<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress/wordpress-mu-1.1.1" -->
<rss version="2.0" 
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/">
<channel>
	<title>Commenti a: Da Cavit a Mezzacorona: vecchie e nuove joint venture con la Gallo winery</title>
	<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/da-cavit-a-mezzacorona-vecchie-e-nuove-joint-venture-con-la-gallo-winery.html</link>
	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
	<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 15:56:12 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=wordpress-mu-1.1.1</generator>

	<item>
		<title>By: Franco Ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/da-cavit-a-mezzacorona-vecchie-e-nuove-joint-venture-con-la-gallo-winery.html#comment-9025</link>
		<author>Franco Ziliani</author>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 16:54:22 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/da-cavit-a-mezzacorona-vecchie-e-nuove-joint-venture-con-la-gallo-winery.html#comment-9025</guid>
		<description>Francesca, complimenti per il suo spot, a metà tra il comunicato aziendale ed il compitino da agenzia di pubbliche relazioni. Mi saluti tanto quel "benefattore" di Rizzoli!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Francesca, complimenti per il suo spot, a metà tra il comunicato aziendale ed il compitino da agenzia di pubbliche relazioni. Mi saluti tanto quel &#8220;benefattore&#8221; di Rizzoli!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: francesca</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/da-cavit-a-mezzacorona-vecchie-e-nuove-joint-venture-con-la-gallo-winery.html#comment-9022</link>
		<author>francesca</author>
		<pubDate>Tue, 08 Apr 2008 16:25:33 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/da-cavit-a-mezzacorona-vecchie-e-nuove-joint-venture-con-la-gallo-winery.html#comment-9022</guid>
		<description>non mi trovo per nulla d' accordo con l' articolo scritto. recentemente ho visitato le due cantine siciliane, feudo Arancio e villa Albius e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa. Alle sue affermazioni rispondo che un'azienda deve saper riconoscere anche i limiti che il territorio le impone sia in termini di terreno, ma soprattutto, dal punto di vista di vino. il Teroldego, cari miei, sarà anche conosciuto nella nostra terra e , recentemente aprezzato anche a livello nazionale, ma, non sono solo io a sostenere che la produzione sia eccessivamente limitata. Purtroppo bisogna rendersi conto che a livello di commercio mondiale il Trentino, come ha già sostenuto Lunelli, ha dei deficit nel nome: non risulta sufficientemente conosciuto. Espandere la produzione a livello nazionale mi sembra un'ottima opportunità, non solo per l'azienda, ma credo che questo vada a beneficio degli stessi soci. Vorrei ricordare che Mezzacorona, non solo ha attuato delle politiche che, nel lungo periodo, sapranno dare i buoni frutti, ma, ha conservato anche la sua logica di cooperazione, continuando a garantire ai soci degli introiti tutt'altro che scarni. Vorrei ricordarle che "cooperare per competere " è la formula che il nostro Trentino deve applicare se vuole riuscire ad emergere ed a confrontarsi con realtà vinicole importanti come l' Australia. Il Trentino, infatti, non è un'isola felice, ma in una prospettiva globale, l' unica maniera possibile per crescere come azienda e portare quindi dei benefici a livello di intera regione, è il saper rischiare e non limitarsi o accontentarsi di una produzione meramente locale. In termini globali, la regione Sicilia, mi dispiace dirle, è senz' altro più conosciuta che il Trentino. 
