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	<title>Commenti a: 13 vini italiani nella classifica dei Top 100 di Wine Spectator: voi cosa ne pensate?</title>
	<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/13-vini-italiani-nella-classifica-dei-top-100-di-wine-spectator-voi-cosa-ne-pensate.html</link>
	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
	<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 16:04:50 +0000</pubDate>
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		<title>By: max perbellini</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/13-vini-italiani-nella-classifica-dei-top-100-di-wine-spectator-voi-cosa-ne-pensate.html#comment-6331</link>
		<author>max perbellini</author>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2007 18:31:14 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/13-vini-italiani-nella-classifica-dei-top-100-di-wine-spectator-voi-cosa-ne-pensate.html#comment-6331</guid>
		<description>Recentemente ho assaggiato il vino 7° in classifica di WS e non me ne sono accorto.....
 Max Perbellini</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Recentemente ho assaggiato il vino 7° in classifica di WS e non me ne sono accorto&#8230;..<br />
 Max Perbellini</p>
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		<title>By: Roberto Giuliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/13-vini-italiani-nella-classifica-dei-top-100-di-wine-spectator-voi-cosa-ne-pensate.html#comment-6270</link>
		<author>Roberto Giuliani</author>
		<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 17:34:03 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/13-vini-italiani-nella-classifica-dei-top-100-di-wine-spectator-voi-cosa-ne-pensate.html#comment-6270</guid>
		<description>Ricordatevi che se queste classifiche (o da noi le guide enogastronomiche) funzionano, anche se con sempre minore partecipazione, dipende esclusivamente dal fatto che la gente non è abituata a ragionare con la propria testa. Chi lo fa non può che avere un atteggiamento critico verso di esse, non per partito preso, ma semplicemente leggendone i contenuti e confrontandoli con il mondo reale. Si dice che siamo negli anni (iniziati con gli '80) in cui l'effimero è diventato il pane quoridiano mentre i valori sono andati perduti nello sciacquone, e questo si evidenzia dai politici che abbiamo, dal livello televisivo e della carta stampata. Ma tutto questo, anche in questo caso, si regge in piedi sulla indolenza della gente che, invece di incazzarsi, spengere il televisore, scendere in piazza e gridare basta, al massimo borbotta e continua a subire questo degradamento e ad esserne in qualche modo compartecipe.
Ben vengano tutte le possibili discussioni e le azioni consegnuenti, che si parta dal vino per allargare la sfera a tutto ciò che ci condiziona ogni giorno. La pappa è la stessa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordatevi che se queste classifiche (o da noi le guide enogastronomiche) funzionano, anche se con sempre minore partecipazione, dipende esclusivamente dal fatto che la gente non è abituata a ragionare con la propria testa. Chi lo fa non può che avere un atteggiamento critico verso di esse, non per partito preso, ma semplicemente leggendone i contenuti e confrontandoli con il mondo reale. Si dice che siamo negli anni (iniziati con gli &#8216;80) in cui l&#8217;effimero è diventato il pane quoridiano mentre i valori sono andati perduti nello sciacquone, e questo si evidenzia dai politici che abbiamo, dal livello televisivo e della carta stampata. Ma tutto questo, anche in questo caso, si regge in piedi sulla indolenza della gente che, invece di incazzarsi, spengere il televisore, scendere in piazza e gridare basta, al massimo borbotta e continua a subire questo degradamento e ad esserne in qualche modo compartecipe.<br />
Ben vengano tutte le possibili discussioni e le azioni consegnuenti, che si parta dal vino per allargare la sfera a tutto ciò che ci condiziona ogni giorno. La pappa è la stessa.</p>
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		<title>By: Marco Arturi</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/13-vini-italiani-nella-classifica-dei-top-100-di-wine-spectator-voi-cosa-ne-pensate.html#comment-6269</link>
		<author>Marco Arturi</author>
		<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 16:51:47 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/13-vini-italiani-nella-classifica-dei-top-100-di-wine-spectator-voi-cosa-ne-pensate.html#comment-6269</guid>
