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	<title>Commenti a: Una guida dei vini diversa: Ian D’Agata, curatore, ce la racconta</title>
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	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
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		<title>Di: nemesi</title>
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		<dc:creator>nemesi</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 15:12:20 +0000</pubDate>
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		<description>ps: non ho la più pallida idea di quanto si possa chiedere per l&#039;&quot;editing&quot;. Suppongo però che il correttore di bozze, in quanto autoctono, possa essere più economico!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ps: non ho la più pallida idea di quanto si possa chiedere per l&#8217;&#8221;editing&#8221;. Suppongo però che il correttore di bozze, in quanto autoctono, possa essere più economico!</p>
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		<title>Di: nemesi</title>
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		<dc:creator>nemesi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 22:50:52 +0000</pubDate>
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		<description>Contento Lei...  Credo invece che l&#039;italianità vada difesa in ogni sua espressione. E&#039; evidente che sarebbe ottuso pretendere di non usare l&#039;inglese in un consesso internazionale, ma mi sembra altrettanto inutile non sfruttare le potenzialità enormi della nostra lingua madre. Pur non nutrendo alcuna simpatia per i francesi (come tutti, peraltro), ritengo ammirevole, per quanto in alcuni casi financo eccessiva, la loro strenua difesa della lingua patria. Un esempio (in tema) fra molti: sarebbe tanto disdicevole dire &quot;calcolatore&quot; in luogo di &quot;computer&quot;? A Bordeaux (o a Reims) starei guardando lo schermo (meglio &quot;monitor&quot;?) di un &quot;ordinateur&quot;.  Prosit</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Contento Lei&#8230;  Credo invece che l&#8217;italianità vada difesa in ogni sua espressione. E&#8217; evidente che sarebbe ottuso pretendere di non usare l&#8217;inglese in un consesso internazionale, ma mi sembra altrettanto inutile non sfruttare le potenzialità enormi della nostra lingua madre. Pur non nutrendo alcuna simpatia per i francesi (come tutti, peraltro), ritengo ammirevole, per quanto in alcuni casi financo eccessiva, la loro strenua difesa della lingua patria. Un esempio (in tema) fra molti: sarebbe tanto disdicevole dire &#8220;calcolatore&#8221; in luogo di &#8220;computer&#8221;? A Bordeaux (o a Reims) starei guardando lo schermo (meglio &#8220;monitor&#8221;?) di un &#8220;ordinateur&#8221;.  Prosit</p>
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		<title>Di: franco ziliani</title>
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		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 15:48:20 +0000</pubDate>
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		<description>sono quasi tentato di chiederle quanto mi possa costare affidarle un lavoro di &quot;editing&quot; dei miei testi prima di pubblicarli, sor Nemesi! Non ho alcuna idiosincrasia per le affermazioni della persona che lei cita: rigetto in toto tutto quello che dice e rappresenta, ritenendolo alieno, estraneo, lontano, da tutto quello che posso dire, essere, pensare e scrivere. Se mi accorgessi di avvicinarmi in qualsiasi forma a quello che é e rappresenta non avrei che una sola soluzione per mantenere un minimo di rispetto di me stesso... </description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sono quasi tentato di chiederle quanto mi possa costare affidarle un lavoro di &#8220;editing&#8221; dei miei testi prima di pubblicarli, sor Nemesi! Non ho alcuna idiosincrasia per le affermazioni della persona che lei cita: rigetto in toto tutto quello che dice e rappresenta, ritenendolo alieno, estraneo, lontano, da tutto quello che posso dire, essere, pensare e scrivere. Se mi accorgessi di avvicinarmi in qualsiasi forma a quello che é e rappresenta non avrei che una sola soluzione per mantenere un minimo di rispetto di me stesso&#8230;</p>
