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	<title>Commenti a: Chianti Rufina: i vini d’antan erano più veri dei vini di oggi?</title>
	<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/chianti-rufina-i-vini-d%e2%80%99antan-erano-piu-veri-dei-vini-di-oggi.html</link>
	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
	<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 16:05:22 +0000</pubDate>
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		<title>By: Mario Crosta</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/chianti-rufina-i-vini-d%e2%80%99antan-erano-piu-veri-dei-vini-di-oggi.html#comment-6251</link>
		<author>Mario Crosta</author>
		<pubDate>Fri, 07 Dec 2007 16:17:30 +0000</pubDate>
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		<description>Sì, Roberto, concordo pienamente, hai fatto una precisazione puntuale e dovuta al mio pensiero. Aggiungerei in proposito che il vino perfetto non esiste. Il vignaiolo nel farlo si fa un culo tanto, sano o malato se ne va in vigna, non gli pesa se e' festa o un giorno feriale, insegue aromi, profumi, sapori che appartengono alla sua donna, quella che ha in cuore ed in testa e speriamo anche a letto, bellezza all'acqua e sapone, senza trucchi ne' lingeries che tengano, nuda e cruda ma tanto bella anche se ha un neo da qualche parte. Il resto sta solo nei film... e su Wine Spectator!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, Roberto, concordo pienamente, hai fatto una precisazione puntuale e dovuta al mio pensiero. Aggiungerei in proposito che il vino perfetto non esiste. Il vignaiolo nel farlo si fa un culo tanto, sano o malato se ne va in vigna, non gli pesa se e&#8217; festa o un giorno feriale, insegue aromi, profumi, sapori che appartengono alla sua donna, quella che ha in cuore ed in testa e speriamo anche a letto, bellezza all&#8217;acqua e sapone, senza trucchi ne&#8217; lingeries che tengano, nuda e cruda ma tanto bella anche se ha un neo da qualche parte. Il resto sta solo nei film&#8230; e su Wine Spectator!</p>
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		<title>By: Roberto Giuliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/chianti-rufina-i-vini-d%e2%80%99antan-erano-piu-veri-dei-vini-di-oggi.html#comment-6232</link>
		<author>Roberto Giuliani</author>
		<pubDate>Fri, 07 Dec 2007 07:22:09 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/chianti-rufina-i-vini-d%e2%80%99antan-erano-piu-veri-dei-vini-di-oggi.html#comment-6232</guid>
		<description>Credo che la questione sollevata da Vignadelmar sia assolutamente condivisibile. E' vero che i vini oggi sono più puliti, come dice Mario Crosta, ma dal punto di vista dei difetti dovuti alle possibili ossidazioni e virosi, non certo dal punto di vista della gamma cromatica e di profumi, dove la tecnica ci va spesso giù pesante. E' ovvio che un vino costruito non può emozionare perché viene sovrastato, schiacciato, privato della sua anima per diventare un oggetto finalizzato al commercio. I vini di un tempo erano più legati al rapporto fra l'uomo, la terra e le sue tradizioni, a volte anche errate, ma sicuramente più vere, sincere. E' meglio un vino imperfetto con l'anima o un vino perfetto senza carattere? Io non ho dubbi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che la questione sollevata da Vignadelmar sia assolutamente condivisibile. E&#8217; vero che i vini oggi sono più puliti, come dice Mario Crosta, ma dal punto di vista dei difetti dovuti alle possibili ossidazioni e virosi, non certo dal punto di vista della gamma cromatica e di profumi, dove la tecnica ci va spesso giù pesante. E&#8217; ovvio che un vino costruito non può emozionare perché viene sovrastato, schiacciato, privato della sua anima per diventare un oggetto finalizzato al commercio. I vini di un tempo erano più legati al rapporto fra l&#8217;uomo, la terra e le sue tradizioni, a volte anche errate, ma sicuramente più vere, sincere. E&#8217; meglio un vino imperfetto con l&#8217;anima o un vino perfetto senza carattere? Io non ho dubbi.</p>
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		<title>By: consumazioneobbligatoria</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/chianti-rufina-i-vini-d%e2%80%99antan-erano-piu-veri-dei-vini-di-oggi.html#comment-6228</link>
		<author>consumazioneobbligatoria</author>
		<pubDate>Thu, 06 Dec 2007 14:54:49 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/chianti-rufina-i-vini-d%e2%80%99antan-erano-piu-veri-dei-vini-di-oggi.html#comment-6228</guid>
		<description>preoccupazioni e perplessità condivisibili e condivise. senza scendere nei dettagli della degustazione di villa medici a firenze, a tavola avrei barattato volentieri le riserve attuali con almeno un paio di bottiglie di vecchie annate. inoltre solo sui vini di un paio di produttori scommetterei su un futuro da grandi vini invecchiati. af</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>preoccupazioni e perplessità condivisibili e condivise. senza scendere nei dettagli della degustazione di villa medici a firenze, a tavola avrei barattato volentieri le riserve attuali con almeno un paio di bottiglie di vecchie annate. inoltre solo sui vini di un paio di produttori scommetterei su un futuro da grandi vini invecchiati. af</p>
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		<title>By: Mario Crosta</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/chianti-rufina-i-vini-d%e2%80%99antan-erano-piu-veri-dei-vini-di-oggi.html#comment-6226</link>
		<author>Mario Crosta</author>