Per riuscire a mantenere una posizione leader, bisogna riuscire ad innovare, non solo imitare, bisogna puntare su conoscenze pregresse, che ci provengono dal capitale sociale primordiale che il nostro territorio ha saputo produrre, ma soprattutto, bisogna saper arricchire le potenzialità che hanno fatto si che realtà come Mezzacorona si siano affermate. In quanto a Rizzoli, la inviterei a riflettere sul ruolo che l'amministratore ha saputo garantire e affermare nel corso degli anni. Mezzacorona ha saputo diventare un polo competitivo e una realtà importante nel nostro trentino, al pari di Cavit e pur non essendo cantina di secondo grado. Infine, le ricordo che l' amministratore Rizzoli, gode di grande fiducia da parte degli stessi soci che hanno saputo negli anni aprezzarne le capacità proprio perchè anche gli stessi coltivatori diretti, hanno visto dei buoni risultati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non mi trovo per nulla d&#8217; accordo con l&#8217; articolo scritto. recentemente ho visitato le due cantine siciliane, feudo Arancio e villa Albius e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa. Alle sue affermazioni rispondo che un&#8217;azienda deve saper riconoscere anche i limiti che il territorio le impone sia in termini di terreno, ma soprattutto, dal punto di vista di vino. il Teroldego, cari miei, sarà anche conosciuto nella nostra terra e , recentemente aprezzato anche a livello nazionale, ma, non sono solo io a sostenere che la produzione sia eccessivamente limitata. Purtroppo bisogna rendersi conto che a livello di commercio mondiale il Trentino, come ha già sostenuto Lunelli, ha dei deficit nel nome: non risulta sufficientemente conosciuto. Espandere la produzione a livello nazionale mi sembra un&#8217;ottima opportunità, non solo per l&#8217;azienda, ma credo che questo vada a beneficio degli stessi soci. Vorrei ricordare che Mezzacorona, non solo ha attuato delle politiche che, nel lungo periodo, sapranno dare i buoni frutti, ma, ha conservato anche la sua logica di cooperazione, continuando a garantire ai soci degli introiti tutt&#8217;altro che scarni. Vorrei ricordarle che &#8220;cooperare per competere &#8221; è la formula che il nostro Trentino deve applicare se vuole riuscire ad emergere ed a confrontarsi con realtà vinicole importanti come l&#8217; Australia. Il Trentino, infatti, non è un&#8217;isola felice, ma in una prospettiva globale, l&#8217; unica maniera possibile per crescere come azienda e portare quindi dei benefici a livello di intera regione, è il saper rischiare e non limitarsi o accontentarsi di una produzione meramente locale. In termini globali, la regione Sicilia, mi dispiace dirle, è senz&#8217; altro più conosciuta che il Trentino.<br />
Per riuscire a mantenere una posizione leader, bisogna riuscire ad innovare, non solo imitare, bisogna puntare su conoscenze pregresse, che ci provengono dal capitale sociale primordiale che il nostro territorio ha saputo produrre, ma soprattutto, bisogna saper arricchire le potenzialità che hanno fatto si che realtà come Mezzacorona si siano affermate. In quanto a Rizzoli, la inviterei a riflettere sul ruolo che l&#8217;amministratore ha saputo garantire e affermare nel corso degli anni. Mezzacorona ha saputo diventare un polo competitivo e una realtà importante nel nostro trentino, al pari di Cavit e pur non essendo cantina di secondo grado. Infine, le ricordo che l&#8217; amministratore Rizzoli, gode di grande fiducia da parte degli stessi soci che hanno saputo negli anni aprezzarne le capacità proprio perchè anche gli stessi coltivatori diretti, hanno visto dei buoni risultati.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Paolo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/da-cavit-a-mezzacorona-vecchie-e-nuove-joint-venture-con-la-gallo-winery.html#comment-6624</link>
		<author>Paolo</author>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2007 23:23:14 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/da-cavit-a-mezzacorona-vecchie-e-nuove-joint-venture-con-la-gallo-winery.html#comment-6624</guid>
		<description>Bravo Ziliani, che Le ha dette chiare.
Posso capire le logiche economiche sottostanti la manovra di Gallo quando si trova mangiata da CAVIT sul mercato USA (fianco a fianco sullo scaffale bottiglie fotocopia...); capisco CAVIT nel volersi tenere Palm Bay e non andare con Gallo (che se li mangia a colazione), comprendo la manovra Peratoner/Girelli (inutile parlare di cooperative chi le gestisce e' sempre un individuo/famiglia oops come i vescovi del Principato di Trento nel Medio Evo) di saltare su di un carro importante (che pero' li dominerà in tutto e per tutto, ma qui la corsa é per il potere non per la mera vendita di vino.  E capisco, conoscendo chi la gestisce la logica di Mezzacorona nuda e pura; si raspa ancora soldi... anche se é sempre più difficile da giustificare - ma non avevano già un super mega impianto di imbottigliamento nella più grande cantina d'Europa (almeno per metri quadrati)?