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		<title>Di: nemesi</title>
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		<dc:creator>nemesi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 15:19:31 +0000</pubDate>
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		<description>Non La facevo così poliglotta, caro Ziliani, ma non troverei nulla di disdicevole in qualche battuta dialettale, purché non del tutto incomprensibile al resto d&#039;Italia. Al di là di certe facezie, mi pare davvero poca cosa il definire &quot;provincialotti&quot; coloro i quali gradirebbero un maggiore rispetto della nostra tradizione linguistica. E ho la netta sensazione che, se non fosse per la Sua idiosincrasia verso qualsiasi affermazione del Marchi, Lei sarebbe perfettamente d&#039;accordo con quanto sostiene a questo proposito il Suo collega. La ringrazio per il collegamento (anche se immagino preferirebbe &quot;link&quot;) ai &quot;Sovversivi del gusto&quot;, che non conoscevo. Scopro solo ora di essere, è vero, in totale sintonia col suo &quot;amico&quot; Marchi in difesa dell&#039;italiano e quindi La inviterei ad evitare di alludere ad un proditorio complotto ordito ai Suoi danni (manie di persecuzione? Ma per cortesia!). Anglofobia dilagante? Pinzillacchere! Esterofilia italiota, piuttosto. Riporto, tra le tante amenità, quella di un vero signore, tal Corsaro, che, prima di esibirsi con un emblematico &quot;Dei tuoi articoli me ne fotto&quot; aveva fatto sfoggio di una visione del mondo (o &quot;Vision&quot;? Ma ritengo che &quot;Weltanschaung&quot; farebbe ancora meno provincia) davvero acuta: &quot;Perchè BRAND detto da un contadino o un produttore ha doppia valenza, una legata a quello che vuole dire e l’altra è segno di rivalsa verso chi ci vuole tutti…in fila per tre e fessacchiotti. Muti e rassegnati nei soliti contenitori gestiti dai parrucconi del gusto. Marchi! Io parlo di brand, di mission e di vision.&quot; Ma si sarà accorto di aver dato del minus habens al contadino e produttore di turno? Solo utilizzando gli INUTILI &quot;brand, mission e vision&quot; (solitamente letti all&#039;italiana dai non fessacchiotti come Corsaro) si può evitare di passare per un povero zotico analfabeta? Suvvia Ziliani, lo sa bene anche Lei perché certi soggetti si infarciscono la bocca di termini del genere. L&#039;ignoranza dei presuntuosi non è solo una colpa, è dolosa!

ps: per una volta le risparmio la correzione dei refusi, ma &quot;anglofila allergia &quot; me la deve spiegare! pps: va da sé che il tutto va letto con la giusta dose d&#039;ironia. Una precisazione che dovrebbe essere pleonastica, ma temo non lo sia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non La facevo così poliglotta, caro Ziliani, ma non troverei nulla di disdicevole in qualche battuta dialettale, purché non del tutto incomprensibile al resto d&#8217;Italia. Al di là di certe facezie, mi pare davvero poca cosa il definire &#8220;provincialotti&#8221; coloro i quali gradirebbero un maggiore rispetto della nostra tradizione linguistica. E ho la netta sensazione che, se non fosse per la Sua idiosincrasia verso qualsiasi affermazione del Marchi, Lei sarebbe perfettamente d&#8217;accordo con quanto sostiene a questo proposito il Suo collega. La ringrazio per il collegamento (anche se immagino preferirebbe &#8220;link&#8221;) ai &#8220;Sovversivi del gusto&#8221;, che non conoscevo. Scopro solo ora di essere, è vero, in totale sintonia col suo &#8220;amico&#8221; Marchi in difesa dell&#8217;italiano e quindi La inviterei ad evitare