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	<title>Commenti a: Wine spectator fa lo strip tease: partito il countdown dei Top 100…</title>
	<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/wine-spectator-fa-lo-strip-tease-partito-il-countdown-dei-top-100%e2%80%a6.html</link>
	<description>il blog di Franco Ziliani</description>
	<pubDate>Wed, 19 Nov 2008 16:04:04 +0000</pubDate>
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		<title>By: alberto p.schieppati</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/wine-spectator-fa-lo-strip-tease-partito-il-countdown-dei-top-100%e2%80%a6.html#comment-5929</link>
		<author>alberto p.schieppati</author>
		<pubDate>Mon, 26 Nov 2007 10:53:37 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/wine-spectator-fa-lo-strip-tease-partito-il-countdown-dei-top-100%e2%80%a6.html#comment-5929</guid>
		<description>Bravo Franco, caustico e realista come sempre. L'analogia, però, non è con uno striptease "spiazzante", che faccia stupire e appassionare...Mi pare, piuttosto, un avere svelato corpi e strutture sapute e risapute, seppure eccellenti: novità pochine davvero. Come a dire: eccitiamoci sì, ma con giudizio. E soprattutto senza rischiare di passare per talent scout del nulla. 
Una sorta di eterno ritorno che, alla fine, riproduce solo se stesso e quella immarcescibile autorevolezza percepita che noi, da ottimi provincial-esterofili, tanto amiamo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bravo Franco, caustico e realista come sempre. L&#8217;analogia, però, non è con uno striptease &#8220;spiazzante&#8221;, che faccia stupire e appassionare&#8230;Mi pare, piuttosto, un avere svelato corpi e strutture sapute e risapute, seppure eccellenti: novità pochine davvero. Come a dire: eccitiamoci sì, ma con giudizio. E soprattutto senza rischiare di passare per talent scout del nulla.<br />
Una sorta di eterno ritorno che, alla fine, riproduce solo se stesso e quella immarcescibile autorevolezza percepita che noi, da ottimi provincial-esterofili, tanto amiamo.</p>
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		<title>By: vignadelmar</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/wine-spectator-fa-lo-strip-tease-partito-il-countdown-dei-top-100%e2%80%a6.html#comment-5791</link>
		<author>vignadelmar</author>
		<pubDate>Thu, 15 Nov 2007 09:48:03 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/wine-spectator-fa-lo-strip-tease-partito-il-countdown-dei-top-100%e2%80%a6.html#comment-5791</guid>
		<description>Io non dico che il Giove Tonante dell'Enologia Italiana sia l'unico grande Produttore di Langa. Penso però che abbia una produzione costante di altissima qualità che si allunga indietro di parecchi decenni. Prima il padre poi Angelo.
Chi non si ricorda, anche solo per averlo letto, di Gaja in giro per il mondo più e più volte con le sue bottiglie di Barbaresco, a promuovere tutto quel territorio che allora era semisconosciuto.
Come ciascuno di noi avrebbe potuto fare di più e meglio, però è quello che sicuramente ha fatto di più !!

Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io non dico che il Giove Tonante dell&#8217;Enologia Italiana sia l&#8217;unico grande Produttore di Langa. Penso però che abbia una produzione costante di altissima qualità che si allunga indietro di parecchi decenni. Prima il padre poi Angelo.<br />
Chi non si ricorda, anche solo per averlo letto, di Gaja in giro per il mondo più e più volte con le sue bottiglie di Barbaresco, a promuovere tutto quel territorio che allora era semisconosciuto.<br />
Come ciascuno di noi avrebbe potuto fare di più e meglio, però è quello che sicuramente ha fatto di più !!</p>
<p>Ciao</p>
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		<title>By: caster57</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/wine-spectator-fa-lo-strip-tease-partito-il-countdown-dei-top-100%e2%80%a6.html#comment-5786</link>
		<author>caster57</author>
		<pubDate>Thu, 15 Nov 2007 04:40:41 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/wine-spectator-fa-lo-strip-tease-partito-il-countdown-dei-top-100%e2%80%a6.html#comment-5786</guid>
		<description>possiamo stare giorni interi a disquisire sull'idiozia di Wine Spectator, ma il problema è un altro,purtroppo molte aziende italiane (che hanno soldi da buttare,io no)ci hanno marciato e ci marciano con gli "score" dati da W.S. e gli altri che fanno?restano al palo.Salviamo il vino italiano o
tra un po' l'Italia del vino sarà solo in mano a due o tre multinazionali, spezziamo questo meccanismo perverso di guide e riviste, ma come? bohhhhh!!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>possiamo stare giorni interi a disquisire sull&#8217;idiozia di Wine Spectator, ma il problema è un altro,purtroppo molte aziende italiane (che hanno soldi da buttare,io no)ci hanno marciato e ci marciano con gli &#8220;score&#8221; dati da W.S. e gli altri che fanno?restano al palo.Salviamo il vino italiano o<br />
tra un po&#8217; l&#8217;Italia del vino sarà solo in mano a due o tre multinazionali, spezziamo questo meccanismo perverso di guide e riviste, ma come? bohhhhh!!!!</p>
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		<title>By: Marco Arturi</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/wine-spectator-fa-lo-strip-tease-partito-il-countdown-dei-top-100%e2%80%a6.html#comment-5785</link>
		<author>Marco Arturi</author>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2007 23:26:28 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/wine-spectator-fa-lo-strip-tease-partito-il-countdown-dei-top-100%e2%80%a6.html#comment-5785</guid>
		<description>Non credo che la "statura monumentale", l'importanza e le capacità di Angelo Gaja possano essere messe seriamente in discussione da nessuno, pertanto se ci fosse una delle sue etichette in cima alla lista di WS non ci sarebbe da scandalizzarsì né da strapparsi le vesti. Diverse sue scelte, invece, mi sembrano meritevoli di approfondimento. Una volta in Langa mi è stato detto da una persona che qualcosina a riguardo capisce: "Gaja avrebbe potuto fare tutto, avrebbe potuto fare la Langa ancora più grande. Aveva tutto per riuscirci, aveva tutto lì, a disposizione: i vigneti, la storia, le capacità, l'intelligenza, i mezzi...Gaja avrebbe potuto fare il Romanée Conti, il miglior vino del mondo. E invece non ha fatto nulla di tutto questo, si è autolimitato per stare appresso al mito della modernità, ai richiami del successo e del commercio, per globalizzare a modo suo la Langa e il Nebbiolo". Vi domando: aveva ragione questa persona? In caso affermativo, anche se uno dei suoi rossi divenisse il "number one" di Wine Speculator ne sarebbe valsa la pena? Ha davvero rappresentato degnamente "l'Italia enologica di qualità davanti al mondo intero meglio di chiunque altro"? Gaja è un grande e su questo non si discute, Vignadelmar, ma non esiste solo lui. E se anche il Gambero Rosso stila le classifiche dei produttori italiani più apprezzati del mondo partendo da "fatto 100 Gaja quanto apprezzate gli altri" ci sono, proprio in Langa, vignaioli (parlo di gente che in mezzo ai filari non va a farsi le foto, ci passa le giornate...) conosciuti a New York come a Singapore che non hanno molto da invidiargli in fatto di talento. Ovvio che ho in mente qualcuno in particolare, ma le charts lasciamole a Suckling &#38; amici. Insomma, come imprenditore Gaja non lo batte nessuno; ma se parliamo di vino e vigna, beh, credo che non sia "the only one", nemmeno se finisce in cima alla simpatica top 100 di WS.