		<description>Il vino inteso unicamente come merce, come prodotto di consumo è una cosa; il vino inteso anche e soprattutto come bene culturale un'altra. Wine Spectator opera esclusivamente nella prima ottica. Infatti se uno straniero decidesse di avvicinarsi al vino italiano basandosi sulla Top 100 di WS finirebbe fuori strada, dato che non potrebbe farsi la benché minima idea di cosa siano un Brunello o un Barolo né di quali siano le caratteristiche dei vitigni dei quali sono espressione. E questo francamente mi pare un pochino limitativo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il vino inteso unicamente come merce, come prodotto di consumo è una cosa; il vino inteso anche e soprattutto come bene culturale un&#8217;altra. Wine Spectator opera esclusivamente nella prima ottica. Infatti se uno straniero decidesse di avvicinarsi al vino italiano basandosi sulla Top 100 di WS finirebbe fuori strada, dato che non potrebbe farsi la benché minima idea di cosa siano un Brunello o un Barolo né di quali siano le caratteristiche dei vitigni dei quali sono espressione. E questo francamente mi pare un pochino limitativo.</p>
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	<item>
		<title>By: corrado dottori</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/13-vini-italiani-nella-classifica-dei-top-100-di-wine-spectator-voi-cosa-ne-pensate.html#comment-6268</link>
		<author>corrado dottori</author>
		<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 15:23:28 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/13-vini-italiani-nella-classifica-dei-top-100-di-wine-spectator-voi-cosa-ne-pensate.html#comment-6268</guid>
		<description>Da un lato credo che i giornalisti italiani, in generale e non solo nel settore vino, non siano certo in questo momento fra i migliori al mondo e dunque se queste testate estere hanno preso tanta importanza in un settore che dovrebbe essere "nostro" la colpa non è solo dei vignaioli ma anche della stampa. Con questo non sto dicendo che Parker e Suckling siano bravi ma che i giornali per cui scrivono hanno riempito il vuoto creato da certo provincialismo italiano e francese. 
In secondo luogo trovo che affermare sempre che i produttori italiani per vendere all'estero debbano fare vini più facili e più alla moda è clamorosamente falso. Moltissimi piccoli e validi vignaioli, così come aziende medie, vendono all'estero perché all'estero vi sono molto speso operatori più qualificati che in Italia. Perché vengono pagati in anticipo anziché a 180 giorni. Perché c'è un rispetto che molto spesso manca al consumatore italiano. Ricordo ancora che il vino più venduto nel nostro paese è il Tavernello. E ricordo ancora che molti dei vini tradizionali, tipici e classici sono più richiesti all'estero che nelle migliaia di wine-bar fasulli sorti in Italia negli ultimi dieci anni.
Dunque la classifica di WS è sbagliata anche perché rappresenta male la stessa domanda estera di vini italiani. Il recente post di Ziliani sul buyer newyorchese non fa che confermarlo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da un lato credo che i giornalisti italiani, in generale e non solo nel settore vino, non siano certo in questo momento fra i migliori al mondo e dunque se queste testate estere hanno preso tanta importanza in un settore che dovrebbe essere &#8220;nostro&#8221; la colpa non è solo dei vignaioli ma anche della stampa. Con questo non sto dicendo che Parker e Suckling siano bravi ma che i giornali per cui scrivono hanno riempito il vuoto creato da certo provincialismo italiano e francese.<br />
In secondo luogo trovo che affermare sempre che i produttori italiani per vendere all&#8217;estero debbano fare vini più facili e più alla moda è clamorosamente falso. Moltissimi piccoli e validi vignaioli, così come aziende medie, vendono all&#8217;estero perché all&#8217;estero vi sono molto speso operatori più qualificati che in Italia. Perché vengono pagati in anticipo anziché a 180 giorni. Perché c&#8217;è un rispetto che molto spesso manca al consumatore italiano. Ricordo ancora che il vino più venduto nel nostro paese è il Tavernello. E ricordo ancora che molti dei vini tradizionali, tipici e classici sono più richiesti all&#8217;estero che nelle migliaia di wine-bar fasulli sorti in Italia negli ultimi dieci anni.<br />
Dunque la classifica di WS è sbagliata anche perché rappresenta male la stessa domanda estera di vini italiani. Il recente post di Ziliani sul buyer newyorchese non fa che confermarlo.</p>
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		<title>By: Carlo Zaccaria</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/13-vini-italiani-nella-classifica-dei-top-100-di-wine-spectator-voi-cosa-ne-pensate.html#comment-6267</link>
		<author>Carlo Zaccaria</author>
		<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 14:13:06 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/13-vini-italiani-nella-classifica-dei-top-100-di-wine-spectator-voi-cosa-ne-pensate.html#comment-6267</guid>