di alludere ad un proditorio complotto ordito ai Suoi danni (manie di persecuzione? Ma per cortesia!). Anglofobia dilagante? Pinzillacchere! Esterofilia italiota, piuttosto. Riporto, tra le tante amenità, quella di un vero signore, tal Corsaro, che, prima di esibirsi con un emblematico &#8220;Dei tuoi articoli me ne fotto&#8221; aveva fatto sfoggio di una visione del mondo (o &#8220;Vision&#8221;? Ma ritengo che &#8220;Weltanschaung&#8221; farebbe ancora meno provincia) davvero acuta: &#8220;Perchè BRAND detto da un contadino o un produttore ha doppia valenza, una legata a quello che vuole dire e l’altra è segno di rivalsa verso chi ci vuole tutti…in fila per tre e fessacchiotti. Muti e rassegnati nei soliti contenitori gestiti dai parrucconi del gusto. Marchi! Io parlo di brand, di mission e di vision.&#8221; Ma si sarà accorto di aver dato del minus habens al contadino e produttore di turno? Solo utilizzando gli INUTILI &#8220;brand, mission e vision&#8221; (solitamente letti all&#8217;italiana dai non fessacchiotti come Corsaro) si può evitare di passare per un povero zotico analfabeta? Suvvia Ziliani, lo sa bene anche Lei perché certi soggetti si infarciscono la bocca di termini del genere. L&#8217;ignoranza dei presuntuosi non è solo una colpa, è dolosa!</p>
<p>ps: per una volta le risparmio la correzione dei refusi, ma &#8220;anglofila allergia &#8221; me la deve spiegare! pps: va da sé che il tutto va letto con la giusta dose d&#8217;ironia. Una precisazione che dovrebbe essere pleonastica, ma temo non lo sia.</p>
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		<title>Di: franco ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/una-guida-dei-vini-diversa-ian-d%e2%80%99agata-curatore-ce-la-racconta.html/comment-page-1#comment-6451</link>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Dec 2007 07:48:50 +0000</pubDate>
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		<description>debbo una risposta all&#039;occhiuto nemesi che due giorni fa annotava:
&quot;Abbia pazienza, Ziliani, ma “ombellico” (con due elle), per giunta ripetuto scientemente, proprio non va! Ho poi notato una serie stucchevole di anglicismi, in questo Suo articolo e nell’intervista alla “flying sommelier” (orribile espressione, mi auguro rimanga un hapax legomenon).
Un non esaustivo elenco: post; fase di stand by; Barbaresco 2004 wine tasting; ovviamente blind tasting; altri wine writer; sommelier italiana, based in London (agghiacciante!); spazio delle news; nel panel tasting. Capisco la necessità di trovare dei sinonimi, ma suvvia, un pizzico di impegno in più a favore dell’italico idioma non credo voglia dire sciovinismo. Ad esempio (o, se preferisce, si può sfruttare l’”e.g:” tanto usato oltremanica che, guarda caso, è latino): che senso ha il sistematico utilizzo di “UK” nell’intervista? Non mi dica che GB sarebbe sembrato troppo provinciale?&quot;. 
Ha ragione su ombellico che si scrive con una sola elle, e poiché l&#039;ho scritto due volte non posso prendere la scusa, che non prendo, del lapsus calami. Quanto al resto, che ci vuole fare, anch&#039;io adoro l&#039;italiano e penso che la nostra lingua abbia una ricchezza tale da non richiedere l&#039;uso dei anglicismi che lei stigmatizza. Ma, cosa vuole, avendo spessissimo a che fare, sempre più di sovente, con colleghi e situazioni estere (ormai nelle degustazioni in Gran Bretagna, mi viene naturale redigere le mie note di degustazione direttamente nella lingua di Shakesperare e dei Beatles), mi viene spesso naturale usare, e non solo per la necessità di trovare dei sinonimi, termini inglesi anche su questo blog. Sorry, pardon, mi scuso con i lettori italiani e con nemesi e prometto che la prossima volta cercherò di utilizzare termini vernacolari, magari qualche battuta in dialetto bergamasco, romano o ferrarese, così qualche Carneade, e qualche provincialotto sarà contento...