Quello che personalmente non mi va giù é che il giardino vitato d'Europa dopo tutto questo mangiar di soldi, acquisizioni - vi ricordate che buoni i vini della Cooperativa Rotaliana e tutte quelle piccole gemme di cantine che vanno scomparendo - dicevo alla fine queste realtà producano in media vini mediocri e che quella zona venga ricordata per questi con buona pace dei grandi produttori locali (Marco Donati, Endrizzi etc.) ed alla faccia dell'Istituto San Michele che guarda sconsolato queste vicende.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo Ziliani, che Le ha dette chiare.<br />
Posso capire le logiche economiche sottostanti la manovra di Gallo quando si trova mangiata da CAVIT sul mercato USA (fianco a fianco sullo scaffale bottiglie fotocopia&#8230;); capisco CAVIT nel volersi tenere Palm Bay e non andare con Gallo (che se li mangia a colazione), comprendo la manovra Peratoner/Girelli (inutile parlare di cooperative chi le gestisce e&#8217; sempre un individuo/famiglia oops come i vescovi del Principato di Trento nel Medio Evo) di saltare su di un carro importante (che pero&#8217; li dominerà in tutto e per tutto, ma qui la corsa é per il potere non per la mera vendita di vino.  E capisco, conoscendo chi la gestisce la logica di Mezzacorona nuda e pura; si raspa ancora soldi&#8230; anche se é sempre più difficile da giustificare - ma non avevano già un super mega impianto di imbottigliamento nella più grande cantina d&#8217;Europa (almeno per metri quadrati)?<br />
Quello che personalmente non mi va giù é che il giardino vitato d&#8217;Europa dopo tutto questo mangiar di soldi, acquisizioni - vi ricordate che buoni i vini della Cooperativa Rotaliana e tutte quelle piccole gemme di cantine che vanno scomparendo - dicevo alla fine queste realtà producano in media vini mediocri e che quella zona venga ricordata per questi con buona pace dei grandi produttori locali (Marco Donati, Endrizzi etc.) ed alla faccia dell&#8217;Istituto San Michele che guarda sconsolato queste vicende.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Diego</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/da-cavit-a-mezzacorona-vecchie-e-nuove-joint-venture-con-la-gallo-winery.html#comment-6622</link>
		<author>Diego</author>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2007 17:15:36 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/da-cavit-a-mezzacorona-vecchie-e-nuove-joint-venture-con-la-gallo-winery.html#comment-6622</guid>
		<description>Finalmente giungiamo al nocciolo del problema del vino italiano.
Che non è tanto se si usa la barrique o no ma che si tratta di un settore iperprotetto soggetto, tramite lo status di cooperativa o azienda agricola, a legislazioni e tassazioni agevolate che fanno imbestialire sia un imprenditore che come me cerca di tirare avanti con una società di capitali, sia un lavoratore dipendente che fatica a tirare la carretta.
Non esiste che io debba ammazzarmi di tasse per contribuire ad un impianto di imbottigliamento, ma chissenefrega, se lo facciano facendosi prestare i soldi dalla banche come facciamo noi persone normali.
Mi auguro, caro sig. Ziliani, che almeno lei nel suo blog riprenda più spesso questi argomenti, i casi certo non mancano, visto che molti, in primis i mitici paladini delle liberalizzazioni all'amatriciana, su queste indecenze all'italiana vedono, sentono ma non scrivono.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente giungiamo al nocciolo del problema del vino italiano.<br />
Che non è tanto se si usa la barrique o no ma che si tratta di un settore iperprotetto soggetto, tramite lo status di cooperativa o azienda agricola, a legislazioni e tassazioni agevolate che fanno imbestialire sia un imprenditore che come me cerca di tirare avanti con una società di capitali, sia un lavoratore dipendente che fatica a tirare la carretta.<br />
Non esiste che io debba ammazzarmi di tasse per contribuire ad un impianto di imbottigliamento, ma chissenefrega, se lo facciano facendosi prestare i soldi dalla banche come facciamo noi persone normali.<br />
Mi auguro, caro sig. Ziliani, che almeno lei nel suo blog riprenda più spesso questi argomenti, i casi certo non mancano, visto che molti, in primis i mitici paladini delle liberalizzazioni all&#8217;amatriciana, su queste indecenze all&#8217;italiana vedono, sentono ma non scrivono.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: paolo</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/da-cavit-a-mezzacorona-vecchie-e-nuove-joint-venture-con-la-gallo-winery.html#comment-6620</link>
		<author>paolo</author>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2007 13:54:09 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/da-cavit-a-mezzacorona-vecchie-e-nuove-joint-venture-con-la-gallo-winery.html#comment-6620</guid>
		<description>Tutte queste faccende devono farci riflettere su quanto sia pericoloso trasformare l'agricoltura in un'industria. In trentino é così da anni: nel settore vino, mele, frutti di bosco e speck.
Oggi si costruisce una linea di imbottigliamento del costo di 18.5 milioni di euro per soddisfare le esigenze di un cliente, ma cosa succederà domani quando quel cliente troverà conveniente imbottigliare da un'altra parte? 
Il caso Gallo non gli ha insegnato nulla!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tutte queste faccende devono farci riflettere su quanto sia pericoloso trasformare l&#8217;agricoltura in un&#8217;industria. In trentino é così da anni: nel settore vino, mele, frutti di bosco e speck.<br />
Oggi si costruisce una linea di imbottigliamento del costo di 18.5 milioni di euro per soddisfare le esigenze di un cliente, ma cosa succederà domani quando quel cliente troverà conveniente imbottigliare da un&#8217;altra parte?<br />
Il caso Gallo non gli ha insegnato nulla!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