		<description>Questa classifica come altre fatte dalla critica straniera (vedi stelline negate all'eccellenza della ristorazione mondiale) mi fa semplicemente sorridere e francamente ritengo non valga assolutamente nulla. Mi stupisce il credito che molti danno a questi giudizi che non sono rappresentativi di un bel niente. Non c'è metro di giudizio e il campione non è certamente ampio come dovrebbe.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Questa classifica come altre fatte dalla critica straniera (vedi stelline negate all&#8217;eccellenza della ristorazione mondiale) mi fa semplicemente sorridere e francamente ritengo non valga assolutamente nulla. Mi stupisce il credito che molti danno a questi giudizi che non sono rappresentativi di un bel niente. Non c&#8217;è metro di giudizio e il campione non è certamente ampio come dovrebbe.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Mario Crosta</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/13-vini-italiani-nella-classifica-dei-top-100-di-wine-spectator-voi-cosa-ne-pensate.html#comment-6266</link>
		<author>Mario Crosta</author>
		<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 13:42:49 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/13-vini-italiani-nella-classifica-dei-top-100-di-wine-spectator-voi-cosa-ne-pensate.html#comment-6266</guid>
		<description>Qualcuno dei commentatori presenti ha mai letto questo? http://www.winereport.com/winenews/scheda.asp?IDCategoria=7&#38;IDNews=1334
Ci ritorno spesso e volentieri perche' sembrerebbe che ad avere il dente avvelenato con Wine Spec...ulator in tutto il mondo sia soltanto il nostro buon Ziliani. Quell'articolo (ma se volete ve ne potete cercare anche degli altri magari in cinese o in arabo perche' ci sono senz'altro e chi cerca trova) dimostra che l'oggetto di cui si parla e' sempre lo stesso: quanti rettangoli di carta filigranata stampata in verde con il volto di George Washington e la scritta "in God we trust" si devono sborsare per fare classifica qui e altrove...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno dei commentatori presenti ha mai letto questo? <a href="http://www.winereport.com/winenews/scheda.asp?IDCategoria=7&amp;IDNews=1334" rel="nofollow">http://www.winereport.com/winenews/scheda.asp?IDCategoria=7&amp;IDNews=1334</a><br />
Ci ritorno spesso e volentieri perche&#8217; sembrerebbe che ad avere il dente avvelenato con Wine Spec&#8230;ulator in tutto il mondo sia soltanto il nostro buon Ziliani. Quell&#8217;articolo (ma se volete ve ne potete cercare anche degli altri magari in cinese o in arabo perche&#8217; ci sono senz&#8217;altro e chi cerca trova) dimostra che l&#8217;oggetto di cui si parla e&#8217; sempre lo stesso: quanti rettangoli di carta filigranata stampata in verde con il volto di George Washington e la scritta &#8220;in God we trust&#8221; si devono sborsare per fare classifica qui e altrove&#8230;</p>
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	<item>
		<title>By: franco ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/13-vini-italiani-nella-classifica-dei-top-100-di-wine-spectator-voi-cosa-ne-pensate.html#comment-6265</link>
		<author>franco ziliani</author>
		<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 13:33:41 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/13-vini-italiani-nella-classifica-dei-top-100-di-wine-spectator-voi-cosa-ne-pensate.html#comment-6265</guid>
		<description>Dov'é l'errore? Non é possibile che io possa esprimere concetti che possano trovare il consenso di C.M. ! Evidentemente non ero lucido o vaneggiavo in questo post, perché C.M. possa essersi spinto a scrivere, come ha fatto, "sono d'accordo con Franco Ziliani". Ma forse sogno e verrò risvegliato dall'ennesima prevedibile tirata del sor Carlo che mi critica per riflesso pavloviano e dice che non sono credibile :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dov&#8217;é l&#8217;errore? Non é possibile che io possa esprimere concetti che possano trovare il consenso di C.M. ! Evidentemente non ero lucido o vaneggiavo in questo post, perché C.M. possa essersi spinto a scrivere, come ha fatto, &#8220;sono d&#8217;accordo con Franco Ziliani&#8221;. Ma forse sogno e verrò risvegliato dall&#8217;ennesima prevedibile tirata del sor Carlo che mi critica per riflesso pavloviano e dice che non sono credibile <img src='http://vinoalvino.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /></p>
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	<item>
		<title>By: Carlo Merolli</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/13-vini-italiani-nella-classifica-dei-top-100-di-wine-spectator-voi-cosa-ne-pensate.html#comment-6264</link>
		<author>Carlo Merolli</author>
		<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 12:12:28 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/13-vini-italiani-nella-classifica-dei-top-100-di-wine-spectator-voi-cosa-ne-pensate.html#comment-6264</guid>
		<description>Acc! sono d'accordo con Franco Ziliani e ne chiedo... venia. L'utilitá della critica e della messa in discussione di queste guide "estere" - ma anche di molte italiane - non pu´essere messa in dubbio e va vista anche sotto un 'altra luce. S'é creata una nomenklatura che tiene lontano dalla attenzione dei recensori e - quindi indirettamente - dei consumatori, una lunga serie di produttori che meriterebbero attenzione. Ora onore e lode alla "nomenklatura" perché fa buoni vini, si é datta da fare, si é imposta all'attenzione e fa i propri interessi.