&lt;strong&gt;P.S.&lt;/strong&gt; deve esserci un&#039;anglofila allergia in giro per la blogosfera, se scopro solo ora che anche un altro innominabile tizio sul blog dei Sovversivi del Gusto ha rimproverato (vedi http://sdg.simplicissimus.it/2007/12/13/la-ue-e-lo-zucchero-nel-vino-ulteriore-esempio-di-quanto-siamo-distanti =) l&#039;amico Corsaro in questi termini: &quot;io parlo del mio mondo e nel mio è pieno di shampisti che parlano a vuoto, di improvvisati della tastiera che credono di dare contenuto usando parole inglesi estrapolate dal loro contesto naturale, dove sono invece appropriate&quot;. E&#039; anglofobia dilagante, oppure nemesi e il come-si-chiama? diciamo che sono molto in sintonia?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>debbo una risposta all&#8217;occhiuto nemesi che due giorni fa annotava:<br />
&#8220;Abbia pazienza, Ziliani, ma “ombellico” (con due elle), per giunta ripetuto scientemente, proprio non va! Ho poi notato una serie stucchevole di anglicismi, in questo Suo articolo e nell’intervista alla “flying sommelier” (orribile espressione, mi auguro rimanga un hapax legomenon).<br />
Un non esaustivo elenco: post; fase di stand by; Barbaresco 2004 wine tasting; ovviamente blind tasting; altri wine writer; sommelier italiana, based in London (agghiacciante!); spazio delle news; nel panel tasting. Capisco la necessità di trovare dei sinonimi, ma suvvia, un pizzico di impegno in più a favore dell’italico idioma non credo voglia dire sciovinismo. Ad esempio (o, se preferisce, si può sfruttare l’”e.g:” tanto usato oltremanica che, guarda caso, è latino): che senso ha il sistematico utilizzo di “UK” nell’intervista? Non mi dica che GB sarebbe sembrato troppo provinciale?&#8221;.<br />
Ha ragione su ombellico che si scrive con una sola elle, e poiché l&#8217;ho scritto due volte non posso prendere la scusa, che non prendo, del lapsus calami. Quanto al resto, che ci vuole fare, anch&#8217;io adoro l&#8217;italiano e penso che la nostra lingua abbia una ricchezza tale da non richiedere l&#8217;uso dei anglicismi che lei stigmatizza. Ma, cosa vuole, avendo spessissimo a che fare, sempre più di sovente, con colleghi e situazioni estere (ormai nelle degustazioni in Gran Bretagna, mi viene naturale redigere le mie note di degustazione direttamente nella lingua di Shakesperare e dei Beatles), mi viene spesso naturale usare, e non solo per la necessità di trovare dei sinonimi, termini inglesi anche su questo blog. Sorry, pardon, mi scuso con i lettori italiani e con nemesi e prometto che la prossima volta cercherò di utilizzare termini vernacolari, magari qualche battuta in dialetto bergamasco, romano o ferrarese, così qualche Carneade, e qualche provincialotto sarà contento&#8230;<br />
<strong>P.S.</strong> deve esserci un&#8217;anglofila allergia in giro per la blogosfera, se scopro solo ora che anche un altro innominabile tizio sul blog dei Sovversivi del Gusto ha rimproverato (vedi <a href="http://sdg.simplicissimus.it/2007/12/13/la-ue-e-lo-zucchero-nel-vino-ulteriore-esempio-di-quanto-siamo-distanti" rel="nofollow">http://sdg.simplicissimus.it/2007/12/13/la-ue-e-lo-zucchero-nel-vino-ulteriore-esempio-di-quanto-siamo-distanti</a> =) l&#8217;amico Corsaro in questi termini: &#8220;io parlo del mio mondo e nel mio è pieno di shampisti che parlano a vuoto, di improvvisati della tastiera che credono di dare contenuto usando parole inglesi estrapolate dal loro contesto naturale, dove sono invece appropriate&#8221;. E&#8217; anglofobia dilagante, oppure nemesi e il come-si-chiama? diciamo che sono molto in sintonia?</p>
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		<title>Di: nemesi</title>
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		<dc:creator>nemesi</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 17:18:21 +0000</pubDate>
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		<description>Abbia pazienza, Ziliani, ma &quot;ombellico&quot; (con due elle), per giunta ripetuto scientemente, proprio non va! Ho poi notato una serie stucchevole di anglicismi, in questo Suo articolo e nell&#039;intervista alla &quot;flying sommelier&quot; (orribile espressione, mi auguro rimanga un hapax legomenon).