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non credo che la &#8220;statura monumentale&#8221;, l&#8217;importanza e le capacità di Angelo Gaja possano essere messe seriamente in discussione da nessuno, pertanto se ci fosse una delle sue etichette in cima alla lista di WS non ci sarebbe da scandalizzarsì né da strapparsi le vesti. Diverse sue scelte, invece, mi sembrano meritevoli di approfondimento. Una volta in Langa mi è stato detto da una persona che qualcosina a riguardo capisce: &#8220;Gaja avrebbe potuto fare tutto, avrebbe potuto fare la Langa ancora più grande. Aveva tutto per riuscirci, aveva tutto lì, a disposizione: i vigneti, la storia, le capacità, l&#8217;intelligenza, i mezzi&#8230;Gaja avrebbe potuto fare il Romanée Conti, il miglior vino del mondo. E invece non ha fatto nulla di tutto questo, si è autolimitato per stare appresso al mito della modernità, ai richiami del successo e del commercio, per globalizzare a modo suo la Langa e il Nebbiolo&#8221;. Vi domando: aveva ragione questa persona? In caso affermativo, anche se uno dei suoi rossi divenisse il &#8220;number one&#8221; di Wine Speculator ne sarebbe valsa la pena? Ha davvero rappresentato degnamente &#8220;l&#8217;Italia enologica di qualità davanti al mondo intero meglio di chiunque altro&#8221;? Gaja è un grande e su questo non si discute, Vignadelmar, ma non esiste solo lui. E se anche il Gambero Rosso stila le classifiche dei produttori italiani più apprezzati del mondo partendo da &#8220;fatto 100 Gaja quanto apprezzate gli altri&#8221; ci sono, proprio in Langa, vignaioli (parlo di gente che in mezzo ai filari non va a farsi le foto, ci passa le giornate&#8230;) conosciuti a New York come a Singapore che non hanno molto da invidiargli in fatto di talento. Ovvio che ho in mente qualcuno in particolare, ma le charts lasciamole a Suckling &amp; amici. Insomma, come imprenditore Gaja non lo batte nessuno; ma se parliamo di vino e vigna, beh, credo che non sia &#8220;the only one&#8221;, nemmeno se finisce in cima alla simpatica top 100 di WS.</p>
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	<item>
		<title>By: The Reification and Hierarchization of Wine &#171; Do Bianchi</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/wine-spectator-fa-lo-strip-tease-partito-il-countdown-dei-top-100%e2%80%a6.html#comment-5781</link>
		<author>The Reification and Hierarchization of Wine &#171; Do Bianchi</author>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2007 19:18:17 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/wine-spectator-fa-lo-strip-tease-partito-il-countdown-dei-top-100%e2%80%a6.html#comment-5781</guid>
		<description>[...] &#8212; the top Italian wine blogger in my book &#8212; posted this insightful and hilarious post on The Wine Spectator &#8220;Top 100 Wine Countdown&#8221; in which he aptly compared the marketing ploy to a [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] &#8212; the top Italian wine blogger in my book &#8212; posted this insightful and hilarious post on The Wine Spectator &#8220;Top 100 Wine Countdown&#8221; in which he aptly compared the marketing ploy to a [&#8230;]</p>
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		<title>By: vignadelmar</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/wine-spectator-fa-lo-strip-tease-partito-il-countdown-dei-top-100%e2%80%a6.html#comment-5780</link>
		<author>vignadelmar</author>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2007 19:06:49 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/wine-spectator-fa-lo-strip-tease-partito-il-countdown-dei-top-100%e2%80%a6.html#comment-5780</guid>
		<description>Altrove Ziliani pronosticava fra i primi tre un rosso di Angelo Gaja, il Giove Tonante dell' Enologia Italiana. Dopo esser stato nominato cantina dell'anno dal Gambero Rosso sarebbe un giusto e meritatissimo coronamento per colui che ha più che degnamente e costantemente rappresentato l'Italia Enologica di qualità nel mondo intero.

Secondo voi è possibile??

Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Altrove Ziliani pronosticava fra i primi tre un rosso di Angelo Gaja, il Giove Tonante dell&#8217; Enologia Italiana. Dopo esser stato nominato cantina dell&#8217;anno dal Gambero Rosso sarebbe un giusto e meritatissimo coronamento per colui che ha più che degnamente e costantemente rappresentato l&#8217;Italia Enologica di qualità nel mondo intero.</p>