Ma il dato di fatto é che se il produttore "fuori quota" oltre a fare in vino buono non : parla inglese, non ha risorse economiche, non ha doti comunicative o...diplomatiche, ne avrá da aspettare di tempo che qualche enoscrivente o qualche guida si accorga di lui!  Fatta qualche eccezione di giornalisti dotati di sana curiositá  - come il padron di casa di questo blog - e´impressionante come le novitá, le scoperte e le proposte siano veramente poche. Perché ? perché il giornalista del ramo trova spesso piu´semplice, meno impegnativo, piu´gratificante e spesso piu´.....remunerante scrivere di quel produttore che oltre a fare vini buoni (nessuno fa piu´oramai vini cattivi!) ne produce anche in numero consistente per avere quel surplus di risorse da dedicare alle pubbliche realazioni.

Si obietterá che cosi´va il mondo e che in tutti i rami ci sono i piu´bravi i piu´capaci ed i meno capaci.
Sicuramente, ma secondo me si tratta anche di una forma mentis oramai instaurata nelle maggior parte di chi scrive di vino e che - alla larga interessa un po´tutta l' informazione : la morte della notizia, come qualcun altro ha scritto. Ed in questa luce ben vengano le mille campane dei blog e delle critiche proprio a quelle guide - straniere o italiane - che del mondo del vino richiano di dare un'immagine magari prestigiosa e patinata ma sempre piu´uniforme e dejá vu.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Acc! sono d&#8217;accordo con Franco Ziliani e ne chiedo&#8230; venia. L&#8217;utilitá della critica e della messa in discussione di queste guide &#8220;estere&#8221; - ma anche di molte italiane - non pu´essere messa in dubbio e va vista anche sotto un &#8216;altra luce. S&#8217;é creata una nomenklatura che tiene lontano dalla attenzione dei recensori e - quindi indirettamente - dei consumatori, una lunga serie di produttori che meriterebbero attenzione. Ora onore e lode alla &#8220;nomenklatura&#8221; perché fa buoni vini, si é datta da fare, si é imposta all&#8217;attenzione e fa i propri interessi.<br />
Ma il dato di fatto é che se il produttore &#8220;fuori quota&#8221; oltre a fare in vino buono non : parla inglese, non ha risorse economiche, non ha doti comunicative o&#8230;diplomatiche, ne avrá da aspettare di tempo che qualche enoscrivente o qualche guida si accorga di lui!  Fatta qualche eccezione di giornalisti dotati di sana curiositá  - come il padron di casa di questo blog - e´impressionante come le novitá, le scoperte e le proposte siano veramente poche. Perché ? perché il giornalista del ramo trova spesso piu´semplice, meno impegnativo, piu´gratificante e spesso piu´&#8230;..remunerante scrivere di quel produttore che oltre a fare vini buoni (nessuno fa piu´oramai vini cattivi!) ne produce anche in numero consistente per avere quel surplus di risorse da dedicare alle pubbliche realazioni.</p>
<p>Si obietterá che cosi´va il mondo e che in tutti i rami ci sono i piu´bravi i piu´capaci ed i meno capaci.<br />
Sicuramente, ma secondo me si tratta anche di una forma mentis oramai instaurata nelle maggior parte di chi scrive di vino e che - alla larga interessa un po´tutta l&#8217; informazione : la morte della notizia, come qualcun altro ha scritto. Ed in questa luce ben vengano le mille campane dei blog e delle critiche proprio a quelle guide - straniere o italiane - che del mondo del vino richiano di dare un&#8217;immagine magari prestigiosa e patinata ma sempre piu´uniforme e dejá vu.</p>
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	<item>
		<title>By: enocentrico</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/13-vini-italiani-nella-classifica-dei-top-100-di-wine-spectator-voi-cosa-ne-pensate.html#comment-6263</link>
		<author>enocentrico</author>
		<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 12:08:27 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/13-vini-italiani-nella-classifica-dei-top-100-di-wine-spectator-voi-cosa-ne-pensate.html#comment-6263</guid>
		<description>Fermo restando che Krug Vintage '96 e pochi altri meritano davvero di essere in questa classifica, mi domando sempre come si possa fare una classifica dove troviamo elencati Chateauneuf-du-Pape '05, champagnes '96, supertuscans '04, barolo '03 ecc...