Un non esaustivo elenco: post; fase di stand by; Barbaresco 2004 wine tasting; ovviamente blind tasting; altri wine writer; sommelier italiana, based in London (agghiacciante!); spazio delle news; nel panel tasting. Capisco la necessità di trovare dei sinonimi, ma suvvia, un pizzico di impegno in più a favore dell&#039;italico idioma non credo voglia dire sciovinismo. Ad esempio (o, se preferisce, si può sfruttare l&#039;&quot;e.g:&quot; tanto usato oltremanica che, guarda caso, è latino): che senso ha il sistematico utilizzo di &quot;UK&quot; nell&#039;intervista? Non mi dica che GB sarebbe sembrato troppo provinciale? Cordialità

&lt;strong&gt;Nota aggiuntiva del moderatore: in questo momento Ziliani è assente per un viaggio all&#039;estero, pertanto non gli è possibile - per ora - rispondere alle osservazioni di Nemesi, ma credo che al suo ritorno non mancherà un suo commento. Roberto Giuliani&lt;/strong&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Abbia pazienza, Ziliani, ma &#8220;ombellico&#8221; (con due elle), per giunta ripetuto scientemente, proprio non va! Ho poi notato una serie stucchevole di anglicismi, in questo Suo articolo e nell&#8217;intervista alla &#8220;flying sommelier&#8221; (orribile espressione, mi auguro rimanga un hapax legomenon).<br />
Un non esaustivo elenco: post; fase di stand by; Barbaresco 2004 wine tasting; ovviamente blind tasting; altri wine writer; sommelier italiana, based in London (agghiacciante!); spazio delle news; nel panel tasting. Capisco la necessità di trovare dei sinonimi, ma suvvia, un pizzico di impegno in più a favore dell&#8217;italico idioma non credo voglia dire sciovinismo. Ad esempio (o, se preferisce, si può sfruttare l&#8217;&#8221;e.g:&#8221; tanto usato oltremanica che, guarda caso, è latino): che senso ha il sistematico utilizzo di &#8220;UK&#8221; nell&#8217;intervista? Non mi dica che GB sarebbe sembrato troppo provinciale? Cordialità</p>
<p><strong>Nota aggiuntiva del moderatore: in questo momento Ziliani è assente per un viaggio all&#8217;estero, pertanto non gli è possibile &#8211; per ora &#8211; rispondere alle osservazioni di Nemesi, ma credo che al suo ritorno non mancherà un suo commento. Roberto Giuliani</strong></p>
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		<title>Di: liloniadriano</title>
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		<dc:creator>liloniadriano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 13:09:40 +0000</pubDate>
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		<description>Megane Gale?...ci arrivavi alle poppe forse..1.86 di g@@@@@!
A parte scherzi.....Malpensa sta decollando!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Megane Gale?&#8230;ci arrivavi alle poppe forse..1.86 di g@@@@@!<br />
A parte scherzi&#8230;..Malpensa sta decollando!</p>
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	<item>
		<title>Di: franco ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/una-guida-dei-vini-diversa-ian-d%e2%80%99agata-curatore-ce-la-racconta.html/comment-page-1#comment-6346</link>
		<dc:creator>franco ziliani</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 13:04:13 +0000</pubDate>
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		<description>parlavo proprio dell&#039;ombellico del mondo, quello cantato in una divertente canzone, anni fa, dal più politicamente corretto (e furbo) dei cantanti italiani, tale Jovanotti...
Su Sabellico non ironizzerei mai, é un amico, anche se lavora per il Gambero rosso e poi ci uniscono bei ricordi, un viaggio in Australia insieme nel novembre del lontano 1996... Bei ricordi (se Marco fosse stato Megan Gale, sarebbero stati anche migliori... :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>parlavo proprio dell&#8217;ombellico del mondo, quello cantato in una divertente canzone, anni fa, dal più politicamente corretto (e furbo) dei cantanti italiani, tale Jovanotti&#8230;<br />
Su Sabellico non ironizzerei mai, é un amico, anche se lavora per il Gambero rosso e poi ci uniscono bei ricordi, un viaggio in Australia insieme nel novembre del lontano 1996&#8230; Bei ricordi (se Marco fosse stato Megan Gale, sarebbero stati anche migliori&#8230; <img src='http://vinoalvino.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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	<item>
		<title>Di: liloniadriano</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/una-guida-dei-vini-diversa-ian-d%e2%80%99agata-curatore-ce-la-racconta.html/comment-page-1#comment-6345</link>
		<dc:creator>liloniadriano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Dec 2007 12:40:41 +0000</pubDate>
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		<description>l&#039;ombellico?
parli di guerra o fai riferimento a sabellico?
tuo Adriano :-O)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>l&#8217;ombellico?<br />
parli di guerra o fai riferimento a sabellico?<br />
tuo Adriano :-O)</p>
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