<p>Secondo voi è possibile??</p>
<p>Ciao</p>
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		<title>By: Marco Arturi</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/wine-spectator-fa-lo-strip-tease-partito-il-countdown-dei-top-100%e2%80%a6.html#comment-5776</link>
		<author>Marco Arturi</author>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2007 13:01:16 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/wine-spectator-fa-lo-strip-tease-partito-il-countdown-dei-top-100%e2%80%a6.html#comment-5776</guid>
		<description>Trovo decisamente interessante e condivido in pieno il commento dell'amico "misterioso" di Franco, al quale va la mia simpatia istintiva. Provo tuttavia a proporgli una riflessione: la frase “il vino, per essere conosciuto, ha ormai bisogno di dare emozioni che vanno oltre il vino” ha sicuramente del desolante, ma porta con sé anche delle verità meno tristi. Il vino ha fortunatamente bisogno di emozioni che vanno ben oltre il calice anche da un punto di vista non strettamente commerciale: a mio avviso sta finalmente per emergere in maniera netta il concetto del vino come bene culturale legato a doppio filo al territorio del quale è espressione. E sempre più frequentemente mi capita di vedere, in Italia come all'estero, vini imposti all'attenzione (o, se preferiamo utilizzare un termine meno simpatico, "venduti") dalla regione di provenienza come prodotti agricoli ma anche come beni culturali. In questo senso sta lavorando a mio avviso molto bene la Valle d'Aosta, che promuove all'estero la propria piccola ma validissima produzione "offrendola" come parte integrante di un sistema turistico e culturale nel quale ciascuna componente promuove ed è a sua volta promossa dall'altra: il vino locale finisce così per proporre la montagna, il turismo, la storia e le tradizioni valligiane e finisce, ovviamente, per essere "suggerito" da questi stessi fattori. Il tutto, sia chiaro, in un'ottica non esclusivamente mercantile, bensì con lo scopo di salvaguardare le tradizioni di quella viticoltura eroica e di tutelare la miriade di piccolissime proprietà e produzioni che caratterizzano il settore in Valle d'Aosta. Io credo che questo non possa che essere un bene per i vignerons, per chi il vino lo commercia e per chi lo ama. Mi diceva a questo riguardo, solo poche settimane fa, Costantino Charrére: "Noi dobbiamo essere capaci di guardare oltre le montagne, senza per questo dimenticarci quello che siamo. Quindi non c'è nulla di male nel proporci altrove né nell'apprendere con umiltà dagli altri, sempre però avendo ben chiaro che il nostro vino è espressione di questo terroir unico e della maniera che abbiamo di farlo e di concepirlo, che insomma è un prodotto della nostra cultura". Chiaro che poi questo genere di considerazioni è lontano millemila anni luce dalla filosofia di Wine Speculator (provvederò alla corresponsione delle royalities, Franco!), che a mio avviso continua a fare della vera e propria pornografia enoica, strip tease a parte. Ma, vivaddio, non sono solo Suckling &#38; Co a decidere il futuro del vino. Anzi, se mi è consentito dirlo, credo che almeno qui nell'"Enotria Tellus" la loro parabola abbia ormai intrapreso la fase discendente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo decisamente interessante e condivido in pieno il commento dell&#8217;amico &#8220;misterioso&#8221; di Franco, al quale va la mia simpatia istintiva. Provo tuttavia a proporgli una riflessione: la frase “il vino, per essere conosciuto, ha ormai bisogno di dare emozioni che vanno oltre il vino” ha sicuramente del desolante, ma porta con sé anche delle verità meno tristi. Il vino ha fortunatamente bisogno di emozioni che vanno ben oltre il calice anche da un punto di vista non strettamente commerciale: a mio avviso sta finalmente per emergere in maniera netta il concetto del vino come bene culturale legato a doppio filo al territorio del quale è espressione. E sempre più frequentemente mi capita di vedere, in Italia come all&#8217;estero, vini imposti all&#8217;attenzione (o, se preferiamo utilizzare un termine meno simpatico, &#8220;venduti&#8221;) dalla regione di provenienza come prodotti agricoli ma anche come beni culturali. In questo senso sta lavorando a mio avviso molto bene la Valle d&#8217;Aosta, che promuove