E' vero che trattasi di annate in commercio ma voglio vedere chi tra i due milioni di lettori della rivista ne sono veramente a conoscenza. Molti tra loro "prendono" i giudizi per oro colato e non sanno un'acca sul valore delle annate...
Diamo un'altra occasione sulle capacità di giudizio degli "US tasters" quando il prossimo anno avranno a che fare con i Barolo 2004!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fermo restando che Krug Vintage &#8216;96 e pochi altri meritano davvero di essere in questa classifica, mi domando sempre come si possa fare una classifica dove troviamo elencati Chateauneuf-du-Pape &#8216;05, champagnes &#8216;96, supertuscans &#8216;04, barolo &#8216;03 ecc&#8230;<br />
E&#8217; vero che trattasi di annate in commercio ma voglio vedere chi tra i due milioni di lettori della rivista ne sono veramente a conoscenza. Molti tra loro &#8220;prendono&#8221; i giudizi per oro colato e non sanno un&#8217;acca sul valore delle annate&#8230;<br />
Diamo un&#8217;altra occasione sulle capacità di giudizio degli &#8220;US tasters&#8221; quando il prossimo anno avranno a che fare con i Barolo 2004!!!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: cristiano castagno</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/13-vini-italiani-nella-classifica-dei-top-100-di-wine-spectator-voi-cosa-ne-pensate.html#comment-6262</link>
		<author>cristiano castagno</author>
		<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 12:07:09 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/12/13-vini-italiani-nella-classifica-dei-top-100-di-wine-spectator-voi-cosa-ne-pensate.html#comment-6262</guid>
		<description>In Italia il vino è visto dai media generalisti come un qualcosa di tutto sommato “leggero”ossia devono prevalere gli aspetti ricreativi ,vagamente culturali con una punta di consapevolezza che comunque la cosa lasci trasparire l’importanza commerciale di un “made in Italy”.E’ chiaro che questo vada a nozze con la stampa mainstream specializzata enologica e vitivinicola che usa i media per promuovere se stessa, acquisendo grande visibilità e di conseguenza autorevolezza ,riuscendo a promuovere chi vogliono loro mediante una politica clientelare più o meno esplicita. Credo che lo sdoganamento di una controcultura enologica potrebbe avvenire molto difficilmente. Veronelli con le sue a volte discutibili manifestazioni in qualche modo ci ha provato ma c’è sempre il rischio che quando la cosa si fa interessante s’imbuchi qualche businessman accorto e cavalchi l’onda. E’ un gioco di potere in cui il vino è del tutto secondario.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia il vino è visto dai media generalisti come un qualcosa di tutto sommato “leggero”ossia devono prevalere gli aspetti ricreativi ,vagamente culturali con una punta di consapevolezza che comunque la cosa lasci trasparire l’importanza commerciale di un “made in Italy”.E’ chiaro che questo vada a nozze con la stampa mainstream specializzata enologica e vitivinicola che usa i media per promuovere se stessa, acquisendo grande visibilità e di conseguenza autorevolezza ,riuscendo a promuovere chi vogliono loro mediante una politica clientelare più o meno esplicita. Credo che lo sdoganamento di una controcultura enologica potrebbe avvenire molto difficilmente. Veronelli con le sue a volte discutibili manifestazioni in qualche modo ci ha provato ma c’è sempre il rischio che quando la cosa si fa interessante s’imbuchi qualche businessman accorto e cavalchi l’onda. E’ un gioco di potere in cui il vino è del tutto secondario.</p>
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