsi della varietà e del prodotto che va poi a mettere in cantina.<br />
Quindi gli strumenti ci sono per verificare cosa c&#8217;è dentro le bottiglie.<br />
Il consumatore che compra una bottiglia fasciata da un marchio della controllata e garantita, ha la certezza che il vino non ha difetti, non della tipicità o se effettivamente il vino comprato corrisponde al disciplinare di produzione.<br />
Nelle commissioni di assaggio alla Camera di Commercio, non vengono misurati i parametri di tipicità, è una voce che non esiste, viene valutato solo se il vino ha dei difetti olfattivi o in fase di degustazione o se ha solforosa nella norma o rame troppo alto.<br />
Colore, franciosità, legno, tipicità, no.<br />
Il Chianti Classico in bottiglia ne è un buon esempio dato che da un territorio che fatico a definire omogeneo, ma dal disciplinare unico, si trovano vini agli antipodi, vini che hanno le caratteristiche varietali e del territorio e vini che sono totalmente diversi.<br />
Alla fine, a questo punto, sono tentato dal dire di slacciarsi dai disciplinari e che  ognuno in bottiglia metta quel che gli pare, purchè dica cosa c&#8217;è e come lo fa</p>
]]></content:encoded>
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		<title>By: Cristiano Castagno</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/a-proposito-di-%e2%80%9cillazioni%e2%80%9d-e-di-barolo-al-cabernet.html#comment-7123</link>
		<author>Cristiano Castagno</author>
		<pubDate>Fri, 11 Jan 2008 21:42:56 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2008/01/a-proposito-di-%e2%80%9cillazioni%e2%80%9d-e-di-barolo-al-cabernet.html#comment-7123</guid>
		<description>Se è vero che esiste un metodo per analiticamente verificare la composizione varietale di un vino come mi pare di aver capito,allora gli enti certificatori (CCIAA o Consorzi di tutela) dovrebbero avere l’OBBLIGO di effettivamente effettuare tutte le verifiche del caso prima di rilasciare le fascette di Stato.Infatti dopo che un vino DOCG è stato approvato significa che è stato CONTROLLATO e GARANTITO e non credo che questi attributi siano da riferirsi solamente alla provenienza del vino stesso, che comunque sarebbe già qualcosa ,ma che sia effettivamente una certificazione riguardante l’applicazione in toto di un disciplinare. Ogni bottiglia di vino abbigliata con una fascetta, acquista quando effettivamente approvata, legittimità qualunque sia la sua effettiva composizione o provenienza:è lo Stato che lo avalla di fronte all’acquirente di ogni bottiglia. Se poi avvengono degli imbrogli, sicuramente vi sarà una responsabilità oggettiva da parte di chi effettivamente compie certe azioni, ma anche un’inevitabile negligenza da parte dello Stato che si è dichiarato garante finale .Se certi aspetti non possono essere verificati, allora sarebbe bene che i disciplinari si limitassero a certificare ciò che effettivamente possono tracciare, in nome della trasparenza.Questo lo dico da agnostico e scettico quale sono.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se è vero che esiste un metodo per analiticamente verificare la composizione varietale di un vino come mi pare di aver capito,allora gli enti certificatori (CCIAA o Consorzi di tutela) dovrebbero avere l’OBBLIGO di effettivamente effettuare tutte le verifiche del caso prima di rilasciare le fascette di Stato.Infatti dopo che un vino DOCG è stato approvato significa che è stato CONTROLLATO e GARANTITO e non credo che questi attributi siano da riferirsi solamente alla provenienza del vino stesso, che comunque sarebbe già qualcosa ,ma che sia effettivamente una certificazione riguardante l’applicazione in toto di un disciplinare. Ogni bottiglia di vino abbigliata con una fascetta, acquista quando effettivamente approvata, legittimità qualunque sia la sua effettiva composizione o provenienza:è lo Stato che lo avalla di fronte all’acquirente di ogni bottiglia. Se poi avvengono degli imbrogli, sicuramente vi sarà una responsabilità oggettiva da parte di chi effettivamente compie certe azioni, ma anche un’inevitabile negligenza da parte dello Stato che si è dichiarato garante finale .Se certi aspetti non possono essere verificati, allora sarebbe bene che i disciplinari si limitassero a certificare ciò che effettivamente possono tracciare, in nome della trasparenza.Questo lo dico da agnostico e scettico quale sono.</p>
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