all&#8217;estero la propria piccola ma validissima produzione &#8220;offrendola&#8221; come parte integrante di un sistema turistico e culturale nel quale ciascuna componente promuove ed è a sua volta promossa dall&#8217;altra: il vino locale finisce così per proporre la montagna, il turismo, la storia e le tradizioni valligiane e finisce, ovviamente, per essere &#8220;suggerito&#8221; da questi stessi fattori. Il tutto, sia chiaro, in un&#8217;ottica non esclusivamente mercantile, bensì con lo scopo di salvaguardare le tradizioni di quella viticoltura eroica e di tutelare la miriade di piccolissime proprietà e produzioni che caratterizzano il settore in Valle d&#8217;Aosta. Io credo che questo non possa che essere un bene per i vignerons, per chi il vino lo commercia e per chi lo ama. Mi diceva a questo riguardo, solo poche settimane fa, Costantino Charrére: &#8220;Noi dobbiamo essere capaci di guardare oltre le montagne, senza per questo dimenticarci quello che siamo. Quindi non c&#8217;è nulla di male nel proporci altrove né nell&#8217;apprendere con umiltà dagli altri, sempre però avendo ben chiaro che il nostro vino è espressione di questo terroir unico e della maniera che abbiamo di farlo e di concepirlo, che insomma è un prodotto della nostra cultura&#8221;. Chiaro che poi questo genere di considerazioni è lontano millemila anni luce dalla filosofia di Wine Speculator (provvederò alla corresponsione delle royalities, Franco!), che a mio avviso continua a fare della vera e propria pornografia enoica, strip tease a parte. Ma, vivaddio, non sono solo Suckling &amp; Co a decidere il futuro del vino. Anzi, se mi è consentito dirlo, credo che almeno qui nell&#8217;&#8221;Enotria Tellus&#8221; la loro parabola abbia ormai intrapreso la fase discendente.</p>
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	<item>
		<title>By: franco ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/wine-spectator-fa-lo-strip-tease-partito-il-countdown-dei-top-100%e2%80%a6.html#comment-5771</link>
		<author>franco ziliani</author>
		<pubDate>Wed, 14 Nov 2007 08:35:24 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/wine-spectator-fa-lo-strip-tease-partito-il-countdown-dei-top-100%e2%80%a6.html#comment-5771</guid>
		<description>Un amico, che preferisce rimanere “misterioso” mi ha inviato questo interessante commento a proposito del mio post sullo spogliarello vinoso dei Top 100 di Wine Spectator. 
Ha scritto: “la tecnica del creare attesa ("teaser") è un metodo di comunicazione molto adottato in America. Qualche esempio noto anche in Italia (es. il lancio dell'ultima Ypsilon 10, un paio d'anni fa), ma in Italia la forma mentis del pubblico non è tale da recepire il teaser; credo sia una questione di cultura umanistica, capace di metafisica (o metafisiche), ma bisognosa di risposte - messaggi - indicazioni concrete. Soprattutto, bisognosa di progressioni lineari. Faccio un esempio: tutto per noi si muove secondo una linea retta, compreso il tempo (il prima - il dopo) e secondo una concatenazione causa - effetto. Oltre l'Umanesimo, il Cristianesimo, dove tutto si muove in linea retta (verso la Redenzione).
Non in tutte le culture è così, anzi: molte culture (compresa quella dell'antica Grecia, ma in particolare quelle orientali) si muovono in modo circolare, con relativa concezione circolare del mondo. Il collegamento al tuo intervento può sembrarti pindarico, ma è soltanto per concordare sul fatto che una tecnica di comunicazione che "crea attesa" richiede parametri di ricezione ben precisi, fosse soltanto la capacità di non dimenticare ciò che si sta aspettando... Nel caso dell'attesa creata nel mondo del vino o, nello specifico, su alcuni risultati, sono ancor più perplesso: tu pensi che chi si trova in vetta alla classifica non sia stato ancora informato? Tu pensi che quello che sta lassù (non Lui, ma il lui che ha conquistato il vertice), non l'abbia detto a parenti e amici? Tutti gli altri, ne consegue, sanno di essere esclusi. L'operazione risulta un po' forzata, se vista da questo profilo.
Forse il problema sta (anche) in questo: troppe forzature di comunicazione in un settore dove l’immediatezza dovrebbe essere essenziale. Sabato ho ascoltato una frase tanto vera quanto desolante: "il vino, per essere conosciuto, ha ormai bisogno di dare emozioni che vanno oltre il vino". E' vero, ma è un po' triste, a ben pensarci, non trovi?”. 