		<pubDate>Thu, 06 Dec 2007 09:35:38 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/chianti-rufina-i-vini-d%e2%80%99antan-erano-piu-veri-dei-vini-di-oggi.html#comment-6226</guid>
		<description>Indubbiamente le emozioni che suscitavano i vini buoni (e ce ne'erano pero' pochini...) di una volta erano davvero straordinarie. Gusti e aromi che difficilmente si incontrano ancora oggi, dove pero' di vini buoni ce ne sono molti di piu'. Intanto farei una distinzione tra bianchi e rossi, mettendo fra i bianchi anche gli spumanti ed i passiti. per i bianchi una qualita' come quella odierna non c'e' mai stata, la tecnologia ha fatto bene, anzi benissimo. Per i rossi, invece, diventa ancora piu' difficile di una volta trovare vini emozionanti, se non quasi impossibile, ma la qualita' dell'imbottigliato in genere e' cresciuta, quanto meno ci sono vini molto piu' sani. Personalmente l'ultima annata piemontese in ordine di tempo che mi ha emozionato e' stata il 78 del Barbaresco, in particolare un vino fatto da uve del vigneto Gallina da don Giuseppe Cogno, l'indimenticato Parroco di Neive, mentre l'ultima in assoluto e' stata l'88 del Salice Salentino riserva, in particolare un vino fatto da un altro indimenticabile, Cosimo Taurino. Non ci sono Chateau Petrus, Cheval Blanc o Mouton Rotschild che tengano, forse solo la Romanée Conti regge qualche volta al paragone. Sempre se si parla di emozioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Indubbiamente le emozioni che suscitavano i vini buoni (e ce ne&#8217;erano pero&#8217; pochini&#8230;) di una volta erano davvero straordinarie. Gusti e aromi che difficilmente si incontrano ancora oggi, dove pero&#8217; di vini buoni ce ne sono molti di piu&#8217;. Intanto farei una distinzione tra bianchi e rossi, mettendo fra i bianchi anche gli spumanti ed i passiti. per i bianchi una qualita&#8217; come quella odierna non c&#8217;e&#8217; mai stata, la tecnologia ha fatto bene, anzi benissimo. Per i rossi, invece, diventa ancora piu&#8217; difficile di una volta trovare vini emozionanti, se non quasi impossibile, ma la qualita&#8217; dell&#8217;imbottigliato in genere e&#8217; cresciuta, quanto meno ci sono vini molto piu&#8217; sani. Personalmente l&#8217;ultima annata piemontese in ordine di tempo che mi ha emozionato e&#8217; stata il 78 del Barbaresco, in particolare un vino fatto da uve del vigneto Gallina da don Giuseppe Cogno, l&#8217;indimenticato Parroco di Neive, mentre l&#8217;ultima in assoluto e&#8217; stata l&#8217;88 del Salice Salentino riserva, in particolare un vino fatto da un altro indimenticabile, Cosimo Taurino. Non ci sono Chateau Petrus, Cheval Blanc o Mouton Rotschild che tengano, forse solo la Romanée Conti regge qualche volta al paragone. Sempre se si parla di emozioni.</p>
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		<title>By: vignadelmar</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/chianti-rufina-i-vini-d%e2%80%99antan-erano-piu-veri-dei-vini-di-oggi.html#comment-6224</link>
		<author>vignadelmar</author>
		<pubDate>Thu, 06 Dec 2007 08:05:47 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/chianti-rufina-i-vini-d%e2%80%99antan-erano-piu-veri-dei-vini-di-oggi.html#comment-6224</guid>
		<description>Caro Ziliani, non sono sicuro che questo commento abbia pertinenza con quanto da Lei proposto, comunque eccomi a dire la mia.
Recentemente mi sono avvicinato a Velier ed ai suoi prodotti andando a due cene degustazione.
Riassumendo molto grossolanamente, il titolare della Velier, imputa la nuova scarsa longevità dei vini italiani (anche i grandi) all'abuso di trattamenti chimici in vigna, alle tecniche di cantina invasive e principalmente all'uso di lieviti non provenienti dal vigneto stesso.
Su questo punto lui è molto duro, parlando di quasi duopolio dei lieviti da parte di multinazionali che avrebbero un vero e proprio catalogo dei sentori da poter ottenere da ciascun lievito prodotto.
Questi tre fattori, chimica in vigna + cattive tecniche di cantina + lieviti non autoctoni, renderebbero i vini molto meno longevi, molto simili fra loro e perdenti le caratteristiche proprie del tipo di uve utilizzate per realizzarli e del territorio o terroir di produzione.

Chiedo preventivamente scusa nel caso ne aveste già parlato ma credo che su questo tema se ne discuta (volutamente?) poco.

Sono uscito fuori tema?
Lei cosa ne pensa ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Ziliani, non sono sicuro che questo commento abbia pertinenza con quanto da Lei proposto, comunque eccomi a dire la mia.<br />
Recentemente mi sono avvicinato a Velier ed ai suoi prodotti andando a due cene degustazione.<br />
Riassumendo molto grossolanamente, il titolare della Velier, imputa la nuova scarsa longevità dei vini italiani (anche i grandi) all&#8217;abuso di trattamenti chimici in vigna, alle tecniche di cantina invasive e principalmente all&#8217;uso di lieviti non provenienti dal vigneto stesso.<br />
Su questo punto lui è molto duro, parlando di quasi duopolio dei lieviti da parte di multinazionali che avrebbero un vero e proprio catalogo dei sentori da poter ottenere da ciascun lievito prodotto.<br />
Questi tre fattori, chimica in vigna + cattive tecniche di cantina + lieviti non autoctoni, renderebbero i vini molto meno longevi, molto simili fra loro e perdenti le caratteristiche proprie del tipo di uve utilizzate per realizzarli e del territorio o terroir di produzione.</p>
<p>Chiedo preventivamente scusa nel caso ne aveste già parlato ma credo che su questo tema se ne discuta (volutamente?) poco.</p>
<p>Sono uscito fuori tema?<br />
Lei cosa ne pensa ?</p>
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