Non posso che concordare pienamente con queste acute osservazioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un amico, che preferisce rimanere “misterioso” mi ha inviato questo interessante commento a proposito del mio post sullo spogliarello vinoso dei Top 100 di Wine Spectator.<br />
Ha scritto: “la tecnica del creare attesa (&#8221;teaser&#8221;) è un metodo di comunicazione molto adottato in America. Qualche esempio noto anche in Italia (es. il lancio dell&#8217;ultima Ypsilon 10, un paio d&#8217;anni fa), ma in Italia la forma mentis del pubblico non è tale da recepire il teaser; credo sia una questione di cultura umanistica, capace di metafisica (o metafisiche), ma bisognosa di risposte - messaggi - indicazioni concrete. Soprattutto, bisognosa di progressioni lineari. Faccio un esempio: tutto per noi si muove secondo una linea retta, compreso il tempo (il prima - il dopo) e secondo una concatenazione causa - effetto. Oltre l&#8217;Umanesimo, il Cristianesimo, dove tutto si muove in linea retta (verso la Redenzione).<br />
Non in tutte le culture è così, anzi: molte culture (compresa quella dell&#8217;antica Grecia, ma in particolare quelle orientali) si muovono in modo circolare, con relativa concezione circolare del mondo. Il collegamento al tuo intervento può sembrarti pindarico, ma è soltanto per concordare sul fatto che una tecnica di comunicazione che &#8220;crea attesa&#8221; richiede parametri di ricezione ben precisi, fosse soltanto la capacità di non dimenticare ciò che si sta aspettando&#8230; Nel caso dell&#8217;attesa creata nel mondo del vino o, nello specifico, su alcuni risultati, sono ancor più perplesso: tu pensi che chi si trova in vetta alla classifica non sia stato ancora informato? Tu pensi che quello che sta lassù (non Lui, ma il lui che ha conquistato il vertice), non l&#8217;abbia detto a parenti e amici? Tutti gli altri, ne consegue, sanno di essere esclusi. L&#8217;operazione risulta un po&#8217; forzata, se vista da questo profilo.<br />
Forse il problema sta (anche) in questo: troppe forzature di comunicazione in un settore dove l’immediatezza dovrebbe essere essenziale. Sabato ho ascoltato una frase tanto vera quanto desolante: &#8220;il vino, per essere conosciuto, ha ormai bisogno di dare emozioni che vanno oltre il vino&#8221;. E&#8217; vero, ma è un po&#8217; triste, a ben pensarci, non trovi?”.<br />
Non posso che concordare pienamente con queste acute osservazioni.</p>
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		<title>By: franco ziliani</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/wine-spectator-fa-lo-strip-tease-partito-il-countdown-dei-top-100%e2%80%a6.html#comment-5767</link>
		<author>franco ziliani</author>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 23:26:22 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/wine-spectator-fa-lo-strip-tease-partito-il-countdown-dei-top-100%e2%80%a6.html#comment-5767</guid>
		<description>Pato, penso che abbia fatto bene a rivendere su ebay a 130 euro, realizzando un bell'utile rispetto al prezzo che le aveva pagate, le due bottiglie del Wine of the year 2006 di Wine Spectator. Quando si trovano dei gonzi, per di più italiani, che sono disposti a pagarle a quella cifra e che le cercano proprio perché secondo Wine Spectator era il "migliore vino del mondo", compiacerli e fargli allargare il portafoglio é giusto, anzi, doveroso... Ma é lecito definire veri conoscitori e appassionati persone del genere?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pato, penso che abbia fatto bene a rivendere su ebay a 130 euro, realizzando un bell&#8217;utile rispetto al prezzo che le aveva pagate, le due bottiglie del Wine of the year 2006 di Wine Spectator. Quando si trovano dei gonzi, per di più italiani, che sono disposti a pagarle a quella cifra e che le cercano proprio perché secondo Wine Spectator era il &#8220;migliore vino del mondo&#8221;, compiacerli e fargli allargare il portafoglio é giusto, anzi, doveroso&#8230; Ma é lecito definire veri conoscitori e appassionati persone del genere?</p>
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	<item>
		<title>By: andrea gori</title>
		<link>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/wine-spectator-fa-lo-strip-tease-partito-il-countdown-dei-top-100%e2%80%a6.html#comment-5766</link>
		<author>andrea gori</author>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 22:20:24 +0000</pubDate>
		<guid>http://vinoalvino.org/blog/2007/11/wine-spectator-fa-lo-strip-tease-partito-il-countdown-dei-top-100%e2%80%a6.html#comment-5766</guid>
		<description>LOL andrea ma ammetterai che il salvino tra i top 100 non è presentabile! mettiamogli un sonaglino come dice briscola e magari poi battete anche l'Oreno...:-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>LOL andrea ma ammetterai che il salvino tra i top 100 non è presentabile! mettiamogli un sonaglino come dice briscola e magari poi battete anche l&#8217;Oreno&#8230;:-)</p>
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